(cosa mi passa per la testa)
Sunday November 16, 2008
Dalla ricerca espressiva alla pop- art
Mostra di pittura
“FIGURE E COLORI”
Dalla ricerca espressiva alla pop- art
personale di Riccardo Balestra
Sala espositiva Ufficio Turistico
A Borgo S Dalmazzo vicino alla Bertello
In occasione della 439° “Fiera Fredda”
Vi invito a visitare la mostra nei seguenti orari
Inaugurazione: domenica 30 novembre ore 15
1-2-3-dicembre ore 16 - 19
Giovedì 4 - sabato 6 dicembre 17 - 23
Venerdì 5 – domenica 7 dicembre 10 - 23
Lunedì 8 dicembre 10 – 20
Info:0171 266080 – 320 8290816
November 16, 2008 11:27 AM [edited: November 17, 2008 08:58 AM]
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Monday October 27, 2008
Dopo la prima nevicata, gita a bassa quota con un buon dislivello tra le vallate di Roaschia e di Entraque, Cuneo
Gita effettuata mercoledì 17/09, partenza da Roaschia Valle Gesso a quota 820 m.
Alla partenza dal parcheggio a destra del paese, mancano quindici minuti alle otto, l'aria è frizzante, seguo l'indicazione per Fontana Fredda, dopo un centinaio di metri, un viottolo sulla sinistra evita di fare il giro alla sorgente Dragonera. Ripresa la strada ora ghiaiosa, proseguo a sud nel vallone della Fredda, in prossimità di un ponticello si rivede l'asfalto ma non dura molto, dopo il quarto ponte sullo stesso rio si svolta a destra, un ometto conferma la direzione. Più avanti la strada diventa sentiero, caratteristici ometti si susseguono con una certa frequenza, in alto il cielo è blu ed il sole illumina i monti davanti a me.
Ora il sentiero taglia a destra attraversando l'asciutto rio, dopo alcuni tornanti avanza brevemente nella vallata per poi infilarsi sempre sulla destra in un boschetto di faggi e raggiungere un leggero costone. Zigzagando dentro e fuori del bosco, si prende quota e si rivede un'ometto, un raggio di sole mi illumina brevemente, ne approfitto per dissetarmi. Con una deviazione a sinistra riprendo il folto del bosco verso il centro del vallone, due ometti grandi ed altri piccoli salutano l'uscita dal boschetto, in alto davanti a me spicca il Monte Balur che sovrasta Fontana Fredda. Il suono dei campanacci attira il mio sguardo sulla destra nel vallone che scende dalla Punta del Van, una mandria è al pascolo. Da questo punto, l'itinerario diventa di alta montagna, il sentiero non è molto ripido ma si perde in decine di viottoli ed occorre fare un po di attenzione perché le mucche hanno lasciato il segno. Quasi in fondo al vallone, lascio a destra il Gias Fontana Fredda dove un cane mi saluta con insistenza. La fontana è proprio a centro valle a metà strada tra il Gias ed il colle a sinistra del Balur, la salita si fa più dura comunque non tardo ad arrivare, sono un poco deluso perché non vedo nessuna indicazione, sono a 1730 m. L'aria è ancora fresca ed il sole è dietro il colle quindi decido di proseguire per fermarmi più avanti e fare una piccola sosta. Sul colle che chiamo della Fredda non vedo indicazioni, presumo quota 1790 m., un ricovero in lamiera mi ripara dalla brezza che arriva da nord, a sud-est si apre il profondo vallone Ciapusa, un sentiero taglia in quota verso la Costa del Sapè, a sud domina il monte Bussaia, a nord ammiro la pianura ed il M.Viso sempre presente.
Sarebbe già una bella gita visti i circa 970 m. di dislivello che si potrebbe completare facilmente salendo al M.Balur 1827 m.(aggirandolo da sud), o a sud-est al M.Testas 1830 m., ma oggi la mia meta è il M.Servatun. Decido di avviarmi che non sono ancora le dieci, aggirato a sud il M.Balur, seguo un sentiero sulla destra che taglia a mezza costa in direzione del Passo Guardiola, arrivato alle prime balze svolto a sinistra per seguire una traccia in direzione sud che aggirata la base di un costone roccioso, prende quota porta verso la Serra Garb. Di quì fino alla base del M.Servatun, il percorso si fa più impegnativo, raggiunto lo spartiacque con la vallata di Entraque, seguo una traccia verso sud che passa un po' in cresta, un po' sotto cresta lato vallone Ciapusa, alterna tratti pianeggianti con forti riprese di quota. Volendo si possono evitare le quote più alte 2180 m.della Serra Garb, seguendo una traccia che passa più a valle e che comunque dopo la seconda punta sale in cresta e passa per qualche centinaio di metri nel vallone Pautajol sopra Entraque a circa 2120 m. di quota. Ritornato in cresta il sentiero prende a salire, la meta finale è li davanti in controluce, sembra un pandoro rivestito di erba e spruzzato di neve. Proprio le chiazze di neve più presenti a nord, mi suggeriscono di deviare leggermente a ovest evitandole e raggiungendo prima la cresta, di qui con una svolta verso est si raggiunge la lunga cima quasi pianeggiante del M.Servatun a quota 2277 m. che termina con un ometto di pietre. Il sole è alto, a sud si profila qualche velatura, manca più di mezzora a mezzogiorno, certo che la parte più impegnativa è la Serra Garb e comunque nonostante la modesta altezza della cima, ci sono circa 1500 m. di dislivello. Si ha una bella veduta sulle vallate di Entraque e di Roaschia, il ricovero sul colle della Fredda è piccolo piccolo, a sud il M.Bussaia imbiancato di neve è li a due passi, a ovest sopra il lago della Piastra, il M.Ray e il Lausetto sono in primo piano , a destra fa copolino il M.Matto, verso sud si allunga la catena dell'Argentera, a nord si estende la pianura, il cielo non è limpidissimo ma è comunque una bella giornata. Passata la mezza mi avvio per il ritorno seguendo lo stesso percorso, evitando dove non necessario i tratti di risalita che accompagnano la Serra Garb. In vicinanza del colle decido di fare ancora una puntata sul M.Balur che guarda dall'alto il colle ed il vallone della Fredda, scatto le ultime foto e visto che c'è copertura cellulare (come verso la Punta del Van) faccio un pronto a casa poi riprendo la discesa. In vista di Roaschia, faccio una piccola deviazione alla Fonte Dragonera dove stanno facendo dei lavori di abbellimento, l'acqua è veramente gelida, sono al circa le quindici quando mi avvio al parcheggio soddisfatto per la buona riuscita della gita.
October 27, 2008 05:22 PM [edited: October 27, 2008 05:28 PM]
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Monday September 15, 2008
E' nato a Cuneo un nuovo spazio per l'Arte: " ARCHIART " che invito a visitare.
ps.leggere l'atricolo.
September 15, 2008 08:53 AM [edited: September 15, 2008 08:59 AM]
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Tuesday April 15, 2008
Gita di inizio stagione dove la neve ha già lasciato il posto alle primule
Monte Plum attrverso vecchie borgate della Valle Grana
Gita a bassa quota con profumi primaverili e panorama splendido, vista sul lato nord della valle ancora abbondantemente innevato. Gita effettuata con mio figlio sabato 29 marzo, partenza 4 km dopo Pradleves verso Campmolino, ponte in pietra a destra della strada (ca.1000 m). Partiamo verso le otto e trenta, la temperatura essendo all'ombra è ancora rigida, imboccato il sentiero dopo il ponte e superati un decina di metri un po' accidentai, troviamo un bel sentiero che sale zigzagando tra piante di bosso con il loro odore caratteristico. Dopo una decina di minuti siamo già al sole e la striscia d'asfalto si vede già lontana in fondo alla valle. Più avanti, lasciamo sulla destra una deviazione per Cauri indicata da nuovi cartelli, il sentiero è costellato di primule, in vista della borgata Croce ci fermiamo un momento vicino ad un bel pilone votivo, dietro di noi oltre la vallata, ammiriamo Rocca Cucuja che vista da quì ancora tutta innevata, nonostante la modesta altezza sembra imponente.
Ripreso il cammino in pochi minuti siamo a Croce (1175 m) e già si intravedono alcune case del Colletto raggiungibili tramite un sentiero. Ci dissetiamo alla fontana e proseguiamo per Campofei, la salita si fà più dura, il sentiero serpeggia su un piccola cresta. Dietro a noi, le case del Colletto con la chiesa (delle cui campane avevamo già sentito i rintocchi), il cimitero, la statua della Madonna, si allontanano sempre di più. Proseguendo verso nord-ovest si incontrano le prime grange, il sentiero con un svolta a destra ed una a sinistra, guadagna un costone roccioso su cui se erge Campofei, borgata in stato di abbandono (1489 m).
Sarebbe più sicuro aggirarlo sulla sinistra ma volendo far vedere a mio figlio i vari anfratti di questa vecchia borgata, decido di passare in centro. Rami e pietre cadute ostacolano il passaggio, dalle porte aperte delle case, si vedono ancora letti, madie tavoli, armadi e oggetti comuni, le abitazioni si alternano con stalle e fienili. In un'ampio locale aperto c'è il forno dove a turni si faceva il pane, già mi immagino la gente del luogo che specie nei lunghi inverni si fermava a chiacchierare, i bambini che erano numerosi giocavano, le donne facevano maglia; un'altra vita.
In cima alla borgata c'è una cappella ancora recuperabile, davanti case diroccate, quì arriva una strada da Valliera che volendo si può percorrere accorciando così la gita. Noi proseguiamo per le grange Saria, all'uscita dalla borgata si passa vicino ad una buona sorgente, il sentiero si inerpica inoltrandosi in un altro agglomerato di case alcune ancora in discreto stato, in altre la neve copre i resti del tetto caduto. La salita è abbastanza impegnativa, il sentiero non sempre ben visibile, ci porta verso est, dopo una piccola grangia e un bel pino si ritorna a ovest di un costone. Passando ai bordi di una pineta, il profumo dei pini ci accompagna, ne aggiriamo alcuni che sono caduti e proseguiamo. Lasciata la pineta, incrociamo la strada che dal Colletto raggiunge le grange Saria (1742 m), la percorriamo per un breve tratto e siamo arrivati. Volendo ci si potrebbe fermare quì, di fronte a noi verso sud si vedono tutte le montagne della valle Grana, dal Bram alla Punta dell'Omo al Viribianc e il Viridio, alla Punta Parvo al Tibert alla Punta Tempesta per finire più a nord alla Rocca Cernauda. Visto che è ancora presto, decido di proseguire per Monte Plum, passando a est delle grange, un sentiero aggira il costone roccioso, salendo verso sinistra attraverso una pineta si raggiunge il costone aggirato in precedenza.
Proseguendo verso nord, tra roccette e ciuffi d'erba, si prende quota salendo dapprima un'ampio vallone poi tenendosi a ovest della cresta si arriva ad un salto roccioso, seguendone la base verso sinistra, si trovano dei valloncelli che puntando a nord e permettono di salire con una certa tranquillità. Superate le ultime balze, ci si trova davanti alla punta arrotondata del Monte Plum, attrversato un grande nevaio pianeggiante, salgo gli ultimi metri in un prato appena lasciato libero dalla neve e passando sull'ultima neve raggiungo la cima (2091 m). Lo sguardo si apre sulle vallate sottostanti fino alla pianura, una leggera brezza mi consiglia di aspettare a cambiarmi, scattate alcune foto punto verso ovest e scendo sul colle dove persiste ancora un po' di neve. Sceso alcune decine di metri verso Valliera sono circa le undici, faccio una sosta, il sole è alto, il cielo è sereno, un'elicottero rumoreggia sopra il Colletto. Riprendo scendendo alla meglio il largo avvallamento costellato di pietrami, non tardo così a raggiungere la strada per il Colletto ed anche mio figlio.
Riprendiamo insieme la discesa verso Battuira e Valliera, la strada nelle zone d'ombra è ancora ricoperta dalla neve. Da Valliera in giù, noto che la strada è stata aggiustata, peccato che avvicinandoci al Colletto in certi punti, buona parte del lavoro è stato portato via dall'acqua la cui colpa secondo me è relativa non avendo fatto a dovere i canali i di scolo.
Giunti al Colletto (1272 m) attraversiamo il paese in ristrutturazione, dopo una breve sosta prendiamo il sentiero che scendendo verso est porta a Croce, il campanile della chiesetta batte mezzogiorno. Percorriamo il sentiero che puntando a nord, ci porta in fondo al vallone, un ponte in pietra attraversa il rio che in questo periodo ha una buona portata, risalendo una trentina di metri verso sud, arriviamo a Croce dove riprendiamo il sentiero. Mentre scendiamo quest' ultimo tratto, rivolgiamo ancora lo sguardo ai monti innevati, in fondo alla valle il torrente luccica al sole il quale ci ha accompagnato in questa bella giornata primaverile.
April 15, 2008 08:19 AM [edited: April 19, 2008 08:30 AM]
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Wednesday March 12, 2008
Eventi manifestazioni, tempo libero e cultura
Feste, sagre, tradizioni popolari, rievocazioni storiche, eventi gastronomici
MOSTRE
lunedì 10 marzo 2008
Caffè Mozart -Piazza Galimberti 6 - Cuneo
"Figure e Manichini"
Cuneo - Presso il Caffè Mozart in Piazza Galimberti 6, " Figure e manichini " personale del pittore cuneese Riccardo Balestra. La mostra è visitabile dal martedì alla domenica in orario di apertura fino a fine Aprile.
Alcune riflessioni dell'autore:
La mia aspirazione è quella di trovare motivazioni che vanno al di là della tecnica pittorica, che pure è importante, dedico molto tempo alla ricerca di espressioni, di volti che comunichino all’osservatore lo stato d’animo dei miei personaggi, ma anche dei manichini che interpretano bene la maniera di porsi oggigiorno rispetto a quello che ci circonda con una certa superficialità e voglia di apparire, non come uno è, ma come vorrebbe essere.
March 12, 2008 10:07 AM
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Friday February 15, 2008
Loro si che sanno risparmiare!
A proposito della:
“GIORNATA DEL RISPARMIO ENERGETICO”
Mail a un settimanale locale:
..stamattina mentre facevo un po’ di ginnastica, ho sentito alla radio che buona parte dei comuni della nostra zona, si impegnavano in questa occasione a risparmiare energia elettrica.
Ottima cosa, ma quello che non mi ha convinto è il modo in cui lo si vuole fare. Il comune di Cuneo spegne il faro della stazione, altri l’illuminazione dei monumenti, delle facciate a chiese e castelli ecc, chissà perché, cultura e arte.
Mi è venuto il dubbio che come al solito, per dare l’impressione di una partecipazione attiva al risparmio energetico,si voglia intervenire su cose molto appariscenti che comunque non incideranno più di tanto.
In quel momento, impegnato fisicamente ma con la mente abbastanza libera di vagare nel mondo del risparmio energetico, mi sono venuti in mente gli innumerevoli sprechi quotidiani, disattenzioni che alla fine contano.
Quante luci accese nelle case, davanti alle ville, per non parlare dei luoghi pubblici, se poi vai negli ospedali vedi sempre tutto acceso, corridoi bagni, nessuno si prende la briga di spegnerli. Non parliamo poi di com’è facile trovare il riscaldamento acceso e la finestra aperta. A casa di sera, ognuno chiude le tapparelle perché si sa quanto costa il riscaldamento, ma nei luoghi pubblici nessuno si preoccupa di risparmiare, anzi ho l’impressione che il risparmio, in genere sia specie tra i giovani, una cosa da persone antiche ( sarà vero!? )
Mi ricordo ancora quando parecchi anni fa in crisi energetica, si era arrivati a scollegate le luci stradali, una si una no. Mi chiedo sarà venuto in mente a qualcuno che aumentando leggermente la distanza tra i lampioni, quante luci si sarebbero potute risparmiare!
Poi comunque passate le crisi, diminuito il prezzo del petrolio, tutto torna come prima e la volontà di risparmiare torna nel cassetto dei buoni propositi.
Sempre a proposito di risparmio, ora mi è venuta in mente un’altra cosa, l’Enel che vorrebbe farci consumare più di notte, al posto di proporre un contratto a parte dall’esito incerto, non potrebbe (con i nuovi contatori) diminuire automaticamente il prezzo dell’energia nelle ore notturne dando così la possibilità a tutti di risparmiare.
Per concludere penso che sarebbe meglio da parte degli amministratori della cosa pubblica, fare magari delle piccole cose anche non vistose ma continuate, controllate che sicuramente nel tempo darebbero un risparmio maggiore.
Cosa ne pensate?
February 15, 2008 03:40 PM [edited: February 15, 2008 03:43 PM]
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Monday February 11, 2008
Nell' angolo delle Alpi Marittime tra le valli Stura, Gesso e Tinèe, si apre un'ampia corona di vette gnessistiche, dai fianchi levigati dai ghiacciai nelle antiche ere in balze tondeggianti ed in conche degradanti in cui si raccolgono laghetti pittoreschi.
Il vasto ripiano centrale era forse un lago colmato da detriti, sbarrato a valle, dai contrafforti imponenti della Maladecia a Sud e della Bravaria a Nord. Di lì in giù il torrente ha inciso un profondo e aspro solco stretto tra cortine rocciose fino allo sbocco sulla destra dello Stura a monte di Vinadio.
In questo meraviglioso ambiente naturale si staglia il complesso del Santuario di Sant' Anna, che con i suoi 2035 metri di altezza ha il primato di essere il più alto Santuario d' Europa.
Scusate la breve introduzione copiata su intern et,solo per dire che sabato 09/02 sono stato lassù, tra terra e cielo con 1,5 metri di neve.
Per 2/3 di strada non era ancora passato nessuno dall'ultima nevicata, che fatica battere il sentiero con le ciastre specie nei pendii scoscesi e con la neve ghiacciata sotto.
Tutto però è stato ripagato dalla bella giornata, e dalla e dal grazie di quelli che sono saliti dopo di me.
Saluto tutti specie gli amanti della montagna!
February 11, 2008 11:43 AM [edited: February 11, 2008 11:48 AM]
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