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Pubblicato da
Luca Mesini
il 07 luglio 2017

Laboratorium Pieśni

Molti anni fa è nata una sezione di riscoperta, nel mondo della musica, afferente a due tipologie specifiche: la musica strumentale e quella popolare là ove cercando di inserire i due gesti nel subcondotto della musica new-age (della nuova era) di stampo più meditativo (e nel fine del progetto mediatico & commerciale, sovente un po' gratuita, noiosa e ripetitiva là ove invece non fu pretesto di rimando alla “vera” musica strumentale in auge fin dai secolari revival della musica poi folk-rock degli anni '70). Fortunatamente, come succede sempre al prodotto di qualità non standardizzato, ha preso piede invece la riscoperta delle tradizioni musicali popolari, portate avanti per altri versi da gruppi moderni di contaminazione e da giovani che hanno inteso recuperare quel patrimonio autentico della memoria storica di un territorio, quasi mai stringendo il campo su una sola nazione, più che altro in uno stile di dizione globale. Lo spettro armonico che andremo ad indagare oggi è quello sciamanico, prevalentemente supportato da Voci Femminili in coro con implementazione di strumenti altrettanto tradizionali. Un dei più giovani “Ensemble” è questo polacco (nato a Danzica) che da tempo riempie di contributi sonori la biblioteca universale di cultura di Youtube... andiamo a scoprirLe :)

Godrete all'ascolto sentendo qui subito un coro di giovani voci femminili cadenzar l'aspetto armonico della musica infine, subito dopo un minuto di ascolto – arricchendo lo smalto creativo con le percussioni (tamburi sciamanici).

Intese a riscoprire l'intenso e profondo legame con la natura terrena, queste ragazze ci spingono a perlustrare ciò che abbiamo di più caro perso: quel contatto spirituale. La cadenza dei brani apre alla sostanza di quel che fu per noi (anni fa) la riscoperta di queste sonorità grazie al Mistero delle Voci Bulgare, e solitamente progredisce sempre in un crescendo strumentale.

Lettonia, Ucraina, Polonia, Paesi lontani dal nostro spirito mediterraneo e più vicini all'asse che segna con la Bielorussia la zona geografica più pertinente fra noi e appunto la Russia per quel verso, mentre invece salendo dal verso opposto i paesi scandinavi.

Il fortissimo impatto sonoro del gruppo presta il verso alla mimica del mondo animale, come si può ascoltare bene in questo brano: superata la solita iniziale stadiatura dell'armonia, il crescendo strumentale timbrico, infatti, qui si avvale anche si una serie di “gridi” solisti di forte impatto emotivo.

La struttura di questa conversazione musicale è anche scenica là dove si presta a coreografie di stampo propiziatorio. Il coro inoltre sovente si esprime esclusivamente a cappella (per voci sole) e per alcuni versi riporta la eco (sulle pendici dei monti) ai nostri canti degli alpini (in preposizione femminile). Si procede talvolta verso una sorta di filmico sagrato minimale.

Giochi e intermezzi che tendono l'occhio a esperimenti sonori arcimboldi ...rinfrescano lo spirito di adesione familiare che il gruppo coltiva in seno, è evidente :)

La Signora che vedete qui a destra è (almeno dovrebbe essere a mio intuito) Alina Jurczyszyn, una delle fondatrici del Laboratorio che tradotto dovrebbe suonare come laboratorio della canzone.

Cogliamo anche sentimenti più ricchi di intonazione, forti e potenti, quasi guerreschi qui bene amplificati dall'effetto a eco che rende scenico il canto nello spazio cavo di una struttura cattedrale.

Troverete insomma nella rete (qui anche con voce maschile ma tenorile che si amalgama quasi senza accorgersene al coro femminile), se Vi piace l'armonia e il tessuto che produce questo canto allo spirto, molti contributi e direi sempre di piacevole impatto visivo. Qui a esempio in un (rispetto questa scaletta) un non ancora ascoltato effetto canzone, con strumentazione e voce maschile e impianto musicale folk, stile ballata (poi a seguire con sprazzi di video amatoriale con disturbo sonoro del vento sul microfono e riprese di laboratorio).

Una scaletta (che prende brano per brano un piccolo pezzo) di un loro disco.

Per concludere questa breve ricerca un lungo brano (con un crescendo emotivo notevole) con (diversamente da quasi tutti gli esempi sopra riportati) un tessuto strumentale particolarmente ricco ed elettronico, caro per stile a esperimenti alla David Sylvian e Peter Gabriel (almeno sul sotteso piano strumentale).

CAMEI e comparazioni

Abbiamo sovente analizzato questo aspetto creativo nella musica, dai Dead Can Dance agli Irfan, ai DakhaBrakha per finire negli Hedningarna e volendo a Sainkho Namtchylak (e il fantasmagorico mondo aperto della Butho dance).

Sul fronte del canto sciamanico, personaggio carismatico e notevole è certamente Eivør Pálsdóttir (le varie versioni di Trøllabundin che si trovano nella rete “sono leggenda” :)

Inoltre, come avrete notato sopra – ogni volta che si ascoltano questi artisti, youtube mette a destra complessi e formazioni simili – ergo la ricerca diventa sterminata e Vi permette di trovare, fra la musica popolare, anche le HIT che potrebbero tranquillamente stare nelle nostre classifiche :) Come questa in lingua “sami” di Sofia Jannok (IRENE).

Dalle ricerche iconografiche. Elenco folk nei quali compaiono anche loro (quindi ne troverete altri). La loro pagina facebook.

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