Login
Pubblicato da
Luca Mesini
il 12 agosto 2017

i migliori 30 x 50

Repubblica “pubblica” una recente ricerca stilata dalla NPR (National Public Radio) dove 50 donne hanno scelto una classifica dei 30 più bei dischi (dagli anni '60 ad oggi) di autrici e interpreti al femminile :) Un'occasione imperdibile per rinverdire classici e scoprire cose non conosciute da tutti. Naturalmente dominano le autrici americane, ma su questo (se le 50 donne selezionate ascoltano più d'una delle 900 stazioni radio statunitensi da sempre poiché vivono in America) è anche logico, comunque – aldilà di ciò che ne sappiamo: cerchiamo e ascoltiamo :)

In copertina: studi e logo della NPR Radio Statunitense. Fonte presa dall'articolo su Repubblica “I dischi al femminile preferiti dalle donne: la classifica dei trenta più amati”.

Iniziato ieri notte abbiamo finito stamattina la storiografia linkata di tutti i 30 dischi selezionati :)

Al trentesimo posto di questa classifica troviamo ADELE con il suo disco “21”, che molti riconosceranno, essendo attuale e ADELE una delle più recenti scoperte del panorama musicale internazionale. Questo intrigante brano, a esempio, (Rumour Has It) ha segnato un delirio ritmico carico di empatia, feeling e passione musicale... risulta ancora adesso molto coinvolgente. Ne troviamo molte versioni video ed anche LIVE dove la sezione ritmica se la gode.

29esimo posto per un'altro notevole e conosciuto disco della brava ALANIS MORISSETTE “Jagged Little Pill”, un disco che abbiamo e pieno di brani memorabili e coinvolgenti, come “PERFECT”.

Al 28esimo posto troviamo invece NINA SIMONE che la maggior parte di noi conoscono probabilmente per il famoso My Baby Just Cares For Me – ma ha inciso molti dischi che per “molti” potrebbero essere una sorpresa, aldilà del grande talento, carisma e carattere dell'Artista che, sulla qualità e delizia della musica non dà addito a sorprese. Questo disco al 28° posto, infatti (Nina Simone Sings the Blues) può essere uno di questi. Se vogliamo concederci i brividi, dal Live in Montreaux, vi linko volentieri questo (Feelings). Alcuni albums di Nina... io pure ne ho uno che non trovo qui (e devo cercarlo; dono di una cara amica...).

27mo posto TORI AMOS, Little Earthquakes (che abbiamo ancora su vinile, periodo antico, anni '90) – siamo agli inizi e TORI AMOS cattura il mondo rinverdendo il mito di Kate Bush. CAMEO non ci è dato capire se sia Tori Amos sul serio al clavicembalo ma come duetto si presta per rimette smalto al senso per il canto di Björk.

26mo posto le TLC - CrazySexyCool – guarda il caso oggi si festeggia (su Google) la nascita dell'hip-hop. Saltando la intro, ascolterete CREEP e tutto Vi parrà più chiaro :)

25mo posto – la ANI DI FRANCO (omaggiata al tempo qua) con “Little Plastic Castle”. Perquanto la creatività e personalità musicale non manchi proprio per niente (GRAVEL) con Ani Di Franco si perde un buon 90 percento senza capire i testi, anche se traslata comunque il carattere fortissimo e la determinata passione a livello di istinto e percezion di pelle (difficile non sentire dentro di noi implodere grazia come rabbia, in una parola “forza” – sempre).

24esimo posto Loretta Lynn, Coal Miner's Daughter: musica country anni '70 che troviamo in molti film dell'epoca – bhè: è anche un brano questo che ha prodotto il film autobiografico sull'autrice. Il trailer – il wiki in italiano. Qualche minuto di ascolto in più...

23esimo posto per un classico intramontabile, follia pura che molti di noi (nati dopo) hanno travaso solo grazie a qualche musical... Aretha Franklin “Amazing Grace”. Pigliando a spunto partendo da quaHow I Got Over – Precious Lord, Take My Hand - You've Got A Friend.

22esimo posto: Sade, Diamond Life. Anni ottanta, magnetismo fascinoso del personaggio innegabile, ha capturato molta adesione e rimane un dolce dono ch'el mondo muliebre ha generato l'ascolto al precipitato affetto dell'orecchio. Your Love is King... un classico (di diverso periodo, ma mica i classici guardano gli anni: questione sempre di stile).

21esimo brano – il rock graffia forte con PJ Harvey, Rid Of Me. Perquanto sbancherà con i lavori successivi, quelli precedenti come questo rimangono vivi di un impeto puro, violento energico e meraviglioso – di grande carattere e forte come una sberla meritata. Una icona del nuovo panorama rock al femminile, dopo Patti Smith e alcune altre, fra cui nondimento Nina Hagen. Chissà se figurerà anche un brano della Hagen... non so: li sto scorrendo ora con Voi :)

20esimo posto (questa compilation è di un eterogeneo pazzesco: non potrei fare di meglio, qui ci sono i Beach Boy al femminile) The Ronettes, Presenting the Fabulous Ronettes Featuring Veronica.

19mo posto Selena “Amor Prohibido. Or ovviamente io credo che il cuore delle ragazze e delle donne sia molto grande e che in tutte queste scelte di cui sopra fino ad ora ci sia molto cuore: è indubbio. Selena bisogna conoscerne la storia e la tragica scomparsa (fra l'altro incredibilmente ridicola) per capire il tipo di storia che la rende una icona e si tramanda e trasporta dentro. Se vogliamo poi, al genere latino, trascendere il romanticismo: qui è messo in primo piano.

Nella memoria di Repubblica “...La lunga lista che ne è uscita, definita da NPR "un'invenzione, un rimedio, una 'correzione' di ciò che ha decretato la storia della musica e, sperabilmente, un modo per iniziare un nuovo dialogo", svela molte sorprese.

Comunque: Selena avrebbe potuto e dovuto continuare a fare la sua vita, come credo chiunque ne convenga. L'amplio retaggio che raccoglie a sentimento lo stile latino, perquanto non faccia presa sul mio background – sarebbe assurdo immoderare a diversa misura.

18esimo posto: Lucinda Williams, Car Wheels On A Gravel Road. Voce e timbro tipicamente americano, eccone un ritratto che ne riassume la storia. Con Elvis Costello e ne “l'uomo che sussurrava ai cavalli”.

17mo posto (qui del tutto solidale poiché adoro questa mia coscritta, con la quale condivido – ehm solo e giusto il 1966 come anno di nascita) Janet Jackson, Control: ancora oggi fantastica creatività dance. Al tempo omaggiata qua e recentemente il mito del fratello.

16mo posto – l'anomalia anche se non del tutto, visto che su questo disco sono state fatte tesi di laurea (da qualche parte ho letto che all'epoca scoppiò la sindrome del “se non ce l'hai” sei fuori) e tenne testa come record di presenze in classifiche e posizioni a Dark Side of the Moon dei Pink Floyd che è credo uno dei migliori dischi del '900 musicale rock. Parliamo di RUMOURS dei Fleetwood Mac. l'ANOMALIA in dischi relativi ad ariste donne è data dal fatto che in questo disco c'è la massiccia presenza di STEVIE NICKS, una delle più americane voci rock contautorali dai 70 a salire. Sulle chorali dei Fleetwood Mac ci siam già persi in passato (e sono una linea guida per molti artisti venuti dopo di loro) e anche sulla deriva creativa pop dell'ultimo minuto, ma classici come questi DREAMS – GOLD DUST WOMAN – (presenti appunto in questo disco) lasciano il piacere che seminano :)

Non dimentichiamo LANDSLIDE (appena un disco prima) un brano che ha fatto epoca e che mette ancora oggi i brividi, sempre a opera dei Fleetwood Mac e voce di STEVIE NICKS con l'arpeggio del compagno Lindsey Buckingham... insomma la scelta di inclusione di queste donne in classifica: si capisce :)

Fusi come siamo non riusciamo ad andare avanti ma domani se riusciamo... terminiamo :)

15mo posto, entriamo nel vivo di armonie tipicamente anni '60 (con i balli di Grease e Happy Days come sopra fu con i Beach Boys al femminile) e l'istituzione della MOTOWN Diana Ross and the Supremes, Where Did Our Love Go (il brano musicale singolo aveva come b-sides questa) QUA TUTTO IL DISCO riporta energia e vigore pregno di voglia di vivere e desiderio di ineluttabilità e disincanto. Ma di chi stiamo parlando? You Can't Hurry Love per capirci...

14mo posto, soul ai massimi livelli con Whitney Houston, omonimo Whitney Houston. Abbiamo tutti compianto la scomparsa dell'artista nel 2012 e questo è il disco, possiamo dire – dell'inizio del successo. Abbiamo visto in queste scalette varie tipologie di “grido al sentimento emotivo” al femminile, anche sotto il profilo latino (in una sorta di Julio Inglesias al femminile) – e in queste belle estensioni vocali pregne di partecipazione, è uno stile Linea Guida che ispirerà ancora molte persone :) Commuovendone altrettante. Ricordiamola in questo LIVE... in un brano da brivido.

13mo posto: Madonna, Like a Prayer. Quarto album per un'artista che non ha bisogno di presentazioni, puntuale trasformista e creatice di riferimenti di tendenza, questo disco ha venduto ad oggi circa 15 milioni di copie e quando uscì si trovò al primo posto dappertutto (chi vuole approfondire può leggersi la storia), il sound è ovviamente carico dell'eredità degli anni '80 e arruginisce o si sporca positivamente con un po' di rock e cori gospel in un ideale ponte di collegamento fra gli anni '70 e il nuovo decennio di lì a venire, per questo ancora molto godibile all'ascolto qualitativo anche oggi – territorio fu poi per le nuove protagoniste come sopra riportato con Alanis Morissette.

12mo posto: poniamo il sofismo di Sade a cura però di n'altra carismatica figura, Erykah Badu, Baduizm – nel sound iperprodotto di fine anni '90. Anima ritmo e blues, come riporta la categoria di genere (Soul and rhythm and blues – R&B).

11mo posto e un salto all'indietro (solo nel tempo) di quasi 30 anni con Dolly Parton, Coat Of Many Colors, country allo stato puro di matrice e stampo fondato sulla particolare e bella voce sopranile di Dolly, ricco di ballate con arpeggi, chorali e ottimi strumentisti. Su certi fronti di acuti e personalità potrebbe anche ricordarci la famosa MELANIE (se amate la pelle d'oca e la chitarra in mano a una ragazza che la batte come se fosse parte della sua anima). Ma anche Dolly è un'istituzione a se stante... il disco e JOLENE (per la storia).

10posto una posizione che fuma di brutto, se questa fosse una corsa al vincitore... questo è un disco che anche se sei nato tre decenni dopo: te lo compri, se ami un po' la musica (e le donne in particolare)... pura educazione alla musica e alla scrittura musicale, paragonandolo al rock lo definirei un disco dei King Crimson o degli Allman Brother Band quando improvvisano di brutto (o agli Area nostrani), forse i paragoni sono artistici, lo comprendo – ma CAROLE KING con TAPESTRY ha segnato una generazione. Trovo ancora oggi questo disco divino come un film di Kubrick: niente è fuori posto. Manco un arrangiamento. E la voce è come un fiume su mille film che ci han fatto sognare... dovrei spingermi a definirla un IDOLO (e qui ovviamente lasciamo che la soggettività di ognuno vada per la sua strada).

Storia (italiano e inglese) e l'Autrice cioè il mito.

NONO posto: i brividi rimangono e ci portano al secondo millennio, con Amy Winehouse, Back To Black. Timbro vocale e caratteristico stile partecipato emotivamente consacrano, purtroppo anche per via della tragica scomparsa, un'Artista che ha saputo ben coniugare il feeling su certe chiavi di lettura musicali del passato. In questo lavoro: You Know I'm No GoodBack to Black – non ci sono formule che passano inosservate... Tears Dry On Their Own – Love Is A Losing Game. Il disco e l'artista. Oggi parte mancante del trittico del soul bianco al femminile di nuova generazione (Adele l'abbiamo ascoltata, Duffy non ancora... MERCY).

8vo posto (ci va forse qualcun'altro più carismatico ed esperto di me per presentare certi dischi) JANIS JOPLIN, PEARL. Il grido spezzato della sua voce è inciso nel fuoco vivo della musica rock al pari di come Billie Holiday è ciò che per l'Arte sono state Frida Kahlo e Camille Claudel. Ci vorrebbe Jimi Hendrix per presentarVela. Il team che suona in questo disco è una perla, per parafrasare la potenza e il carisma rock che ambra tutto il lavoro e la storia. L'album (uscito postumo) ... chiamiamo gli esperti.

7mo posto – Patti Smith credo sia anche icona per la letteratura e la fotografia, Ella racchiude una ragione di esistere che ha determinato cammini generazionali. Per qualche ragione continuo a pensare che ciò che ha detto Lei al suo tempo lo abbia detto e lo stia dicendo la Harvey al nostro, ma i paragoni sono errati là dove ci sono artisti che sono ciò che sono per come il destin ce li ha portati. Sono dischi che si possono ascoltare ancora oggi con tutta la sorpresa per lo smalto creativo e l'emotività che trasmettono ... PATTI SMITH, HORSES. L'album, l'artista (che fra l'altro viene in Monferrato da ste parti quasi tutti i giorni... (per dire), e qualche significato più approfondito.

6sto posto c'è un richiamo al femminile (a cura delle donne quindi) che riporta lo status al nostro tempo presente (è un disco del 2016) carico di significato e contributo visuale contemporaneo (c'è anche un docufilm dietro e dentro). E' quindi attualità – significa scegliere l'oggiBeyoncé, Lemonade. L'album, l'artista (crazy in love) e un'analisi critica. L'artista sa comunque il fatto suo, un buon ritratto di imprenditrice moderna (mi auguro ve ne vengano in mente altre, in tutti i sensi, come Sandra Bullock) sapendo gestire corpo, talento e virtù o se vogliamo doti ricevute in dono investendole nel modo migliore.

QUINTO POSTO – Missy Elliott, Supa Dupa Fly. Territorio rap con molte altre influenze e continue scritture e collaborazioni.

Quarto posto – Aretha Franklin, I Never Loved a Man The Way I Loved You ergo seconda apparizione di ARETHA. Senza richiamarci ai Blues Brothers (mitica quell'apparizione) ovvero quella RESPECT che val da sola una bandiera per le donne e una Nazione ai suoi collegamenti ecco una traduzione. Il disco.

Al terzo posto torna la pelle d'oca e tornano i brividi: Nina Simone, I Put A Spell on You. Seconda mitica comparizione anche per Lei. Questo è un lavoro che se non conoscete dovete ascoltare, perché è tutto un modo di esprimersi e cantare – è una Passione. E poi c'è talmente un'alta scuola strumentale... da far paura. CAMEO... tempo fa volevamo fare un articolo e forse lo faremo solo su questo brano (wild is the wind) perché è uno dei brani che hanno più “cover“ di altissima qualità. Dio mio che canzone ragazzi... che musica.

Come non amare le donne, come non amarle, così capaci, così forti...

Al SECONDO posto troviamo nuovamente un colpo di reni nella forza di carattere: Lauryn Hill The Miseducation of Lauryn Hill. Comprensione dei testi fondamentale per lo stile narrato ovviamente, hip-hop rap etcetera, valse alla Hill molti premi. Ci chiediamo se la scelta e l'amore per la Hill non vengano anche dal fatto che per il disamore verso lo Show-business (quel che forse ha mandato al creatore tante eroine fra queste), dopo questo suo disco di debutto che ha detto e spopolato quanto era necessario, abbia deciso infatti di abbandonare altre produzioni dedicandosi alla famiglia.

Scelta equilibrata al PRIMO POSTO troviamo Joni Mitchell, Blue. Ho avuto amici, più anzini di me, che mi raccontavano a esempio della loro madre che da giovane ascoltava questo disco ininterrottamente. La discografia della Mitchell è una delle poche che ho quasi per intero e ha accompagnato la mia educazione sentimentale fra i boschi di castagno e le prime cime dei declivi erbosi della bassa Valle di Susa ove sono cresciuto.

Credo abbia scandito anche in buona parte le mie prime elucubrazioni creative con esistenziali sistemati in teatro d'ambiente. Io non conosco l'inglese eppure ho imparato ad amare le donne e la musica nel contesto dei luoghi ove compenetravo questa educazione fra la natura montana per questa voce e questa creatività nell'arrangiamento. Anche la voce di Joan Baez è meraviglio e sicuramente più corposa, espressiva e intensa, ma nei suoi arrangiamenti musicali, ho sempre trovato molto servizio al testo, ergo più monodia strumentale, come in Cohen (logico anche che sia) mentre nella Mitchell l'arrangiamento quasi si arricchisce ogni volta che si ripete...

... è stata una grande musicista che abbiamo omaggiato qui nella memoria dei suoi ultimi brani prima del ritiro el darsi alla pittura. L'album. L'artista. La recensione.

 

commenti

Per commentare ed interagire devi registrarti

Following

Followers


politica editoriale note legali FAQ chi siamo pubblicizzati servizi

Copyright © 2013 EQUILIBRIARTE All Rights Reserved