Sunday August 31, 2008
Questa notte , tra i tanti sogni, ho sognato Maurizio Citti. Eravamo in uno dei tanti posti sconosciuti che sogno spesso, e c'era una folla incredibile , sembrava di stare ad una processione o ad una manifestazione importante. La folla era avvolta da una luce così forte che ne distinguevo i contorni, ma non i dettagli dei volti o del corpo.
Maurizio ed io, eravamo in piedi ai bordi della strada, lui era molto sorridente e mi ha detto che stava bene, ma io per esserne certa ho voluto che togliesse gli occhiali da sole e guardarlo negli occhi, lui ha sorriso e mi ha accontentata ed il suo sguardo era dolce e sereno.
Abbiamo parlato tanto e mi ha dato tanti consigli e detto tante cose sulla mia vita, ma non ricordo nulla.
Poi mi ha accarezzato la fronte e poi il sogno è finito..
Ho sollevato il Destino
ed il suo peso cupo
ha piegato la mia schiena
sino a lavar di lacrime i piedi sporchi
di una Vita scalza di giustizia
Oggi è leggera la mia croce
come una chiave tra Cielo
e la vostra ruvida terra
dove, come cicale impazzite
prigioniere del ventre dell'indifferenza,
affannati a frinire all’Eterno
il vostro costante lamento
dimenticate di nutrire la Vita
Disteso sul sorriso di Dio,
un fiore in bocca ed i piedi sospesi sull'Oltre,
benevolo rido di voi
scimmie ottuse di un Fato già dipinto
category: Sogni - August 31, 2008 09:07 AM
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Saturday August 30, 2008
Stanotte ho sognato di essere sdraiata supina in un campo di papaveri rossi, che sono tra i miei fiori preferiti, ero nuda e coperta da petali e ulteriori papaveri, sentivo il loro fresco contatto sul corpo, e da qualche angolo affiorava uno scampolo della mia pelle bianchissima. Il cielo era terso e delle nuvole delicate si rincorrevano, io le fissavo.I miei capelli erano sciolti e si allungavano in ogni direzione, poi è arrivata una persona di Equi a me molto cara, ma pur sapendo che era questa persona la vedevo in forma di farfalla. Abbiamo parlato tanto ed è imbrunito sino a giungere la luna. Tante fiammelle colorate sono apparse tra i fiori e delle bolle leggere fluttuavano in aria; poi l'amico farfalla mi ha toccato la fronte con un pennello intinto di viola ed io son divenuta un enorme papavero. Con la corolla toccavo le stelle; l'amico farfalla è tornato, nello stesso istante, ad essere umano, ma era color arancio dalla punta dei capelli ai piedi e si è arrampicato sino alla mia corolla, all'interno della quale si è sdraiato addormentandosi, ho chiuso la mia corolla a cupola su di lui e mi sono addormentata anche io .
C'era un vento delicato ed hanno cominciato a volare infinite libellule di tutti i colori...
Giuro che ieri non ho bevuto prima di andare a dormire..
I sogni son desideri....
Ciau
Oggi ho in mente questo verso canoro:
"E canto uan canzone triste , triste , triste come me........"
category: Sogni - August 30, 2008 12:17 PM [edited: August 30, 2008 05:48 PM]
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Friday August 29, 2008
Il tempo impiegato viaggiando sul tram per raggiungere il posto di lavoro deve, secondo me, esser sfruttato e reso sacro. Cosa si può fare in tram, così come in treno o in aereo, oltre che leggere un libro, una rivista o ascoltare musica dal proprio fedele lettore mp3? Si può trasformare, con la propria immaginazione, il tram in un mondo contenente tanti piccoli mondi:le altre persone viaggianti con te; si possono leggere occhi, sguardi e pensieri altrui…
Questa mia inclinazione ad osservare è probabilmente nata con me e quando finalmente ho iniziato a camminare da sola, libera di poter girare, almeno in casa, senza dover costringere la mia mamma a portarmi da un punto all’altro di una stanza sotto l’imperioso indicare del ditino indice, accompagnato dallo sguardo acceso e curioso diretto all’oggetto o alla persona di mio interesse, mi perdevo in lunghe , solitarie esplorazioni dell'ambiente domestico.
Così ricordo, allora vivevo con i miei nonni materni, portavo a spasso per la casa il mio caschetto di capelli color rosso, colore che ha vestito la mia criniera dalla nascita per mutare, definitivamente, in castano verso i sei anni, e mi nascondevo ad osservare mio nonno o mio padre quell’atto di dare la schiuma da barba al viso; entrambi, a quei tempi portavano i baffi, ed io restavo incantata nell’osservare con quale minuzia col pennello percorrevano tutto il perimetro del loro volto, da metà guancia al mento,lasciando liberi ed intatti i baffi. Mio nonno e mio padre avevano una corporatura massiccia, da lavoratori e ai miei occhi di pulce sembravano due bellissimi giganti Osservavo mia madre intenta a cucinare o rammendare, mi piaceva il morbido, sottile nero dei suoi capelli ondulati da una leggera messa in piega e l’ombra setosa delle sue folte ciglia che lasciavano intravedere gli occhi chini nell’atto di infilar il filo di cotone nella cruna, adoravo il panneggio delicato che i suoi ampi, freschi abitini a fiori formavano scivolandole addosso mentre era seduta.
Ero comunque un’osservatrice timida, i timidi hanno questo punto a loro favore: parlan poco ed osservano, quindi comprendono, molto; in più ero già da allora una sognatrice, partendo dall’osservazione di un particolare mi perdevo nella creazione mentale di fantastici mondi….
Di Nunzia bambina è rimasta questa curiosità nei confronti del genere umano, curiosità che rende felici, a volte arricchisce , a volte addolora : son mille le sfumature d’anima che si posson cogliere in un viso estraneo diciamo che sono una sorta di “maniaca visiva” dell’espressione altrui.
Oggi sul tram c’era un caldo particolare, un caldo spesso, denso di odori , lingue ed etnie.
Ad ogni fermata mi rivolgo alla porta che si apre sia per rubare un po’ d’aria del “fuori” sia per osservare i nuovi passeggeri. Dovete sapere che nella mia professione di “maniaco visivo” io ho delle ossessioni , dei punti fermi: osservo sempre le scarpe delle creature che siano grandi o piccini, che siano uomini o donne, ho l’abituale tendenza ad associare le creature umane ad animali o ad abbinare sensazioni ad immagini stile cartone animato o disegno.
Sul tram sale una creatura maschile che sembra un passerotto, i suoi movimenti son lenti e delicati, il suo incarnato bianco. E’ avvolto in un vestito da uomo color turchino che gli conferisce un aspetto immensamente delicato, nonostante il caldo da sotto la giacca si vedono affiorare i polsini di una camicia e , sotto di essa, più in basso del vistoso pomo d’adamo, si intravede lo scollo di una maglia di cotone bianco. Il fatto che la gracile creatura non abbia ne capelli , ne ciglia , ne sopracciglia non mi permette di indovinarne l’età: potrebbe essere giovanissimo come vecchissimo, la pelle, immacolata e priva di rughe, ridotta ad una essenziale pellicola rende ben visibile tutto il disegno delle ossa craniche e facciali. Subito mi sento mancare il respiro e sono invasa dal vuoto, mi sembra di vedere il mio cuore fluttuare nel vuoto ed essere colto di spalle da un enorme mano che lo strizza come un pupazzo anti-stress in lattice, sento dolore, sarà che quei lineamenti intonsi ed affilati, li ho già vista su mia madre e su altre persone vittime di cancro e chemioterapia; spero di sbagliare intuizione. Ho smesso già da un po’ di fissare il passerotto, che nel frattempo si è seduto; si riapre la porta e accoglie un raggio di sole che rimbalza sul pavimento in modo particolare, sembra di vedere una danza di gocce di luce ovattate, sembra che l’ambiente si sia predisposto ad accogliere qualcosa di magico. Nel tram entra una folata di scirocco umida di odore di camomilla, quest’aurea profumata accompagna una nuova, piccola passeggera: una bimba di circa tre anni.
A ben pensare non è una bimba , è una fatina , forse una fatina della camomilla, una di quelle creature magiche che al solo guardarla ti regala una serenità ultraterrena .
La fatina ha la pelle ambrata dal sole, un musino rosso come una ciliegia , che ogni tanto sporge verso l’esterno del visino in un movimento che sembra una ciucciata, profondi e grandi occhi neri di taglio quasi orientale e lunghe ciglia scure a cui sembra appesa la magia del cosmo, lunghi capelli neri ondulati che hanno la morbidezza di una carezza calda. Il tram sussulta , per via di una brusca frenata, la piccola, saldamente legata alla mano della sua mamma, sobbalza con delicatezza e l’ondeggiare del suo abitino rosso a campana, con le maniche cadenti in due morbidi sbuffi su cui sono applicate delle maestose farfalline, la fa somigliare ad un papavero in festa. La fatina , quasi a volersi dare energia per affrontare il saltellante viaggio, agita la bacchetta magica che tiene stretta nella mano sinistra: una girandola a grossi spicchi blu, giallo, verde e arancio tenuti insieme da un bottone a forma di fiore, i miei occhi, intanto, son caduti sulle sue scarpe che sono costituite, sembrerebbe per un gioco ottico, da una enorme margherita rosa e una sottile suola in tinta, in realtà sono dei minuscoli sandaletti infradito. Scopro che la fatina è vanitosa: osservando la piccola borsa di paglia rosa che ciondola allegra dal braccino destro, vedo fuoriuscirne una filo di perle di plastica multicolore e la stanghetta di un paio di occhiali da sole gialli a fiori.
Ad un certo momento vedo la piccola fissare qualcuno e sorridere di stupore come se avesse visto un angioletto, il musino della bimba prima si allarga in un sorriso porpora per poi stringersi nel gesto di mandare un bacio, gesto che la fa somigliare ad un pesciolino. Seguo il suo sguardo e noto che il passerotto turchino si è alzato per andarle incontro mentre lei grida festante “Nonno..Mio!” e gli indirizza un tocco di girandola bacchetta magica. L’incontrarsi del passero e della fata è un fondersi di camomilla e lavanda, una scena così incantevole che il tram sembra fermarsi per celebrarla.
Passero, fata e mamma della fata si siedono vicini.
La mamma della fata rivolgendosi al passero , mentre gli carezza la testa con profondo amore , domanda:
“Papà come è andata la chemioterapia stavolta?”
Intanto la bimba fata ha preso la girandola e l’ha messa, a mo’ di grande fiore,nel taschino della giacca al nonno passero che risponde alla domanda della figlia:
“Bene bene, ma ora lasciami parlare con questa principessa…Ti va un gelato?”
Bimba e nonno si guardano , ora lei è in braccio a lui , i loro volti si avvicinano e i loro nasi si sfregano l’un con l’altro come in un gesto da mici affettuosi..
E la vita continua
category: Diario - August 29, 2008 07:31 PM
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Thursday August 28, 2008
Vive un perfetto baricentro
dalla ruga della fronte
all'angolo della bocca
dove ogni parola brucia
rimbalzando
dal pavimento del sogno
al soffitto del reale
come cerchi di fuoco
soffiati da un'artista di strada
chiamato Anima
E ci saranno nuovi castelli
e svuoteremo il ventre di nuove clessidre
per aver sabbia da costruire gli argini del Tempo
ed ogni passo sarà una danza
sull'orlo del ritorno
dove ogni interrogativo avanza
portando sulle spalle il Presente
ed ogni equilibrio ha il fruscio
d'ali farfalla
P.s. Tra ieri notte e il pomeriggio di oggi ho sognato di cercar qualcosa, poi c'erano piccole creature luminose che spiavano , benevole e silenziose la mia ricerca, un pavimento a scacchiera, un castello che aveva per tetto un cielo di stelle , delle fiammelle e
category: Poediario - August 28, 2008 11:57 PM [edited: August 29, 2008 10:20 AM]
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Wednesday August 27, 2008
Ho visto mutare il mare
tante volte quanti i battiti del cielo
quando le nuvole si fan di marmo
pascolando ciò che di loro resta
tra l'oblio dell'universo
ché Dio ha tante bocche
quante son le sofferenze che il Tempo ingoia
Solo in punta di piedi
con dita di pietra e orme di sale
ci è concesso di sfiorar l'Eterno
il resto son briciole
per il ventre imbadito del Destino
e non c'è peggior fame
che la bulimia di una Vita che corre
senza coglier la perfezione degli abissi dell'anima
category: Parole... - August 27, 2008 07:25 AM [edited: August 27, 2008 07:32 AM]
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Monday August 25, 2008
Qualche giorno fa ho postato questo mio disegno su carta colorato con photoshop
/art/168037
e Rodolfo Cubeta e Stefano Venturini, a mo di di due sensitivi (perché dico così lo comprenderete leggendo) mi han detto che ricordava loro lo stile di Chagall che io non conoscevo o credevo di non conoscere..
Sta di fatto che ho cercato immagini di dipinti di Chagall, le opere del pittore mi hanno totalmente rapita, osservandole con attenzione la mia mente è tornata a 21 anni orsono.
Era l'anno scolastico 1987/88, io avevo 12 anni e frequentavo la classe seconda media inferiore , già nutrivo una passione per la poesia. Possedevo, a quei tempi, un'enciclopedia di cultura generale i cui grossi volumi, ancora presenti nella mia libreria, erano inframmezzati da tavole monografiche relative a vari argomenti in essi trattati; nel caso di pittori la tavola monografica rappresentava un dipinto..
Sfogliando un volume dell'enciclopedia per scrivere una ricerca di storia fui letteralmente rapita da una monografia dedicata a Chagall che riportava la sua opera "Il Violinista Blu"...Tanto l'opera mi affascino che composì una poesia che fu pubblicata nell'annuario scolastico....
Quando si dice empatia....Forse un filo sottile mi lega a Chagall:)
A seguire Poesia di baby spigolo
e "Il violinista blu"
"Il violinista blu"
Sta in un angolo
seduto su una sedia,
suonando una dolce melodia,
mentre la luna e le stelle
sono in festa;
all'improvviso tutto tace
tutto diventa pace
e il violinista blu
se ne va via
lasciandosi dietro una dolce melodia
Nunzia Cosenza classe 2°A
August 25, 2008 03:52 PM [edited: August 25, 2008 03:55 PM]
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Sunday August 24, 2008
Attraverso gli spazi vuoti dell'arabesco creato da rami e foglie dell'ulivo e del cedro vedo il cielo declinare con dolcezza verso il mare.
In questa serata estiva la trama del cielo sembra intessuta di seta leggera e frusciante, é di un blu scuro vellutato e il limpido quarto di luna, appuntato in alto a sinistra della volta stellata, sembra un cammeo di madreperla tinto di eburnee sfumature bianco dorate.
Tutto il panorama è vestito di un fresco silenzio estivo, un silenzio che scende nell’anima con dolce stupore, un silenzio carico di aromatiche sfumature mediterranee:uva, fiori,limoni, zagare e mare.Le immense foglie di palma sembrano accarezzare languidamente l’orizzonte che , dall’alto della collina, è un costellare di luci accese sulla costa calabrese. Le luci salgono al cielo per far rimbalzare poi il loro riflesso sull’immensità del mare, così si ha l’impressione di osservare il riverbero di un enorme scrigno pieno di gemme luccicanti.
Tutto è perfetto e desidererei che il tempo si fermasse a questo momento e noi, giovani ragazzi provati spesso dalla vita, restassimo per sempre immersi in quella delicata culla naturale dimenticando i dolori e i problemi.
Mia sorella , che stasera sembra aver rubato due stelle al cielo per sostituirle ai suoi occhi tanto essi son carichi di luce mentre guarda il suo amore, accende l’autoradio -“Con una rosa hai detto vienimi a cercare…Muoio per te , vivo per te…” (*1) ( vd nota a piè di racconto).-
Stella guarda languida la luna , c’è molta malinconia nel suo sguardo da quando Nicola, in un tiepido febbraio, ha deciso di addormentarsi tra le braccia del Destino. Stella si avvicina a me, ci guardiamo senza parlare, occhi negli occhi, i suoi grandi e profondi occhi castani; il suo silenzio è carico di parole e storie e passato; poi lei dolcemente mette il suo morbido muso tra le mie mani chiedendo una carezza, sfioro leggermente il suo naso umido e le sorrido, son sempre più convinta che questa dolcissima meticcia sia un essere umano intrappolato nel bel manto lucido di un cane nero e beige.
Il colore giallo oro dei limoni che, come incensiere devote alla Natura, dondolano sul ramo profumando l’aria mi fa pensare al sole….
Speriamo che il domani sia fresco e dolce come questa serata….
“A me mi piace vivere alla grande gia'
girare tra le favole in mutande ma
il principe dormiva la strega s'e' arrabbiata…”(*2)
Nota (*1): la canzone citata nel racconto
it.youtube.com/watch?v=akbr0ABCGLE
Nota (*2): Questa canzone l’ho ascoltata ieri sera tornando a casa, l’hanno passata in radio, non la conoscevo e di san remo del 1979 ..Mi è molto piaciuta….
it.youtube.com/watch?v=d [...] vc&feature=related
category: Poediario - August 24, 2008 09:37 AM [edited: August 24, 2008 09:55 AM]
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Saturday August 23, 2008
Tornerà l'autunno
per vestirmi con l'oro del suo verde andato
e le mie labbra saranno ovattato silenzio
sfilerà l'arabescato bronzo di fronde
tra il nuovo capitolo dei miei anni
mentre pioverà il rosso tepore di un malinconico tramonto
Son come le foglie asciugate dalle lacrime del cielo:
ferma fino a che il Vento non venga a cercare il mio Destino
P.s. Adoro l'Autunno perché son nata in autunno:)
Immagine trovata in rete
it.youtube.com/watch?v=kouu_HplNgU
category: Parole... - August 23, 2008 07:51 AM [edited: August 23, 2008 07:52 AM]
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Friday August 22, 2008
Immaginate di essere un filo d'erba fresco e che una permanente rugiada, consistente come miele appiccicoso, vi vesta per tutta l'estate..Ecco, adesso potete capire come si sente un Messinese costantemente matido di Scirocco...
Il caldo mi rende mollemente languida, soffice come un pandoro e svogliata come una stella marina in vacanza in cielo...
Ho ancora negli occhi la fantasia del tessuto dell'abito di una vecchina che oggi viaggiava sullo stesso mio tram .Sarà che era una fantasia floreale fresca : piccole campanule viola e gialle su sfondo verde, il tutto guarnito da voilants all'orlo ed alle maniche, sarà che la vecchina con la faccia di bimba, un morbido , disordinato chignon bianco argento e i fianchi larghi, da Sicula doc, mi ha fatto venire in mente una fatina....
In bocca, invece, ho ancora il sapore colorato delle caramelle che ho visto, ma non comprato, al super market:giallo-arancio-rosso-bianco-lilla-cola..Uhm
mm.. Guardavo le morbidose, succose creature con un occhio, mentre con l'altro occhio leggevo l'ultimo capoverso di un libro esposto nell'adiacente reparto libri. Per scegliere un libro leggo sempre l'ultimo capoverso...Il libro parla di un uomo con occhi belli e subito mi ha riportato in mente che tutti i miei uomini avevano occhi belli, perché in un uomo son gli occhi che mi fanno innamorare, se un uomo ha occhi che trasmettono sensazioni per me non gradevoli, potrebbe essere l'uomo più bello del mondo , ma non avrebbe storia...
Tutti i miei uomini avevano occhi scuri, profondi con viali di folte ciglia , fronde spesse e morbide di pensieri..
Piccole ragnatele di dolcezza in ognuna delle quali è rimasto un po' di me...
August 22, 2008 11:32 PM [edited: August 22, 2008 11:34 PM]
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Wednesday August 20, 2008
Stanotte ho fatto un sogno, tra i tanti che non ricordo e che sicuramente compariranno durante la giornata, molto fantastico e carino.
Ero piccola piccola , uno gnomo, avevo un vestito di foglie verdi e per cappello un tulipano rosso capovolto, i piedi nudi:)e un bracciale di fiore...
Cavalcavo uno scoiattolo e come mezzo di locomozione avevo una carrozza fatta dal guscio di una castagna e trainata da una farfalla ..
Giravo per un fitto bosco di altissimi girasoli.
Giunta al centro di questa boscaglia ho visto un dipinto che è qui su Equi, mi ci sono sdraiata sopra e mi ci sono addormantata..
Sogno finito...
In un oggi travestito di ieri
ho udito i girasoli cantare il nome tuo
e poi scomporlo al vento petalo dopo petalo
Anche il sole ha fame dei tuoi occhi
ho cercato nelle tasche della mia anima
due spiccioli di vita per saziarlo
e vi ho trovato, soltanto, note di malinconia
category: Poediario - August 20, 2008 06:49 AM [edited: August 20, 2008 06:52 AM]
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Tuesday August 19, 2008
Che Tristezza
Che Noia
Che Malinconia
category: Diario - August 19, 2008 06:38 PM
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Monday August 18, 2008
Il silenzio è come candido pavone
che si cerca nello specchio del suo sguardo
oggi non correranno interrogativi sui pendii della mia anima
con i loro punti,cuciti sul futuro,ritaglierò delle ali
e danzando celebrò il Tempo
con i petali incerti di un ambiguo Presente
Lascerò ogni Forse
oltre i tiepidi baratri dell'attesa,
domani pioveranno i dubbi dentro la mia bocca
ed avranno denti aguzzi come la Ragione
mentre il cuore per corazza vestirà una corolla
Disegnino:"Donna Farfallainfiore"
category: Poediario - August 18, 2008 09:20 AM [edited: August 18, 2008 09:21 AM]
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Sunday August 17, 2008
Ieri sera un piccolo geco è entrato in casa mia, volevo fotografarlo, ma lui, timido è corso dietro il frigo...Speriamo abbia un buon soggiorno...
E' di colore bianco venato di griggio, come le mattonelle...
disegni :geco
ed elabarazione digitale:"La dimora del poeta"
category: Parole... - August 17, 2008 09:27 AM [edited: August 17, 2008 09:42 AM]
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Saturday August 16, 2008
Come un biglietto
un frammento strappato ad ogni viaggio
per cercare dove la parola
è limpida come l'anima del deserto
Finché il dolore danzerà
sul davanzale della mia alba
ogni luna sarà un oracolo
e il mio canto partorirà
sublimi acuti d'inchiostro
perché ha fondamenta di nuvole
il nido della solitaria bestia
la cui voce urla silenziosa
come i versi partoriti dall'orgasmo
tra stelle ed universo
Disegno: "Angelo Custode"
Non c'entra nulla nel contesto, ma mi piaceva ed ho violuto postarlo
category: Parole... - August 16, 2008 09:23 AM
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Friday August 15, 2008
Delle coordinate rubate al cielo
farò un abito d’Amore
che di te mi parli
quando il minuto diviso in secondi
aumenterà la distanza tra il sogno
e l’incantevole abisso dell’anima
nuoteranno le mie radici
tra il ricordo delle tue dita
fluttuando nell’umore del tuo ambrato sguardo
Così le labbra saranno un ricamo di inchiostro
che lieve scorre dove nuda Memoria
porta a spasso la sua pelle
Disegno:"Radice"
Birro su carta
August 15, 2008 08:02 AM
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Thursday August 14, 2008
Fossero nuvole le lacrime
le scalerei per raggiungere il cielo
e carezzare il tuo sguardo
così la beatitudine dell'amore
non avrebbe orli di sale
ma scale di rugiada
sinuose come farfalle
inchinate al danzar di fiori
Nel disegno:
"Fata Lacrimina"
Birro su carta
category: Parole... - August 14, 2008 11:24 AM [edited: August 14, 2008 11:25 AM]
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Wednesday August 13, 2008
Non aveva potuto fare a meno di seguirlo, si era abbandonata alla sua determinazione.
Aveva sentito il desiderio di essere sua dal momento in cui lui, sprezzante degli sguardi incuriositi dei presenti, aveva cominciato a carezzarla in ogni parte e a sussurarle che l’avrebbe resa unica; lei si era sentita fremere sino alla più intima fibra del suo essere.
Nessuno di quelli che l’aveva corteggiata fino a quel momento aveva mostrato tanto ardore e slancio nei suoi confronti.Arrivati nell’appartamento lui corse subito nella sua alcova, aveva il desiderio di sentirla sul suo corpo, ne immaginava già il suo fresco tocco; l’aveva corteggiata tanto ed il prezzo per averla era stato alto, sperava di non doversi pentire di quella scelta, ma adesso che lei era su di lui mentre la guardava, accarezzandola dolcemente, allo specchio posto davanti al letto aveva compreso di non essersi sbagliato e che aveva fatto bene ad osare.
Lui fece correre le sue grosse, ruvide dita lungo tutta le morbidezze di lei era come se volesse spalmarla addosso a sé , imprimerla a sé come una seconda pelle; a quei tocchi lei, così delicata, si raccoglieva in sé per poi distendersi silenziosamente.
Lui indietreggiò compiaciuto per godere del guardare allo specchio la sinuosa silhouette di lei aderente al suo corpo….
Nel gettarsi sul letto, con lei appiccicata a lui, l’uomo provò un brivido, lei, adesso, era tutta bagnata dall’ardore dello slancio di lui:
“Ahhhhhh! Cara… Ma è mai possibile lasciare il vaso senza fiori e pieno d’acqua fredda sul tavolino traballante accanto al letto…E uffa ! Ho bagnato tutta la camicia di seta nuova che avevo appena comprato e stavo provando…”
“Scusami caro, l’ho dimenticato…Ma come sei vanitoso, però…”
category: Parole... - August 13, 2008 01:03 PM
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Monday August 11, 2008
C'era una volta una Fata che si chiamava Fiammina, era stata partorita da una lacrima scaturita dall'amore impossibile tra la Ninfa Suprema Acqua e il Grande Stregone Fuoco.
Fiammina era bellissima il suo incarnato era chiaro e trasparente come pura acqua, i suoi occhi erano ardenti stelle e la lunga chioma rossa sembrava fluttuare come morbide piume nell'aria confondendosi con le lucenti lingue di Fuoco di cui andava vestita e che le conferivano un delicato e vibrante movimento che dava l'impressione di vederla sempre impegnata in una delicata danza.
Potete dunque immaginare come la nostra Fata fosse molto corteggiata, ma l’unico che riuscì a conquistarla fu un mortale:un pittore molto noto nella contea di Luxaeterna.
Fiammina si era innamorata del pittore perché era rimasta incantata dalla luce che questi sapeva far nascere dai colori e dai fantastici mondi che egli rappresentava nelle sue tele; il pittore dal canto suo aveva desiderato ardentemente Fiammina perché da quando l’aveva vista la sua ispirazione sembrava essere divenuta interminabile ed i suoi quadri sembravano permeati da una luce magica, in più il fatto che nella sua casa dimorasse una Fata aveva richiamato al suo studio un gran numero di visitatori e curiosi da ogni parte della contea.
All’inizio il pittore era molto amorevole con la dolce Fata a cui bastava guardare il Sole, suo fratello, e le stelle, sue sorelle, per essere felice, inoltre, ogni qualvolta guardava negli occhi il suo amato , Fiammina cominciava a brillare di una luce celestiale:era come se la luce negli occhi di lui alimentasse l’anima di lei, luce che diveniva più forte ogni volta che l’amato pronunciava per lei parole d’amore facendola sentire la sua Regina.
Ma presto il pittore, tutto preso dalla sua fama di potere e dal modo per racimolare più denari e gloria possibile, divenne geloso e distratto: non pronunziava più dolci frasi per la sua Fata ed arrivò al punto di non fare entrare nessuno nella sua dimora per paura che qualcuno vedendo Fiammina fosse ispirato e lo superasse nella pittura.
Vennero giorni difficili per la nostra amica, chiusa tra le quattro mura, rese gelide dal silenzio e dal distacco del suo amato, cominciò a languire piano piano, a farsi fioca ed il pittore, invece di curarsi di lei, quelle poche volte in cui le rivolgeva la parola lo faceva per rimproverarla di non esser più capace di illuminarlo e farle notare che i suoi quadri eran divenuti cupi. Sulla casa si abbatterono silenzio e tedio,più il pittore si chiudeva in sé cercando il talento perduto più Fiammina, che era stata una Fata forte, si spegneva. Sarebbe stato sufficiente che il pittore si fosse ricordato di lei e le avesse ricordato quanto la amava, ma ormai il suo cuore era divenuto svogliato e taciturno.
Una notte Fiammina cominciò a piangere e le sue lacrime cadevano così copiose che iniziò a spegnersi, nello stesso momento suo Padre Fuoco avvertì un brivido e preoccupato interrogò la sua sfera di magma, la scena che gli si presentò fu orribile: Fiammina si stava spegnendo sommersa dalle sue stesse lacrime. Fuoco, a cavallo di un fulmine, giunse alla dimora del pittore, abbracciò la sua figliola restituendole tutto il calore perso e poi , infuriato, cominciò a soffiare la sua ira per tutta la casa del pittore che fu destato dal forte crepitio delle tele e dei mobili che andavano in fumo. Di fronte a tanto scempio il pittore tentò di difendersi gettando dell’acqua intorno, ma Fuoco, al massimo del furore fece per bruciare anche lui; fu Fiammina ad impedirglielo, in fondo quell’uomo l’aveva amata, e a chiedergli di “punirlo”, se proprio doveva, trasformandolo in una stella che avrebbe illuminato la via ai passanti.Fuoco, intenerito da tanto dolce affetto, accontentò la sua figliola ed il pittore fu trasformato nell’astro che ha il nome di “Chromia” e che risplende di sette colori.
Fiammina , invece, restò libera e felice a girare l’universo sottoforma di energia, luce e calore, donando così il suo amore eterno a tutta l’umana specie.
E voi ricordate: non basta un legame o un vincolo per fare sentire all’altro che l’amate , è necessario alimentare sempre questa fiamma di cui spesso siamo dimentichi perché troppo presi dalla corsa frenetica del mondo e da noi.
Amor altro non è che la fiamma che dai miei occhi bevi affinché io ne riempa il tuo cuore…
Buonanotte
un Bacio a DAM
category: Parole... - August 11, 2008 09:47 PM [edited: August 11, 2008 09:57 PM]
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Sunday August 10, 2008
category: Parole... - August 10, 2008 08:17 AM
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Saturday August 9, 2008
Non so se vi sia mai capitato di stare per un po’ di tempo lontani dalla vostra città natale e tornandoci di sentirvi confusi, estranei al punto di non elaborare subito di essere, nuovamente, nella propria terra di origine….Io ho vissuto questa sensazione qualche mese fa camminando per le vie di Messina, ma il magone si è sciolto quando ho udito scivolare per le vie del centro questo canto: “Allalahjaaaa Allalajaaa Alallajaaaaaa”..Adesso ero certa di essere casa e la voce che intonava il canto glorioso era quella di Michele affettuosamente detto “u babbu”, tradotto lo scemo; sorrido e mi piace pensare , con egoismo, che solo la mia città annovera tra le sue creature un personaggio singolare come Michele e quando il buon Gesù gli restituirà le ali affinché torni alla schiera degli angeli bambini , a cui secondo me appartiene, Messina sarà più triste e silenziosa.
Michele è una di quelle persone che noi “normali” chiamiamo “ritardate”, secondo me è, semplicemente, una di quelle nobili creature a cui il buon Dio ha voluto concedere un grande dono: restare bambino, un eterno Peter Pan preservato da tristezza e pessimismo.
Non saprei dirvi l’età di Michele, in merito alla quale qualche settimana fa è scoppiata un’accesa e intensa disamina a colpi di numeri tra i soliti pensionati che prendono il solito bus delle 9.00.
Ricordo che durante il tragitto per giungere alla scuola elementare che frequentavo incontravo Michele o meglio, prima si udiva scorrere nel raggio di chilometri la sua voce baritonale, così forte che giuro sembra abbia ingoiato un megafono, e poi si vedevano comparire il suo sorriso fanciullo e i suoi occhi che per le folte ciglia, il coloro scuro e la dolcezza mi ricordano lo sguardo di animali come il lama , il cammello o la giraffa. Quando mia madre mi accompagnava a scuola era solita portare con noi anche mia sorella, che allora avrà avuto 3 o 4 anni, che allora aveva lunghi boccoli castani, raccolti in codine, che sommati al suo incarnato bianco – roseo, la facevano somigliare ad una bambola di porcellana; ogni qual volta Michele vedeva mia sorella già da lontano saltellava, chiudeva gli occhi in due fessure lucenti (le uniche rughe che Michele, nonostante credo abbia superato la sessantina, sono quelle di espressione dovute al sorriso agli angoli di occhi e bocca) e pronunziava una serie di parole che miste ai suoi sorrisi, divenivano incomprensibili e, arrivato accanto a lei, chiedeva a mia madre di poterle dare un bacino sulle guance e accarezzarle il viso, sul volto di Michele c’era la stessa innocente, imperturbabile gioia che ha un bambino quando incontra un altro bambino; puntualmente mia sorella si spaventava e mia madre tentennava a cedere alle richieste della gentile creatura, non perché temesse che potesse farle del male ma perché Michele , come fanno anche i bambini, era, e lo è ancora, solito cacciarsi le dita nel naso, le orecchie e in bocca….
Ricordo che una volta, frequentavo il liceo, ero sul bus che mi riportava a casa, c’era anche Michele, che quel giorno era particolarmente allegro, mi ha guardata con un espressione che sembrava voler dire:”Giochiamo bimba?” si è infilato il mignolo nell’orecchio e lo ha pulito sul mio giubbotto..Arrabbiarmi? No, sono arrossita perché i compagni di scuola mi sfottevano, ma ero “onorata” perché son convinta che lo abbia fatto perché in me ha riconosciuto “un’anima babba” come la sua…
Bellissimo è stato quando Michele si è presentato alle quattro del pomeriggio al distributore di carburante vicino casa mia ed ha chiesto che gli facessero il pieno di benzina mostrando una mano piena di monetine (allora circolava ancora la lira); è subito scoppiata una gioiosa ilarità tra gli operai del distributore quando Michele formulando la sua richiesta indicava, col solito sguardo sorridente, il mezzo da rifornire che iniziava da un cordino bianco, tenuto con orgoglio nel pugno chiuso, e finiva in un coloratissimo trenino realizzato con le costruzioni giganti…Il proprietario del distributore non ha potuto non cedere al mimare la richiesta….
Adesso incontro il nostro Michele sul bus delle 12 quando torno a casa da ufficio, ieri indossava un bel paio di jeans moderni di quelli larghi con le cuciture lungo la gamba, una polo rossa, sandali di pelle nera chiusi sul davanti e calzini di un bel tono di celeste e cappello con visiera blu, teneva in mano il suo porta obolo cilindrico di cartone dotato di due coperchi gialli circolari: uno all’inizio e uno alla fine del tubetto, in un’altra mano teneva un pezzo di carta di agenda con annotati i funerali del giorno, ad un signore che gli ha chiesto come fosse andata la giornata lavorativa lui, col solito sorriso fanciullo, ha risposto battendosi la tasca dei jeans che ha subito prodotto un tintinnio di abbondanti monetine.
Dovete sapere che Michele, nonostante percepisca una pensione dallo Stato e nonostante leggende metropolitane lo narrino proprietario di tre appartamenti, ha un suo lavoro che porta avanti con fanciullesca dignità ed impegno, forte del fatto di essere l’unico, in ogni senso, nella piazza a Messina: cantore di funerali; non c’è funerale che Michele, sempre secondo favole urbane, non abbia allietato col suo canto stonato. Spesso si improvvisa anche dispensatore di messe e benedizioni da bus al suo energico, sorridente grido : “ I soddi non ci dati e parrini, datimmilli a mia chi sugnu Micheli u babbu” (tradotto: “I soldi non dateli ai preti , dateli a me che sono Michele lo Scemo”). Una volta io e mia sorella , ferme in macchina al semaforo, siam state “vittime di una sua benedizione:Michele , sollevando la mano nel tipico gesto dei preti quando benedicono i fedeli, è arrivato a glorificarci giusto nel breve passaggio dal rosso al verde, e giusto in tempo per rispondergli: “Amen” ricambiando il suo sorriso e riprendendo, ormai protette da quella cappa di gioiosa innocenza, il nostro viaggio più serene.
Nemmeno Michele però è immune al pianto, l’ho visto piangere Michele con amarezza due volte: una dopo aver prestato la sua opera di cantore al funerale di una bimba di 8 anni, piangeva accorato e diceva: “Era picciridda, era ancora n’anciuleddu” tradotto. “Era piccina, era ancora un angelo” ed un’altra volta, mentre seduto sul bus, guardava la foto di sua mamma scomparsa da poco; in quella occasione si chiuse nel suo dolore e allontanò, dignitosamente, col gesto della mano chiunque si era avvicinato per consolarlo.
Ieri mentre il bus procedeva a rilento, frenato forse dall’attrito con la viscosa calura estiva ho visto Michele con una luce diversa in volto, l’ho visto allungare la mascella inferiore, serrare le labbra con gli angoli all’ingiù , i suoi occhi, che avevano un alone insolitamente vissuto e maturo, hanno gettato lo sguardo sugli occupanti del bus investendoli e inondandoli di sprezzo e incomprensione, sprezzo e incomprensione per noi “normali” viaggiatori del bus cupi e immusoniti, chiusi nei nostri sciocchi problemi, incapaci di regalare un sorriso senza avere niente in cambio..vedendo così Michele ho pensato
“Che non sia questa dolce creatura una costola dell’Arcangelo Michele venuto sulla terra a combattere il male a colpi di sorrisi e di allalaja?”
Buona giornata
P.s.
Il p.s. è una poesia scaturita questa mattina dopo aver visto questo quadro:
di Sandro Taliani
Stasera Dio bandisce
la lotteria delle miserie
quale anima sorteggerà
vestendo il guanto del Destino?
Distratti da gloria, veleno e potere
viviamo nella superficialità dell'attimo
come appannati pezzi di specchio
senza riflesso di luce propria
dimenticando che siam numeri
in mano al saggio gioco del cielo
category: Poediario - August 9, 2008 09:20 AM
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Friday August 8, 2008
L’ora solleva la gonna
per accogliere il suo amato Tempo
ed è scirocco e sabbia
l’orgasmo che muove il migrar dei secondi
Sull’orlo dell’altrove
dondola una valigia appannata da croste di pianto
ha fodera di sale e manico di di lacrime
e per lucchetto un rosso tulipano
che attende la sua chiave:
il tuo sguardo
August 8, 2008 09:47 AM
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Thursday August 7, 2008
L'universo pesa quanto due petali di rosa
ed il Cielo desidera il dondolio del Vento
ché spazzi dalla sua fronte le nuvole
C'è più di una Vita nello sguardo dell'Amore
che , come guerriero vestito di fiori,
mangia il cuore di un Destino
distratto dal discernere
se sia più forte il Ricordo o la Ragione
C'è più di una morte nella malinconia del Tempo
che va a cercare sé
tra frammenti di oblio e fortuna
category: Parole... - August 7, 2008 07:17 AM
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Tuesday August 5, 2008
Nella testa un bordello
mentre la ragione è maitresse di pensieri
che battono su marciapiedi di malinconia
vendere l'anima alla noia
è come prostituire il cuore ad un limbo di idee
che rotolano con scarpe sbagliate
su viscosi piani d'accidia
Oggi si farà festa
calzando ali dimenticate
si mieteranno soltanto aliti di sole
oggi sei tu la maitresse
e il Destino la tua dolce puttana
category: Poediario - August 5, 2008 07:04 AM [edited: August 5, 2008 08:44 AM]
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Saturday August 2, 2008
Questi sono miei aforismi (se dice così?) nati dalla riflessione sul circostante e l'oltrestante
Ciao
"La Morte è un calendario fermo sulla pagina del mese in cui hai lasciato la tua casa per seguire l'Eterno..."
"La normalità è la perversione del folle"
"L'odio è la perversione dell'amore"
"Il poeta è un coreografo di parole: le dirige in modo da donare loro un ritmo, nato dalla sapiente medazione tra pause e passi,che renda lo scrivere una flessuosa danza"
"Mistero altro non è che un fiore la cui corolla è formata dalla comunicazione dell'Io con l'Anima"
"Spesso temiamo Dio perché lo intendiamo, soltanto, come specchio dei nostri peccati"
"Gli angeli sono sospiri del Cielo vestiti d'Eterno"
Continua...
Non replicate con vostri aforismi, chiamatemi snob ma sarannno cancellati:)
Una volta cancellai anche le poesie di chi , nel mio blog, mise a titolo di commento le sue poesie come risposta alle mie..Ti spiego è come se tu nel tuo blog mettessi tuoi quadri e io ti rispondessi postandone di miei
Ognuno ha il suo blog che è personale...
Ciao
category: Riflessioni - August 2, 2008 11:06 AM [edited: August 2, 2008 01:46 PM]
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Friday August 1, 2008
Frugare il ventre del Cielo
e rubarne ali
per volare ed adagiarsi
sulle colline del Tempo
e far delle lacrime
diadema di cristallo
per ornare un'anima
i cui piedi son catene di radici
che restano ancorate ad un copione
che gli altri, elevandosi a Destino,
han scritto per te
dicendo di chiamarlo Vita
category: Parole... - August 1, 2008 08:35 AM
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