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Nunzia Cosenza's blog

equilibriarte.org : Nunzia Cosenza : blog : 2008 : July : 16

Metropolitanspigolature

Ogni mattina per arrivare al tram, invece di prendere il bus stracolmo, inforco con i miei piedini n. 35 la strada e mi reco a piedi al trenino della morte (tra breve capirete perché chiamo così il tram). Auricolari del lettore mp3 alle orecchie , segno della croce e si parte..Il primo incontro che faccio al mattino sono tre piccoli micini: due con pelo pezzato bianco e nero che sembrano i figli di Felix il gatto e uno arancion-tigrato;tutti e tre hanno dei bellissimi occhietti verde chiaro. Avevo scordato che prima , durante il tragitto, incontro escrementi, immondizia, cassonetti pieni e maleodoranti dimenticati dai nuovissimi politici della mia città, che gli ultimi strascichi di memoria che avevano li hanno esauriti nel martellarci le cassette delle lettere con la loro campagna elettorale..Comunque procedo , arrivo al capolinea del tram, chiedo al controllore quando arriverà la prossima vettura, l'uomo non riesci ad esprimersi o meglio, invece di parlare con me comunica con le mie tette..Non ricordavo che l'ATM avesse stampato sulle mie magliette gli orari dei bus e tram..L'uomo poverino è in difficoltà: dopo una circumnavigazione attenta dei miei seni, risale alla mia faccia e farfuglia l'orario, ma c'è imbarazzo in lui, l'espressione da mastino snob che sta pensando "parli o grugnisci?" evidentemente stampata sul mio volto, avrà messo k.o. il suo ferrormone...
Essiii devo dire che da quando son lievitata per via di dolci e dolcini, la mia vita è più facile..Son tutti più gentili..Esempio banale , ma lampante:se scatta il semaforo rosso per i pedoni e io sto ancora attraversando ( rispetto ai tempi in cui avevo una misera prima) si fermano e sorridono...Ma sempre alle mie tette..Sta cosa mi ha tanto incuriosito che l'altra volta mentre facevo la doccia ho chiesto loro:"Ma siete parenti di Giucas Casella?"..nessuna risposta, solo ipnotico silenzio...
Salgo sul tram, mi accuccio in un angoletto cercando di evitare di andar a finire sotto qualche ascella non molto amante dell'acqua, nemmeno mezzora che si è partiti il tizio accanto a me mi da una gomitata nella lente degli occhiali, il destino per le nanette di 149 cm come me è di essere a portata di gomito o di ascella, io ho visto non solo le stelle per il dolore, ma ho sentito il coro degli angeli e degli arcangeli..Lui si girà e pronunzia la frase che non avrebbe dovuto:"Non ti avevo vista" Certo dall'altro del suo metro e ottanta non vede le pulci...La frase fa scattare in me il mio lato dispetto-spigoloso...E la moda di cui io non mi preoccupo mai, mi viene incontro con sorriso d'amica...La moda si, proprio lei. Un tempo mentre noi donne d'estate sgattaiolavamo felici in infradito e sandaletti essenziali, gli uomini erano sempre costretti al conformismo della calzatura chiusa, unica concessione la tela al posto della pelle, poiché la moda orientale dell'infradito era femminea prerrogativa, gli zoccoli del doctor Schulls roba da mare (solo i tamarri li indossavano in citta)e gli unici sandali in pelle in commercio erano modello stile "Frate Francescano anni 20"che nemmeno mio nonno li voleva...Ora la moda ha reso giustizia ai piedini degli uomini (ed anche al mio occhio)..Vedo che il mio massacratore calza bellissimi sandali sportivi da cui fuoriescono grassocce dita abbronzate...Mi concentro tipo maestro di judo imponendo al mio corpo un peso di 100 kili e faccio 70 (35 il numero dei miei piedini per due)su 90 (45 per 2 , poiché i suoi piedi dovevano essere minimo un 45) lui farfuglia qualcosa..Con il mio sorriso più bello gli dico:"Scusa non ti avevo visto..."
Intanto son quasi arrivata a destinazione..Vorrei chiedere al controllore se passa il bus che mi porta direttamente in ufficio, ma poi poverino si perderebbe nella circumnavigazione dei miei pettoraili...Non voglio affaticarlo..Inforco i piedini e via verso nuove avventure..pardon ..S-pigolature


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