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arte, cultura e linguaggi digitali

equilibriarte.org : Paul David Redfern : blog : category: Arte digitale e non

Giornate Europee del Patrimonio: Mauro Mauri.

In occasione delle Giornate Europee del Patrimonio è stato presentato pressoLa galleria d'arte del CERIDO e del virtualGmuseum il video realizzato da Paul David Redfern sull'artista goriziano Mauro Mauri.



Il video dal titolo "A life for the art - Una vita per l'arte " è una sintesi dell'opera realizzata da Mauri nell'arco della sua trentennale ricerca nel campo dell'arte visiva.



Foto by Giuseppina Mastrovito - Il direttore del CERIDO Italo Montiglio e il direttore del virtualGmuseum Paul David Redfern

Decimo Fotoincontro a Gorizia

Arte fotografica a Gorizia. Nell'ambito del decimo Fotoincontro, organizzato dal Circolo Fotografico Skupina75, sabato 4 ottobre esporranno alcuni dei più interessanti fotografi dell'Alpe Adria. Tra questi anche i giuliani Roberto Aita (operatore RAI) e Paul David Redfern. Quest'ultimo recentemente catalogato come artista digitale presso il Centro di catalogazione di Villa Manin.
Quest'anno la manifestazione si svolgerà in due parti: la prima sarà inaugurata il 3 ottobre a Nova Gorica (Slovenia) dove esporranno i soci di Skupina75 mentre la seconda si svolgerà al Kulturni dom di Gorizia.
A Gorizia saranno presenti, oltre ai già citati Aita e Redfern, anche i seguenti artisti: Biserko Fercek (Croazia), Herman Pivk (Slovenia) e il Fotoclub di Nova Gorica.

Artisti digitali ad Arte e Scienza, Trieste.

Arte e Scienza
Mostra di arte digitale visiva
ICTP Trieste, Settembre 2008
In attesa di ricevere notizie dettagliate in merito alla manifestazione che si svolge a Trieste sino al 26 ottobre ho pubblicato una sintesi sull'iniziativa. Dopo l'incontro di sabato, giorno dell'inaugurazione, ho avuto l'occasione per reperire ulteriori dati e grazie alla disponibilità della curatrice Barbara Vidonis sono ora in possesso di tutti i dati:

La mostra nasce da un progetto di ricerca sull’arte digitale visiva condotto da Prospero S.r.l., azienda esperta nel settore dell’editoria multimediale.
Da Leonardo Da Vinci in poi il rapporto tra arte e scienza è divenuto sempre più stretto e, dall'uso creativo che l'uomo ha saputo fare dell'applicazione tecnologica della scienza, la ricerca artistica vive di un continuo confronto con lo sviluppo della tecnologia. Con lo studio delle possibilità estetiche offerte dal linguaggio informatico, sviluppatosi già a partire dagli anni Cinquanta, sono nate pratiche artistiche diverse. Tra queste l'arte digitale che unisce due mondi apparentemente diversi, quello dell'arte e quello delle tecnologie digitali.
Una selezione di queste opere si trova in esposizione ed offre una panoramica delle tecniche più diffuse dell’arte digitale visiva. Si tratta di opere d'arte digitale statica, che possono spaziare dalla pittura digitale alla fotografia digitale, alla grafica 2D o 3D alla più frequente fusione di questi linguaggi. Lo studio della trasformazione del processo tecnico in linguaggio, attraverso la sua esplorazione creativa, consente di ricostruire un percorso storico-evolutivo del linguaggio artistico digitale, in particolare per quanto riguarda le opere visive considerate. I primi artisti a confrontarsi con le tecnologie scoprirono il digitale negli anni Ottanta, utilizzando quelli che erano i primi Personal Computer in commercio, e continuano tutt'oggi la loro sperimentazione artistica, adeguando nel corso degli anni la loro produzione alla rapida evoluzione tecnologica. Accanto agli artisti considerati tra i pionieri dell'arte digitale, cresce il numero dei giovani che si esprimono con il digitale. Mentre i primi fondano le basi della loro ricerca artistica nello studio delle possibilità espressive dello strumento informatico, le nuove generazioni utilizzano perlopiù la tecnologia e le tecniche digitali per esprimere attraverso l'immagine la propria visione di sé e del mondo.
Espongono gli artisti:
Mario Alimede, Federico Bebber, Giulio Calderini, Giorgio Maria Cisco, Lorella Coloni, Fabio Fonda, Roberto Gilli, Elisabetta Gon, Mauro Mauri, Paul David Redfern, Maria Silvia Sega, Massimiliano Stefanutti, Denis Tomasini, Ezio Turus, Chiara Vecchi Gori, Qing Yue
OBERON è un progetto di ricerca avviato grazie al finanziamento di una borsa di formazione di AREA Science Park che ha avuto una prima presentazione in occasione di AREA Openday 2008. La seconda presentazione viene realizzata presso la sede pricipale del Centro Internazionale di Fisica Teorica in occasione dell'inaugurazione della manifestazione Open Day del Miramare Science Campus.
L'obiettivo è giungere alla definizione, progettazione e realizzazione di un sistema descrittivo e di catalogazione multimediale per le opere d'arte digitale visiva e statica. E' stata predisposta una scheda catalografica specifica per rispondere alle esigenze tecniche peculiari dell'arte digitale, in linea con la direttive emanate dall'Istituto Centrale di Catalogazione per la scheda OAC (opera d'arte contemporanea), ma con le opportune integrazioni laddove la scheda si era dimostrata insufficiente nella descrizione delle caratteristiche specifiche delle opere d'arte digitali.
L'attività di ricerca condotta ha messo in luce altre problematiche che riguardano specificatamente l'arte digitale ma che non possono essere affrontate con gli strumenti tipici utilizzati di chi si occupa di arte “tradizionale”, il restauro e l'unicità dell'opera d'arte digitale: la mancata risposta a queste domande potrebbe comportare la perdita di prodotti artistici che meglio di altri rappresentano la nostra epoca.

RETRO
Per informazioni:
Prospero S.r.l
AREA Science Park,
Padriciano 99, 34012 Trieste
tel: 0403755580 – fax 0403755581
HYPERLINK " www.prospero.it/" www.prospero.it – HYPERLINK "mailto:deborahvidonis@prospero.it?rel=nofollow"deborahvidonis@prospero.it
La mostra sarà visibile dal 20 al 26 settembre (esclusa la domenica) dalle 10 alle 18. Per informazioni 0402240433
Con la collaborazione di DigiartProject
gruppo di lavoro, sperimentazione artistica e ricerca sul tema dell'arte digitale
HYPERLINK " www.digiartproject.it/" www.digiartproject.it

Si ringrazia Bip Computer S.r.l. per la postazione Apple

Con il sostegno di Graphiti e virtualGmuseum

Arte e Scienza

ARTE E SCIENZA - The Abdus Salam International Centre for Theorical Physcs
Espongono due goriziani pionieri dell’arte digitale: Mauro Mauri e Paul David Redfern

Nell’ambito del progetto Oberon che ha come obiettivo un sistema descrittivo di catalogazione multimediale per le opere d’arte digitale, in stretta collaborazione con il Centro di Catalogazione regionale di Villa Manin, è stata avviata una ricerca su territorio relativa all’arte digitale. Sedici gli artisti selezionati tra cui i pionieri , a livello nazionale, di questa attuale forma espressiva: Mauro Mauri per la digital-art e Paul David Redfern per la fotografia digitale. Presente anche il pordenonese Mario Alimede che negli anni Novanta fece parte del gruppo MART. A questo storico gruppo di artisti digitali era,inoltre, presente anche l’artista Etko Tutta.
In esposizione opere digitali realizzate con tecniche diverse che spaziano dai primi anni Ottanta ad oggi. La curatrice della mostra, Deborah Vidonis, durante la ricerca condotta ha messo in luce alcune problematiche non risolvibili con le tecniche applicate all’arte tradizionale: il restauro e l’unicità dell’opera digitale. La mancata risposta a tali quesiti potrebbe comportare, dunque, la perdita di opere d’arte che meglio di altre rappresentano la nostra epoca.
Non è un caso, quindi, che la mostra di Trieste, parte del progetto Oberon curato dalla Prospero di Trieste, sia stato realizzato con il sostegno delle due principali realtà digitali nell’ambito regionale e nazionale: le goriziane Graphiti e virtualGmuseum che sin dai primi anni Novanta hanno divulgato e promosso l’arte del Terzo millennio. Il virtualGmuseum e Graphiti sono oramai da anni realtà consolidate è hanno acquisito il Now How necessario per contribuire a dare una risposta concreta alle varie problematiche connesse all’arte digitale.

La rassegna artistica dal titolo: “Arte e scienza” sarà inaugurata sabato 20 settembre presso il Abdus Salam International Centre for Teheorical Physcs di Strada Costiera 11 a partire dalle ore 10.00e sarà visitabile sino al 26 settembre.

Photomorfosi digitali

Sarà inaugurata, lunedì 9 giugno, la mostra dal titolo Photomorfosi digitali. La mostra si compone di una serie di opere divise per argomenti:
1) Spaventatotem - Scaretotem i spaventapasseri, in inglese scarecrow, sono i totem dell’era tecnologica di Paul David Redfern. Il progetto artistico (anno 2008) realizzato ad hoc per la manifestazione internazionale Sconfinando al quale partecipano l’Italia, l’Austria e la Slovenia, nasce e si sviluppa attorno il simbolo dello spaventapasseri.
2) virtualGart - fanno parte di questa serie (anno 2006) realizzata in occasione della Settimana della Cultura, organizzata dal Ministero per i Beni e le Attività Culturali, tra opere stampate su tela aventi come tema l’archeologia e la storia in generale.
3) Il flauto magico - si compone di una serie di opere (anno 2000), stampate su carta fotografica, dedicate alla recente scoperta di Divje Babe, la grotta vicino ad Idrija, dove è stato reperito un reperto del Paleolitico con alcuni fori. Da qui l’idea che esso rappresenti un manufatto ludico: un flauto.
I video: 1) Ritmi digitali - (6 minuti circa)
Il video si compone da una miriade di immagini digitali elaborate al computer che si susseguono al ritmo dei tamburi africani.
2) The earth (1 minuto) rappresenta il nostro pianeta: la terra sta morendo, ascolta i sui ultimi battiti...Questo video ha vinto, nell’ottobre 2007, il premio internazionale We Show Awards quale miglior video artistico online.
3) Without guilt - senza colpa (1914-1918) - realizzato nel 2008 in occaione della settimana della Cultura organizzata dal Ministero per I beni e le Attività Culturali è una personale interpretazione sulla Prima Guerra Mondiale. Durata (5 minuti circa).
4) Scaretotem (6 minuti circa) - ultimo video realizzato (maggio 2008) per la manifestazione internazionale Sconfinando ed è dedicato al mondo contadino, alla natura, al problema ambientale... Realizzato in bianco e nero con viraggio seppia alterna immagini statiche con riprese video e interventi manuali.

Curriculum dell’artista: Paul David Redfern Americano di nascita, ma goriziano d'adozione, si trascferisce dalla patria natia a Trieste dove acquisisce la cittadinana italiana. Redfern è considerato tra i padri della fotografia digitale italiana. La sua ricerca fotografica con mezzi digitali nasce sin dagli albori quando non esistevano ancora i PC a colori ed il primo programma dedicato alla fotografia era il "Digital darkroom" ovvero Camera oscura digitale. Esso prevedeva alcuni elementari filtri ed era esclusivamente in bianco e nero. Inoltre non essendoci ancora la fotocamera digitale egli utilizzava lo scanner a livelli di grigio per le sue realizzazioni digitali. Dalla metà degli anni Ottanta egli, quindi, promuoveva la fotografia digitale in B/N e dai primi anni Novanta, grazie all'avvento del programma Adobe Photoshop, sviluppa un nuovo concetto di fotografia. Nascono le Photomorfosi (1994) ossia la metamorfosi della fotografia tradizionale. Tra i primi fotografi digitali ad essere pubblicati a livello nazionale (Progresso fotografico 1996 Nel 1999 Agfa Italia gli dedica una personale nella propria Galleria a Milano. Negli ultimi anni si dedica anche all'immagine in movimento realizzando video particolari come The earth - Il cuore della terra premiato, nell'ottobre 2007, dalla americana We Show Awards come il miglior video artistico online o il recentissimo "Senza colpa" presentato ai Musei Provinciali di Gorizia in occasione della X^ settimana della Cultura organizzata dal Ministero per i Beni e le Attività Culturali.
Ulteriori notizie sono consultabili sul sito dell'artista ( www.graphiti.org/Photomorfosi.html)

Sconfinando, tre regioni senza confine, Medea.

“Sconfinando” - Tre regioni senza confini

Nell’arco di un mese, tra maggio e giugno, si svolgeranno sul territorio cormonese, nella vicina Meda e a Dobrovo in Slovenia inizitive culturali di spicco nell’ambito delle tre feste principali:
1) Medea - festa degli spaventapasseri, raduno d’auto storiche e mostra d’arte digitale
2) Cormons - Fieste da viarte, itinerari naturalistici e storico-artistici
3) Dobrovo (Slovenia) festa delle ciliegie, mostra d’arte contemporanea, concerti e teatro

A Meda giovedì 8 maggio alle ore 18.30 sarà inaugurata la mostra di Paul David Redfern da titolo “ Spaventatotem - Scaretotem”.

I spaventapasseri, in inglese scarecorw, sono i totem dell’era tecnologica di Paul David Redfern.

Il progetto artistico realizzato “ad hoc” per la manifestazione internazionale “Sconfinando”, al quale partecipano l’Italia, l’Austria e la Slovenia, nasce e si sviluppa attorno il simbolo dello spaventapasseri. Sin dall’infanzia ci viene insegnato che lo spaventapasseri è “l’omino buono” che protegge i campi coltivati da coloro che vogliono rovinare il raccolto. Nell’immaginario collettivo, quindi, lo spaventapasseri è, in qualche modo, associato alla salvaguardia, alla protezione di un bene comune...

Interpretando in modo personale il progetto di Medea che nasce dall’idea di recuperare una tradizione e un simbolo della cultura e della civiltà contadina, ho realizzato una serie di immagini- simbolo digitali aventi come spunto la civiltà contadina, l’antichissima civiltà del popolo sardo e la civiltà dei nativi d’America alla quale, seppur in tono minore, appartengo dato le mie origini Cherokee.

Il termine totem deriva da dotem e viene fatto risalire agli Indiani algonchini del Nord-America Cippeway (Ojibwa od Ojibway). In questo contesto l’uomo instaura una relazione di devozione venerando il simbolo sacro, per i nativi d’America, come un protettore individuale o comunitario.

Nei villaggi degli Indiani nordamericani il totem è raffigurato sotto forma di palo piantato all’ingresso del villaggio. Con questo simbolo, in grado di collegare le tre dimensioni cosmiche della Terra, del Cielo e degli Inferi, essi proteggono se stessi e gli abitanti del villaggio.

Le analogie con il mondo contadino occidentale mi sono sembrate evidenti e quindi, grazie alla collaborazione dell’artista sardo Massimiliano Vacca ( /eqmember/616) con le sue particolari maschere , sono nate le photomorfosi ed il video realizzati per questo importante appuntamento.

Le immagini rappresentano un mix tra tradizione popolare e tecnologia estrema quale moderno “guardiano”, o se vogliamo, quale moderno “spaventapasseri” posto alla salvaguardia della natura, dell’ambiente, dell’umanità...



Paul David Redfern

Americano di nascita, ma goriziano d'adozione, Redfern è considerato tra i padri della fotografia digitale italiana. La sua ricerca fotografica con mezzi digitali nasce sin dagli albori quando non esistevano ancora i PC a colori ed il primo programma dedicato alla fotografia era il "Digital darkroom" ovvero Camera oscura digitale. Esso prevedeva alcuni elementari filtri ed era esclusivamente in bianco e nero. Inoltre non essendoci ancora la fotocamera digitale egli utilizzava lo scanner a livelli di grigio per le sue realizzazioni digitali. Dalla metà degli anni Ottanta egli, quindi, promuoveva la fotografia digitale in B/N e dai primi anni Novanta, grazie all'avvento del programma Adobe Photoshop, sviluppa un nuovo concetto di fotografia. Nascono le Photomorfosi (1994) ossia la metamorfosi della fotografia tradizionale. Tra i primi fotografi digitali ad essere pubblicati a livello nazionale (Progresso fotografico 1996). Nel 1999 Agfa Italia gli dedica una personale nella propria Galleria a Milano. Negli ultimi anni si dedica anche all'immagine in movimento realizzando video particolari come The earth - Il cuore della terra premiato, nell'ottobre 2007, dalla americana We Show Awards come il miglior video artistico online ( www.weshow.com/us/p/3262/the_earth_2007) o il recentissimo "Senza colpa?rel=nofollow" presentato ai Musei Provinciali di Gorizia in occasione della X^ settimana della Cultura organizzata dal Ministero per i Beni e le Attività Culturali.

Ulteriori notizie sono consultabili sul sito dell'artista ( www.graphiti.org/Photomorfosi.html) suddiviso per argomenti:

bibliografia: digilander.libero.it/pho [...] Biblio.html
sintesi delle mostre e opere a partire dagli anni Ottanta:
digilander.libero.it/pho [...] E.html
Photomorfosi recenti: /eqmember/1051
oppure: photomorfosi.deviantart.com/gallery/

Sconfinando

“Sconfinando”
I spaventapasseri - totem dell’era tecnologica di Paul David Redfern

Il progetto artistico realizzato “ad hoc” per la manifestazione internazionale “Sconfinando”, al quale partecipano l’Italia, l’Austria e la Slovenia, nasce e si sviluppa attorno al simbolo dello spaventapasseri. Sin dall’infanzia ci viene insegnato che lo spaventapasseri è “l’omino buono” che protegge i campi coltivati da coloro che vogliono rovinare il raccolto. Nell’immaginario collettivo, quindi, lo spaventapasseri è, in qualche modo, associato alla salvaguardia, alla protezione di un bene comune...

Interpretando in modo personale il progetto di Medea che nasce dall’idea di recuperare una tradizione e un simbolo della cultura e della civiltà contadina, ho realizzato una serie di immagini- simbolo digitali aventi come spunto la civiltà contadina, l’antichissima civiltà del popolo sardo e la civiltà dei nativi d’America alla quale, seppur in tono minore, appartengo dato le mie origini Cherokee.

Il termine totem deriva da dotem e viene fatto risalire agli Indiani algonchini del Nord-America Cippeway (Ojibwa od Ojibway). In questo contesto l’uomo instaura una relazione di devozione venerando il simbolo sacro, per i nativi d’America, come un protettore individuale o comunitario.

Nei villaggi degli Indiani nordamericani il totem è raffigurato sotto forma di palo piantato all’ingresso del villaggio. Con questo simbolo, in grado di collegare le tre dimensioni cosmiche della Terra, del Cielo e degli Inferi, essi proteggono se stessi e gli abitanti del villaggio.

Le analogie con il mondo contadino occidentale mi sono sembrate evidenti e quindi, grazie alla collaborazione dell’artista sardo Massimiliano Vacca ( /eqmember/616) con le sue particolari maschere , sono nate le photomorfosi ed il video realizzati per questo importante appuntamento.

Le immagini rappresentano un mix tra tradizione popolare e tecnologia estrema quale moderno “guardiano”, o se vogliamo, quale moderno “spaventapasseri” posto alla salvaguardia della natura, dell’ambiente, dell’umanità...

Ringrazio, inoltre, l'amico Massimiliano Vacca che mi ha dato l'opportunità di realizzare il progetto "Spaventatotem".

Foto: Spazio espositivo a Medea (GO)

Le Photomorfosi presso l'Istituto italiano di Cultura, Lubiana.

Dal 9 giungo al 9 luglio 2008 presso lo spazio espositivo dell'Istituto Italiano di Cultura della capitale slovena espone il fotografo digitale Paul David Redfern. Americano di nascita, ma goriziano d'adozione, Redfern è considerato tra i padri della fotografia digitale italiana. La sua ricerca fotografica con mezzi digitali nasce sin dagli albori quando non esistevano ancora i PC a colori ed il primo programma dedicato alla fotografia era il "Digital darkroom" ovvero Camera oscura digitale. Esso prevedeva alcuni elementari filtri ed era esclusivamente in bianco e nero. Inoltre non essendoci ancora la fotocamera digitale egli utilizzava lo scanner a livelli di grigio per le sue realizzazioni digitali. Dalla metà degli anni Ottanta egli, quindi, promuoveva la fotografia digitale in B/N e dai primi anni Novanta, grazie all'avvento del programma Adobe Photoshop, sviluppa un nuovo concetto di fotografia. Nascono le Photomorfosi (1994) ossia la metamorfosi della fotografia tradizionale. Tra i primi fotografi digitali ad essere pubblicati a livello nazionale (Progresso fotografico 1996). Nel 1999 Agfa Italia gli dedica una personale nella propria Galleria a Milano. Negli ultimi anni si dedica anche all'immagine in movimento realizzando video particolari come The earth - Il cuore della terra premiato, nell'ottobre 2007, dalla americana We Show Awards come il miglior video artistico online ( www.weshow.com/us/p/3262/the_earth_2007) o il recentissimo "Senza colpa?rel=nofollow" presentato ai Musei Provinciali di Gorizia in occasione della X^ settimana della Cultura organizzata dal Ministero per i Beni e le Attività Culturali.

Ulteriori notizie sono consultabili sul sito dell'artista ( www.graphiti.org/Photomorfosi.html) suddiviso per argomenti:

bibliografia: digilander.libero.it/pho [...] Biblio.html
sintesi delle mostre e opere a partire dagli anni Ottanta:
digilander.libero.it/pho [...] E.html
Photomorfosi recenti: /eqmember/1051
oppure: photomorfosi.deviantart. [...] ery/



dott.ssa Giuseppina Mastrovito
presidente dell'associazione culturale Graphiti - Operatore Beni Culturali


Associazione Culturale Graphiti
www.graphiti.org
cell. 329 0710577
Via Faiti 34
34170 Gorizia

Istituto Italiano di Cultura in Slovenia
Italijanski inštitut za kulturo v Sloveniji
Kongresni trg 13
SI - 1000 Ljubljana
Slovenija

virtualGart al giro di boa...



Il Ministero per i Beni e le Attività Culturali organizza anche quest’anno la Settimana della Cultura che si svolgerà sul territorio nazionale dal 25 al 31 marzo 2008.

Nel corso della settimana della cultura musei, monumenti e siti archeologici statali saranno accessibili gratuitamente e sarà possibile fruire di una grande varietà di iniziative: aperture straordinarie e nuove aperture di siti, visite guidate, restauri in corso o appena terminati, concerti, spettacoli, proiezioni cinematografiche, recitazioni, mostre, convegni, conferenze, iniziative didattiche per i giovani.



LA PRESENTAZIONE DEL MINISTRO, FRANCESCO RUTELLI
“La Settimana della Cultura: una festa per tutti“: lo slogan scelto per questa edizione sottolinea la volontà del Ministero per i Beni e le Attività Culturali di stimolare il coinvolgimento e la partecipazione di tutti i cittadini ad un evento nazionale che, per sette giorni, metterà “in vetrina” la cultura italiana, con eventi, mostre, convegni, laboratori, visite guidate, concerti, spettacoli, proiezioni cinematografiche, aperture straordinarie.
Una grande festa diffusa sul territorio, in cui tutti i luoghi d’arte statali (monumenti, musei, aree archeologiche) saranno aperti gratuitamente.
Alla manifestazione aderiscono altre Istituzioni pubbliche e private, Enti locali, nonché gli Istituti Italiani di Cultura all’estero.
L’obiettivo è quello di rafforzare una coscienza condivisa che metta al centro la cultura, come volano d’identità collettiva, risorsa per la crescita sociale ed economica, strumento per la formazione delle nuove generazioni. E’ significativo che la “Settimana”, raccogliendo ripetute sollecitazioni, sia anticipata da circa due mesi rispetto alle date tradizionali: è indizio della crescita del turismo culturale in periodi dell’anno che fino a poco tempo fa venivano qualificati come “bassa stagione”.
In questi sette giorni i cittadini potranno riappropriarsi dell’arte, della cultura, del patrimonio, seguendo le tracce della nostra storia e appassionandosi alle nuove espressioni di una cultura italiana quanto mai viva e vitale.
Con soddisfazione, dobbiamo registrare come la Settimana della Cultura, che vanta ormai una storia trentennale, registri anno dopo anno un successo crescente di eventi e di partecipazione di pubblico. Questo testimonia del gradimento della manifestazione e della forte voglia di cultura che esiste nel Paese, ed è anche una risposta all’aspettativa di apertura dei luoghi dell’arte e dello spettacolo per tutte le persone e tutte le famiglie.
Sottolineo particolarmente l’originale e importante iniziativa che avrà luogo nella serata di giovedì 27 marzo con l’obiettivo di sensibilizzare il Paese e tutte le istituzioni sull’esigenza di presentare e promuovere “più cultura in televisione”.
Ringrazio tutti coloro che nell’Amministrazione dei Beni e le Attività culturali, con impegno e dedizione, hanno reso possibile questo evento ormai consueto, eppure sempre unico.



Anche Gorizia partecipa al progetto nazionale con la mostra d'arte foto0grafica virtualGart.

Presenti gli artisti isontini: Sergio Culot, Maria Fina Ingaliso, Paul David Redfern, Sergio Scabar e lo sloveno Andrej Perko.

Alla serata inaugurale del 20 marzo anche la musica di Nino Rota con al pianoforte Aleksandra Pavlovic e al clarinetto Sandi Vrabec.

Sergio Culot, Artista della Fotografia Italiana a virtualGart

Anche il goriziano Sergio Culot ai Musei Provinciali in occasione della X^ Settimana della Cultura.


I “Luoghi sensibili” dell’artista goriziano Sergio Culot, sono delle opere fotografiche, in bianco e nero, di squarci di natura resi dall’autore, attraverso la particolare tecnica di stampa, luoghi di rifugio sensoriale, proiezione di luoghi già vissuti. Le vibrazioni di luce, le ricercate sfumature nostalgiche si pongono come pretesto evocativo di un altro luogo, soggettivo ed intimo dove dimora la memoria.

Foto: anche l'insegna luminosa può contribuire alla divulgazione dell'arte...

Una festa per tutti...

Quest'anno si terrà dal 25 al 31 Marzo con lo slogan: "La Settimana della Cultura: una festa per tutti".
In questa settimana l’intera amministrazione dei beni culturali si mobilita per presentare nuovi restauri, servizi e iniziative, per realizzare manifestazioni, concerti e spettacoli, e per organizzare visite in luoghi meno noti al pubblico. La Settimana della Cultura è l’occasione migliore per visitare nuovi luoghi e per ammirare sotto una nuova luce musei o monumenti già noti. Aderiscono alla Settimana anche le Istituzioni private quali musei, associazioni, fondazioni. Durante la settimana è previsto l’ingresso gratuito in tutti i siti (archivi, biblioteche, musei, gallerie, aree archeologiche ed altri)

Anche Gorizia vi partecipa con la mostra dedicata all'arte fotografica contemporanea. Presenti illustri fotografi del Friuli Venezia Giulia e della Slovenia.

Alla serata inaugurale del 20 marzo anche la musica di Nino Rota con la partecipazione di Alessandra Pavlovic al pianoforte e Sandi Vrabec al clarinetto del Centro Sloveno Educazione Musicale Emil Komel di Gorizia.
Ingresso libero.

Giuseppina Mastrovito - Operatore Beni Culturali

virtualGart ai Musei Provinciali, Gorizia.



S’inaugura giovedì 20 marzo alle 18.30 a Gorizia ai Musei Provinciali di Borgo Castello la V^ edizione di “virtualGart”: mostra di arte fotografica, analogica e digitale, realizzata dall’Associazione Culturale Graphiti, dal Museo virtuale “virtualGmuseum, e dall’Associazione Culturale “immagiNativa” di Gorizia. L’iniziativa goriziana si inserisce nel programma nazionale della “Settimana della Cultura”: evento promosso dal Ministero per i Beni e le Attività Culturali giunto quest’anno alla sua X^ edizione.
“virtualGart” è realizzata in collaborazione con la Provincia, il Comune, la Fondazione Cassa di Risparmio di Gorizia, l’Istituto Italiano di Cultura di Lubiana ed il Consorzio per la tutela dei vini del Collio di Cormons.
Espongono per la fotografia analogica B/N gli artisti isontni Sergio Culot (Artista Fotografia Italiana), Maria Fina Ingaliso (docente DAC-FIAF), Sergio Scabar (fotografo), e lo sloveno Andrej Perko (fotografo). Per la fotografia digitale l’artista goriziano Paul David Redfern (precursore della fotografia digitale italiana).

informazioni:
graphiti@code.it oppure associazionegraphiti@yahoo.it
www.graphit.org
tel 329.0710577

Associazione Culturale Graphiti -Gorizia
il presidente, Operatore Beni Culturali Giuseppina Mastrovito

Velussi a Londra

Il goriziano Adriano Velussi espone a Londra.

Dal 28 gennaio al 3 febbraio 2008 al Meinier Chocolate Factory, in Suothwark Street 51, saranno visibili le opere di Velussi:

Per contatti e-mail lelussi@interfree.it - sito: www.velussi.org

EurArt quota 13!

Dopo il successo degli anni scorsi,il 16 dicembre 2007 alle 17.30 ha aperto i battenti la tredicesima edizione di EurArt, una rassegna artistica di autori contemporanei, una manifestazione che è divenuta in soli tredici anni uno degli appuntamenti più significativi dell' isontino.

La prima edizione ha avuto luogo nel 1995 ad opera dell’allora presidente dell’associazione Graphiti, Paul David Redfern, e allestita nelle carceri del castello di Gorizia grazie anche alla collaborazione dell’Assessorato alla Cultura del Comune di Gorizia.

Nel 1996 la manifestazione, ospitata a Lienz, permette un proficuo gemellaggio tra le due città.

Ma è solo con la terza edizione di EurArt, col titolo I Carmina Burana, che diventa una vera rassegna multimediale.

È questa ormai una tradizione che purtroppo non verrà più portata avanti: nonostante le difficoltà logistiche nella ricerca di uno spazio espositivo motivo per il quale gli eventi sono stati progettati in antichi luoghi riconvertendo, chiese, abitazioni e strutture pubbliche in spazi espositivi e problemi burocratici, Graphiti, ha sempre mantenuto il suo impegno.

Ora a distanza di anni tale apuntamento culturale non avrà più luogo sia per la carenza di spazi espositivi idonei che per la mancanza di contributi regionali, gli unici richesti per EurArt.

È per tale motivo la 13^ edizione è stata anche l’ultima.

Ma, come spesso succede, si chiude una porta e se ne apre un'altra:Graphiti infatti si propone come prossimo progetto un FESTIVAL INTERNAZIONALE DI VIDEO ART dal titolo GoArtonline con lo scopo di divenire il punto di riferimento nazionale della video-art.

Quest’anno EurArt ha presentato un programma ancora più ricco di autori, goriziani ed isontini comprendendo diverse forme espressive perfettamente amalgamate, dalla poesia alla pittura, dalla musica alla fotografia per non dimenticare l’arte digitale, da molti considerata l’arte del futuro.

Non è una semplice mostra, le opere esposte regalano emozioni, è una mostra dinamica, vitale che convolge lo spettatore, una mostra che si prefigge un obiettivo non facile ed alquanto ambizioso:dimostrare che l’arte non ha confini. Inoltre, Graphiti, cerca di valorizzare e salvaguardare il patrimonio artistico di Mauro Mauri, uno dei maggiori esponenti goriziani dell'arte contemporanea ormai scomparso.

Sara Virgilio - Stagista Relazioni Pubbliche Università di Udine

Foto: immagini della serata inaugurale

13^ ed ultima edizione di EurArt, Gorizia - Casa Morassi.

EURART 2008: 13^ rassegna d’arte contemporanea di pittura, installazione, fotografia, poesia e musica. Gorizia Casa Morassi - Borgo Castello dal 16 dicembre 2007 al 2 gennaio 2008.
Inaugurazione domenica 16 dicembre ore 17:30


Dal 16 dicembre a Gorizia è di scena la 13^ ed ultima edizione di EurArt: rassegna artistica multimediale ideata ed organizzata dall’associazione culturale Graphiti e dal virtualGmuseum di Gorizia.
La mostra, allestita a Casa Morassi in Borgo Castello fino al 2 gennaio 2008, è realizzata in collaborazione con l’Associazione fotografica “immagiNativa” di Gorizia, la Fondazione Cassa di Risparmio di Gorizia, il Consorzio di Tutela Vini D.O.C. Collio di Cormons e con l’ Assessorato alla Cultura della Provincia di Gorizia che, anche quest’anno, ha concesso gratuitamente gli spazi espositivi di Casa Morassi.
Quindici gli artisti invitati ad EurArt tra poeti pittori e fotografi tutti provenienti dalla nostra regione, ed in particolare dall’Isontino, ad eccezione della pittrice toscana Bona Baraldi che ritorna ad esporre a Gorizia dopo dieci anni di assenza.
Tra gli artisti locali Cristian Bortolossi, Fabio Lescak e Loredana Princic per la fotografia; Cristina Bonnes, Mauro Mauri, Ignazio Romeo, Michele Samari per l’installazione; Gianluca Coren, Emanuela De Biasi, Alfredo De Locatelli, Giuliana Pais, Salvatore Puddu per la pittura; Roberto M. Masini e Jurij Paljk per la poesia e infine il Coro Lorenzo Perosi di Fiumicello, diretto dal maestro Italo Montiglio, per la musica.
L’inaugurazione della manifestazione è fissata per domenica 16 dicembre alle 17: 30 a Gorizia nella sede di Casa Morassi in Borgo Castello, mentre la mostra, il cui percorso espositivo è a cura di Sergio Culot, Maria Fina Ingaliso e Paul David Redfern, può essere visitata ogni giorno fino al 2 gennaio dalle 16:30 alle 18:30, festivi esclusi.
Per informazioni 329.0710577 oppure graphiti@code.it

Associazione Culturale Graphiti
il presidente, Giuseppina Mastrovito

The brain project colpisce ancora!

Più che un progetto dedicato all'arte digitale direi che si tratta di un "sprogetto" dell'arte digitale.
Nella prefazione, che allego, si fa riferimento al "concorso internazionale sull'arte digitale visiva" e fin qui non ci sarebbe nulla di scorretto se alla fine non si venisse a scoprire che tra i lavori inseriti nella rosa degli artisti presenti ci sono opere che con il digitale non hanno nulla a che vedere.

Sfugge il criterio di valutazione che la giuria ha tenuto nella scelta delle opere digitali.

Quale esempio di opera non-digitale ho scelto quella di Mario Agostinelli che a mio avviso è indubbiamente un grande artista ma non è un artista digitale e tanto meno lo è la sua pregevole opera. Infatti e non a caso la didascalia riporta fedelmente:

colori, carta e cartone prendono
possesso dello spazio con una sapiente e
curata miscela di forme figure e
sfumature.....

Non posso che fare i complimenti all'artista che come già espresso trovo validissimo ma non posso certo accettare che in un concorso dedicato all'arte digitale vengano inserite opere "tradizionali".

Paul D. Redfern
direttore del virtualGmuseum di Gorizia

allegato:

Prefazione The brain prpoject - www.thebrainproject.eu/2007/i_home.php

Il fenomeno degli artisti nel web accomuna tutti quei creativi che si esprimono per mezzo dell’informatica e comunicano attraverso internet. L’informatica, adottata dalla maggior parte dei creativi giovani, è un mezzo che, per la sua versatilità, permette di operare in modo elastico con un infinità di variabili, realizzando opere particolarmente interessanti proprio dal punto di vista creativo e semantico. Internet, essendo un mezzo ideale di comunicazione, rapido ed economico, è anche la vetrina più importante ed attuale, la più fruita dalle nuove generazioni.
Con queste premesse e dalla collaborazione di Riccardo “Tetrarca” Baldassarri con l’Associazione Culturale Acquamarina nasce il concorso internazionale sull’arte digitale visiva “The brain project” il quale ha lo scopo di concentrare, incanalare e raccogliere le migliori produzioni ed espressioni artistiche tramite il web.
Il concorso è ideato per i creativi che si esprimono attraverso media digitali senza limiti alla tipologia di tecnica o contaminazione di espressioni artistiche: dal graphic design alla fotografia, dal fotoritocco al fotomontaggio, dalla pittura al 3D, purché siano state generate e/o abbiano avuto compimento tramite l’informatica.
A questo proposito è stato creato il sito internet sul quale state navigando, per mezzo del quale si svolgono tutte le formalità dalla pubblicazione del bando, all’iscrizione, che è a titolo gratuito, alle votazioni da parte della giuria e alla pubblicazione della graduatoria finale e dei lavori in un’apposita galleria virtuale.
Vengono premiati i primi trenta artisti che ottengono il maggior punteggio da parte della giuria con una mostra presso uno spazio espositivo triestino e con la pubblicazione nel catalogo della mostra. Da quest’anno verrà segnalato anche il vincitore assoluto dell’edizione del concorso che avrà come premio, nell’edizione successiva di brain project, una mostra personale nell’ambito della mostra dei “top 30”, una breve monografia all’interno del catalogo e l’invito ad essere membro della giuria.
Queste le caratteristiche e le modalità di “The brain project”, oggi alla seconda edizione, che conferma l’interesse di tanti artisti per questa forma d’arte e per la nostra iniziativa.

Brain project: quando il digitale è solo una parola "astratta".

Tempo fa avevo già espresso il mio pensiero sul progetto Brain project dedicato all'arte digitale. Da allora è passato un anno e mi ritrovo nuovamente a confrontarmi con coloro spacciano per arte digitale anche quello che non lo è. La sensazione è che il digitale attualmente fa "tendenza" e quindi è "IN" proporlo anche se in certi casi si spaccia per digitale foto banali che di artistico non hanno proprio nulla.
Un rapido sguardo ai componenti della giuria e si scopre che non c'è alcun componente che "mastichi" digitale. Infatti, come viene evidenziato nel bando qui sotto, non c'è nessun artista digitale, critico o esperto del settore.
Per par condicio e per la pluralità delle opinioni allego anche il bando con tutti i dati relativi al concorso lasciando libero arbitrio a coloro che eventualmente vorranno partecipare...

Immagine: Riccardo Paci (Firenze) vincitore del concorso "digitale" Brain project 2006

II° Concorso Internazionale di arte digitale visiva
“THE BRAIN PROJECT - 2007”
Tema: “Attrazione - Attraction”. Scadenza iscrizioni: 23 ottobre 2007

Promosso da: Acquamarina
con il sostegno di: Direzione Centrale Istruzione, Cultura, Sport e Pace della Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia, Credito Cooperativo del Carso

in collaborazione con:
Ministero per i Beni e le Attività Culturali e Biblioteca Statale di Trieste

E’ stato indetto il secondo Concorso internazionale di arte digitale visiva “The brain project”: realizzato interamente su internet, è rivolto ad artisti, grafici e fotografi di ogni Paese e delle comunità italiane all’estero, che utilizzino ogni forma d’arte digitale o di elaborazione delle immagini al computer. Il tema da sviluppare nella seconda edizione del Premio è “Attrazione - Attraction”.
Le opere inviate al sito web del concorso, all’indirizzo HYPERLINK " www.thebrainproject.eu" www.thebrainproject.eu, saranno valutate via internet dalla giuria, e le 30 migliori opere, con quella vincitrice, saranno pubblicate sullo stesso sito web, in un catalogo cartaceo, e presentate in una mostra a Trieste a fine novembre.
Il Concorso è promosso dall’associazione culturale Acquamarina di Trieste, con il sostegno della Direzione centrale istruzione, cultura, sport e pace della Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia e del Credito Cooperativo del Carso / Zadružna Kraška Banka, e in collaborazione con il Ministero per i Beni e le Attività Culturali e la Biblioteca Statale di Trieste.
- . -
L’arte digitale (o “computer art”) è una forma espressiva recente, ma in rapidissima evoluzione, utilizzata da molti creativi per espandere le potenzialità di pittura, fotografia e graphic design tradizionali, superandone i limiti e realizzando delle contaminazioni artistiche fra generi. La prima edizione del Concorso internazionale “The brain project”, incentrata sul tema “Confini – Borders”, ha visto la partecipazione di 309 concorrenti, da 42 Paesi di tutto il mondo, che hanno offerto una prima panoramica sul come si realizza e sul dove si indirizza oggi la computer art.
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La partecipazione al concorso è gratuita, e prevede l’invio fino al 23 ottobre di una sola immagine per partecipante al sito web HYPERLINK " www.thebrainproject.eu" www.thebrainproject.eu, iscrivendosi on line. Sul sito sono anche disponibili, in italiano e in inglese, il bando e altre informazioni sul concorso.
La Giuria, formata da esperti in vari campi dell’arte digitale e tradizionale, valuterà via internet le opere pervenute. Le 30 migliori, assieme a quella vincitrice, verranno esposte in una galleria virtuale sul sito web del concorso, stampate in un catalogo, e presentate in una mostra presso la Biblioteca Statale di Trieste dal 23 novembre al 5 dicembre 2007.
Inoltre all’artista vincitore saranno dedicati, nell’edizione 2008 del premio, una personale collaterale alla mostra finale ed una monografia nel catalogo, con l’invito a far parte della Giuria dell’edizione successiva del Concorso.
Sulla base di questi orientamenti nella Giuria di quest’anno è presente l’artista ed ingegnere informatico fiorentino Riccardo Paci, vincitore del Concorso “The brain project” del 2006, ed a lui sarà dedicata una personale nella mostra finale di quest’anno.


ALTRE NOTE INFORMATIVE:

I membri della Giuria di “The brain project 2007”:
Riccardo Baldassarri - fotografo - ideatore del concorso (Trieste)
Annamaria Castellan - presidente Associazione Acquamarina e organizzatrice del Premio (Trieste)
Emanuela De Marchi - regista, presidente Mis Mas eventi, spettacolo e formazione (Milano)
Antonio Giusa - curatore di Spilimbergo Fotografia (Udine)
Riccardo Paci - vincitore di “The brain project 2006”, artista ed ingegnere informatico (Firenze)
Tatjana Rojc - critico letterario, Università di Udine
Alessandro Rosada - gallerista (Trieste)

Il tema di “The brain project 2007”: “Attrazione – Attraction”
(nota a cura dell’Associazione Acquamarina)
Il tema della seconda edizione del Concorso internazionale sull’arte digitale visiva “The brain project – 2007” è: “Attrazione – Attraction”.
L’Attrazione è un tema di non facile interpretazione, ma proprio per questo crediamo di poter offrire all’artista numerose chiavi di lettura sia concettuali, astratte, sia figurative.
Al contrario del 2006 (dove il tema del concorso era “Confini - Borders”), quest’anno abbiamo pensato di proporre qualcosa di opposto, quindi “attrazione” intesa come forza, gravità o spinta ma anche come attrattiva, divertimento, fascino, impulso, richiamo, spettacolo o quant’altro la fantasia e la creatività umana possano elaborare.
Può essere anche un invito alla riflessione, ed alla conseguente rappresentazione dell’”attrazione” che nasce nell’incontro con le diversità, iniziando da quelle geografiche a quelle culturali, di razza, di credo, di nazionalità oppure dell’”attrazione” intesa come curiosità o conoscenza.
Siamo tuttavia certi che gli artisti. con la sensibilità che li denota e con le ampliate possibilità di soluzioni che la produzione dell’elaboratore consente, ci proporranno con le loro opere ulteriori varianti e sfumature alle nostre riflessioni e suggerimenti.

Patrimonio (virtuale) in movimento, Sant'Andrea (GO).

Su invito del Ministero per i Beni e le Attività Culturali anche Graphiti partecipa, per la prima volta, alle Giornate del Patrimonio con ben due iniziative:

1) “Patrimonio in movimento” - 29/09/2007, Sant’Andrea piazza S. Andrea 1 ore 18.00
Sito: www.graphiti.org

Diaporoiezione digitale in dissolvenza di Paul David Redfern con le fotografie di Maria Fina Ingaliso, Sergio Culot, nonché le photomorfosi dello stesso artista e con le poesie di Giuseppina Mastrovito. L’opera si compone di immagini relative a “frammenti” del patromonio giuliano mixato con il patrimonio artistico attuale (arte contemporanea) seguendo il filo conduttore del tema scelto per questa edizione e del quale di seguito alleghiamo il relativo testo.

Le strade possono intendersi come metafora del viaggio, della scoperta, della crescita; occasioni di incontro e di scambio di conoscenze e di risorse destinate a risolversi in arricchimento
culturale e spirituale per le genti che in ogni tempo le hanno percorse, quale ne sia stata la meta. Pensiamo alle direttrici del pellegrinaggio ai grandi santuari, attraversate dai devoti in età medievale,
o alle vie commerciali impegnate dai mercanti intraprendenti in età moderna,come pure agli itinerari verso le città d’arte, intrapresi dagli illuministi e dai romantici per coronare il loro percorso
formativo.
Oggi, con il progresso scientifico, le opportunità di circolazione si sono enormemente ampliate e si sono ridotte le distanze tra i popoli, facilitando così la diffusione delle idee e la conoscenza
del nostro patrimonio culturale.
“Le grandi strade della cultura: un valore per l’Europa” è il tema scelto dal Ministero per i Beni e le Attività Culturali per promuovere l’edizione 2007 delle Giornate Europee del Patrimonio.
L’obiettivo è quello di mettere in luce e valorizzare i percorsi culturali europei che collegano il patrimonio culturale del Paese a quello delle altre nazioni della famiglia europea, nel rispetto delle
reciproche peculiarità.

Immagine: Paul David Redfern

Giornate del patrimonio

In occasione delle Giornate del Patrimonio organizzate dal Ministero per i Beni e le Attività Culturali, anche Gorizia partecipa all'importante avvenimento culturale.

Il 29 settembre sarà inaugurata a Sant'Andrea la diaproiezione digitale in dissolvenza "Patrimonio artistico in movimento".

Il video della durata di dieci minuti è stato realizzato da Paul D. Redfern con immagini di Maria Fina Ingaliso, Sergio Culot, nonché le photomorfosi dello stesso Redfern e con le poesie di Giuseppina Mastrovito.

Di seguito la prefazione del per i Beni e le Attività Culturali,
Rutelli:

Nate nel 1991 su iniziativa del Consiglio d’Europa e con il sostegno della Commissione Europea, le Giornate europee del Patrimonio rappresentano il momento più importante delle iniziative dedicate al patrimonio culturale del nostro Continente.
L’obiettivo è di favorire la reciproca conoscenza, l’integrazione, il dialogo,riscoprendo e condividendo, attraverso la cultura, il senso di una comune appartenenza.
L’Italia aderisce alle Giornate Europee del Patrimonio dal 1995, ed è quindi giunta alla sua dodicesima edizione.
Lo slogan della manifestazione scelto per quest’anno è: “Le grandi strade della cultura: un valore per l’Europa”. Le strade, dunque, che attraverso l’Europa hanno portato il nostro Paese ad essere meta ambita di artisti, letterati, viaggiatori e pellegrini di ogni epoca. Con orgoglio possiamo quindi riscoprire la centralità culturale italiana nella storia ed una tradizione che, come ai tempi
dei Grand Tour del XVIII secolo, si rinnova anche oggi.
Per la prima volta le Giornate Europee del Patrimonio vedono al fianco del Ministero per i Beni e le Attività Culturali due partner d’eccezione: il FAI (Fondo per l’Ambiente Italiano) e Autostrade per l’Italia, che arricchiranno l’offerta culturale con la scelta di oltre 200 siti paesaggistici e monumentali.
Il 29 e il 30 settembre l’Italia si trasformerà in un grande teatro a cielo aperto: centinaia di siti in ogni regione metteranno in scena la bellezza, la storia e la
cultura, con aperture straordinarie di luoghi d’arte, presentazioni di restauri e opere di valorizzazione, itinerari naturali, storici e eno-gastronomici, convegni di approfondimento, concerti, spettacoli, proiezioni cinematografiche. Il tutto all’insegna della ricerca e della riscoperta delle nostre radici, per ritrovare una
comune identità e migliorare la qualità della nostra convivenza.
Un’iniziativa che, grazie anche al contributo del Ministero degli Affari Esteri, del Ministero dell’Istruzione, del Ministero dell’Università e della Ricerca, degli Istituti italiani di Cultura all’estero e degli Enti locali, garantirà la più ampia fruizione del nostro patrimonio e un ricco dialogo civile anche fuori dai nostri
confini, in quello spazio comune che è la nostra Europa.

Francesco Rutelli
Vice Presidente del Consiglio e Ministro per i Beni e le Attività Culturali

Macchie di silenzio...

Sarà inaugurata l'11 settembre, a Modena, la mostra relativa al progetto Macchie di Silenzio.

Macchie di Silenzio è un progetto interattivo - nato dal libro I silenzi degli innocenti- edito da BUR nel 2006. Un libro costruito sui silenzi, sulla memoria, sull’intollerabilità di certi ricordi: dà voce a chi non l’ha mai avuta. Perché finora hanno parlato i protagonisti negativi degli anni
di piombo. Le vittime e i loro familiari sono stati invece dimenticati.
Leggere le loro storie e le loro verità fa male ed emoziona. Le stragi nere di Piazza della Loggia e del treno Italicus. Le persone rapite,
gambizzate, giustiziate dal terrorismo rosso. Il massacro alla stazione di Bologna. Tutto viene raccontato attraverso le parole di chi era lì e si è salvato per miracolo...

Foto: Macchie di silenzio di Paul D. Redfern

Ezio Turus a San Lorenzo Isontino.

Si è inaugurata, venerdì, la mostra del fotografo isontino Ezio Turus.



Nell'ambito dei festeggiamenti del patrono di San Lorenzo Isontino nella provincia di Gorizia accompagnata dalla sonorità festosa delle campane i visitatori hanno potuto assaporare le particolari vedute di San Lorenzo in Polaroid.



Oltre alle foto è stato realizzato ed esposto anche un video-clip.





Il ritratto dell'artista è di Lorella Colonni.

Ezio Turus: Polaroid un modo diverso di fare fotografia.

Presentazione di Emanuela Uccello:

Un vedere il proprio “piccolo mondo antico” con un occhio nuovo e sapiente, che ha immagazzinato, rielaborato e fatto proprie migliaia di immagini di una cultura visiva contemporanea che si nutre con eguale vitale interesse sì di fotografia, ma anche di pittura, di grafica, di digital-art, di video-art, di cinema… Il risultato è la serie di fotografie che Ezio Turus dedica al proprio paese: San Lorenzo.

Già dalla scelta del medium le immagini giocano su interessanti contrasti: Turus utilizza la polaroid che, viste le attuali potenzialità del digitale, porta con sé una nostalgica modernità oramai desueta: e con questo mezzo gioca rielaborando, sovrapponendo gli scatti, intervenendo graficamente a dichiarare con evidente chiarezza che la sua fotografia e la più lontana possibile dall’immediata mimetica rappresentazione della realtà.

Al contempo proprio queste immagini mosse, sovrapposte, veloci sono vere: sono quelle che in un guardare rapido restano impresse nella nostra memoria per venire poi riprese in maniera così fantasiosa da creare nuovi affascinanti assemblage che si fanno, ad esempio, scene metropolitane debitrici della pop art sia americana che italiana: quella delle pompe di benzina, della strada, dei muri reinventati dai writers.

Ma su qualcosa la visione si ferma, insiste scoprendo ad esempio l’ineguagliabile magica semplice bellezza della natura (un fiore, le fronde degli alberi, la distesa di un campo assolato) o il potere evocativo di un elemento architettonico o scultoreo: non necessariamente di un’opera di particolare pregio artistico ma di certa empatia per chi insiste, tra molte, proprio davanti a quella finestra o a quella semplice sedia da bar o a quel putto.

Ci piace immaginare le storie di chi vive (o è vissuto) in quella casa, di chi riposa tra quelle pietre, di chi si è seduto su quella sedia ora vuota… ed è un altro possibile racconto denso di nuove emozioni.

Tracce per una lettura

luglio 2007

Emanuela Uccello

Da Hitchcock a Paik, lo sguardo ottico...

Si è concluso presso il Palazzo Alvarez di Gorizia il seminario dedicato alla fotografia in movimento.

Un breve escursus partendo dai fratelli Lumiere, Alfred Hitchcock e Kubrick per approdare alla videoarte di Nam June Paik, Bill Viola, Meredith Monk sino ai giorni nostri con artisti attuali come Mauri, Sambo, Soban e Bebber...

Docenti: Maria Fina Ingaliso (Dac-Fiaf) e Paul D. Redfern

Moderatrici: Elena Lazar (presidente di immagiNativa) e Giuseppina Mastrovito (presidente di Graphiti).

Lo sguardo ottico: Mauro Mauri

Tra gli artisti che saranno trattati al seminario di Palazzo Alvaresz non poteva di certo mancare Mauro Mauri uno dei pionieri della digital-art isontina.

Pittore ecclettico e forte colorista è stato tra i primi a capire le potenzialità del computer e negli anni Ottanta ha realizzato le prime grafiche computerizzate.

Doverosa, quindi, la sua presenza a questo importante avvenimento culturale.



Lo sguardo ottico: Palazzo Alvarez, Gorizia.

Lunedì 4 gugno si terrà presso la sede universitaria di Palazzo Alvarez il Seminario dal titolo "Lo sguardo ottico" per gli allievi del DAMS e Relazioni pubbliche. Il seminario ideato da Graphiti, ImmagiNativa ed il virtualGmueum gode del patrocinio del Polo Universitario di Udine con sede a Gorizia.

Due le sezioni: la prima è dedicata alla storia della fotografia in movimento e quindi al cinema dalla sua nascita agli anni 60. La seconda, invece, è dedicata all'era digitale e sarà presentata l'evoluzione del linguaggio video dalla videoarte (anni 60) a quello più attuale e tecnologico ossia il movie digitale.
Per quanto riguarda la sezione digitale l'argomento sarà la fotografia in movimento e cioè come
assemblare e quindi presentare al pubblico la fotografia statica in modo dinamico.

Tra gli esempi che saranno presentati agli studenti anche le opere di Sambo e Bebber nonché alcuni ultimi "cortissimi" di P. D. Redfern. Uno spazio particolare sarà dedicato al lavoro di Annalisa Secchi (DAMS) che ha ralizzato un "racconto fotografico" motato successivamente in I Movie.

Due i relatori: Maria Fina Ingaliso docente DAC della FIAF e Paul D. Redfern

Immagine: frame digitale del filmato "Contatore"

virtualGart, non solo digitale...

Il 1 giugno terminerà la mostra virtualGart, organizzata da Graphiti ed il virtualGmuseum presso i Musei Provinciali di Gorizia.
Il tema precelto la fotografia con un occhio di riguardo a quella digitale (Bebber, Zbogar, Orsini e Sambo) senza dimenticare quella più tradizionale (Tedeschi). Infatti il digitale farebbe ben poco se non ci fosse l'analogico. La base è sempre quella è soltanto lo strumento che cambia...

Enzo Tedeschi ha optato per quello prettamente analogico e rigorosamente monocromatico.
Di seguito il pensiero di Maria Fina Ingaliso.

E’ la danza dei corpi che, nel suo intreccio, crea e modella l’unicità delle due identità: corpo femminile e corpo maschile.

La forma ovoidale delle movenze femminili si schiude, come guscio, al rito perpetuo della vita, mentre la tensione del torso mascelle movenze e nella mimica di comunicazione per elevarsi poi ad unica identità e, nel gioco instabile degli opposti, affermare la propria individualità.

E’ la danza dei corpi che, nel suo intreccio, crea e modella l’unicità delle due identità:corpo femminile e corpo maschile.

La forma ovoidale delle movenze femminili si schiude, come guscio, al rito perpetuo della vita, mentre la tensione del torso maschile si protende alla ricerca dell’altro sé, per poi allontanarlo: tutto è teso e dinamico nello stesso tempo, con ritmo gestuale sempre più crescente, tutto è fuso, nel contatto fisico.

Sono energie dinamiche, opposte, fuse nell’articolazione gestuale, nelle movenze e nella mimica di comunicazione per elevarsi poi ad unica identità e, nel gioco instabile degli opposti, affermare la propria individualità.


Maria Fina Ingaliso
Docente DAC -FIAF






"Arte digitale" a virtualGart: Federico Bebber

Negli ultimi anni la fotografia è quella che ha saputo avantaggiarsi dell'era digitale. Moltissimi gli artisti che hanno saputo "cavalcare la tigre" e Federico Bebber è uno di questi...
Di seguito la presentazione dell'artista da parte di Maria Fina Ingaliso.

Pulsioni di inquietudine, angosce, lacerazioni pervadono il processo dell’esistenza umana.
L’uomo non è oggetto temporale ma soggetto temporale che assorbe, dall’esterno, le mutazioni erranti: è la deviazione del percorso logico dell’esistenza, è la metamorfosi che lacera le umane fattezze, che limita ed annienta l’identità.
Il non sguardo, l’invasione corporea di materia inerte, l’alterazione in altro da sé, convivono nella stessa scena con l’ imitabile linguaggio fotografico spostato verso il limite tecnologico contemporaneo, affinché custodisca l’idea (pensiero-immagine) dell’autore.

«Il compito dell’arte non è di riprodurre il visibile, ma di rendere visibile»
(Paul Klee).



Maria Fina Ingaliso
Docente DAC -FIAF


virtualGart, Musei Provinciali Gorizia: Giuseppe Orsini.

Fotografo lodigiano.
Da tempo si esprime creativamente con la fotografia di reportage paesaggistica. Affinando negli anni tale tecnica ha ottenuto riconoscimenti e pubblicazioni nazionali.

Le opere esposte a Gorizia sono il risultato di una attenta analisi e di una continua ricerca cromatica che attualmente solo la tecnica digitale può garantirgli.

Nelle fotografie digitali di Orsini, l’attento osservatore non si deve lasciar fuorviare dalla estremizzazione dei colori ma, invece, deve analizzare pixel per pixel la composizione esposta dalla quale emergono grandi montagne rocciose, esili cannetti mossi dal vento, tranquille paludi, ruscelli di pianura...

Giuseppe Orsini quindi come André Derain, Maurice de Vlamink, Georges Braque, Henri Manguin, Albert Marquet, Jean Puy, Emile Othon Fresz, ed Henri Matisse, per citare solo alcuni tra i più importanti rappresentanti dei fauves -"belve", le cui opere si caratterizzano soprattutto per un disinvolto uso dei colori adoperati più per l’estro creativo ché per la somiglianza alla realtà.

Dove è scritto che il prato è verde, il cielo azzurro, e il mare blu ?...

Paul David Redfern
Direttore di virtualGmuseum di Gorizia: museo virtuale sperimentale d’arte contempornea

virtualGart: Francecso Sambo

Francesco Sambo è un’artista che ha suscitato l’interesse di virtualGmuseum perché da tempo segue un percorso di ricerca fotografica che, passo dopo passo, lo ha condotto ai suoi ultimi lavori digitali realizzati in Flash, noto software per la realizzazione di siti web, confermando ancora una volta che lo strumento computer , se usato da mani abili e da una mente creativa produce arte.
L’opera presenta a Gorizia è intitolata Threes - Alberi ed è installata nella stanza della Sinfonia dei colori assieme a Giuseppe Orsini. Non è un caso.Entrambi, infatti, estrapolano l’ambiente naturale reinserendolo nel personale caleidoscopio cromatico, statico per Orsini, animato per Sambo.

Le parole di Sambo ben descrivono la sensazione che l’artista percepisce all’atto della sua creazione: l’opera intesa come l'organizzazione di atomi, di segni elementari raggruppati dall'artista in un disegno unitario e complesso allo stesso tempo. Il dettaglio e l'insieme, l'elementare e il complesso si fondono tra loro grazie all’estro dell’artista che vive l'opera come momento di meditazione sull'intorno che lo circonda.
Questi semplici assiomi sono il punto di partenza per ogni lavoro di Sambo, vengono applicati sia ai lavori più tradizionali che a quelli più tecnologici - digitali e video-, un approccio comune che porta a risultati anche molto diversi tra loro.
Nei lavori video realizzati sempre in Flash, il tempo è l’elemento chiave che viene intrappolato e racchiuso nei stretti limiti di un singolo momento scelto come elemento su cui riflettere. Questo istante viene scomposto in singoli fotogrammi che sono poi riorganizzati dall'artista in un video la cui complessità è data dalla sua interattività tale da rendere l'opera sempre uguale e diversa a se stessa in un eterno divenire.

Paul David Redfern
Direttore di virtualGmuseum di Gorizia: museo virtuale sperimentale d’arte contempornea

IX settimana della cultura: virtualGart

Inauguro questo ottimo servizio di equlibriarte con la settimana della cultura organizzata dal Ministero per i Beni e le Attiità CUlturali.

Il titolo dato a questo blog è lo stesso dell manifestazione fotografica che si tiene ai Musei Provinciali di Borgo Castello a Gorizia.

Negli spazi espositivi dei Musei Provinciali, infatti, sabato 12 maggio è stata inaugurata la IV edizione di virtualGart. Presenti anche due artisti di equilibri.

Come per le passate edizioni di virtualGart anche quest’anno il filo conduttore della mostra è stata la fotografia nelle sue molteplici forme. Mentre le note al pianoforte del musicista internazionale Alexander Gadijev hanno introdotto, i visitatori presenti, all’arte fotografica di Federico Bebber di Spilimbergo, Francesco Sambo di Mestre, Giuseppe Orsini di Lodi e Rajko Zbogar di Nova Gorica.

Negli ultimi anni si sta assistendo al consolidamento del digitale anche nel mondo dell’arte contemporanea. Tra i vari linguaggi è la fotografia a fare notevoli progressi in tal senso. Due, fondamentalmente le strade percorse: l’estremo realismo ottenuto con il digitale e quella più creativa dove la realtà viene reinterpretata dagli artisti dando “quel tocco in più” o, se si desidera, quel valore aggiunto che fa la differenza.

Graphiti, una delle prime realtà nazionali a promuove arte digitale, ha focalizzato l’attenzione, con virtualGart, proprio sul secondo aspetto dell’immagine fotografica digitale e non. Infatti non ha senso parlare della fotografia digitale senza citare la “tecnica” della fotografia “tradizionale” o analogica che ovviamente è la base di tutti e due linguaggi fotografici . Sta nel fotografo valutare e quindi scegliere lo strumento più idoneo al suo “modus operandi”.

A virtualGart, quindi, sono stati selezionati artisti che utilizzano entrembi i linguaggi sino all’estremizzazione del termine dove la tradizionale staticità dello scatto fotografico prende nuova forma e vita sfocciando nella video-installazione. Non più esclusivamente arte statica bensì arte in movimento o forse più corettamnte, per quanto concerene il fruitore, “lo sguardo in movimento”.

Non è quindi un caso che sia proprio questo il tema prescelto da Maria Fina Ingaliso (docente DAC) e Paul D. Redfern (Direttore del virtualGmuseum) per il seminario dedicato alla fotografia e parte integrante di virtualGart.

Ulteriori notizie sulla mostra e sul seminario si trovano sul sito del Ministero alla pagina: www.beniculturali.it/set [...] /scheda.asp?Id=43789 per quanto riguarda la mostra fotografica e sulla pagina www.beniculturali.it/set [...] /scheda.asp?Id=43791 per quanto riguarda il seminario.


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