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equilibriarte.org : Riccardo Balestra : blog

Monte Plum 2091m - Valle Grana - CN - Piemonte

Gita di inizio stagione dove la neve ha già lasciato il posto alle primule
Monte Plum attrverso vecchie borgate della Valle Grana
Gita a bassa quota con profumi primaverili e panorama splendido, vista sul lato nord della valle ancora abbondantemente innevato. Gita effettuata con mio figlio sabato 29 marzo, partenza 4 km dopo Pradleves verso Campmolino, ponte in pietra a destra della strada (ca.1000 m). Partiamo verso le otto e trenta, la temperatura essendo all'ombra è ancora rigida, imboccato il sentiero dopo il ponte e superati un decina di metri un po' accidentai, troviamo un bel sentiero che sale zigzagando tra piante di bosso con il loro odore caratteristico. Dopo una decina di minuti siamo già al sole e la striscia d'asfalto si vede già lontana in fondo alla valle. Più avanti, lasciamo sulla destra una deviazione per Cauri indicata da nuovi cartelli, il sentiero è costellato di primule, in vista della borgata Croce ci fermiamo un momento vicino ad un bel pilone votivo, dietro di noi oltre la vallata, ammiriamo Rocca Cucuja che vista da quì ancora tutta innevata, nonostante la modesta altezza sembra imponente.
Ripreso il cammino in pochi minuti siamo a Croce (1175 m) e già si intravedono alcune case del Colletto raggiungibili tramite un sentiero. Ci dissetiamo alla fontana e proseguiamo per Campofei, la salita si fà più dura, il sentiero serpeggia su un piccola cresta. Dietro a noi, le case del Colletto con la chiesa (delle cui campane avevamo già sentito i rintocchi), il cimitero, la statua della Madonna, si allontanano sempre di più. Proseguendo verso nord-ovest si incontrano le prime grange, il sentiero con un svolta a destra ed una a sinistra, guadagna un costone roccioso su cui se erge Campofei, borgata in stato di abbandono (1489 m).
Sarebbe più sicuro aggirarlo sulla sinistra ma volendo far vedere a mio figlio i vari anfratti di questa vecchia borgata, decido di passare in centro. Rami e pietre cadute ostacolano il passaggio, dalle porte aperte delle case, si vedono ancora letti, madie tavoli, armadi e oggetti comuni, le abitazioni si alternano con stalle e fienili. In un'ampio locale aperto c'è il forno dove a turni si faceva il pane, già mi immagino la gente del luogo che specie nei lunghi inverni si fermava a chiacchierare, i bambini che erano numerosi giocavano, le donne facevano maglia; un'altra vita.
In cima alla borgata c'è una cappella ancora recuperabile, davanti case diroccate, quì arriva una strada da Valliera che volendo si può percorrere accorciando così la gita. Noi proseguiamo per le grange Saria, all'uscita dalla borgata si passa vicino ad una buona sorgente, il sentiero si inerpica inoltrandosi in un altro agglomerato di case alcune ancora in discreto stato, in altre la neve copre i resti del tetto caduto. La salita è abbastanza impegnativa, il sentiero non sempre ben visibile, ci porta verso est, dopo una piccola grangia e un bel pino si ritorna a ovest di un costone. Passando ai bordi di una pineta, il profumo dei pini ci accompagna, ne aggiriamo alcuni che sono caduti e proseguiamo. Lasciata la pineta, incrociamo la strada che dal Colletto raggiunge le grange Saria (1742 m), la percorriamo per un breve tratto e siamo arrivati. Volendo ci si potrebbe fermare quì, di fronte a noi verso sud si vedono tutte le montagne della valle Grana, dal Bram alla Punta dell'Omo al Viribianc e il Viridio, alla Punta Parvo al Tibert alla Punta Tempesta per finire più a nord alla Rocca Cernauda. Visto che è ancora presto, decido di proseguire per Monte Plum, passando a est delle grange, un sentiero aggira il costone roccioso, salendo verso sinistra attraverso una pineta si raggiunge il costone aggirato in precedenza.
Proseguendo verso nord, tra roccette e ciuffi d'erba, si prende quota salendo dapprima un'ampio vallone poi tenendosi a ovest della cresta si arriva ad un salto roccioso, seguendone la base verso sinistra, si trovano dei valloncelli che puntando a nord e permettono di salire con una certa tranquillità. Superate le ultime balze, ci si trova davanti alla punta arrotondata del Monte Plum, attrversato un grande nevaio pianeggiante, salgo gli ultimi metri in un prato appena lasciato libero dalla neve e passando sull'ultima neve raggiungo la cima (2091 m). Lo sguardo si apre sulle vallate sottostanti fino alla pianura, una leggera brezza mi consiglia di aspettare a cambiarmi, scattate alcune foto punto verso ovest e scendo sul colle dove persiste ancora un po' di neve. Sceso alcune decine di metri verso Valliera sono circa le undici, faccio una sosta, il sole è alto, il cielo è sereno, un'elicottero rumoreggia sopra il Colletto. Riprendo scendendo alla meglio il largo avvallamento costellato di pietrami, non tardo così a raggiungere la strada per il Colletto ed anche mio figlio.
Riprendiamo insieme la discesa verso Battuira e Valliera, la strada nelle zone d'ombra è ancora ricoperta dalla neve. Da Valliera in giù, noto che la strada è stata aggiustata, peccato che avvicinandoci al Colletto in certi punti, buona parte del lavoro è stato portato via dall'acqua la cui colpa secondo me è relativa non avendo fatto a dovere i canali i di scolo.
Giunti al Colletto (1272 m) attraversiamo il paese in ristrutturazione, dopo una breve sosta prendiamo il sentiero che scendendo verso est porta a Croce, il campanile della chiesetta batte mezzogiorno. Percorriamo il sentiero che puntando a nord, ci porta in fondo al vallone, un ponte in pietra attraversa il rio che in questo periodo ha una buona portata, risalendo una trentina di metri verso sud, arriviamo a Croce dove riprendiamo il sentiero. Mentre scendiamo quest' ultimo tratto, rivolgiamo ancora lo sguardo ai monti innevati, in fondo alla valle il torrente luccica al sole il quale ci ha accompagnato in questa bella giornata primaverile.

Expo a Cuneo

Eventi manifestazioni, tempo libero e cultura
Feste, sagre, tradizioni popolari, rievocazioni storiche, eventi gastronomici
MOSTRE
lunedì 10 marzo 2008
Caffè Mozart -Piazza Galimberti 6 - Cuneo
"Figure e Manichini"

Cuneo - Presso il Caffè Mozart in Piazza Galimberti 6, " Figure e manichini " personale del pittore cuneese Riccardo Balestra. La mostra è visitabile dal martedì alla domenica in orario di apertura fino a fine Aprile.
Alcune riflessioni dell'autore:
La mia aspirazione è quella di trovare motivazioni che vanno al di là della tecnica pittorica, che pure è importante, dedico molto tempo alla ricerca di espressioni, di volti che comunichino all’osservatore lo stato d’animo dei miei personaggi, ma anche dei manichini che interpretano bene la maniera di porsi oggigiorno rispetto a quello che ci circonda con una certa superficialità e voglia di apparire, non come uno è, ma come vorrebbe essere.

Risparmio Energetico

Loro si che sanno risparmiare!

A proposito della:
“GIORNATA DEL RISPARMIO ENERGETICO”
Mail a un settimanale locale:
..stamattina mentre facevo un po’ di ginnastica, ho sentito alla radio che buona parte dei comuni della nostra zona, si impegnavano in questa occasione a risparmiare energia elettrica.
Ottima cosa, ma quello che non mi ha convinto è il modo in cui lo si vuole fare. Il comune di Cuneo spegne il faro della stazione, altri l’illuminazione dei monumenti, delle facciate a chiese e castelli ecc, chissà perché, cultura e arte.
Mi è venuto il dubbio che come al solito, per dare l’impressione di una partecipazione attiva al risparmio energetico,si voglia intervenire su cose molto appariscenti che comunque non incideranno più di tanto.
In quel momento, impegnato fisicamente ma con la mente abbastanza libera di vagare nel mondo del risparmio energetico, mi sono venuti in mente gli innumerevoli sprechi quotidiani, disattenzioni che alla fine contano.
Quante luci accese nelle case, davanti alle ville, per non parlare dei luoghi pubblici, se poi vai negli ospedali vedi sempre tutto acceso, corridoi bagni, nessuno si prende la briga di spegnerli. Non parliamo poi di com’è facile trovare il riscaldamento acceso e la finestra aperta. A casa di sera, ognuno chiude le tapparelle perché si sa quanto costa il riscaldamento, ma nei luoghi pubblici nessuno si preoccupa di risparmiare, anzi ho l’impressione che il risparmio, in genere sia specie tra i giovani, una cosa da persone antiche ( sarà vero!? )
Mi ricordo ancora quando parecchi anni fa in crisi energetica, si era arrivati a scollegate le luci stradali, una si una no. Mi chiedo sarà venuto in mente a qualcuno che aumentando leggermente la distanza tra i lampioni, quante luci si sarebbero potute risparmiare!
Poi comunque passate le crisi, diminuito il prezzo del petrolio, tutto torna come prima e la volontà di risparmiare torna nel cassetto dei buoni propositi.
Sempre a proposito di risparmio, ora mi è venuta in mente un’altra cosa, l’Enel che vorrebbe farci consumare più di notte, al posto di proporre un contratto a parte dall’esito incerto, non potrebbe (con i nuovi contatori) diminuire automaticamente il prezzo dell’energia nelle ore notturne dando così la possibilità a tutti di risparmiare.
Per concludere penso che sarebbe meglio da parte degli amministratori della cosa pubblica, fare magari delle piccole cose anche non vistose ma continuate, controllate che sicuramente nel tempo darebbero un risparmio maggiore.
Cosa ne pensate?

MontagnA

Nell' angolo delle Alpi Marittime tra le valli Stura, Gesso e Tinèe, si apre un'ampia corona di vette gnessistiche, dai fianchi levigati dai ghiacciai nelle antiche ere in balze tondeggianti ed in conche degradanti in cui si raccolgono laghetti pittoreschi.
Il vasto ripiano centrale era forse un lago colmato da detriti, sbarrato a valle, dai contrafforti imponenti della Maladecia a Sud e della Bravaria a Nord. Di lì in giù il torrente ha inciso un profondo e aspro solco stretto tra cortine rocciose fino allo sbocco sulla destra dello Stura a monte di Vinadio.
In questo meraviglioso ambiente naturale si staglia il complesso del Santuario di Sant' Anna, che con i suoi 2035 metri di altezza ha il primato di essere il più alto Santuario d' Europa.
Scusate la breve introduzione copiata su intern et,solo per dire che sabato 09/02 sono stato lassù, tra terra e cielo con 1,5 metri di neve.
Per 2/3 di strada non era ancora passato nessuno dall'ultima nevicata, che fatica battere il sentiero con le ciastre specie nei pendii scoscesi e con la neve ghiacciata sotto.
Tutto però è stato ripagato dalla bella giornata, e dalla e dal grazie di quelli che sono saliti dopo di me.
Saluto tutti specie gli amanti della montagna!


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