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Nunzia Cosenza's blog

equilibriarte.org : Nunzia Cosenza : blog : 2008 : May

Bilanci

E' da un po' che sono su Equi e desidero fare un bilancio con ringraziamento

Grazie di Cuore a



Lorenzo Castello
Dreand
Felice Giancaspro
Adolfo Picano

per aver creduto in me, quando nemmeno io ci credevo più e per le occasioni magnifiche di crescita che mi hanno offerto

Luciano Campiti
Vincenzao Cangiano
Magda Carella
Rino Casto
Mimmo Ceccarelli
Maria Rosaria D'Alessandro
Antonella Iurilli Duhamel
Teresa Susy Manzo
Umberto Mazzone
Brunella Neri
Giovanni Ranella
Salvatore Romano


Per avermi ascoltata, consigliata e risollevata nei momenti tristi e bui. Per aver sopportato i miei lai insomma.


Sandy Bellantoni
Valentina Cerasola
Ippolito
Tiziana Presi


Per avermi fatto sorridire quando a sorridere non riuscivo


The winner is....?
Il Vostro Grande Cuore

Ringrazio mille altre persone che ogni giorno mi pensano con un messaggio, un saluto , un cenno, fermandosi tra le mie pagine e i miei pensieri

Buona Vita
e Buona Arte


Parole, parole, parole

Desiderate un acrostico
con il Vostro nome e cognome
o una dedica particolare per una persona cara?
Qualcosa di originale da fare scrivere su una bella torta di compleanno?
Un vestitino di parole per i vostri quadri o chicchessia opera?
Contattatemi a
s_pigolo@alice.it

Bacini a tutti

Allontanamento per un amico e per tutti

Spesso ci si allontana per timore dell'altro, di e dell'affezione che si crea ; si crede che l'allontanamento e il distacco siano medicina.
Così mi è venuto in mente di scrivere questa storia:

C'erano una volta una conchiglia e una bella distesa marina, la conchiglia poco a poco era riuscita ad entrare nelle grazie del volubile mare , a conoscerne quiete e tempesta, abisso e superficie. Il mare era contento della piccola presenza, sul cui guscio riverberavano magnifici giochi di luce che facevano brillare le acque. La conchiglia per non sentirsi mai sola, poiché anche se stai dentro al mare esso è immenso per essere tutto contenuto dentro ad una sinuosa crosticina di bianco avorio , aveva rubato qualche goccia d'onda e l'aveva tenuta dentro di, così anche quando il mare riposava poteva sentirne il canto.

Il mare scoperto questo furto, poiché lui è forte,solitario e senza limiti, non riusciva a spiegarsi come poteva esser stato rapito da una piccola conchiglia; adirato e spaventato decise che era meglio per tutti allontanare la conchiglia, che così avrebbe sofferto meno poiché lui sentiva di appartenere soltanto a se stesso, e con una forte onda la catapultò sulla spiaggia.

La conchiglia, disperata, chiamava il mare ogni istante, ma la distesa quieta non emetteva alcun rumore, finché il piccolo gusciò si rassegnò e quando un gabbiano le disse:
"Vuoi che ti riporti in acqua, qui ti stai scalfendo e rischi di essere calpestata o , nella peggiore dell'ipotesi, chiusa da qualche parte?"
La conchiglia rispose:
"No , se il mio elemento non mi vuole resterò qui!"

Il mare , pur tacendo , osservava la conchiglia e privo di luce e di ornamento si sentì triste e sperò che essa tornasse in acqua, avrebbe potuto lui stesso tirarla a con un'onda, ma era troppo fiero e spaventato.

Un giorno sulla spiaggia passò un magnifico cavallo nero che schiacciò la conchiglia mandandola in frantumi, a quella scena il mare dapprima restò impietrito e poi pianse tutta la sua furia..
Gli abitanti del paese vicino raccontano che il luogo dove si svolse il fatto che ho narrato fu spazzato via con violenza da una tempesta marina e dovette essere interamente ricostruito..

Il mare adesso è quieto, ma gli abitanti giurano che qualche volta sembra di udire un lamento sommesso , che non muta in onda, provenire dal suo abisso.


Nota: racconto mio
foto tratta dal web

Errare

Errare misero di errato verbo
come pioggia secca
da labbra umide di noia
sul reame del silenzio
tra le gemme opache
nelle pieghe ossidate dell'anima
mutata in rugginosa corona
perdi ancora le misere speranze
E tu Poeta
uccello monco crocefisso
alle tue ispide piume
spine di una rosa che teme
di divenire umana carne muta
chiedi mai alle tue zampe
pesanti ancore del cielo
se i versi tuoi striduli
come il dolore di Dio
volino oltre la cieca siepe
del quotiano andare
o muoiano stinte nell'opaco ventre della diffidenza?

Oggi un pensiero ed una poesia

Oggi un pensiero ed una poesia che sono totalmente slegati tra loro…

Non chiedo molto alla vita, non per mancate ambizioni ma perché la vita stessa, con i suoi eventi, mi ha insegnato cosa ha il giusto peso.
Un lavoro ci vuole per nutrirsi, coprirsi e collaborare, i lussi non sono importanti; il lusso vero è mantenersi puri in questo caos umano.
Trovar la serenità di Dio e del sé.
Per una cosa sola darei tutto il mio destino, ma il mio desiderio si ferma ai piedi di Dio.
Vorrei rivedere mia madre come sarebbe adesso, dopo dieci anni che è andata via e che in cucina sento ancora il rumore del “suo fare il caffè” e, ancora ubriaca di sonno, corro in cucina per trovarla, ma tutto sfuma nella luce che passa dalla finestra.
Vorrei che l’Eternità me la restituisse un istante ed io potessi tornar bambina per sedermi tra le sue braccia e , con la testa sul suo cuore, raccontarle la mia vita e sapere se ha dimenticato tutto il dolore
sofferto…


Il corpo veste orli
che sanno sciogliersi come fiore leccato dal sole
ed il sesso coglie l’umido della rosa
ma l’amore bagna l’anima
vestire le labbra d’Eterno
e portare l’umano godere
oltre il valico dell’istinto
la dove due diviene uno
nel vibrar ritmico della nuda pelle
fasciata di turgida passione
e l’amato scorre dentro l’ amata
come mare dentro conchiglia
per donarle lo struggente suo canto

Speranza

Se piovessero anime vinte
dal grembo del Sole
crocefissi all'arca dell'Illusione
staremmo come conchiglie che attendono
d'essere colmate dal grande mare
nel suo giorno di secca
La Vita è maestra di gratitudine
sa cavar lacrima anche dal Deserto
e vestendosi d'amore coglie
il nostro abisso vestito di stracci
ed al buio ci nega vestendoci di luce

Fanculo tenerezza

Io odio sentirmi dire che faccio Tenerezza!
Preferirei sentirmi dire :"Fai pena!"
Piuttosto che la stupida, eufemistica parola "Tenerezza"
Io non sono un pelouche o un cucciolo! Sono una iena e peggio anche!
E se sembro triste e lamentosa non leggetimi, perché non sono obbligata a mettere a piè di poesia la mia autobiografia per spiegare i motivi della mia tristezza! C'è chi dipinge per curare la sua anima, io scrivo!

E sinceramente ho le spalle e anche le palle più grandi di quanto possa sembrare per vedermela da sola con Dio!

Spesso ci vuol più coraggio a mostrarsi senza compromessi, con le proprie debolezze che ad indossare una maschera di forza!

Buonagiornata

Dove si ferma Dio
inizia la mia ragione
e scende nell'abisso
dove anche il mare teme di specchiarsi
conosco la Sua voce
che taglia ogni consenso
è sirena dal nome Poesia
giù nell'oblio per risalire
alla solitudine di uno sbaglio
mangiando amore e nutrendo sogni
laddove ho scavato il mio fosso
bevendo amara terra concimata di lacrima
non ha mai dimenticato
di spuntare un fiore
con cui ho fatto ghirlanda dei miei giorni

A Metà

I Tuoi occhi
son cruna di sale
che brucia nel mio sguardo
dove il deserto si fa
margine del cuore
e l'illusione è harem di pensieri
A metà si scala la cima del nulla
e il ricordo langue
leccandosi l'amaro dalle labbra
torna ad esser preghiera dei mie giorni
e l’amore che piove tra le fronde di nuvole
lascia il mio orecchio correre sul tuo petto
ad ascoltare il cuore tuo nudo
a metà di ciò che siamo stati




Pensavo che non ho mai ricevuto dei fiori
dagli uomini che ho amato..dei fiori così, a sorpresa , senza motivo..

Buonagiornata bacini

Spuffola

Spesso qui guardo autoritratti autopinti ed autoscatti di Equilibrine e mi demando?
Ma come mai quando son state create loro Dio , Madre Natura, Bellezza e Sensualità si trovavano tutti allo stesso posto per benedire la nascente ora dotata di cotanta fisica , prorompente beltà (io pur essendo donna son dell'idea che la bellezza femminile se c'è vada lodata) e quando nacqui io dove stavano? A giocare a briscola?
Talvolta penso che mi piacerebbe, per sapere come sarebbe stata la mia vita, essere una figacciona dotata di sex appeal; invece mi ritrovo ad essere una Tap Model, nel fulgore del mio metro et 49 cm tutti sudati... Altro che sex appeal al massimo posso permettermi il sesso a pile!
Io e Venere viaggiamo su binari diversi assai, di Venere ho solo lo strabismo e la "storticatura" delle ginocchia!

Ho le gambotte così corte che spesso mi chiedo:
"Sarò mica una bugia?"

Son puffola insomma
...
Ma me piacerbbe esser panterona

e babbè

Bacini



Te-Dio

Il Tempo si ritrae
e conta i secondi
mappe di storia
impresse come antiche efelidi
sul suo ineluttabile volto
e prova le pose migliori
con cui sorprenderà il domani
Tedio è lasciar languire l'istinto
nella pozza umida dell'impotenza
non pagare il conto al desiderio
ed assecondar il tempo
nella sua patetica sfilata
e te Dio del tendere e perire
guardi mai all'incoerenza della Tua umanità
all'inutile correre di questo sciame di nere formiche
schiave e padrone del misero pensare?


Anarchia del se e del forse

Lasciare la pelle
su altre destinazioni
per credere di mutare
scoprire, poi, che le stelle hanno artigli
e mugolano pigre nel ventre della Luna
Hai perso la mappa e ritrovato il confine
dirottato ogni bussola
oltre il giusto peso della ragione
saltando sull'ultima altalena
hai ripreso il binario del Sogno
e dove credevi Amor vi fosse
solo un fosso rimane
in cui nemmeno il ricordo
osa fiorire

Il sale

Con occhi di bambino
che culla l'incertezza della Vita
nella domesticità statica del trono tuo
osservi il mare ed è vela di ricordi
e lacrima di destino la robusta ciocca
che solitaria naviga i pensieri della fronte tua
e ti muove il duro silenzio
che lontano ti rende
forse all'amore Tuo pensi
rubato troppo presto al Tuo giardino
e sembri, oggi, fragile come fiore
che le radici sue vorrebbe tagliare
ma per i frutti amati
ancorato resta a questa terra
per lui così pesante
e abbracciarTi vorrei
ma sarei come lacrima che innonda la roccia
e così in silenzio Ti amo Padre



Pietra

Desiderei esser pietra
mi scalfirei e non udirei dolore
in sabbia sfumerebbe l'anima mia
e curarsi non dovrebbe
della destinazione del Vento
ne del battito colmo
come goccia di rugiada
che ha ingoiato il mare
Oggi il cielo trasuda farfalle di marmo
leggere come la testa del Tempo
che finge di esser il giustiziato
tra lame di lancette
e intanto affila il finire del giorno

Non è dato sapere

Non è dato sapere
per quale vento tremeranno i minuti del poi
e se il Futuro stenderà il suo sudario
su filo spinato o stelo di rosa
Il passato flessuoso come odalisca
muove le incognite sospese
del suo esplorato ventre
e danza sulle porte del divenire
Non è dato sapere
quale scirocco asciugherà la lingua mia
ché se il domani avesse bisbigliato
il suo canto al mio orecchio
avrei donato le mie ali
alla resa di esser lacrima
imbalsamata tra le pieghe
di un fazzoletto

Festa della mamma - Auguri

Oggi cucirò per Te
un vestito di Silenzio
e lascerò che l'eternità
e non le lacrime mie
bagni i tuoi piedi
mentre sospesa come un passero
che altra dimora non conosce
che le braccia del Cielo
l'anima tua pascoli
la dove il Vento non ha voce
e la pioggia, asciutta come sole,
bagna il ricordo di Te
che ormai non ti appartiene
e se la brezza di un cuore stanco
oserà accarezzare i capelli Tuoi
neri come l'inchiostro
che il Dolore mio per te versa
sarà come urlo dietro un vetro
che all'uomo non è dato
di spezzare l'Infinito

Fato

Desideravo toccare e rinnovare un tasto, il fatto che io vendo poesie su commissione a chi desiderasse vestire con esse le proprie opere.
Potrò apparire poco poetica, ma i testi per le canzoni si vendono e si vendono anche quadri o sculture su commissione
E poi devo pure magnà no?
e per adesso la fame e tanta e pure la ciccioneria,come potrete notare dalle mie foto
BuonaVita


"Fato" tuonò l'Eterno
ed il Creato mi bagnò del denso fiato
della sua anima
così divenni pietra
vibrante come inquieta corda
orfana di spartito e musicante
le mie redini sciolsi in spine
mutando la bocca mia in rosa
e non ci fu sete più asciutta del Destino

Danza

Se il tempo sterile
abortisce inganni
tu non sgranar
il rosario dell'arsura
e abbandona la tua anima all'apnea
ché il Silenzio
è come boccone di respiro
che muto danza
per il troppo affanno
spogliati di voce
e le spine delle tue ali
dona al vento
saran oblio di pavidi papaveri
quando il tuo vagare avrà asciugato
l'ultima goccia di tempesta

Il respiro del mare

Dove finisce il respiro del mare
la vita oblia gli umani affanni
vestendo la rugiada dei coralli
ed il Sole giocando a scacchi
sul tremulo seno dell'orizzonte
ha perso tutte le sue ancelle
e di rabbia arde nella danza delle sue ombre
non fiata l'abisso e le redini d' Eolo
tacitano l'onda laddove Dio diviene Uomo
e col ventre del cielo fa l'amore

Obolo

Donar conforto
è l'obolo più grande
laddove intento non conosci
il poeta è pazzo sognator di stelle
ed al cielo le sue preci d'inchiostro vende
e di molle carta son le misere sue tende
vestite di anima senza bende

Padre

Come se due dita
disfacendo la matassa del mio respiro
legassero il fiato mio al Tuo cuore,
padre
io sento sfumare l'anima mia
ed i suoi piedi divenir polvere
quando negli occhi,
spezzando ogni ragione, mi frughi amore
che nella solitudine delle mie stanze
di lacrima si unge
ed alla madre chiede
che paziente attenda
il Suo Amore
ed aria ancor gli doni
ché come cento colpi
oleati di Destino
son le parole tra noi
mai dette


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