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Veronica Longo

Artista - iscritto il 29 gen 2008

Luogo: Pozzuoli - IT

Email - veronica.longo@libero.it

Sito web - www.aquiladimare.it

Bio

Mi capita spesso di pensare che ognuno abbia un destino da seguire, una sorta di percorso segnato in partenza... Non tutti però hanno la fortuna nella vita d’intraprendere la strada giusta. Ricordo che da ragazzina mi chiedevo come mai le mie amiche non sapessero che scuola scegliere, che studi compiere, cosa fare della loro vita... Per me tutto era così chiaro, trasparente... Volevo essere un’artista, e come tale sono nata: volevo aprire una galleria, girare per il mondo, mostrare a tutti i miei lavori... Disegno dall’età di due anni, da quando realizzavo le “madame”, che in verità altro non erano se non scarabocchi con pennarello indelebile sugli armadi bianchi di mia madre in Brasile. Credo di essere entrata in possesso di un dono all’origine, un omaggio della natura, che mi rende possibile creare con le mie mani, le forme meravigliose partorite dalla fantasia o le innumerevoli sfaccettature attraverso cui si manifestano le persone, le luci ed i colori, nella realtà sensibile. Oggi, a quasi 34 anni, sento di aver raggiunto dei piccoli traguardi, ma di averne ancora tantissimi da superare... Quando rifletto sulla mia formazione, mi rendo conto di come tutto sia stato un circolo perfetto che poi è tornato a compimento: il diploma in Grafica Pubblicitaria, la laurea in Lettere Moderne alla Federico II, la Scuola Libera del Nudo, la specializzazione in Grafica d’Arte ed infine l’abilitazione in Arte della Fotografia e della Grafica Pubblicitaria, presso l’Accademia di Belle Arti di Napoli. Questi lunghi anni di dedizione allo studio, hanno senza dubbio forgiato la mia anima d’artista, ed i numerosi concorsi, in cui sono stata selezionata o che ho vinto, sono stati ogni volta l’inaspettata “approvazione” e la conferma che stavo procedendo per il verso giusto. La verità è che io sentivo di essere un’artista, ma non potevo sapere di esser nata incisore. Questa passione, spasmodica, irrefrenabile, è ormai il senso più assoluto e sincero della mia esistenza, il perchè di ogni singola azione, di tutti i giorni e le notti insonni trascorsi nella realizzazione di una matrice, per provare, nuovamente, quella meraviglia stupita nel momento in cui sollevo un foglio dal piano del torchio. E se nelle mie incisioni ho ritrovato l’infanzia perduta, nella fugacità delle bolle di sapone si racchiude l’intera metafora di questa nostra presenza terrena, destinata, inevitabilmente, a dissolversi in un soffio ineffabile... Resta tuttavia l’illusione di provare, ancora una volta, la gioia dell’antico gioco...

Cosa scrivono di me:
Veronica Longo è una giovane artista, una giovane donna ed una brava ed instancabile disegnatrice che, affascinata dal mondo della calcografia, si è appropriata delle sue tecniche: da quelle più classiche con dettami quasi integralisti alle sperimentali di più recente invenzione.
Con questo meraviglioso bagaglio di conoscenze fagocitate in tanti anni di studio famelico, curioso e coscienzioso, ha generato immagini che traggono dalla figurazione la forza per il proprio potere evocativo. A ciò si accompagna la ricerca spasmodica di quella magia che esplode al primo levarsi del foglio stampato, magia ben nota a tutti gli incisori e relativa a quell’istante di stupore e godimento che segue la nascita di ogni singola stampa e si accentua al rivelarsi della prima prova di ogni lastra come al primo vagito di un neonato.
Il suo lavoro grafico nasce con la xilografia ma Veronica ha bisogno di segno e lascia la xilo per affrontare le tecniche del segno puro soprattutto quello a puntasecca, sia su plexiglas che su zinco, e, dal 2005, anche all’acquaforte.
E nel 2003 nasce “La parata dei folli”, un racconto, una favola in cui l’artista preannuncia quello che sarà il suo amore per la fantasia infantile, a cui si contrappone la quotidianità nell’opera dal titolo “Ricordo di una giornata di ordinaria felicità”, del 2004 dove un uomo maturo, che nel silenzio di un mattino normale si fa la barba allo specchio, ci rammenta che la vita è sì fatta di sogni e di melanconici ricordi ma anche di ordinaria felicità all’alba di un giorno nuovo.
Il filo conduttore delle sue storie è la evocazione-leggerezza: ogni sua incisione è un sentimento, un’emozione importante che, sempre proposti attraverso una figura spesso adolescenziale e soprattutto l’immagine dei bambini si fanno da questa sollevare come foglie al vento lasciando sull’adulto-selciato parte del proprio peso. Al tempo stesso il gioco si inverte e tutti, che siano maschi o femmine, ci travolgono con sguardi profondi ed interrogatori amplificando i toni proprio grazie alla loro giovane età.
La donna-artista emerge da questi fogli con la potenza della sua sensibilità femminile e ci offre con orgoglio i suoi personaggi-figli quali gioielli di una moderna Cornelia.
Mi piace leggere la speranza nell’opera di Veronica, una speranza legata al mondo dell’innocenza e del semplice.
Nascono così le bolle di sapone, proposte e riproposte negli anni sulle labbra e nelle intenzioni di soggetti di ogni età da “Qualcosa di magico sta accadendo” del 2006 a “Evanescente…come una bolla di sapone”, 2007, fino a “Incredulità” del 2010; tutte opere complici nel narrare la metafora della vita prendendo in prestito l’eterno divertissement fatto di bolle, a volte colorate d’infanzia, che si librano simili a desideri innocenti, a sogni che ci riportano al mondo-bambino ed al tempo stesso ci proiettano nel futuribile, bolle che sanno di essere memoria ma, a mio parere, anche progetti a venire. Mi riferisco in modo particolare a “Frammenti d’infanzia II” del 2006 ma anche “Sogni trasparenti” , sempre dello stesso anno, in cui le varie tavole paiono voler creare un’idea di invenzione e speranza rivolta al giorno che verrà.
E anche se c’è nell’artista l’intento di proporre le bolle come rappresentazione stupenda e stupita dell’effimero, di ciò che è, e già non è più, noi guardiamo le sue creature come se tutto fosse eterno e possiamo provare a perderci per qualche istante nella profondità di un sogno prima che l’effimero si volatilizzi assieme al nostro Peter Pan.
Ermes Bajoni
Consulente scientifico del Gabinetto Stampe Antiche e Moderne del Comune di Bagnacavallo



commenti

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Nicola De Luca - 18/03/2008 - 17:39:20
Grazie ancora Veronica.
Nicola De Luca - 16/03/2008 - 10:19:15
Grazie per la preferenza Veronica e complimenti per i tuoi lavori che ho trovato di grande qualità.
Utente disattivato - 16/03/2008 - 04:31:41
Grazie,
(@EQWork)(EQWork)

tue lavoro,piú bello,brava Veronica!
Utente disattivato - 16/03/2008 - 04:29:12
Obrigado,merci,gracias,grazie1000
(@EQWork)(EQWork)
Tutti i commenti (12)
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