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Pubblicato da
Luca Mesini
il 22 febbraio 2015

Il Big Bang della musica moderna

L'Arte in musica, dopo la cosiddetta apertura Rock di Woodstock, ha avuto, proprio in quegli anni, esempi di “alchimie sinottiche“ che da sole hanno dato origine all'attuale panorama musicale, mediatico musicale percepito. Siamo da una parte costretti a dire che l'etimo della parola “nuovo” non esiste più o per paradosso, è un significato sul quale addurre in modo “nuovo” altri concetti percepiti… ma la primigenia implosione di materiale innovativo è quasi tutta da ricercarsi in vere e proprie idee che possiamo raccogliere fra il 1968-1969 e 1970-1971. Queste grandi intuizioni artistiche appagano i palati più esigenti ancora oggi, perché sono frutto di lavoro e genio profondo. Nella loro struttura complessa troviamo appunto, per via di questa poliedricità innovativa, tutto il materiale utile per giungere poi oggi alla semplificazione: forma di rito cui tutte le forme d'Arte ambiscono o come al delta del fiume, fluiscono per ragioni a noi immote e imperscrutabili...

La musica che ascolteremo, con molta probabilità resisterà alla tentazione di venire criptata, pertanto confidiamo nel fatto che questi link rimarranno accessibili per molto tempo. Nel caso Vi rifarete semplicemente alle fonti.

Proprio come alla natura della “teoreutica” (parola inventata che si rifà ai dicasteri deontologici della ricerca pratica sulla teoria, quindi strumento che deambula il mistero alla scoperta), abbiamo deciso di fare una piccola, breve ma per quanto essa sia ricca di tutti gli stilemi, crediamo completissima e ancora oggi di grande fonte ispirativa... di ciò che è stato il “Big Bang” della musica moderna.

Una sorta di “esplosione“ di virtù e ricerca creativa con il più alto gradiente artistico, che in musica, verso la fine degli anni sessanta inizio settanta, ha, con alcuni incredibili e geniali esperimenti sonori, messo sul tappeto tutti gli “affetti” sui quali poi molti si sono prodotti ad amplificare, evolvere, mutare, fino a quelle che oggi disperatamente ricerchiamo come sonorità nuove che, di fatto: non esistono.

Come non esiste più, probabilmente, il concetto di novità come era preluso, invece, al momento in cui questi esprimenti sonori nacquero.

Apriamo quindi il palcoscenico a BITCHES BREW, (aggiornamento a luglio 2015: rimetto qua un link - mi auguravo al tempo che nessuno osasse minare un link di un “classico“... figuriamoci; e auguro, di cuore, a chiunque passi il tempo a “chiudere“ i link, di andarsene al più presto da questo pianeta lasciando che si perda nell'oblio e nella solitudine di uno zero la memoria della sua presenza sulla terra e soprattutto la natura delle sue azioni inutili: ovvero queste; ve lo linko anche qua sperando che su tre volte, almeno una rimanga operativa per qualche tempo...) vero capolavoro di “nuovo genere” a cura di Miles Davis, di cui per non ripeterci Vi rimandiamo alla esaustiva storia. Sarà pertanto soggettivo per ognuno di Voi cogliere o meno influenze ancora da queste intuizioni così bene amalgamate, però – aldilà del Vostro o Nostro gusto soggettivo: questa è Arte.

Ma non abbiamo finito. A un'altra latitudine del mondo, fu IN THE COURT OF THE CRIMSON KING a gettare le fila (come in passato abbiamo più volte ricordato) della “musica come progetto artistico completo”... (aggiornamento a luglio 2015: nuovo link, anche se non nella successione dei brani originale; altro link casomai volessero offuscare anche quello; mi divertirò un giorno a venire qua per controllare quante volte questi riferimenti vengono “bloccati“ dagli infigardi, eccovene un'altro e un'altro ancora...) ed anche qua, non a caso, è ben difficile trovare “una forma canzone” come per ogni Big Bang che si rispetti, domina, invece, “l'implosione“ con la sua incredibile ricchezza di idee messe poi alla bisogna dalle mani forse non sempre ancora così esperte di intuitori bravi artisti che su questo ricamo gettevano ardimento e fondamenta. La breve storia.

Nulla di più incompleto, a questo punto, sarebbe se ci dimenticassimo (per quanto sarà poi per noi impossibile qui metterci a ricordare tutto, prime fra loro le complesse e complete architetture geniali di Frank Zappa), l'omonimo primo album dei KRAFTWERK. Se per certi versi può risultare a tratti più “comprensibile“ (è d'uopo che una cosa nuova non lo sia) era invece del tutto nuovo e racchiudeva a sé il “terremoto“ come l'estasi. Duro al punto da essere osticamente elettronico (e quasi ferroso), lento come una moderna pastorale sinfonica in certi eterei e pacifici suoi distinti tratti.

La storia. Ciò detto, il tutto in una direzione diversa da quella del Miles Davis (che con quel suo sperimento diede i natali ai Weather Report e alla Mahavishnu Orchestra) e forse più afferente al nuovo modello espressivo che invece misero a punto costoro: i Tangerine Dream. Con Electronic Meditation ci troviamo già sul filo di una percorrenza nuova, la quale prenderà poi sicuramente maturo il gesto con ZEIT. La storia.

Tanti altri scontri e incontri di quel periodo non basta un negozio di dischi per tenerli dentro tutti, probabilmente. Qui volutamente non ci siamo addentrati nel folk e nell'hard rock, come anche nella musica contemporanea di derivazione classica, perché dovendo fare un lavoro di sintesi, forse proprio in questi 4 gesti possiamo ricavare tutto il ricco materiale che dall'“istinto a braccio” e pertanto dalla natura del sentimento più arcaico della composizione artistica (ergo per istinto, per ispirazione, per getto e intuito)... orbene rappresenti tutte le “classi“ sulle quali poi sono divenute le varie scuole che via via che il tempo trascorse... ci emozionarono e incuriosirono sempre di meno. Dall'acustica all'elettronica :)

Buon ascolto sul periplo di queste 4 grandi colonne d'ercole del Big Bang della musica moderna...

Notazioni stilistiche: il rilievo della potenza innovativa data dall'artista è sicuramente nell'anagramma del suo lavoro. Da dove parte e dove arriva. Di tutti questi artisti, il più eccezionale è probabilmente Miles Davis, perché è veramente impressionante capire questo e poi questo. Ciò comporta all'uomo essere sempre sul limo del suo tempo presente con lo strumento che ha scelto per comunicare quel tempo: la tromba. Guardarsi indietro e vedere così tanta novità significa all'uomo sapere cosa è stato...

King Crimson e Kraftwerk hanno due forze simili e complementari: entrambe si prestano per quella che è la dote prima dell'Artista, ergo essere sempre in virtù del tempo che vive facendo ciò che sa fare meglio. I kraftwerk sono passati da questo (radioactivity) a questo (tour de france: nuovo link, altro nuovo link, ripetiamo ancora un link), i king crimson da questo (red) (anche qua... red live, altro link che non posso verificare ma rende l'idea (sicuramente non è l'originale ma un live della formazione anni ottanta),  e ancora un link versione originale) a quest'altro (the construktion of light)...

Ciò è come minimo coerente. Un artista, forse, come minimo... è coerente. Magari nessuno e manco lui potrà dire dove potrà arrivare, ma saprà di arrivarci solo in virtù di una certa coerenza... i soli che si sono persi sono forse stati i Tangerine Dream, poiché la virata stilistica “new age“ è tanto poco idealmente artistica quanto puramente commerciale da definire, la loro ricerca ha probabilmente deciso di mollare la spugna anzitempo, per ragioni squisitamente monetarie, nonostante si possa citare il loro canto del cigno, da questo (ricochet) a questo (non osiamo andare oltre).

in copertina: sovrapposizione con effetto trasparenza di 5 diverse immagini fantàsiche del Big Bang trovate su google immagini. Nella ricerca iconografica: le copertine di queste quattro opere d'arte.

CAMMEO: Nuovi (nuovi?) strumenti musicali

Perquanto non ci cambiano la vita, possono figurare bene nel corredo iconografico di qualche prossimo film di fantascienza... partendo dall'invenzione del 1919 del Theremin che si suona facendo vibrare il gesto (apparentemente) nell'aria... L'alphaspere che potrà gaudere la fantàsica dei moderni Dj composers, come il complesso Samchillian :)

Mentre da tempo ci siamo abituati ai virtuosi del tubo (o dei tubi complex instruments), sempre vivo e presente il sentimento sperimentatore dei nuovi eremiti della foresta bjorkiana, che con un amplifcatore capturano archetipi pronti per definire effetti acustici della nuova musica strana.

Molti altri strumenti riproducono di fatto elementi sonori conosciuti ma affinandone la scienza in modo nuovo e su questa estetica del gesto che la fantasia dei nuovi artisti potrà generare nuove coreografie. Come quel che fece impazzire Bjork qualche anno fa, (e derivazioni) oppure l'UDAR qui nelle mani di un virtuoso... fisarmonicista spaziale :)

Manenendo viva la cultura creativa del corpo umano (McFerrin), nel giusto contesto scenico, arpe multifunzione magari a celle solari saranno gli strumenti bignami del domani :)

 

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