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Piero Racchi's blog

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Da Budapest a Bahia, passando per Frugarolo…


Sabato 26 luglio, presso il Vecchio Mulino di Frugarolo (AL), alle ore 18 è stata inaugurata la mostra "Da Budapest a Bahia. Arte al Vecchio Mulino”, ospitata presso gli uffici dell'impresa di costruzioni SPF Group di Paola e Salvatore Falleti.
Allestita nella splendida cornice del Vecchio Mulino di Frugarolo (costruito nel XVIII secolo e oggetto di un prestigioso recupero edilizio), l’esposizione, aperta anche stasera, resterà aperta al pubblico sino al 31 luglio, presentando una ristretta ma significativa selezione di opere di artisti di diversa estrazione geografica e culturale, che ne illustra con gusto il percorso e la ricerca tecnica.
L’ingresso libero (ore 9-19) permetterà a tutti di ammirare le opere più disparate, dell’ungherese Judith Torok, l’acquese Piero Racchi, fino ai brasiliani Ysaac Andrad e Demevaf da Silva.

IL MIO ROMANZO

"CONFESSIONI SCONVOLGENTI" di Piero Racchi.

Dopo il libro di poesie "…SEMPLICEMENTE…" pubblicato da "Cultura Duemila Editrice" Piero Racchi, pittore, scultore, compositore, socio del circolo artistico Mario Ferrari e batterista del complesso acquese "METILARANCIO" si presenta ai lettori con un nuovo libro dal titolo "CONFESSIONI SCONVOLGENTI" pubblicato da OTMA Edizioni.
Il libro verrà presentato alla biblioteca civica “la fabbrica dei libri” il L’attore Mario Crosetti, leggerà alcuni brani, gli “attori per caso” reciteranno e il duetto: Sergio viotti e Lalla allieteranno gli ospiti con la loro musica.
Il romanzo non è altro che un diario di uno sfortunato ragazzo affetto da una forma d'idiotismo, caratterizzata da deformazioni somatiche, abbandonato dai suoi genitori (appena nato) sulla soglia di un orfanotrofio, in cui passa tutta l'adolescenza. Quando, al raggiungimento della maggiore età, si distacca da esso ed entra a buon diritto a far parte della società, un sentimento a lui sconosciuto, l'AMORE, lo travolge cambiandogli la vita e lo stimola a confessarsi scrivendo un diario. Il romanzo inizia con una riflessione (o deduzione) del protagonista: << L'umana specie è incomprensibile: siamo le creature viventi più perfette, materialmente e intellettivamente, eppure, nonostante questi attributi, non siamo in condizioni di controllare i nostri sensi, i nostri sentimenti, le nostre emozioni. >> Proprio su questo difetto dell'uomo (se così si vuol definire), che tutte le religioni e le discipline universali "da sempre" tentano di correggere o contenere, si sviluppa la trama del romanzo le cui pagine sono come le ciliegie: una chiama l'altra. Nell'ordine cronologico delle confessioni, si vengono a scoprire meriti e difetti dell'uomo che, nella quotidianità degli eventi, fanno da cornice all'esistenza del narratore. Gli avvenimenti imprevisti non mancano. Ci sono momenti in cui si assapora la dolcezza, la tenerezza e l'ingenuità di un ragazzo innamorato, momenti di mera poesia, momenti di letizia e momenti inquietanti in cui la gelosia e l'odio prevalgono sul buon senso, facendo accadere cose che in realtà nessuno vorrebbe che accadessero. Piero Racchi, in ogni caso, non scrive nulla di più orribile di quello che i mass-media ci propinano giornalmente, come se la cronaca nera fosse parte integrante del nostro cibo quotidiano.
Non c'è dubbio, il libro, oltre a toccare significativamente le corde dei sentimenti, fa riflettere.
.
Prof. Giovanni Delle Piane.

Il libro "CONFESSIONI SCONVOLGENTI" è reperibile su: www.agendadeipoeti.com/edizioni_.html

ALCUNE MIE POESIE

HO PARLATO DI TE

Ho parlato di te al vento,
e il vento ti ha cantato
a tutti i popoli del mondo.

Ho parlato di te agli uccelli,
e gli uccelli ti hanno cantato
a tutti gli animali della terra.

Ho parlato di te alle acque,
e le acque ti hanno cantato
a tutti i continenti del pianeta.

Ho parlato di te alla luna,
e la luna ti ha cantato
ha tutte le stelle dell'universo.

Ora che gli uomini,
gli animali,
i continenti e le stelle ti conoscono,
non ci sarà più un rifugio sicuro
in grado di nasconderti dall'invadenza del mio amore.

AMORE FUGACE

Hai acceso il fuoco del mio amore,
ti sei scaldata e te ne sei andata,
lasciando un cumulo di cenere in balìa del vento.

NEPPURE CON L'IMMAGINAZIONE

Ho cercato di immaginare
la mia vita futura senza di lei.
Dopo alcuni attimi di riflessione,
un gelido turbamento
si è impadronito delle mie membra,
e mi sono reso conto
di non poter vivere senza di lei,
neppure con l'immaginazione.

RINASCITA IRIDESCENTE

La mia anima
era come un'arcana
e tetra caverna
pregna di umidità.
In essa,
nera come la pece,
la mia linfa vitale
filava vischiosa
e scendeva lentamente
dalle calcaree stalattiti
per depositarsi mollemente,
e inutilmente,
sulle fibre delle mie più intime
profondità dello spirito.
Poi, fortunatamente,
come un lampo a ciel sereno,
sei apparsa tu,
e tutt'a un tratto,
le pareti nere
e umide della mia anima
si sono cristallizzate.
I tuoi raggi sono penetrati in essa,
e ora,
un effluvio di luce calda
rifulge e proietta in ogni dove.
In questo paradisiaco mare di luce,
la mia linfa vitale
ora scende cangiante,
a stilla a stilla,
dando origine alla sorgente della vita
in cui tutti i colori dell'iride
si mescolano festosi in un'orgia divina,
sprizzando argento e oro.

IL BOSCO

Il bosco è mite.
Il bosco è buono.
Tra i suoi rami fischietta il vento,
gli insetti saltano,
gli animali giocano,
gli uccelli volano.

Un boato!
Un tonfo!
Un fuggi-fuggi generale!
Il vento a smesso di fischiare…
Un silenzio mortale…

Il bosco è mite.
Il bosco è buono.
Tra i suoi rami, il vento è tornato a fischiettare,
gli insetti a saltare,
gli animali a giocare,
gli uccelli a volare,
MENO UNO!

Il bosco è mite.
Il bosco è buono,
ma se potesse parlare…

TUTTI DORMONO

Le contrastanti luci e ombre
del tiepido giorno primaverile, declinano.
La tersa notte,
silenziosamente,
depone il suo mantello sulla città.
I lampioni,
le insegne colorate,
la luna e le stelle, fulgono.
Lentamente,
con pacatezza,
tutti i rumori,
i suoni,
i veicoli,
il brulicare della vita,
sono assorbiti,
sopraffatti dall'estatico silenzio,
e l'onnipresente sonno premia,
con un meritato riposo,
la trama esistenziale dell'essere.
Ad un tratto,
come un fulmine a ciel sereno,
una scossa.
La terra trema!
Sussulta!
Devasta!
Divora!
La città si immerge nel buio totale!
Deflagra!
Si acciacca!
Sotto alle macerie la morte prolifica!
DIO…!
Che disgrazia!
DIO…!
Che catastrofe!
DIO…!
Che ecatombe!
DIO…!
Ma… tu…dov'eri…?
Anche tu dormivi?

L'UNICO AMICO DELL'UOMO

Lo chiamo.
Corre subito da me.
Lo accarezzo.
Scodinzolando si siede davanti a me.
Senza motivo gli do uno schiaffo.
Mugola.
Con la zampa cerca la mano punitrice e la lecca.
Quando Gesù disse:
<< Se ti danno uno schiaffo, porgi l'altra guancia. >>
Forse, si riferiva all'unico amico dell'uomo:
IL CANE.

TEMPESTA NEL DESERTO

Scende a tonnellate
l'inesorabile pioggia bellica
nel deserto iniquo.
Le roventi onde del diluvio
inceneriscono i corpi inermi.
Nel carro armato dilaniato
sputa sangue e ulula dal dolore
chi ancora non è stato colpito a morte.
Divampano i pozzi petroliferi.
Si aprono i rubinetti e,
come un beffardo pittore insano,
il tanto ambito oro nero
dipinge di lutto il mare,
il cielo,
il mondo intero.



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