Monday August 11, 2008
C'era una volta una Fata che si chiamava Fiammina, era stata partorita da una lacrima scaturita dall'amore impossibile tra la Ninfa Suprema Acqua e il Grande Stregone Fuoco.
Fiammina era bellissima il suo incarnato era chiaro e trasparente come pura acqua, i suoi occhi erano ardenti stelle e la lunga chioma rossa sembrava fluttuare come morbide piume nell'aria confondendosi con le lucenti lingue di Fuoco di cui andava vestita e che le conferivano un delicato e vibrante movimento che dava l'impressione di vederla sempre impegnata in una delicata danza.
Potete dunque immaginare come la nostra Fata fosse molto corteggiata, ma l’unico che riuscì a conquistarla fu un mortale:un pittore molto noto nella contea di Luxaeterna.
Fiammina si era innamorata del pittore perché era rimasta incantata dalla luce che questi sapeva far nascere dai colori e dai fantastici mondi che egli rappresentava nelle sue tele; il pittore dal canto suo aveva desiderato ardentemente Fiammina perché da quando l’aveva vista la sua ispirazione sembrava essere divenuta interminabile ed i suoi quadri sembravano permeati da una luce magica, in più il fatto che nella sua casa dimorasse una Fata aveva richiamato al suo studio un gran numero di visitatori e curiosi da ogni parte della contea.
All’inizio il pittore era molto amorevole con la dolce Fata a cui bastava guardare il Sole, suo fratello, e le stelle, sue sorelle, per essere felice, inoltre, ogni qualvolta guardava negli occhi il suo amato , Fiammina cominciava a brillare di una luce celestiale:era come se la luce negli occhi di lui alimentasse l’anima di lei, luce che diveniva più forte ogni volta che l’amato pronunciava per lei parole d’amore facendola sentire la sua Regina.
Ma presto il pittore, tutto preso dalla sua fama di potere e dal modo per racimolare più denari e gloria possibile, divenne geloso e distratto: non pronunziava più dolci frasi per la sua Fata ed arrivò al punto di non fare entrare nessuno nella sua dimora per paura che qualcuno vedendo Fiammina fosse ispirato e lo superasse nella pittura.
Vennero giorni difficili per la nostra amica, chiusa tra le quattro mura, rese gelide dal silenzio e dal distacco del suo amato, cominciò a languire piano piano, a farsi fioca ed il pittore, invece di curarsi di lei, quelle poche volte in cui le rivolgeva la parola lo faceva per rimproverarla di non esser più capace di illuminarlo e farle notare che i suoi quadri eran divenuti cupi. Sulla casa si abbatterono silenzio e tedio,più il pittore si chiudeva in sé cercando il talento perduto più Fiammina, che era stata una Fata forte, si spegneva. Sarebbe stato sufficiente che il pittore si fosse ricordato di lei e le avesse ricordato quanto la amava, ma ormai il suo cuore era divenuto svogliato e taciturno.
Una notte Fiammina cominciò a piangere e le sue lacrime cadevano così copiose che iniziò a spegnersi, nello stesso momento suo Padre Fuoco avvertì un brivido e preoccupato interrogò la sua sfera di magma, la scena che gli si presentò fu orribile: Fiammina si stava spegnendo sommersa dalle sue stesse lacrime. Fuoco, a cavallo di un fulmine, giunse alla dimora del pittore, abbracciò la sua figliola restituendole tutto il calore perso e poi , infuriato, cominciò a soffiare la sua ira per tutta la casa del pittore che fu destato dal forte crepitio delle tele e dei mobili che andavano in fumo. Di fronte a tanto scempio il pittore tentò di difendersi gettando dell’acqua intorno, ma Fuoco, al massimo del furore fece per bruciare anche lui; fu Fiammina ad impedirglielo, in fondo quell’uomo l’aveva amata, e a chiedergli di “punirlo”, se proprio doveva, trasformandolo in una stella che avrebbe illuminato la via ai passanti.Fuoco, intenerito da tanto dolce affetto, accontentò la sua figliola ed il pittore fu trasformato nell’astro che ha il nome di “Chromia” e che risplende di sette colori.
Fiammina , invece, restò libera e felice a girare l’universo sottoforma di energia, luce e calore, donando così il suo amore eterno a tutta l’umana specie.
E voi ricordate: non basta un legame o un vincolo per fare sentire all’altro che l’amate , è necessario alimentare sempre questa fiamma di cui spesso siamo dimentichi perché troppo presi dalla corsa frenetica del mondo e da noi.
Amor altro non è che la fiamma che dai miei occhi bevi affinché io ne riempa il tuo cuore…
Buonanotte
un Bacio a DAM
category: Parole... - August 11, 2008 09:47 PM [edited: August 11, 2008 09:57 PM]
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