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Nunzia Cosenza's blog

equilibriarte.org : Nunzia Cosenza : blog : 2008 : September : 06

Personale di Umberto Mazzone

Ieri ho trascorso un bellissimo pomeriggio visitando la personale di Umberto Mazzone. I quadri, lo scenario dell’esposizione, i visitatori, tutto sembrava fluttuare in una bolla di magia e tutto è iniziato con una serie di coincidenze magiche. Io e la mia amica Adele, che si è unita a me entusiasta all’idea di visitare una mostra, non riuscivamo a trovare il luogo della personale nonostante le chiare indicazione di Umberto.
In un primo tempo, per causa mia, ci siamo recate presso un altro circolo; in un secondo tempo, una volta scese dal bus, è iniziata la traversia per trovare il luogo del club in cui si teneva la mostra, nessuno dei passanti era in grado di indicarci la via. Camminando ci fermano due ragazze: una di statura piccina come me , lunghi capelli ed occhi dolcissimi, giuro che se avesse avuto una coroncina di fiori avrei pensato di trovarmi in un regno di fate, l’altra più alta ed imponente con due occhi bellissimi che ricordano tutti i colori in cui declina il mare nei pomeriggi d’autunno e che ho l’impressione, come lei la ha di me, di conoscere già.
Le due fanciulle chiedono: “Sapete dove si trova salita Gatto?”
Io rispondo:”Dovete recarvi alla mostra del maestro Mazzone”
E loro con grandi e dolci sorrisi:”Si, si”
Io chiedo loro se sono iscritte su Equi e la fatina mi risponde” Si , sono Josephine Bonì”
“Io sono S-pigolo, Nunzia Cosenza” rispondo
E scattano baci e abbracci, mentre Adele, accanto a me, sorride felice.
Decidiamo di unirci, l’unione fa la forza, alla ricerca dell’Umberto perduto…Finalmente un passante ci indica la strada esatta: una salita , svoltare a destra ed ecco che sul soppalco, da cui si scioglie da entrambi i lati una breve scalinata, appare Umberto che con occhi fissi al mare sta dando indicazioni al telefono..
Umberto ci accoglie felicissimo con grandi sorrisi, sorrisi non solo della bocca ma anche, e soprattutto degli occhi..
Umberto emana un profumo fresco che mi ricorda qualcosa della mia infanzia e trasmette un senso di giovinezza e serenità, anche se , guardandolo negli occhi si vede una vena di malinconia, una malinconia particolare, come se Umberto guardi con gli occhi, ma veda con l’anima; come se abbia una radice qui nella terra e una nell’Oltre, l’Oltre da cui sicuramente trae ispirazione.
Vedere i suoi quadri dal vivo è emozionante: i colori son bellissimi, sembra di entrare nella tela e ripercorrere i paesaggi che Umberto ci propone, sembra che con ogni pennellata Umberto serva, con magia, agli spettatori il sentire umano, la sua stessa anima.
Gli occhi di Josephine mentre osserva rapita i quadri divengono ancora più belli, dolci e profondi.
Io sono felicissima, mi sento serena come non mai ed è come se conoscessi Umberto, Josephine e la sorella da una vita.
Tutto è ammantato di una piena, irreale magia. Lo scenario in cui si svolge la mostra si sposa perfettamente con l’opera di Umberto: uscendo dalla sala in cui sono esposte le opere si vede il mare ed un perfetto spicchio di luna di un incantevole bianco dorato che da l’impressione di uno spicchio di madreperla.
Umberto mi presenta Filippo Liardo, altro equilibrino siculo, ho impressione di conoscere da sempre anche lui. Filippo mi immaginava diversa: più imponente, mentre io lo immaginavo più chiuso e distaccato, invece emana simpatia e cordialità, come la sua bella moglie che sembra una sibilla antica. Insieme formano una bella coppia , un bel contrasto di colori, fisionomie e modi: Filippo conversa molto la moglie è più taciturna; una fusione di opposti che rende un bell’uno.
Filippo pensava che io, Adele e le sorelle Bonì fossimo tutte sorelle tra noi.
Un magnifico micino bianco latte con macchie arancio chiaro ed occhi azzurrissimi cammina tra i visiatori e lascia la mostra, ricordandoci che, causa bus, dobbiamo andare anche noi quattro ragazze.
Raccolte su una panchina con un occhio alla strada da cui deve giungere il bus ed uno al mare vestito di gocce di luna parliamo come amiche che si conoscono da sempre, le sorelle Bonì ci raccontano che all’andata loro han perso il bus numero 79 su cui eravamo io e Adele, il Destino ci ha fatte comunque incontrare…
Giunge la nostra “carrozza” mentre la sera scivola serena e magica, profumata dalla scia dei colori di Umberto…..




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