exhibition places: Rifugio Antiaereo presso Palazzo degli uffici
Roma 6000 m² (64560 ft²)
Piazzale Konrad Adenauer
phone: 3284899871
fax: 065646577
www.romaeur.it/eurspa/UserFiles/File/paluff.htm
Sul frontone del Salone delle Fontane, l'ala del palazzo destinata alle biglietterie dell'Esposizione, è scolpita un'iscrizione in cui si legge: "LA TERZA ROMA SI DILATERA' SOPRA ALTRI COLLI LuNGO LE RIVE DEL FIuME SACRO SINO ALLE SPIAGGE DEL TIRRENO".
Piazzale Konrad Adenauer
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Il Palazzo degli uffici dell'Ente, infatti, fu il primo edificio ad essere costruito e rappresentò, in qualche modo, il simbolo e la pietra miliare della colossale operazione mussoliniana dell'espansione di Roma verso il mare. L'edificio è articolato in due corpi di fabbrica collegati tra loro che, seguendo criteri compositivi sostanzialmente diversi, rispondono alla duplice funzione che il palazzo avrebbe dovuto, e deve ancora oggi, assolvere. Il primo fabbricato, in muratura portante, era destinato ad ospitare gli ambienti del commissariato ed è tuttora la sede degli uffici dell'Eur S.P.A., a pianta quadrangolare con un'ampia corte interna, è in stretta relazione con l'area che doveva ospitare l'Esposizione. La facciata principale e il piazzale d'ingresso sono parte integrante del viale monumentale antistante il Palazzo della Civiltà e fanno da sfondo alla lunga strada in salita proveniente dal lago artificiale (oggi V.le Beethoven). Il secondo corpo edilizio, in cemento armato, fu pensato per ospitare le biglietterie ed è oggi utilizzato come spazio espositivo e congressuale. E' quasi interamente occupato dall'imponente volume di un grande salone rettangolare a doppia altezza illuminato da porte finestre vetrate di ordine gigante; lungo una delle pareti longitudinali s'affaccia una sala di dimensioni minori, delimitata da una serie di pilastri marmorei, che fu sopraelevata rispetto alla quota dello spazio principale, cosicché i due ambienti sono attualmente fruibili anche separatamente.
Il grande volume interno è denunciato sul prospetto dalle vetrate a tutt'altezza e dal lungo porticato il cui slancio architettonico è sottolineato dai giochi d'acqua della fontana, decorata a mosaico, situata sul piazzale prospiciente. Perfettamente ortogonale all'ex Via Imperiale quest'ala del Palazzo degli uffici, esterna al perimetro dell'Esposizione, doveva offrirsi come fondale scenografico al Piazzale d'ingresso antistante la Porta Imperiale, accesso all'Esposizione per i visitatori provenienti da Roma. Il piano sovrastante il Salone delle Fontane era interamente occupato dalla sala dei disegnatori dell'Ente, particolarmente interessante, anche se non visibile dall'esterno, per la copertura a shed che, realizzata su apposito brevetto tedesco, rappresentò uno splendido esempio di ricerca estetica nel campo dell'architettura industriale.
Minnucci curò, con grande padronanza e accuratezza progettuale, anche il design degli interni e, attraverso l'uso di brevetti e materiali all'avanguardia (ampie vetrate, tramezzi mobili per gli uffici, pareti in vetro cemento), contribuì a creare quell' atmosfera austera e rarefatta che all'epoca si riteneva dovesse accompagnare un progetto redatto secondo principi di modernità ed efficienza.
L'incarico per la progettazione degli arredi e la direzione artistica per la loro esecuzione fu affidato, nel 1939, agli architetti G. ulrich e G. Gori. ulrich, era uno dei più noti ed esperti progettisti italiani, molto vicino alla cerchia di Gio Ponti, creatore di mobili essenzialmente di lusso e con la capacità di riunire, con estrema abilità, le linee del moderno con i motivi di una dimensione altamente rappresentativa. Probabilmente per questo gli fu affidata la progettazione degli arredi per gli ambienti di rappresentanza, mentre Gori, affiancato da Minnucci, fu incaricato dell'ideazione de "l'arredamento normalizzato degli uffici".
Lo stile di ulrich, pur non essendo strettamente legato al razionalismo, è estremamente lineare, senza eccessivi decorativismi o eccentricità, ma si avvale nel disegno dei dettagli, di piccole invenzioni che sono ancor più sorprendenti proprio perché inserite in linee di così gran rigore, come nel caso della spalliera ondulata della panca per il Salone del pubblico (di cui si conserva ancora oggi un esemplare nell'atrio al primo piano del palazzo) o del disegno bugnato che caratterizza le basi dei tavoli per il Salone del pubblico (anch'essi ancora conservati in alcuni esemplari nelle sale riunioni).
Anticonformista nella scelta dei materiali disdegna quelli in voga al momento, come il metallo o la masonite e sceglie tutti prodotti di lavorazioni tradizionali e pregiate, diverse qualità di legni per le parti strutturali, pelli e tessuti per i rivestimenti. Negli schizzi a lui riferibili, risalta l'attenta e raffinata scelta dei colori volta ad armonizzare il singolo pezzo d'arredamento con tutto l'insieme secondo una visione integrata dell'organizzazione dello spazio.
Anche se molto è andato distrutto o disperso, sono comunque molti i dettagli e gli elementi di arredo originali che si possono ancora ammirare negli ambienti del Palazzo degli uffici, come la splendida balaustra in vetro della scala del Commissariato (della ditta Sciarra), alcuni degli apparecchi illuminanti delle firme Venini e Fontana, gli infissi a saliscendi, brevettati appositamente per i palazzi dell'E42, le porte in legno degli uffici dei commissari con le caratteristiche maniglie in alluminio ed inoltre poltrone, sedie, tavoli e armadiature che meriterebbero sicuramente una più attenta politica di conservazione e tutela.
past events
06/19/2008 - 06/29/2008 Homo Faber: la fucina del dio Vulcano
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Responsible for this place: Serena Sorrenti*
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