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...ARTE E DINTORNI...

equilibriarte.org : Andrea Latina : blog : category: Scritti di altri

Ordine-Disordine

È probabilmente più facile lavorare in uno spazio caotico. Se dipingere o scrivere è un tentativo di impartire ordine al caos della vita, e la stanza in cui si lavora è in disordine, credo che a livello inconscio ciò possa agire da stimolo a creare ordine. Al contrario, se si prova a farlo in una stanza tutta linda, è come se non ci fosse molto senso nel mettersi all’opera.

(David Sylvester)

Dalla mia splendida compagna

Uno scritto che mi ha dedicato la mia splendida compagna:


FOLGORAZIONE


All'improvviso un bagliore
Folgora la mia vista
La Tua Essenza m'inebria
Collocandosi nelle più profonde trame della mia pelle
Abissi misteriosi compongono la tua Anima
E turbano la mia quiete
Ma il mio Essere si placa
Nell'istante in cui i Nostri Occhi si fondono in sorgente Pura
In cui scorre linfa vitale e creativa
Che porterà alla sublime simbiosi d'Amore e d'Arte Suprema
Di cui godrà il Nostro Spirito
In viaggio verso le Medesime Mete
Infinitamente sospirate


Francesca Vivacqua 22/04/2008

15/01/2008 Per Te caro Andrea

Mi sembra doveroso (oltre che farmi immenso piacere) postare sul blog lo scritto della mia 'sorellina cosmica', che è servito come presentazione alla mostra. Essendo una 'sorellina cosmica' ha scritto ciò che nessun critico, nemmeno il più preparato, avrebbe potuto scrivere. Nessun essere umano potrebbe descriverne un altro, senza conoscerlo.... senza condividerne le passioni, gli umori, i dolori... lei c'è riuscita appieno... grazie, sorellina :-*

Metafisico incedere verso l’evoluzione

Andrea Latina è un artista a tutto tondo: lavora come webdesigner, realizza terrecotte decorate, restaura oggetti antichi, nutre grande passione per la psicologia, la filosofia, la natura e la scienza. Questi interessi hanno reso il suo approccio artistico ricco di sfaccettature. L’artista con le materie del fare arte, poesia, pittura crea un ‘visibile’ collegamento, un ponte che dialoga con l’anima del fruitore. Nelle “Artisie” approfondisce il tema del pensiero come forza espansiva che cresce in metafisici alberi spogli, nudi. La percezione del pensiero svuotato che può ramificarsi in negativo e in positivo. Connessioni cerebrali di un sentire l’uomo alla radice, Andrea si cala nel profondo della sua sofferenza e si osserva.

Nelle varie mutazioni del suo percorso conoscitivo è guidato dal sentimento dell’amore che lo porta a specchiarsi con le emozioni umane più intime e pure. Andrea è un ricercatore di consapevolezza , è indipendente da schemi, canoni sociali e tecnico-artistici, opera la sua rivoluzione nel mezzo dell’indagine. Costruisce la forma delle sue opere su immagini mentali, non è necessariamente un surrealista, piuttosto ricerca una forma simbolica interiore personale che trova nelle tracce del suo cammino, elaborazioni da segni a disegni.

Squarci nello spazio, nel tempo oltre l’apparenza lo portano in alto a elevare il suo pensiero. Nell’immagine dell’ ‘Abbandono’, ne ‘La Scelta’ fino a ‘Mutazione ed Evoluzione’ opera il cambiamento: una foglia verde scandisce il tempo di un pensiero deciso, cade la speranza e affronta la sofferenza. Un salto interiore lo porta fuori dal sé, dall’Io che lo lega alla condizione di uomo pervaso da sentimenti che annientano l’anima. L’artista si innalza, va aldilà di se stesso e vede un uomo in contrastanti forti emozioni, uomo del suo tempo che viene spesso schiacciato dall’ingiustizia. Interpreta l’uomo nudo che in ‘Monocromi interiori’ dialoga in una lotta interiore implosa, racchiusa in pugni chiusi.

Andrea è un uomo deciso, determinato a seguire il sentire profondo della sua anima in una visione dell’uomo che è parte del ‘Tutto’, dell’’Uno. E’ un uomo capace di perdere le sue ali e di sanguinare per dare alla vita tutto se stesso. L’artista compie un’altra opera-Azione in un’immagine catartica dipingendo fili che legano il cuore di chi non ama. Andrea così ‘Incide l’Anima’, anche senza ali è capace di sentire la ‘Sinfonia del Cosmo’, testimonianza che l’uomo mutilato nel corpo e straziato dalla sofferenza rinasce nell’Universo e in vibranti sintonie Music-Ali recupera l’innata sapienza del librarsi e sentirsi uomo libero abitante del Cosmo sulla via dell’Arte.

Dalla tua ‘sorellina cosmica’

Errica Tramacere

RISVEGLIARSI AL PUNTO ZERO

RISVEGLIARSI AL PUNTO ZERO da una conferenza-video di Gregg Braden a cura di Marika In questo periodo di fine millennio, tanti sono i fatti anomali che fanno pensare alle profezie di antiche culture, riguardo a quel cambiamento che sembra essere ineluttabile. Tanto di quello che sta succedendo ai nostri giorni è scritto da secoli nei testi antichi; quello che conta oggi è comprendere le antiche profezie nel modo giusto. Ciò che rende spaventosi questi tempi è il non comprendere il cambiamento nella sua interezza. La percezione del tempo sembra accelerata ed a volte capitano cose mai successe prima, che hanno un significato solo per noi. Queste esperienze infatti sono individuali, senza alcun punto di riferimento. Quello che conta è ciò che avviene dentro di noi. A volte può succedere che affrontando un problema, in un batter d’occhio si abbia quell ’intuizione che ci fa sentire in totale contatto con il resto della creazione. Questo è un sintomo di cambiamento, è vibrazione in sintonia con la creazione. Quello che sta succedendo a noi ed alla nostra terra non è un fenomeno isolato, ma collegato a quanto accade al nostro sistema solare. La navicella spaziale Ulisse, nel 1984 ha misurato ciò che avviene ai due poli del sole, che è molto simile a ciò che accade ai poli terrestri. I campi magnetici dei poli terrestri stanno calando molto rapidamente su sollecitazione di qualcosa di sconosciuto. Il sole sta perdendo il suo magnetismo, esiste un calo costante nel tempo dei parametri magnetici. I testi sacri hanno predetto che ciò sarebbe successo alla "fine del ciclo". Disturbi magnetici solari in aumento, da 30/40 l’anno agli attuali 300 e più al mese. Anche su Giove accadono strani fenomeni. I 21 frammenti di una cometa o asteroide colpirono Giove qualche tempo fa e le onde d’urto viaggiando attraverso lo spazio colpirono 21 volte la terra. Questo 21 potrebbe essere un numero molto importante, perché inserito in una serie numerica, detta di Fibonacci, che nella geometria sacra governa le proporzioni del corpo umano, la stessa crescita nel grembo materno, il rapporto uomo donna e le popolazioni, il sistema radicale degli alberi ed il sistema arboreo, come i lampi illuminano il cielo e come i corsi d’acqua si biforcano e scendono a valle. Nel nostro corpo esiste questo rapporto proporzionale, perché noi viviamo un codice, il codice cosmico. Ecco perché questo numero potrebbe essere importante, collegato a Giove, la cui attività ha un impatto sul vapore acqueo della nostra atmosfera e sull’attività sismica terrestre. Giove è un pre-sole, con tutte le caratteristiche del sole che non si è mai acceso, ma potrebbe farlo, come un nuovo sole del nostro sistema. Quando i 21 frammenti hanno urtato l’atmosfera gioviana è successo che vari strati di atmosfera si sono accesi e stanno lentamente bruciando. Quello che non si sa è se continueranno a bruciare o se si incendieranno. Se Giove diventasse un nuovo sole, potrebbe succedere quello che gli antichi testi hanno detto e cioè che alla "fine del ciclo" non ci sarà più oscurità sulla terra. Abbiamo sempre creduto che questa affermazione fosse una metafora, mentre ora vediamo che esiste la possibilità che la terra venga inondata da due tipi di luce. Tutto ciò si collega alla profezia degli OPI sulla Stella Azzurra. Su Giove è stata anche notata la gigantesca macchia rossa che ora comporta caratteristiche anomale, ruotando in direzione opposta. Questo cambio di rotazione è iniziato alla fine degli anni ’80. Sul nostro pianeta si parla sempre più spesso del decadimento degli strati atmosferici, del buco dell’ozono, del surriscaldamento e del raffreddamento terrestri; nuovi virus, nuovi batteri prendono vita, a cui il nostro corpo non sa come reagire. Esiste un incremento globale dell’attività sismica sulla terra, tanto da mettere in discussione la strutturazione stessa del pianeta. Lungo le placche sismiche si sta svolgendo un’attività sismica senza precedenti. Nel 1971 si comincia a captare nell’atmosfera terrestre un crescente numero di particelle di luce, chiamate fotoni , e mappandole si scopre che la terra si sta muovendo dentro una fascia o cintura di luce densa. Gli antichi testi Maja lo avevano predetto: stiamo passando attraverso fasci di luce sincronizzata, la terra si è sintonizzata con questi raggi, la luce sulla terra è in sintonia con questi raggi. Ci stiamo muovendo attraverso quella che gli scienziati chiamano la nuova frequenza misteriosa, che sembra emanata dal centro della Via Lattea. Quello che non si sa è perché si sia attivata e che cosa significhi. Stiamo andando sempre più vicini al suo centro, non solo noi, ma tutto il nostro sistema solare. Tutto si sta muovendo verso il suo centro. Sui campi coltivati del nostro pianeta si stanno manifestando forme geometriche, incredibilmente geometriche che raffigurano simboli sacri, geometrie sacre. Ove si nasconde una profonda simbologia, non manca un’incredibile rispetto verso le messi dove i disegni vengono raffigurati. Le spighe infatti sono solo piegate, reclinate e perfettamente in grado di dare i loro frutti. Perché tutto ciò accade ? La terra sta rallentando così velocemente che ogni anno si devono regolare gli orologi al cesio presso l’Ufficio Nazionale delle Misurazioni, in Colorado, per potere avere ancora 24 ore al giorno, in quanto le giornate si stanno allungando. 2000 anni fa, la terra ebbe un picco sul campo magnetico : girava molto più velocemente. L’antico Codice di Henoch dice che c’erano nel calendario 360 giorni l’anno ; noi oggi ne abbiamo 365. Significa che abbiamo rallentato la velocità di rotazione e che oggi siamo al punto più basso della magneticità planetaria in 2000 anni. I campi magnetici stanno decrescendo, ma non con equazione lineare. Negli ultimi 45 milioni di anni, la terra è andata incontro al cambiamento per ben 14 volte, anche molto recentemente, tanto recentemente che ciò non è ancora stato geologicamente registrato, cioè non è ancora registrato negli strati di roccia. Ci stiamo muovendo in uno spazio di transizione, un tempo dove convivono due realtà, che sono presenti contemporaneamente, ed è come se stessimo vivendo fuori dalla realtà. Nei testi Maja, ci si riferisce agli uomini del nostro tempo come a : "voi che camminate tra i mondi". I rapporti che noi stiamo attirando prepotentemente nella nostra vita e come ci sentiamo in base a ciò che questi rapporti ci offrono, sono gli strumenti che ci servono per sintonizzare i nostri corpi e sopravvivere a questa esperienza. Tutte le sensazioni e le emozioni provate , sono aspetti dell’apprendimento. Tutto quello che ci è stato detto, tutti i condizionamenti a cui siamo stati sottoposti, tutti i pregiudizi che hanno vissuto altri prima di noi, vivono bloccati in campi magnetici che li tengono al loro posto. Noi andiamo verso la caduta di questi campi magnetici e abbiamo la possibilità di cambiare, di sostituire i vecchi schemi. Come i campi magnetici arriveranno al punto zero i vecchi schemi svaniranno, come per l’effetto di batterie esaurite. I vecchi schemi non ci sono più, con i campi elettromagnetici che ruotano di nuovo, nuovi schemi devono essere sostituiti perché la terra che riprende a ruotare nella direzione opposta crea nuovi campi e ricrea un nuovo sistema. Abbiamo quindi la possibilità di cambiare ora il nostro punto di vista, mentre ancora stiamo vivendo nel vecchio mondo ed abbiamo altresì la possibilità di attingere alla nuova saggezza contenuta nei nuovi campi magnetici. Siamo la generazione ponte tra due modi di essere. Cosa succede ad un corpo umano che va incontro ad una inversione magnetica ? Inversione magnetica significa che cambierà la direzione dei campi magnetici. Ogni secondo della nostra vita la terra ha una sua pulsazione elettromagnetica. Questa misurazione è conosciuta come 8 cicli al secondo. Dal 1900 al 1980 le pulsazioni sono rimaste costanti su 7.8/8 hertz ; negli ultimi anni sono passate ad 8.7 ed oggi a 9.3 La terra pulsa di più perché vuole mantenere la sintonia. Percepiamo il tempo accelerato, ma in effetti sono le pulsazioni del nostro corpo più veloci, per sintonizzarsi con quelle della terra che ci danno questa impressione. Ma dove stiamo andando ? Quanto possono diventare ancora più veloci questi battiti ? Secondo il diagramma di Mannersman tra poco entreremo nel ciclo di 13 hertz, o cicli al secondo. I parametri sono il magnetismo che rallenta e la frequenza risonante di base che aumenta. Nel punto ove questi parametri si intrecciano, avviene il cambiamento. Ci viene chiesto di non avere paura. Di non odiare. Le nostre vite saranno gli strumenti che ci aiuteranno a farlo. La terra si muove nello spazio mentre va verso il punto zero; quando lo toccherà i campi magnetici non si fermeranno subito, ma oscilleranno due o tre volte ancora. Come reagiranno le persone ? Probabilmente ci saranno stati allora tanti rapidi cambiamenti che non avranno avuto la possibilità di assimilarli. La maggior parte andrà probabilmente a dormire. Diventerà incosciente durante quel periodo di tempo. Ce ne saranno altri che invece avranno imparato e saranno molto svegli e attivi per piantare i semi della nuova saggezza, in quei tre giorni di "zona nulla", La zona nulla dell’elettromagnetismo della terra. Se noi saremo tra quelli svegli, non ci sarà un modo buono o cattivo di essere attivi. Se solo poche persone possono cominciare a pensare diversamente, a cambiare i punti di vista, tutto l’insieme ne avrà beneficio. Ogni volta che impariamo a modificare i nostri atteggiamenti, tutto l’insieme in qualche modo ne beneficierà. Come in un sistema olografico. Quale fu il dono dell’Essere di riferimento, l’Essere Universale che noi chiamiamo Gesù Cristo ? Prima di tutto ci hanno detto che è morto, e proprio qui sta l’errore. Gesù è l’uomo che non è mai morto, perché se così fosse stato, il suo messaggio sarebbe andato perduto. Gesù è resuscitato e facendo questo, consapevolmente, lo ha impiantato nella memoria delle nostre griglie. Fu il primo a farlo, qualcuno doveva farlo per permetterci di sperimentarlo: Gesù Cristo è stato il Ponte Vivente. Il dono è stato questo: è stata la sua vita e ciò che ha ancorato nella nostra matrice consapevole. I campi magnetici stanno diminuendo, ora, per permetterci un accesso alle nostre cellule, un accesso interiore, per darci la possibilità di cambiare. Per ogni suono, c’è uno schema prevedibile, ripetibile, invariato. Cambiando il suono cambia lo schema. Ripetendo il suono, lo schema si ripete. Cosa spinge la nostra galassia, il nostro sistema solare, la rotazione terrestre ? Una vibrazione. Gli antichi dicono che la vibrazione è cambiata, che stiamo vivendo un sogno e che il sogno è cambiato. La terra sta rispondendo ad un’inversione di frequenza. Ora si producono due nuove frequenze e si produrranno delle oscillazioni, avanti ed indietro, prima dell’immobilità. Di questo cambiamento si parla da migliaia di anni, cambiamento che le scuole misteriche hanno cercato di capire, di sperimentare e che è conosciuto anche come "Punto di svolta epocale". Secondo i Maja, è il punto ove il tempo si ferma e poi inizia di nuovo. Negli ultimi 11000 anni, un avvenimento come questo è sicuramente già successo. Quando il campo magnetico si abbassa, significa che la terra rallenta, sino a fermarsi, immobile al punto zero, per poi riprendere a girare ma nella direzione opposta. Gli Opi lo hanno registrato come il giorno in cui il sole sorse due volte, da due diverse direzioni nello stesso giorno. Nei testi antichi si trova, nello stesso periodo della storia, una "parte scura" nei testi peruviani ed "una parte luminosa" nei testi biblici. Per gli israeliti c’era stato il giorno più lungo perché il sole non era tramontato per più di 20 ore. Allora, il Polo Nord era un luogo tropicale, con animali tropicali, che in Siberia ed in Canada, si congelarono molto velocemente, I recenti reperti che riaffiorano dai ghiacci confermano questa affermazione. Nel testo biblico, questo cambiamento rappresenta la resurrezione, la resurrezione planetaria. Vibrazione consapevole della materia verso un altro stato di spazio dimensionale. Viene richiesto al nostro corpo di sintonizzarsi con la terra in modo che si possa far parte di questo processo. Il nostro quotidiano è il banco di prova che permette la sintonizzazione. Le scuole misteriche lo sapevano ed hanno lasciato parecchie indicazioni. I rotoli del Mar Morto coincidono con tutto il Vecchio Testamento e la Bibbia secondo il punto di vista degli Esseni. Nel libro di Enoch viene descritto a Matusalemme ciò che succede ai cicli della luna, del sole, ciò che succede alla terra, con i frutti che non maturano più per tempo finche si arriva ad un punto in cui la volta celeste si ferma, rimane immobile. Dopo di che, il vecchio cielo scompare ed il nuovo cielo compare. Testi tibetani raccontano di Isaia, proveniente dalla terra d’Israele, che padroneggiò le tecniche studiate dal Buddha 500 anni prima, nonché la tecnica tibetana ed egiziana e dopo 18 anni , tornando al suo paese d’origine, disse: Ora, io e mio Padre siamo Uno. Le scuole misteriche sono ancora oggi situate in luoghi ad alta energia, dove si sperimentava ciò che sta succedendo ora. Si sperimentava cioè il basso magnetismo e l’alta frequenza e la capacità di sintonizzarsi con i vari campi energetici, di conoscere tutto lo spettro vibratorio, rapportandosi con le emozioni ed i sentimenti. Macchu Piccu in Perù,il Monte Kailesh in Tibet, la Sfinge e le Piramidi d’Egitto, il Monte Sinai, il Canyon Chaco e Pueblo Bonito in America sono ancora oggi testimonianza di queste scuole, nonché luoghi ad alta vibrazione energetica. Nel Tempio di Osiride ( o della Resurrezione) esiste uno dei simboli più potenti e peraltro più antichi, della geometria sacra : il Fiore della Vita. E’ composto dall’intersecarsi ritmico delle "mandorle mistiche", l’unione della polarità, del maschile e del femminile, dove per maschile si intende l’elettricità e per femminile il magnetismo. E’ uno schema bidimensionale che si comincia a vivere dal momento in cui si compie nel grembo materno. Nello studio comparato di forma e suono, cosa l’umano significhi per la vibrazione è alla base di ogni credo e di ogni religione, dalla giudeo-cristiana, alla indù, tibetana, buddista, musulmana. Anche la genetica del nostro corpo sembra usare il Fiore della vita per matrice. Il pensiero ed i sentimenti diventano molto importanti in questa esperienza. Il sentimento è un campo elettrico ; la sua componente magnetica è il collante, che impedisce di percepire immediatamente a cosa si riferiscono i nostri pensieri e le nostre emozioni. Ci stiamo muovendo in una direzione dove il campo magnetico si allontana e tutto ciò che resta e emozione, pensiero, sentimento. Questo, e l’abbassarsi del campo magnetico, dà un veloce accesso a noi stessi. Dentro le nostre cellule c’è tutto : il DNA e gli altri componenti, sistemati in una ragnatela, una griglia, cioè un insieme di informazioni regolarmente spaziali. Noi siamo legati alla Creazione attraverso insiemi di informazioni regolarmente spaziali. Questa è l’Unità. Ciò che noi facciamo, influenza la Creazione; la Creazione influenza noi attraverso queste griglie, questi schemi. Le cellule sono sintonizzate con griglie d’informazione e si esprimono come cellule del corpo. Ogni cellula è anche sintonizzata con altri sistemi d’informazione e si esprime nel solo modo che conosce: in quella sintonia più alta che possiamo vedere come espressione dimensionale delle cellule. Questo è il sé superiore della cellula. Forse, l’espressione della quarta dimensione della cellula è la quinta espressione dimensionale. Stiamo vivendo in un insieme di informazioni regolarmente spaziato chiamato terza dimensione. Che cosa definisce la tridimensionalità ? Un certo magnetismo e certe frequenze. Il magnetismo sta cambiando, sta diminuendo. La frequenza sta aumentando. Ci stiamo muovendo verso lo spazio di transizione, dove tutte le realtà sono presenti. Stiamo vivendo un "Circuito Sacro" e questo circuito sacro sta per trovare una nuova sintonia. Viviamo in un mondo di griglie, insieme di informazioni regolarmente spaziato, tenuto al suo posto da vibrazioni; viviamo in un mondo di griglia su griglia, che permettono alla materia di formare legami, alle cellule di unirsi, agli atomi di legarsi insieme in forme geometriche che permettono la nostra esperienza. Il suono tiene le griglie al loro posto. Suono su suono. Il suono sta cambiando, la terra deve cambiare e noi dobbiamo sintonizzarci con il cambiamento. Le vibrazioni si sintonizzano con schemi di materia, anche in un mezzo non visibile. Quando abbiamo sensazioni su qualcosa, è vibrazione che stiamo percependo. Attraverso le emozioni possiamo scegliere se sintonizzarci o meno al cambiamento, che avviene all’interno di noi stessi, attraverso la risonanza. Quando abbiamo paura viviamo uno schema di interferenza che ci impedisce la completa risonanza nel circuito sacro in cui viviamo. A volte, viviamo paure che non ci appartengono, ma siamo sintonizzati con le griglie connesse ad altre persone. Viviamo un condizionamento di risonanza collettiva. Dobbiamo quindi uscire dalle griglie altrui. Studi recenti sui primi momenti della creazione, hanno dimostrato, attraverso equazioni matematiche, che il 90 % del nostro universo sembra essere mancante. Poterono far riferimento solo al 10 % del nostro universo. Nel 1994 il telescopio Hubble diede modo agli studiosi di coniare due parole che non dovrebbero avere senso una assieme all’altra : Luce Scura. Questo in seguito all’analisi di spazi vuoti dell’universo, dove sembra stia succedendo qualcosa, dove sembra ci sia qualcosa, stelle così vecchie che non si riescono a vedere anche se mantengono la loro gravità e la loro massa. Così non si può ancora spiegare appieno quel 90 % di creazione che è vuoto solo secondo i nostri normali parametri. I biologi, hanno contemporaneamente scoperto che il 90 % del nostro cervello è inutilizzato. Quali parametri i biologi e gli astrofisici non hanno considerato ? Le frequenze. Poco dopo l’inizio della creazione, può essere che il 90% di questa creazione accellerò così velocemente la sua vibrazione da andare oltre quello che chiamiamo mondo tridimensionale: è là, solo sta vibrando ad un’altra frequenza. Quello che gli scienziati oggi stanno intuendo è che il 90 % del nostro cervello, quello che non usiamo, è sintonizzato alle frequenze del 90 % della Creazione, quella che non vediamo. Usiamo quel 10 % che siamo abituati a considerare, proprio come facciamo con il 10 % della Creazione in cui viviamo, cioè il nostro mondo. Questo è il nostro concetto di tridimensionalità. Quando la creazione iniziò, prese a vibrare così velocemente che entrò in sintonia con alcune griglie ma non fu più in sintonia con le griglie della terza dimensione. Quindi, consapevolezza come frequenza. Venne analizzato tempo fa il processo di channelling, canalizzazione. Le persone in channelling erano collegate a dei macchinari che analizzavano lo stato del loro cervello. Coloro che canalizzano iniziano a farlo in stato di veglia. Durante le canalizzazioni gli studiosi si accorsero che il cervello era attivo simultaneamente in quella fase che chiamiamo di rilassamento, di sonno profondo, era sveglio in Teta, Alfa, Beta, K complesso e Super Beta Alta. Tutte fasi misurate come onde, in Hertz, così come in rilassamento la fase Delta può misurare da 1,5 a 4 vibrazioni al secondo, la fase Teta misura da 4 a 8 vibrazioni al secondo, la fase Alfa da 8 a 12 vibrazioni al secondo. La cosiddetta intuizione, che in un attimo ci rende in totale contatto con il resto del creato ,è la fase Super Beta Alta. Quello che i canalizzatori stanno dimostrando funziona come esempio, come espressione del tipo di consapevolezza in cui ci stiamo muovendo. Si tratta di realtà simultanea di tutti questi stati dimensionali. La fase di veglia è misurabile tra 12 e 23 cicli al secondo. Si dice che siamo svegli se vibriamo con questa risonanza. Per definizione, la terra che vibra da 8 a 9,3 è stata addormentata , in profondo rilassamento, in stato di autocura, negli ultimi 200.000 anni. Così, mentre andiamo incontro al cambiamento e ci svegliamo a 13 cicli al secondo, saremo appena in fase di veglia, ci staremo appena svegliando. Possiamo anche dire che, come la terra si sta svegliando, tutte le forme viventi che sono sintonizzate alla terra, partecipano a questo risveglio. Consideriamo ora il collegamento cervello-cellule. Tutte le funzioni regolatorie e le cellule, con il passare del tempo, invecchiano e si deteriorano. Perché siamo costretti al deterioramento, mentre invecchiamo ? Siamo di fronte ad una scelta: la morte sta diventando una scelta, il deterioramento è una scelta. Non c’è nessuna ragione per cui debba succedere, anche se ci è stato detto per anni. Tutte le risposte sono nei condizionamenti ambientali esterni. Siamo condizionati. Noi diciamo che il cervello regola tutte le funzioni del nostro corpo, ma non è tutto. Non potrebbe mai agire da solo. Il cervello ha una sua pulsazione; a cosa è sintonizzato il cervello ? Al nostro cuore. Cervello, cuore, cellule, terra. Il battito del nostro cuore è sintonizzato con la terra. C’è sintonizzazione tra noi e il nostro pianeta, tra noi ed il modo in cui ci sentiamo uniti al nostro pianeta madre, chiamato Circuito Sacro. Tutti i giorni, inconsapevolmente, siamo parte di questo circuito, lo viviamo. Le cellule del nostro corpo sono sintonizzate con il nostro cervello che è in sintonia con il nostro cuore, che è in sintonia con la terra. Qualsiasi cosa viva sulla terra è sempre sintonizzata con essa, in consapevolezza. La roccia è sintonizzata alla terra, ma la roccia non ha scelta, non ha libero arbitrio. Noi, con le nostre emozioni e con le relazioni della nostra vita, possiamo generare quegli schemi di interferenza che ci impediscono di avere il circuito sintonizzato automaticamente . Le nostre pulsazioni elettromagnetiche del cuore rispondono a quelle della terra; paragonando due grafici, uno umano ed uno collegato alle pulsazioni della terra, in un invio di quel sentimento che per noi è l’espressione dell’amore, si nota che ogni volta che si ha un picco nel grafico della terra, lo si ha nel grafico dell’uomo. La terra, gli alberi, la natura risponde all’uomo. La differenza è che la terra tiene sino a 8 cicli al secondo, mentre il cuore umano è capace di tenere sino a 16 e 24 cicli al secondo. C’è uno scambio di amore, momento emozionale di scambio elettromagnetico, mentre la terra risponde all’uomo e nello stesso tempo dall’uomo sta imparando ad aumentare le pulsazioni. Il circuito sacro in cui siamo immersi, si completa così: Risonanza – potere della creazione Centro dell’Universo Raggio di sincronizzazione galattica – Via Lattea Centro delle stelle – Sole Centro del pianeta – Terra Centro del cuore Centro del cervello Centro cellulare Il Sole sta cambiando il suo campo magnetico e la terra sta provando a rispondere. Il nostro Sole, la nostra stella, è sintonizzato con qualcosa, con quel Raggio di sincronizzazione proveniente dal centro della nostra galassia, la Via Lattea. Ogni volta che c’è un cambio di vibrazione, la materia deve rispondere; così questa vibrazione varia, ogni componente di questo circuito varia, deve farlo. Se la terra si sta muovendo attraverso una diversa vibrazione, deve cambiare per rispondervi. Il solo modo che la terra conosce, per adattarsi al cambiamento, è di cambiare la sua forma, sospendere la sua attività. Ci sono 12 placche multitettoniche che scivolano in continuazione lungo la sua superficie e stanno rispondendo al nuovo tono. C’è un nuovo tono nella Creazione, la Terra ha bisogno di cambiare la sua forma per adattarsi. Ciò che cambia, cambia all’interno di ciascuno di noi, a causa della risonanza. Noi viviamo il Circuito Sacro. Possiamo scegliere se sintonizzarci o meno, attraverso le emozioni. La paura, lo vedevamo prima, è lo schema di interferenza che impedisce la completa risonanza nel Circuito Sacro, tra Terra, Cuore, Cervello, Cellule. Attraverso la paura e le sue maschere, ci siamo allontanati dal nostro pianeta; non c’è relazione tra il nostro cuore e la nostra terra. La nostra civiltà razionale, tecnologica, si basa sulla parte sinistra del cervello. Questo ci ha allontanati dal sentire del cuore. Non amiamo il nostro pianeta, anzi, facciamo di tutto per distruggerlo. Le antiche culture e le loro tradizioni stanno prendendo piede, ci dicono che dobbiamo tornare in questo circuito, che dobbiamo avere rispetto e amore per la nostra terra. Come mai nella nostra cultura imperano sentimenti come rabbia, dolore, controllo e così tanti aspetti di sfiducia ? La paura è proprio l’unico schema che non ci permette di mantenere la nostra vita sintonizzata con il Circuito Sacro. La paura è stata impiantata nelle nostre griglie, e probabilmente non è neanche la nostra paura. Molti degli schemi che viviamo probabilmente non sono nostri. Dobbiamo uscire dagli schemi altrui. Quello che succede nella nostra vita è che abbiamo a che fare con problemi di autostima, di difficoltà nel ricevere ed attiriamo relazioni adatte a far fronte alle nostre aspettative. Stiamo vivendo la paura universale di non essere meritevoli. Ci hanno detto che il solo fatto di venire al mondo è peccato e ci comportiamo di conseguenza, ciò è impiantato nelle nostre griglie, come uno schema. E’ attraverso gli schemi della nostra vita, i rapporti della nostra vita ed attirando gli schemi a noi utili e cercando di equilibrarli che noi stiamo sintonizzando il nostro corpo per affrontare l’esperienza del punto zero. I nostri rapporti diventano i nostri Templi. Ci stanno insegnando e preparando al cambiamento. Nell’affrontarlo ci accorgiamo che ciò ci spaventa: quando si nasce, ci si collega a delle griglie, degli schemi preesistenti e non sapendo come affrontarli, si passa tutta la vita nel tentativo di uscirne fuori. Quanti di noi si sono chiesti: ma dove sto andando ? Cosa sto facendo ? Qual è la mia origine? C’è questo sentimento di essere stati abbandonati come specie e di sentirsi persi, come se qualcuno ci avesse portato qui e ci avesse lasciato, restando così separati dal resto della Creazione. C’è la paura di arrendersi, di lasciarsi andare, abbandonarsi al processo della vita . Questi sono i problemi che ci accingiamo ad affrontare ora e questo è quello che qualsiasi iniziato del Tibet, o Egitto, o Indiani d’America ha fatto quotidianamente. Loro lavoravano a questi problemi. Loro avevano la fortuna di abbandonare tutto, di andare in un tempio e di lavorare sulla loro personalità per anni. Noi non lo possiamo fare. Attraverso i problemi e le relazioni possiamo però muoverci attraverso il circuito sacro, in quel processo che si chiama "lo spostamento". La nostra vita ed i nostri rapporti sono il mezzo con cui noi oggi risolviamo la nostra iniziazione. Dobbiamo imparare a modificare i nostri punti di vista, non più "guardando il nostro mondo", ma cominciando a "vedere" senza condizionamenti, senza cercare schemi che ci sono familiari, senza cercare di comparare con qualcosa che già si conosce. Potremmo avere uno schema vecchio, di 15, 20 anni che potremmo non riconoscere perché molto grande, e dentro questo schema, lo schema di un mese, e dentro questo schema , lo schema di un minuto: tutti questi schemi ci dicono in sostanza la stessa cosa, sotto diverse sfumature, se sappiamo riconoscere ciò nella nostra vita. Se invece non sappiamo riconoscere, ci capiterà qualcosa: l’essere potente che noi siamo, attirerà una situazione che non potremo ignorare, sino a quando non risolveremo il nostro schema. Il test di Manderbrot: rappresentazione grafica e figura del punto in cui ordine e caos si incontrano . L’ordine del nostro mondo, ed il caos del nostro mondo, stanno facendo strada ad un nuovo ordine. La nostra esperienza è olografica. L’esperienza che facciamo a livello più ampio e quella che abbiamo in un minuto, sono lo stesso principio a due livelli differenti. Quello schema si ripeterà sempre. Se prendiamo in considerazione il grafico di Manderbrot, vediamo come, per quanto si cerchi di entrare nello schema, si ritorni sempre da dove si è cominciato, come dire che vivremo le nostre esperienze sempre tra ordine e caos, per lo meno cercheremo di vivere in equilibrio. Ogni giorno veniamo messi alla prova per vedere come riusciamo a mantenere l’equilibrio e come ci sentiamo senza carica. Anche quando non riusciremo a vedere lo schema nella sua interezza, non saremo capaci di vivere un rapporto senza significato. Tutte le esperienze hanno significato; nel modo in cui permettiamo agli altri di parlarci, o il modo in cui ci rivolgiamo agli altri, o nel rapporto a due, è il modo di mostrare chi e che cosa crediamo di essere in un dato momento: condividiamo con le consapevolezze, questa è la chiave. Vivremo la nostra vita cercando di ritrovare l’equilibrio perfetto, anche se, per innumerevoli volte, ci avvicineremo per poi allontanarci. Arriveremo ad un livello, il Julia-set, in cui nella nostra vita raggiungeremo l’equilibrio, vedremo l’insieme dello schema e immediatamente ripartiremo per nuove esperienze. La prossima volta che si trova quell’equilibrio, è la fine della vita. Così la fine della nostra vita, questa volta, non è la nostra morte, è la nascita di una nuova saggezza, di una nuova vita, quella che viene chiamata "Svolta epocale". Ricominceremo da un punto di equilibrio, che è quello che stiamo cercando di raggiungere adesso. Lo stesso messaggio è stato trovato in un campo di grano in Inghilterra, in un "crop circle". E’ la prima equazione, il primo glifo che può essere convalidato matematicamente ed è lo stesso messaggio che arriva a noi da antichi testi . La domanda è: qual’ è il caos e qual è l’ordine? Forse il caos è ordine, è un certo tipo di ordine in se stesso, è l’ordine che fa posto all’ordine più alto. Le scuole misteriche ci insegnano la compassione, cioè a sentire senza carica. Il rapporto tra le emozioni che stiamo vivendo e quello che stanno facendo alla nostra espressione genetica, al nostro DNA è uno scollegamento anche se non consapevole. Togliere la carica dai sentimenti ora non ha più lo stesso significato. Più "carica" mettiamo nei rapporti, più gettiamo il nostro potere, reagendo. Con "l’indifferenza", non ci toccheranno più, non reagiremo ed alla fine capiremo di avere mantenuto il controllo sulla situazione. Stiamo cercando il nostro equilibrio nel cambiamento, attraverso la scelta "della compassione degli Esseni". Tutti stanno parlando anche a livello scientifico che il DNA sta cambiando, la doppia elica del DNA si sta modificando. Una delle due eliche si stacca e contiene tutta l’informazione di cui ha bisogno il nostro corpo per formare un gruppo di composti che si chiamano aminoacidi e da cui derivano le proteine, che ci permettono di essere quello che siamo: occhi, capelli, ossa, denti, funzione metabolica, tutto quanto. I 20 aminoacidi che abbiamo in noi, sono rappresentati da un codice a tre lettere, da uno schema, e rappresentano tutti gli schemi di cui siamo consapevoli sino ad ora. Lungo le strisce del DNA, questi aminoacidi appaiono e codificano da qualche parte. Come possono sapere dove codificare, lungo le strisce? Gli aminoacidi vengono definite dai biologi catene laterali . Ognuno ha forma diversa ed ognuno è stato codificato diversamente sulla base di come si combina con carbonio, idrogeno, azoto ed ossigeno. Così, per le forme di vita basate sul carbonio, abbiamo una matrice di 64 possibilità che chiamiamo "codice genetico". Come mai di queste 64 possibilità, solo 20 sono disponibili per noi a tutt’oggi ? Coniando il termine "microchakra" per applicarlo agli aminoacidi, si vuole dimostrare come essi abbiano un funzionamento molto simile a quello dei chakras del corpo. I chakras sono organi non ancora fisici, che ruotano molto velocemente e ruotando si sintonizzano sulle griglie che abbiamo visto essere create dalla vibrazione della creazione. Ed è così che ci si sintonizza alla creazione. I chakras del nostro corpo, che sono collegati con le ghiandole endocrine, vibrano e si armonizzano con le griglie della creazione. Ognuna delle forme degli aminoacidi è diversa, ed è una microantenna che si sintonizza geneticamente su un certo insieme di informazioni: è un’antenna a forma di microchakra. Abbiamo 64 possibilità di antenne a cui possiamo sintonizzarci, ma di queste ne abbiamo accese solo 20. Cosa succede con tutte le altre informazioni su cui non siamo sintonizzati ? Che cosa determina quello di questi codici che viene attivato ? Negli ultimi anni si è scoperto che c’è un pulsante che accende e spegne i codici del nostro corpo, che permette di avere un sistema immunitario forte o debole, un sistema di rigenerazione cellulare forte o debole. E’ un interruttore che permette di determinare come si risponde ai raggi ultravioletti o al buco dell’ozono. Il pulsante sono le emozioni, il pulsante è il sentire. Come ci si sente determina quale dei 64 codici viene attivato e quali sono le configurazioni dei codici. Quando sentiamo un’emozione, una vibrazione, viene espressa in un’onda , che programma il DNA. L’emozione determina in quali luoghi, lungo il DNA, si accende e si spegne. L’onda della paura, lenta e a bassa frequenza , ha tante possibilità di intersecare il DNA, quindi di accendere le antenne lungo la catena . L’onda dell’amore è più corta e ad alta frequenza. Nell’amore abbiamo accesso a più stazioni, ci sintonizziamo alle griglie che ci hanno allontanato dalle cose che ci avrebbero permesso di essere lì all’inizio. L’onda lunga dell’emozione, programma l’onda corta del DNA. Come ci sentiamo determina il modo in cui codifichiamo geneticamente. Ora stiamo cominciando a capire che non è vero che se impariamo a non aver paura impariamo ad amare, ma che quando la paura se ne va, rimane solo lo schema che chiamiamo amore. La paura è la distruzione di quello schema. Non è che dobbiamo imparare a non aver paura per poi imparare ad amare, è vero invece che dobbiamo lasciare all’amore lo spazio d’azione che merita nella nostra vita. Mentre frequentiamo la "scuola misterica" della nostra vita, ci colleghiamo con le griglie che ci permettono di procedere in modo differente, che ci permettono di raggiungere la risonanza con le informazioni utili a farci comprendere la creazione. Semplicemente sentendo in modo diverso, abbiamo la possibilità di modificare ciò che è a livello molecolare nel nostro corpo. Questo è quello che veniva offerto nelle scuole misteriche, e che da un certo punto in poi non è stato più compreso. Questo è ciò che sta succedendo a noi, oggi, mentre passiamo attraverso i templi dei nostri rapporti. Nel momento in cui li risolviamo, risolviamo la nostra iniziazione ed impariamo ad accedere a codici che non sono stati mai raggiunti prima. Quello che in vari libri la ricerca scientifica definisce "mutazione genetica spontanea". Pazienti terminali che non muoiono, perché? Perché hanno una scelta: o arrendersi e morire oppure attingere dalla parte più profonda del loro essere e poi cambiare il loro punto di vista. E’ quello che fanno. Mangiare, pensare in modo diverso, pregare, respirare, semplicemente facendo così, accendono quei codici che non avevano acceso prima. Negli ultimi anni prima della "fine del ciclo" stiamo dando vita all’interno della nostra specie ad una nuova specie genetica, con la stessa impronta genetica che non assomiglia all’altra e che sta ancorando la saggezza che permetterà la sintonia con le informazioni delle nuove griglie. In queste griglie, il deteriorarsi non vuol più dire la stessa cosa, la malattia non ha più lo stesso significato, i raggi ultravioletti non vogliono dire la stessa cosa, il controllo della mente non vuol dire la stessa cosa, l’Aids non vuol dire la stessa cosa, il buco nell’ozono non vuol dire la stessa cosa. Non possono avere lo stesso significato perchè non c’è risonanza. In uno dei glifi dei Crops circles apparso nel 1993 c’è una figura che è stata chiamata Il serpente o anche Il cervello. E’ composto di 10 segmenti , con 9 punti di rottura. Ognuna di queste 9 rotture si sovrappone su qualcosa che la genetica definisce "punti non definiti di lettura". Ciò significa che nel DNA umano ci sono punti che non comprendiamo, a cosa servono e sembrano inutilizzati. Questi punti di rottura a noi inviati si sovrappongono nel nostro DNA , dove in noi c’è materiale genetico non utilizzato. Il messaggio potrebbe essere tradotto così : in questo momento di cambiamento, al nostro corpo si chiede di divenire tutto quello che si può divenire: tutto ciò che possiamo essere. Conoscendo come funzionavano le iniziazioni nei tempi antichi, si possono trovare molti collegamenti con il momento "iniziatico" che viviamo oggi. In Egitto, in ogni tempio c’era l’effigie di un essere che simboleggiava quello che succedeva in quel tempio, ma non li adoravano ed i templi non erano dedicati a loro. Il tempio era la possibilità di evidenziare un aspetto della personalità umana, della psiche umana, e viverla, e padroneggiarla, forse in pochi mesi o in una vita intera. Sekmet è considerata la dea della guerra, felina, con la testa di leone ed il corpo di donna. Dove c’è Sekmet ci si prepara alla guerra, o ci si prepara ad evitare la guerra, si cerca di avere una buona guerra. Ciò che Sekmet rappresenta non è la dea della guerra, ma il guerriero che c’è in ciascuno di noi ed insegna a padroneggiare questo guerriero, quando è giusto fare appello a lui e rompere le barriere della nostra vita, oppure quando non va bene averlo dentro di noi. Gli iniziati potevano spendere anni, a volte sino alla morte, per imparare quella lezione. C’erano tempi dove imparare a padroneggiare la nostra rabbia, la nostra lussuria, la gelosia, il non giudizio , quando era il momento di far agire il guerriero nelle relazioni oppure no. I testi biblici dicono che colui che conosciamo come Gesù Cristo fosse un iniziato, non solo degli Esseni ma anche un Alto Sacerdote dell’Ordine di Melchisedek. Gesù padroneggiò questi insegnamenti, dovette imparare i vari aspetti di se stesso padroneggiandoli. E così facendo li ha per sempre fermati , radicati , agendo come un ponte vivente cosicchè oggi sono diventati per noi più accessibili. Credo che questo sia il dono che fu offerto, ed in quell’offrire, siamo diventati diversi da come eravamo. Prima o poi, nella nostra vita, vivremo questa iniziazione, anche se in modo diverso dagli iniziati di un tempo. Un tempo, essi conoscevano se stessi nei Templi , in Egitto ad esempio, lungo il Nilo e nelle piramidi, che non erano monumenti funerari ma luoghi di iniziazione. Ad un certo punto della loro vita, essi dopo aver compiuto le loro esperienze, potevano padroneggiarla completamente, padroneggiare gli aspetti della loro personalità dopo aver appreso, tramite le iniziazioni, quello che c’era da apprendere sulla loro rabbia, la loro paura, la loro furia, la gelosia, il non giudizio. A volte impiegavano una vita solo per imparare un aspetto della personalità, come facciamo noi imparando la paura, la rabbia, l’odio. Ad un certo punto, o cede il nostro cuore o cede il nostro corpo. Dopo aver imparato tutti i vari aspetti, cominciavano un processo nel tempio che conosciamo come la Grande Piramide di Giza. Iniziavano a fare la loro esperienza, primariamente, in tre camere, processo che noi stiamo vivendo adesso, facendo della vita il nostro cammino iniziatico. Ognuna di queste camere offriva loro un aspetto diverso: la stanza inferiore si trova ad 85 metri sotto la superficie, nel buio completo, nel silenzio completo. Questa stanza è geometricamente costruita per immergere gli iniziati in quel campo che chiameremo di "pura Luce Scura". In essa potevano conoscere le loro paure, ed avevano una scelta: o superarle o morire. Noi, oggi, per contro, ad un certo punto della vostra vita attiriamo un avvenimento, una circostanza che per noi è la cosa peggiore che ci sarebbe potuta capitare. Per noi e per nessun altro perché sono le nostre paure, perché possiamo non vedere nessuna via d’uscita. Mentre proviamo questo, stiamo provando ciò che gli antichi chiamavano "la notte oscura dell’anima". Il giorno in cui essa comincerà, dovrebbe essere per noi un giorno di grande festa, perché non potrà mai verificarsi sino a quando non avremo gli strumenti necessari per superarla. Così si tratterà o di cedere a questa esperienza, o di scavare nella parte più profonda del nostro essere per trovare tutti gli strumenti di cui siamo consapevoli e forse, anche , di scoprirne altri. Quello che inconsciamente succederà, nel momento in cui attireremo le circostanze della nostra notte oscura, sarà che avremo abbandonato tutto ciò che per noi aveva una carica, dovremo ridefinire noi stessi. Dopo aver superato la paura, l’iniziato si trasferiva nella stanza "dell’Equilibrio", ed è quello che anche noi stiamo facendo. Quando sentiamo di essere in equilibrio, questo è il segnale dell’esperienza seguente, quando inizia la prova: probabilmente si presenterà di nuovo la circostanza, per vedere se ce la facciamo a superarla. Noi stiamo vivendo i nostri rapporti , per prepararci all’esperienza "del Punto Zero". Dobbiamo risolvere gli schemi della nostra vita prima di riuscirci. Passiamo attraverso le notti buie dell’anima per trovare l’equilibrio. Alla fine di queste esperienze, l’iniziato entrava nella terza stanza, l’unica conosciuta sinora sul pianeta, adatta a stimolare sia un magnetismo basso che una frequenza alta. Questa stanza risale a 11000 anni fa , è stata datata a prima dell’Era Glaciale , ed ha le condizioni ambientali a cui stiamo giungendo adesso. Questo perché gli iniziati dovevano sperimentare, per poter vedere ciò che sarebbe successo, lasciandone la memoria alle generazioni future. La svolta epocale è qualcosa di molto grande, non succede molto spesso. Ci siamo preparati a questo per migliaia e migliaia di anni. In questa stanza si immergevano in quelle che noi oggi chiameremmo le due polarità, "Pura Luce Bianca". Questa volta la prova durava per un periodo di circa tre giorni, o 72 ore. L’Essere Universale di riferimento che chiamiamo Cristo ha vissuto una iniziazione , o passione, che è durata circa tre giorni. Quando la terra si fermerà, al punto zero, rimarrà immobile circa tre giorni, 72 ore e quella sarà la sua iniziazione e la nostra. L’iniziazione collettiva della nostra vita. E’ per questo che le nostre relazioni stanno diventando così intense, è per questo che vogliamo risolverle ed esserne felici quando si presentano nella nostra vita, perché la paura ed il giudicare diventano allora i nostri migliori alleati per farci capire chi siamo ed aiutarci a farci cambiare il punto di vista. Conosciamo noi stessi mediante la conoscenza dei nostri estremi, estremi che mutano e mutando cambiano anche il nostro equilibrio. Sino ad ora non avevamo possibilità di sfuggire al nostro modo di reagire agli estremi, collegati a quelli degli altri e a quelli prima di noi. Ora, cambiando il nostro punto di vista, non dobbiamo più continuare a farlo: è una scelta. Possiamo scegliere come sentirci riguardo agli estremi. Nei pochi anni che mancano alla "fine del ciclo" ci viene chiesto di entrare in risonanza con un magnetismo differente che comincia al punto zero ed una frequenza maggiore, Geneticamente siamo stati condizionati ad far crescere antenne nel nostro corpo chiamate aminoacidi e siamo sempre stati collegati a questo. Ci viene offerta la possibilità di risolvere gli schemi emotivi che attiriamo nella nostra vita e le relazioni, mentre stiamo cambiando i modi in cui questi si esprimono. Forse, questo ora diventa quest’altro, come se fosse una nuova antenna , con un nuovo collegamento e cominciamo a guardare le cose in modo diverso. Se le cose che ci erano sembrate sempre giuste non sembrano avere più lo stesso significato, se il nostro nuovo modo di essere crea dei problemi nelle nostre famiglie, se ora non possiamo più vivere nello stesso modo, si sta attuando una divisione, una polarizzazione all’interno del nostro corpo. Quello che ci viene richiesto di fare è di esprimere completamente noi stessi. Risolvere noi stessi attraverso le nostre relazioni. Abbiamo 20 antenne attivate e ne stiamo attivando delle nuove per poterci collegare con le informazioni che questo stato dimensionale superiore presenta. Le chiameremo "Frequenze Cristiche". Sono le frequenze ottimali per gli esseri umani basati sul carbonio. Da una parte del Cosmo, una frequenza è cambiata. Questo ha un effetto a cascata che si ripercuote su tutti i livelli: stellare, solare e planetario. Questo è un processo che sapevamo sarebbe successo. 200.000 anni fa iniziammo un ciclo che sapevamo sarebbe culminato in questo momento storico e ci viene chiesto di vivere quella saggezza sintonizzandoci e permettendo a noi stessi di partecipare a questa esperienza lasciandoci andare in questo momento della nostra vita. Il momento di passaggio alla "fine del ciclo" è molto naturale; come lo vivremo dipenderà dal modo in cui noi ci porremo nei riguardi di questo processo, di cosa sapremo cercare, trovare e risolvere in noi stessi, di come ci sapremo abbandonare allo scorrere della vita . Forse vivremo questo processo come in un sogno, o per meglio dire in quello che per i nativi d’America è un sogno : uno stato alterato di coscienza. E quando ci sveglieremo, probabilmente diremo: ecco, sono passato attraverso il cambiamento e non me ne sono accorto. Fonte: www.stazioneceleste.it

Dal Vangelo di Tommaso - 22

- Gesù vide alcuni neonati che succhiavano il latte e disse ai suoi discepoli: «Questi piccoli che suggono il latte sono simili a coloro che entrano nel Regno». Essi allora domandarono lui: "Se saremo come questi poppanti entreremo nel Regno?". Gesù rispose loro: «Quando farete di due cose un'unità e farete sì che l'interno sia come l'esterno e l'esterno come l'interno, e l'alto come il basso, e quando farete del maschio e della femmina un unico essere sicché non vi sia più né maschio né femmina, e quando farete di due occhi unità di occhio, e metterete una mano in luogo di una mano, un piede in luogo di un piede, un'immagine in luogo di un'immagine, allora troverete l'entrata del Regno».

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Ho avuto occasione di approssimarmi a diversi tentativi di interpretazione di questo loghion e non ho potuto fare a meno di notare il gran numero di difformità che li caratterizzavano. Questo loghion difatti, come molti altri del resto, si distingue per una particolare ermeticità la quale ha dato luogo nel corso degli anni a diversi attriti, sia fra studiosi più o meno pedanti che fra cultori infervorati. Non è facile districarsi fra le varie interpretazioni, né tantomeno cogliere fra queste quella che più s'avvicina a ciò che Gesù intendeva davvero rivelarci, intimamente intendo, e sorge perciò la necessità di eliminare sia le speculazioni ridondanti di sterili congetture che quelle eccessivamente specialistiche, tessute spesso ad hoc per favorire alcune correnti di pensiero, chiaramente a danno dei reali significanti, quelli che Gesù appunto intendeva offrire. Ho convinzione che quando sussistono incongruenze di tal fatta la miglior cosa da fare, per afferrare la reale essenza dell'insegnamento, sia meditare profondamente sino a liberare la mente da ogni inquinante. In certi casi questa pratica si rivela enormemente preziosa poiché ci affranca quasi completamente dalle "impronte" tipiche del proprio contesto culturale, impronte spesso responsabili del pernicioso "effetto fuorviante" di cui lo stesso Gesù fece più volte menzione. Convinto dell'idoneità di questa pratica, ho deciso quest'oggi di praticarla con il preciso scopo di permeare l'intimità di questo loghion. Ne è emerso un concetto su cui anche Jiddu Krishnamurti, grande Maestro del nostro secolo, ha sovente insistito. Cercherò di enucleare il concetto.
L'elemento su cui si deve puntare l'attenzione, che è poi lo stesso che offre a Gesù l'occasione di esprimere la sua figurazione, è il neonato. Gesù pone chiaramente l'accento sui neonati che in quel preciso momento stanno poppando il nettare dal seno materno, la sua esortazione, come si può facilmente notare, prende spunto proprio da lì. A ben pensarci nel momento in cui un bambino sugge la vitale sostanza, egli (agli occhi di un qualunque buon osservatore) pare divenire un'unica cosa con il seno stesso (unica indiscussa Fonte di nutrimento), sembra davvero fondersi in esso. Il neonato — non ancora travolto dai devianti condizionamenti che caratterizzeranno le sue stereotipate convinzioni di adulto — nella sua totale purezza, non ha dubbio alcuno, avverte genuinamente, fortemente, naturalmente, una ed una sola attrazione, con estrema chiarezza. La sua attrazione difatti mira all'unica autentica fonte che per lui rappresenta il Tutto. A questa fonte si affida con totale abbandono, ad essa si unisce, con essa si fonde (atman?). Ma cosa significa ciò? Il neonato è ancora integro, incontaminato. Nella sua purezza non esiste (ancora) alto, basso, interno, esterno, uomo, donna, né alcun'altra differenza; egli avverte solo La Fonte, l'amore...
Per avere accesso alla realtà, per entrare nel regno, è necessario quindi dimenticare, tornare puri, proprio come un neonato mentre si abbandona candidamente alla poppata. Dobbiamo assolutamente far cadere la nostra maschera, affrancarci, trovare la propria autenticità, aprire le porte alla realtà incondizionata. Se vogliamo "entrare nel Regno" abbiamo necessità di svincolarci da quell'immenso bagaglio di informazioni artefatte, che sono responsabili della gigantesca barriera che s'è rovinosamente frammessa fra il nostro neonato e la fonte. Quella barriera deve essere, per necessità, abbattuta. A causa dell'inautentica percezione della realtà, abbiamo completamente stravolto la nostra vera natura, divenendo ipocriti, insensibili, incapaci di afferrare sia l'essenza intima propria di ogni cosa che i profondi significanti che caratterizzano ogni evento.
Probabilmente l'addestramento che ci ha condotti ad accettare come vere le nostre attuali illusioni ha avuto il suo inizio proprio quando, per placare le nostre urla, ci è stato offerto al posto del seno materno il primo ciuccio di gomma. Ricordo a tal proposito una massima molto eloquente dei nativi americani che recita: «L'illusione degli uomini, di trovare spiegazioni nelle religioni artefatte e gioia nelle cose materiali, somiglia a quella dei bambini che credono di poppare il latte mentre succhiano un dito». I fallaci indottrinamenti hanno corrotto i nostri canali percettivi, rendendoci incapaci sia di scorgere che di alimentarci alla reale fonte. Dobbiamo quindi tornare genuini e per far ciò dobbiamo assolutamente dimenticare, liberarci dalle illusioni che ci hanno separato dall'autenticità. Il nostro pensiero è eccessivamente condizionato dall'immenso bagaglio di nozioni che abbiamo inserito in memoria. Sono state istituite in ognuno di noi fedi, ideali, modelli, discipline che ci allontanano sempre più dalla realtà. Le nostre menti sono standardizzate, massificate, permeate da pensieri di seconda mano e da convinzioni che gradualmente assorbiamo e trasformiamo in assiomi. Molti di noi hanno ceduto l'amministrazione del proprio pensiero preferendo arrendersi di fronte alla seducente tranquillità del credo standardizzato e sposando di conseguenza concetti come "diversità", "distaccamento", "separazione", "disuguaglianza". L'esortazione di Gesù invece, come anche quella di Krishnamurti del resto, mira appunto a farci tornare, da adulti, ad uno stato di purezza percettiva simile a quello dei neonati. L'ammonimento guarda quindi al totale decondizionamento, fattore imprescindibile per rientrare in armonia con un'essenza di cui abbiamo perduto ogni traccia. Solo successivamente si potrà pensare ad "entrare nel Regno", o meglio a permettere alla Fonte di permeare noi.
In sintesi Gesù ci chiede di superare sia il dualismo che l'identificazione poiché entrambi intorbidano la percezione autentica delle "essenze". Osservare e percepire ogni cosa come realmente essa è, senza alcun filtro connesso a culture o superstizioni si rivela necessario per permeare il tessuto della non corruttibilità.
Mi auguro di essere riuscito ad esternare compiutamente ed efficacemente il mio pensiero.

Aetos

le note e le corrispondenze di questo loghion
sono in fase di lavorazione

Andrea per l'arte, l'Arte per andrea (Tiziana Presi)

Vorrei condividere con voi questa splendida sorpresa che mi ha fatto Tiziana... non vi nascondo che leggendola mi si sono inumiditi gli occhi:

Esistono artisti che non fanno gli artisti, ma sono artisti...

Cosa vuol dire?

Che non fanno qualcosa, ma sono quello che fanno.

Non è una cosa facile,
non si può decidere di essere artista,
lo si può scoprire,
ma è diverso...

Si è artisti quando si decide di essere persone che vedono, che osservano...
...che pensano, che cercano...
...riuscendo poi a rendere visibile
ogni traccia di quel percorso...

...si è artisti quando si lascia che tutto
ci tracci,
ci scavi,
ci avvolga,
ci tenga...
...quando si accetta che nulla ci assolva.

...si è artisti quando tutto arriva dentro e poi si trasforma...

...gli artisti, come Andrea,
non firmano un' opera
perché vogliono sia noto
il loro nome,
la firmano
perché lì dentro
c'è tutto di loro,
ma quando essa è finita
sono già altro,
già altrove
senza mai più quel nome...

...è il loro volto che rimane ed è quello più vero...
..chi è artista, davvero, è già dentro il mistero...

rainbowblog.splinder.com [...] /a>

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Tiziana, ricambio con il cuore le tue bellissime parole... anche tu hai l'anima di una vera artista... essere artisti non significa saper tenere un pennello o una matita in mano, ma è una predisposizione dell'anima... grazie...

da “Lettera del Veggente” di Arthur Rimbaud

“Io dico che bisogna esser veggente, farsi veggente.
Il poeta si fa veggente mediante un lungo, immenso e ragionato sregolamento di tutti i suoi sensi. Tutte le forme d’amore, di sofferenza, di pazzia; cerca egli stesso, esaurisce in sé tutti i veleni per non conservare che la quintessenza.
Ineffabile tortura nella quale ha bisogno di tutta la fede, di tutta la forza sovrumana, nella quale diventa fra tutti il grande infermo, il grande criminale, il grande maledetto, – e il sommo sapiente! –. Egli giunge infatti all’ignoto!”

(da “Lettera del Veggente” di Arthur Rimbaud)

da "Nosferatu, il principe della notte" di Werner Herzog

Trovo questo dialogo tra Nosferatu (Klaus Kinski) e Jonathan (Bruno Ganz) di una poesia sublime:


“Io ora al sole non attribuisco più nessuna importanza
Né alle scintillanti fontane che alla gioventù piacciono tanto.
Io adoro solo l’oscurità e le ombre,
Dove posso essere solo coi miei pensieri.
Io sono discendente di un’antica famiglia.
Il tempo è un abisso,
Profondo come lunghe infinite notti.
I secoli vengono e vanno.
Non avere la capacità di invecchiare è terribile.
La morte non è il peggio,
Ci sono cose molto più orribili della morte.
Riesce ad immaginarlo? Durare attraverso i secoli,
Sperimentando ogni giorno le stesse futili cose…”

Klaus Kinski
Dal film ‘Nosferatu, il principe della notte’ di Werner Herzog

HENRY MILLER 2

- L'arte non insegna nulla, tranne il senso della vita. -

- I ciechi conducono i ciechi. Questo è il sistema democratico. -

- Chiamiamo vizi quei divertimenti che non osiamo provare. -

- L'unica cosa che non riceviamo mai abbastanza è l'amore; l'unica cosa che non doniamo mai abbastanza è l'amore. –

- Gli americani mangerebbero immondizie, se solo fossero ben condite con il ketchup –

- L'uomo che cerca la sicurezza è come uno che si tagliasse gambe e braccia per avere gambe e braccia artificiali, che non gli diano dolori né disturbi. –

- La critica onesta non significa nulla: quello che uno vuole è la passione sfrenata, il fuoco per il fuoco -

- Confusione è una parola che abbiamo inventato per un ordine che non si comprende –

- Il surrealismo è semplicemente il riflesso del processo della morte. È una manifestazione di una vita rivolta verso l'istinto, un virus che accelera la fine inevitabile. –

- Il compito delle organizzazioni religiose non è provare che Dio c'era nel primo secolo, ma che vi sia nel ventesimo. –


Per nascere aquila bisogna abituarsi alle altitudini, per nascere scrittore bisogna imparare ad amare la rinuncia, le sofferenze, le umiliazioni. Soprattutto bisogna imparare a vivere appartato. Come la talpa, lo scrittore si aggrappa al suo limbo, mentre sopra di lui la vita in rigoglio continua, persistente, tumultuosa. (Henry Miller, Nexus)

Non ho né soldi, né risorse, né speranze. Sono l'uomo più felice al mondo. Un anno, sei mesi fa, pensavo di essere un vero artista. Ora non lo penso più, lo sono. Tutto quel che era letteratura, mi è cascata di dosso. Non ci sono più libri da scrivere, grazie a Dio. (Henry Miller, Tropico del Cancro)

LO STRANIERO (Charles Baudelaire)

«Dimmi, enigmatico uomo, chi ami di più? tuo padre, tua madre, tua sorella o tuo fratello?

- Non ho né padre, né madre, né sorella, né fratello.

- I tuoi amici?

- Usate una parola il cui senso mi è rimasto fino ad oggi sconosciuto.

- La patria?

- Non so sotto quale latitudine si trovi.

- La bellezza?

- L'amerei volentieri, ma dea e immortale.
- L'oro?

- Lo odio come voi odiate Dio.

- Ma allora che cosa ami, meraviglioso straniero?

- Amo le nuvole... Le nuvole che passano... laggiù... Le meravigliose nuvole!»

Charles Baudelaire – Lo Spleen di Parigi

SCRITTI - Friedrich Holderlin

Non essere limitato da ciò che è più grande, essere contenuto in ciò che è minimo, questo è divino. (Friedrich Holderlin)

"Ho veduto una sola volta l'unica,colei che la mia anima cercava, e la perfezione che noi collochiamo al di sopra delle stelle, che noi allontaniamo sino alla fine del tempo, questa perfezione l'ho sentita presente.Era là, questo essere supremo, là nella sfera dell'umana natura e delle cose esistenti.Non vi domando più dove essa è: è esistita nel mondo e può tornarvi; vi è soltanto nascosta.
Non domando più che cosa sia, l'ho veduta, l'ho conosciuta.O voi che cercate quanto vi è di più alto e di più perfetto, nella profondità della sapienza, nel tumulto dell'azione, nel buio del passato, nel labirinto del futuro, nelle tombe e al di sopra delle stelle!Conoscete il suo nome?Il nome di ciò che è uno e tutto?Il suo nome è bellezza." (F.Holderlin)

"L'uomo che pensa deve agire, deve dispiegarsi favorendo e rasserenando la vita intorno a sé. Colma di tacita forza, la grande natura abbraccia colui che la intuisce affinché ne evochi lo spirito; l'uomo porta nel cuore la pena e la speranza, e un potente anelito, con radici profonde, lo spinge verso l'alto. Egli può molto, stupenda è la sua parola che trasforma il mondo.(La morte di Empedocle, II stesura, w. 525-534) (F. Holderlin)

La poesia dirà Holderlin: "Non potrà più cantare la lingua degli dei perché essi per noi sono diventati per sempre muti".

"L’uomo è un Dio quando sogna un mendicante quando pensa" (F. Holderlin)

"Ma tu ancora risplendi o sole del cielo e tu ancora sei verde o santa terra; ancora scorrono i fiumi verso il mare e nel meriggio frusciano gli alberi ombrosi.
Il canto voluttuoso della primavera invita al sonno i miei pensieri mortali. La pienezza del mondo vibrante di vita nutre e sazia di ebbrezza il mio povero essere.
O natura santa! Io non so cosa mi avvenga quando alzo i miei occhi dinnanzi alla tua bellezza, ma tutta la gioia del cielo è nelle lacrime che piango innanzi a te, come l'amante alla presenza dell'amata.
Tutto il mio essere ammutolisce e si tende, quando il soffio delicato dell'aria gioca sul mio petto...
...Essere uno col tutto, questa è la vita degli dèi, questo è il cielo dell'uomo." (F. Holderlin - Iperione)

"L'INTELLETTO, PRIVO DELLA BELLEZZA DELLO SPIRITO, E' SIMILE A UN SERVIZIEVOLE GARZONE CHE COSTRUISCE UNA STACCIONATA CON DEL ROZZO LEGNO COSI' COME GLI E' STATO PRESCRITTO E INCHIODAL'UNO ALL'ALTROI PALI SQUADRATI, PER IL GIARDINO CHE IL SUO PADRONE VUOLE COLTIVARE.TUTTA L'ATTIVITA' DELL'INTELLETTO E' OPERA DI NECESSITA'. ESSO CI DIFENDE DALL'ASSURDO, DALL'INGIUSTIZIA IN QUANTO METTE ORDINE; MA ESSERE AL RIPARO DALL'ASSURDO E DALL'INGIUSTIZIA NON E' PROPRIO IL GRADINO PIU' ALTO DELLA UMANA PERFEZIONE." (IPERIONE - HOLDERLIN)

In un adorabile azzurro fiorisce, con il suo tetto di metallo, il campanile. Gli volano intorno le strida delle rondini, lo circonda il blu più commovente. Il sole, intanto, va in alto e dà colore alla lamiera, ma lassù, nel vento, quietamente gracida la banderuola. Così se uno scende sotto la campana, giù per quei gradini, è una vita davvero tranquilla – perché, quando la forma è così isolata, risalta la docilità dell’uomo. Le finestre, attraverso le quali risuonano le campane, sono come dei portali di bellezza. Quei portali, in realtà, siccome se ne stanno lì in armonia con la Natura, assomigliano ad alberi della foresta. Ma la purezza è anche bellezza. Internamente, dal diverso sorge uno spirito grave. Tuttavia le immagini sono talmente semplici, talmente sacre, che spesso si ha paura di descriverle. Ma i Celesti, che sono sempre buoni, hanno come i ricchi, insieme, virtù e gioia. All’uomo è concesso imitare tutto questo. e’ permesso ad un uomo, quando la vita è solo pena, guardare verso l’alto e dire: voglio essere anch’io così? Certo. Fino a che l’amicizia, la Pura, si trattiene nel cuore, l’uomo non si misura infelicemente con la Divinità. E’ ignoto Dio? E’ Egli manifesto e aperto come il cielo? Questo credo io piuttosto. La misura umana è tutta qui. Pieno di merito, ma poeticamente, abita l’uomo su questa terra. Ma l’ombra della notte con le stelle non è più pura, se così posso dire, dell’uomo che si chiama immagine del Divino. -Holderlin-

"Essere uno col tutto, questa è la vita degli dèi, è il cielo dell'uomo! Essere uno con tutto ciò che vive, tornare, in un beato divino oblìo di sé, nel tutto della natura, questo è il vertice dei pensieri e delle gioie, questa è la sacra vetta del monte, la sede dell'eterna quiete, ove il meriggio perde la sua afa e il tuono la sua voce, e il mare infuriato assomiglia all'ondeggiare d'un campo di spighe." (Holderlin)

SOLE E CARNE (Arthur Rimbaud)

I

Il Sole, focolare di tenerezza e di vita,
versa l'amore ardente sulla terra rapita,
e, quando si è distesi nella valle, si sente
che la terra è vergine e trabocca di sangue;
che il suo immenso seno, sollevato da un'anima,
è amore come Dio, di carne come la Donna,
e che racchiude, gonfio di linfa e di raggi,
il grande brulichìo di tutti gli embrioni!

E tutto cresce, e tutto sale!
- O Venere, o Dea!
Rimpiango il tempo dell'antica giovinezza,
dei satiri lascivi, dei fauni animaleschi,
dei che mordevano d'amore la scorza dei rami,
e nei nenùfari baciavano la Ninfa bionda!
Rimpiango i tempi in cui la linfa del mondo
l'acqua del fiume, il roseo sangue degli alberi verdi
nelle vene di Pan iniettavano un universo!
In cui il verde suolo palpitava sotto i suoi piedi di capra;
e baciando delicatamente la chiara siringa, il suo labbro
modulava sotto il cielo il grande inno dell'amore;
in cui, in piedi nella pianura, sentiva intorno
rispondere al suo appello la Natura vivente;
in cui i muti alberi, cullando l'uccello che canta,
la terra cullando l'uomo, ogni Oceano blu
e tutti gli animali amavano, si amavano in Dio!
Rimpiango i tempi della grande Cibele
che si dice percorresse, enormemente bella,
su di un grande cocchio di bronzo le splendide città;
dai suoi seni versava nelle immensità
il puro ruscello della vita infinita.
L'Uomo succhiava, felice, la sua mammella benedetta,
come un bimbo, giocando sulle sue ginocchia.
- Perché era forte, l'Uomo era casto e dolce.
O Miseria! Ora egli dice: conosco le cose,
e va, con gli occhi chiusi e le orecchie tappate.
- E intanto, niente più dei, niente più dei, l'Uomo è il Re,
l'Uomo è Dio! Ma l'Amore, ecco la grande Fede!
Oh! Se ancora l'uomo succhiasse la tua mammella,
grande madre degli dei e degli uomini, Cibele;
s'egli non avesse mai lasciato l'immortale Astarte
che già, emergendo dall'immenso chiarore
dei flutti blu, fiore di carne che l'onda profuma,
mostrò il suo roseo ombelico dove nevicano le schiume,
e fece cantare, Dea dai grandi occhi neri vincitori,
l'usignuolo nei boschi e l'amore nei cuori!

II

Io credo in te! Io credo in te! Divina madre,
Afrodite marina! - oh, è amaro il cammino
da quando l'altro Dio ci aggioga alla sua croce;
Carne, Marmo, Fiore, Venere, è in te che io credo!
- Sì, l'Uomo è turpe e triste, triste sotto il vasto cielo,
ha delle vesti, perché non è più casto,
perché ha lordato il suo fiero busto di dio,
ed ha rattrappito, come un idolo in fiamme,
il suo Olimpico corpo con sporche servitù!
Sì, anche dopo la morte, negli scheletri pallidi
vuole vivere, insultando la primitiva bellezza!
- E l'Idolo in cui tu hai posto tanta verginità
dove tu divinizzasti la nostra argilla, la Donna,
affinché l'Uomo possa mondare la sua povera anima
e lentamente salire, in un immenso amore,
dalla prigione terrestre alla bellezza del giorno,
la Donna non sa più essere neanche cortigiana!
- È una bella farsa! e il mondo ghigna
di fronte al sacro nome e dolce della grande Venere!

III

Se solo tornassero i tempi, i tempi ormai perduti!
- Perché l'Uomo è finito! L'Uomo ha recitato ogni ruolo!
Nel gran giorno, stanco di distruggere idoli
risorgerà, libero da tutti i suoi dei,
e, poiché appartiene ai cieli, scruterà i cieli!
L'Ideale, l'invincibile pensiero, eterno,
dio che vive nella sua carnale argilla,
salirà, salirà, arderà nella sua mente!
E quando tu lo vedrai osservare tutto l'orizzonte,
deridendo il giogo antico, libero da ogni timore,
tu verrai a portargli la santa Redenzione!
- Splendida, radiosa, dal seno dei grandi mari
tu sorgerai, spargendo sul vasto Universo
l'Amore infinito in un infinito sorriso!
Il Mondo vibrerà come un'immensa
lira nel fremito d'un immenso bacio!
-Il Mondo ha sete d'amore: tu verrai a placarla.
.......................................
.............
Oh! L'Uomo ha risollevato la sua testa libera e fiera!
E l'improvviso raggio della primitiva bellezza
fa palpitare il dio nell'altare della carne!
Felice per il bene presente, pallido per il male sofferto,
L'Uomo vuole sondare tutto, - e sapere! Il Pensiero,
così a lungo puledro, così a lungo oppresso,
si slancia dalla sua mente! Saprà il Perché!...
Che libero si libri, e l'Uomo avrà la Fede!
- Perché il muto azzurro e lo spazio insondabile?
Perché gli astri d'oro formicolanti come sabbia?
Se si salisse più in alto sempre di più, cosa vedremmo lassù?
Forse un Pastore guida quest'immenso gregge
di mondi in cammino nell'orrore dello spazio?
E tutti quei mondi là, che il vasto etere abbraccia,
vibrano agli accenti d'una voce eterna?
- E l'Uomo, può vedere? Può dire: Io credo?
La voce del pensiero è forse più di un sogno?
Se l'uomo nasce così presto, se la vita è così breve,
da dove viene? Affonda nell'Oceano profondo
dei Germi, dei Feti, degli Embrioni, in fondo
all'immenso Crogiuolo da cui Madre Natura
lo resusciterà, vivente creatura,
per amare nella rosa, e crescere nel grano?...
Noi non possiamo saperlo! - Noi siamo oppressi
da un manto d'ignoranza e di anguste chimere!
Scimmie d'uomini caduti dalla vulva delle madri,
la nostra pallida ragione ci nasconde l'infinito!
noi vogliamo guardare: il Dubbio ci punisce!
Il dubbio, uccello lugubre, ci colpisce con la sua ala...
- E l'orizzonte si dilegua in un'eterna fuga!...
........................................
...............
Il gran cielo è aperto! i misteri sono morti
dinanzi all'Uomo, che eretto incrocia le sue braccia forti
nell'immenso splendore della ricca natura!
Egli canta... e il bosco canta, e il fiume mormora
un canto di letizia che sale verso il giorno!...
- È la Redenzione! è l'amore! è l'amore!...
................................................
........

IV

O splendore della carne! o splendore ideale!
O primavera d'amore, trionfale aurora
in cui, piegando ai loro piedi Dei ed Eroi,
Callipigia la bianca ed il piccolo Eros
sfioreranno, coperti da una neve di rose,
le donne ed i fiori schiusi sotto i loro bei piedi!
- O grande Arianna, che spargi i tuoi singhiozzi
sulla riva, mentre vedi fuggire lontano, tra le onde,
bianca sotto il sole, la vela di Teseo,
o dolce vergine fanciulla che una notte ha infranto,
taci! Sul suo aureo carro coperto di grappoli neri,
Lisio, accompagnato tra i Frigi campi
da tigri lascive e rosse pantere,
lungo i fiumi azzurri arrossa i muschi oscuri.
- Giove, Toro, sul suo dorso culla come una bimba
il corpo nudo d'Europa, che getta il suo bianco braccio
al nerboruto collo del Dio fremente nell'onda.
Egli rivolge lento verso lei uno sguardo vago;
lei lascia portare la sua pallida guancia in fiore
sulla fronte di Giove; i suoi occhi sono chiusi; muore
in un bacio divino, e l'onda che mormora,
fiorisce le sue chiome dalla sua schiuma d'oro.
- Tra l'oleandro e il loto chiacchierino
scivola con amore il grande Cigno sognante
che abbraccia la Leda con il candore della sua ala
- e mentre Cipride passa, misteriosamente bella,
e, inarcando le splendide rotondità delle sue reni
staglia fiera l'oro dei suoi grandi seni
e il suo ventre niveo ornato di muschio nero,
- Eracle, il Domatore, che, come d'una gloria
potente, cinge il suo vasto corpo della pelle d'un leone,
avanza, con fronte dolce e terribile, all'orizzonte!
Sotto la luna estiva vagamente luminosa,
ritta e nuda, e sognante nel suo dorato pallore
macchiato dall'onda pesante delle sue azzurre chiome,
nella cupa radura stellata dal muschio,
la Driade contempla il silenzioso cielo...
- La bianca Selene lascia ondeggiare il suo velo
trepida, sui piedi d'un bell'Endimione,
e lui le manda un bacio in un raggio pallido...
- La Fonte piange lontana in una lunga estasi...
È la Ninfa che sogna, il gomito sul vaso,
il bel giovane bianco che la sua onda ha ghermito.
- Una brezza d'amore è passata nella notte,
e, nei sacri boschi, nell'orrore dei grandi alberi,
maestosamente eretti, i cupi Marmi,
gli Dei, sulla fronte dei quali il Fringuello fa il suo nido,
- gli Dei ascoltano l'Uomo e il Mondo infinito!

Arthur Rimbaud (maggio 1870)

CORRISPONDENZE (Charles Baudelaire)

La Natura è un tempio in cui pilastri vivi
a volte emettono confuse parole;
l’uomo, osservato da occhi familiari,
tra foreste di simboli s’avanza.

Come lunghi echi che di lontano si confondono
in una unità profonda e tenebrosa,
vasta come la notte ed il chiarore,
i profumi, i colori e i suoni si rispondono.

Esistono profumi freschi come carni di bambino,
dolci come oboi, verdi come praterie,
- ed altri corrotti, ricchi e trionfanti,

che hanno l’espansione delle infinite cose,
come l’ambra, il muschio, l’incenso e il benzoino
e cantano l’estasi dello spirito e dei sensi.

Tratto da "I fiori del male"

Henry Miller e Anais Nin

“Le culle della civiltà sono gli acquai putridi del mondo, i colombari a cui uteri fetenti affidano i loro sanguinolenti pacchi di carne ed ossa.” (Henry Miller)

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“P
er un caso insondabile, tu ti trovi al di là delle mura dell’utero e non puoi mai tornarci, mai, per quanto piccolo sia l’oggetto al quale ti riduci. Sei stata espulsa e te ne stai fuori, e il tuo bagaglio ti viene rispedito, un sacchetto sanguinoso che contiene cose di nessun conto. Te ne stai seduta sulla soglia dell’utero di tua madre.” (Henry Miller)

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“La mia arrendevolezza a Henry si perde nella sua umida sofficità a tal punto che tutto ciò che so è solo donna e pene, quasi fossimo dentro l’utero, tutti e due, intenti a nuotare in una carne e in un umidore ondulante da cui viene quella suprema setosità, una sensazione che è il culmine di tutto ciò che si prova quando si sta nudi nell’acqua, quando si sfiora la seta, quando si vibra durante l’orgasmo. È quella nudità, quell’oscurità, quell’accecante sensazione di carne e di umidità che è appunto il sesso – dal quale riemergo come dal bagno più magico che ci sia. E non c’è fine – per giorni continuo a vivere di carne e di percezioni; per giorni la vita non sale alla mia testa, mi tocca e mi avvolge esattamente come Henry mi tocca; la vita è il seguito alle sue carezze. Henry lascia l’impronta della sua visita carnale sulla mia pelle, nel mio utero, e per giorni me lo sento nelle gambe. Nessun mondo dentro la testa… mondo tra le gambe – il buio, umido, mondo vivente.” (Anais Nin – Incesto)

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Ho il corpo pesante come piombo quando mi getto sul letto. Passo immediatamente nella più profonda profondità del sogno. Questo corpo, che è divenuto un sarcofago con maniglie di pietra, giace assolutamente immobile; il sognatore si leva da esso, come un vapore, per circumnavigare il mondo. Il sognatore cerca invano di trovare una forma e una figura che si adattino alla sua essenza eterea. Simile a un sarto celeste, misura un corpo dopo l’altro, ma nessuno di essi è della sua taglia. Infine è costretto a tornare al proprio corpo, a riassumere la forma plumbea, a divenire prigioniero della carne, a continuare con il torpore, la sofferenza e la noia. (Henry Miller, Sexus)

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Tutto quello che so è contenuto in questo libro scritto senza testimoni, un edificio senza dimensioni, una città appesa al cielo.

Il mattino che mi alzai per iniziare questo libro, tossii. Qualcosa veniva fuori dalla mia gola, mi strangolava. Spezzai il filo che la teneva e la buttai via. Tornai a letto e dissi: ho sputato il mio cuore.

La quena è uno strumento fatto di ossa umane. Deve la sua origine al culto di un indio per la sua amante. Quando la donna morì, con le sue ossa lui costruì un flauto. La quena ha un suono più penetrante, più ossessionante del flauto comune.

Coloro che scrivono conoscono il procedimento. Pensavo a questo mentre sputavo il mio cuore.

Solo che io non aspetto che il mio amore muoia.

La prima volta che la vidi, la terra era velata dall’acqua. Appartengo a quella razza di uomini e di donne che vedono le cose solo attraverso il velo del mare, e i miei occhi hanno il colore dell’acqua.

Guardai con occhi di camaleonte la mutevole faccia del mondo, con sguardo anonimo guardai dentro il mio io incompleto.

Ricordo la mia prima nascita nell’acqua. Intorno a me una trasparenza sulfurea e le mie ossa si flettono come fossero di gomma. Oscillo e ondeggio, su alluci privi di ossa, protesa a cogliere suoni lontani, suoni che orecchie umane non percepiscono, a vedere cose che occhi umani non scorgono. Nata con la memoria delle campane di Atlantide. Sempre in ascolto di suoni perduti e alla ricerca di perduti colori, sempre protesa sulla soglia come chi è angosciato dai ricordi, cammino nuotando. Fendo l’aria con ampie pinne e nuoto attraverso stanze senza pareti. Espulsa da un paradiso di silenzio, cattedrali ondeggiano al passaggio di un corpo, come musica senza suono.

Questa Atlantide si può ritrovarla soltanto di notte, lungo la strada del sogno. Non appena il sonno ricopre la rigida città nuova, la rigidità del nuovo mondo, i più massicci portali si schiudono su gong bene oliati e si entra nel mutismo del sogno. Il terrore e il godimento di delitti compiuti in silenzio, nel silenzio di slittamenti e sfioramenti. La distesa dell’acqua ricopre le cose soffocando ogni voce. Soltanto un mostro per caso mi trasportò in alto, alla superficie.

Perduta nei colori di Atlantide, i colori si sciolgono l’uno dentro l’altro senza delimitazioni. Pesci di velluto, di organza, con denti di merletto, pesci di taffettà luccicanti, di seta e piume e lanugine, fianchi di lacca e occhi cristallo di rocca, pesci dalle squame inaridite e occhi di uvaspina, occhi di albume. Fiori che palpitano sullo stelo come cuori marini. Non avvertono il proprio peso, il cavalluccio si muove come una piuma…

Una sonnolenza. Amavo la facilità, la cecità e la soavità del viaggiare sull’acqua che mi trasportava oltre gli ostacoli. L’acqua era lì a trasportarti come un enorme ventre; c’era sempre acqua su cui riposare e l’acqua trasmetteva le vite e gli amori, le parole e i pensieri.

Dormii molto al di sotto del livello della tempesta. Mi muovevo nel calore e nella musica come dentro a un diamante marino. Nessuna corrente di pensieri, solo la carezza del flusso e del desiderio che si amalgamano, si toccano, si spostano, si ritraggono, vagano – infiniti fondi di pace.

Non ricordo di aver avuto freddo o caldo laggiù. Di aver sofferto il freddo o il caldo. La temperatura del sonno, senza febbre né gelo. Non ricordo di avere avuto fame. Il cibo filtrava attraverso pori invisibili. Non ricordo di avere pianto.

Sentivo solo la carezza del movimento – movimento nel corpo di un altro – assorbita e perduta nella carne di un altro, cullata dal ritmo dell’acqua, il palpitare lento dei sensi, il muoversi della seta.

Amare senza coscienza, muoversi senza sforzo nello scorrere morbido dell’acqua e del desiderio, respirare in un’estasi di dissolvimento.

Mi svegliai all’alba, riversa su uno scoglio, scheletro di una nave soffocata dalle sue stesse vele. (Anais Nin – La casa dell’incesto)

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“Sto cavalcando verso l’oceano, verso la regione paludosa ove fu costruita una piccola casa per farvi schiudere un piccolo uovo che, quando ebbe assunto la forma opportuna, venne battezzato Mara. Che una piccola goccia, sfuggendo dal pene di un uomo, abbia prodotto simili risultati da far trasecolare! Credo in Dio Padre, in Gesù Cristo suo unico figlio, nella benedetta Vergine Maria, nello Spirito Santo, in Adamo cadmio, nel nichel cromo, negli ossidi e nel mercur-cromo, nelle anatre selvatiche e nel crescione, nelle crisi epilettiche, nella peste bubbonica, nel Dewachan, nelle congiunzioni planetarie, nella scrittura illeggibile e nel lancio di bastoni, nelle rivoluzioni, nei tracolli di Borsa, nelle guerre, nei cicloni, a Kali Yuga e nello hula-hula. Credo. Credo. Credo perché non credere significa diventare come piombo, giacere prono e rigido, inerte per sempre, a marcire…” (Henry Miller – Sexus)

AFORISMI - FRIEDRICH NIETZSCHE

CENSOR VITAE - L’alternarsi di amore e di odio caratterizza a lungo la situazione interiore di colui che vuole arrivare a giudicar liberamente sulla vita; egli non dimentica, e tutto addebita alle cose, sia il bene che il male.
Alla fine, quando l’intera lavagna della sua anima sarà completamente scritta da esperienze, egli non disprezzerà né odierà l’esistenza, ma nemmeno la amerà, e starà al di sopra di essa, ora con l’occhio della gioia, ora con quello della tristezza, e il suo animo sarà come la natura, ora estivo, ora autunnale.

UNA MALATTIA DEGLI UOMINI – Contro la malattia, tipica degli uomini, del disprezzo di sé, il rimedio più sicuro è l’amore di una donna intelligente.

MASCHERE – Ci sono donne che, per quanto la si cerchi in loro, non hanno interiorità, ma sono semplici maschere. E’ da compiangere l’uomo che si impegola con questi esseri spettrali, necessariamente insoddisfacenti, ma proprio questi esseri possono eccitare al massimo il desiderio dell’uomo: egli cerca la loro anima – e continua a cercare.

LA LANCETTA DELLA VITA – La vita è fatta di rari isolati momenti di estrema significatività e di innumerevoli intervalli nei quali, nel migliore dei casi, aleggiano intorno a noi le ombre di quei momenti. L’amore, la primavera, ogni bella melodia, i monti, la luna, il mare, tutto parla completamente al cuore una volta sola: se pure riesce mai a diventar parola. Infatti molti uomini non hanno affatto quei momenti e sono essi stessi intervalli e pause nella sinfonia della vita reale.

ESTRANEO AL PRESENTE – Ha grandi vantaggi l’estraniarsi per una volta in forte misura dal proprio tempo, ed essere per così dire trascinati via dalla sua sponda, nell’oceano delle passate concezioni del mondo. Guardando di lì verso la costa, per la prima volta se ne coglie la conformazione complessiva e, quando ci si riavvicina ad essa, si ha il vantaggio di intenderla nel suo insieme meglio di coloro che non l’hanno mai abbandonata.

- Imprimere al divenire il carattere dell’essere, è suprema prova di potenza.

- Ciò che non ci spezza ci rende più forti.

- Qual è il Dio di cui ci è stata annunciata la morte?
- "Solo il Dio della morale è stato superato"
- Ha un senso concepire un Dio al di là del bene e dal male?
- "Dio si spoglia della sua epidermide morale e lo si vedrà riapparire al di là del bene e dal male"

- Gli uomini superiori si trovano in un continuo pericolo interno ed esterno.

- Bisogna guardarsi dal supporre che molti siano delle persone. Vi sono anche uomini composti da diverse persone, ma la maggior parte non ne ha affatto.

- Le figure e i tipi superiori della vita sono solo casi felici sporadici, posizioni che l’umanità raggiunge per poi perderle, e non danno luogo ad una continuità, trattandosi anzi di esseri esposti più degli altri ai pericoli e alla distruzione.

- I deboli si spezzano, i forti distruggono ciò che non li spezza, i più forti ancora superano i valori che avevan servito da misura.

- Vi si chiama distruttori della morale: ma voi siete soltanto gli scopritori di voi stessi.

Henry Miller

“…amo tutto ciò che scorre: fiumi, fogne, lava, sperma, sangue, bile, parole, frasi. Amo il liquido amniotico quando sprizza dal suo sacco. Amo il rene coi suoi calcoli dolorosi e la renella e roba simile: amo l’orina che si versa calda e lo scolo che corre all’infinito; amo le parole degli isterici e le frasi che si riversano come dissenteria e rispecchiano tutte le immagini morbose dell’animo; amo tutti i grandi fiumi come il Rio delle Amazzoni e l’Orinoco, dove uomini pazzi come i Moravagine galleggiano sul sogno e sulla leggenda in una scialuppa e affogano nella cieca bocca del fiume. Amo tutto ciò che scorre, anche il flusso mestruale che si porta via il seme infecondato. Amo gli scritti che scorrono, siano essi ieratici, esoterici, perversi, polimorfi, o unilaterali. Amo tutto ciò che scorre, tutto ciò che ha in sé tempo e divenire, che ci riporta al principio dove non c’è mai fine: la violenza dei profeti, l’oscenità che è estasi, la saggezza del fanatico, il prete con la sua gommosa litania, le parole sozze della puttana, lo sputo portato via nella fogna, il latte della mammella e l’amaro miele che si versa dall’utero, tutto ciò che è fluido, fuso, dissoluto e dissolvente, tutto il pus e il sudiciume che scorrendo si purifica, che perde il suo senso originario, che fa il grande circuito verso la morte e la dissoluzione. Il grande desiderio incestuoso è scorrere all’unisono col tempo, sprofondare nella grande immagine dell’al di là che è l’hic et nunc. Un desiderio fatuo, suicida, costipato di parole e paralizzato dal pensiero.”

Henry Miller

“Fianco a fianco con la razza umana scorre un’altra razza di creature, le disumane, la razza degli artisti che, stimolati da impulsi ignoti, prendono la massa inanimata dell’umanità e con la febbre e il fermento di cui la ricolmano si muta questa pasta molle in pane e il pane in vino e il vino in canto.”

Henry Miller


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