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La conoscenza per immagini

equilibriarte.org : Pietro Negri : blog

Il Buddha occidentale

L'ermafrodito

Il primo Rinascimento (1330 - 1440) è caratterizzato, dal punto di vista della riflessione filosofica, dall'emergere della figura dell'Ermafrodito. La nuova coscienza ermafrodita sintetizza l'abilità della mente di tradurre l'esperienza del sentire corporeo in concetti ed opere che testimoniano il tentativo di rappresentare la realtà attraverso una conoscenza diretta e personale della verità, così come si presenta al primo sguardo.

L'ermafrodito rappresenta il primo stadio di evoluzione della coscienza di che prende avvio dall'evoluzione della percezione sensoriale in intuizione, consapevolezza, comprensione e senso di identità. Nel RInascimento essere "coscienti di" significa diventare padroni (reggitori) del corpo, della mente, dell'anima e infine dello Spirito.

Lo scettro

Questo processo di progressiva crescita delle abilità corporee sensoriali definiva la figura del "Reggitor di scettro", ovvero del condottiero capace di dominare il corpo grossolano (il corpo), sottile (la mente), causale (l'anima) e infine sovracausale (lo Spirito). In altre parole lo scettro è la memoria evolutiva in cui vengono contenute e catalogate le esperienze di trasformazione "chimica, magnetica ed elettrica" della Materia corporea che testimoniano il graduale passaggio della coscienza attraverso gli strati (le guaine) della mente.

Secondo la filosofia alchemica il corpo è parte della mente la quale è parte dell'anima che è parte dello Spirito indivisibile, che è a sua volta parte dello Spirito universale. Pertanto il corpo non è una unità organica a stante, come delineato in seguito dalla medicina meccanicistica, ma è un sottosistema della mente da cui riceve l'influsso e da cui è regolato da una prospettiva strutturale più sofisticata.

La mente a sua volta non si esaurisce in se stessa: come la mente ha il potere regolatore sul corpo (e sulle azioni subconscie, inconscie e iperconscie), l'anima lo ha sulla mente. Ciò significa che l'ordito del pensiero ed i nuclei affettivi ed istintuali subconsci della mente sono influenzati da quelle qualità sublimi e archetipiche che essenziano l'anima.

Ecco perché Piero della Francesca dipinge il Duca di Urbino come "il reggitor di scettro" alla guida di un carro trainato da due cavalli bianchi, immagine platonica del dominio dei sensi; davanti al Duca l'artista/filosofo dispone le quattro Virtù cardinali dell'anima: Temperanza, Prudenza, Fortezza e Giustizia a significare come la mente (il carro) deve essere presieduto dalle qualità più nobili dell'anima.

Dotato del completo dominio dei quattro assi cardinali (corpo a est, mente a sud, anima a ovest e spirito a nord) l'individuo realizza la croce alchemica e può attraversare il mondo dei fenomeni (il paesaggio sullo sfondo) e il mondo dela materia (il baratro in primo piano), libero da ogni forma di illusione. Piero della Francesca delinea quindi la via di Mezzo della trasformazione interiore, ovvero la via solcata dal Buddha (l'illuminato) occidentale per godere dei piaceri dei sensi, dei giochi della mente, della bellezza dell'anima e della Realtà assoluta.

Sophìa

L'interpretazione gnostica

Per gli gnostici cristiani, Sophia era un elemento centrale per la comprensione cosmologica dell'Universo. Una figura Femminile, analoga all'anima umana ma nello stesso tempo uno degli aspetti Femminili di Dio e, contemporaneamente, la Sposa di Cristo. Essi credevano che fosse in qualche modo caduta in disgrazia, e così, nella sua disperazione, avesse creato o avesse partecipato alla creazione del mondo materiale. Per gli gnostici cristiani, il dramma della redenzione di Sophia attraverso Cristo o il Logos è il dramma centrale dell'universo: Sophia risiede in tutti noi sotto forma di Scintilla Divina e Cristo fu inviato sulla terra per liberarla e riportarla alla presenza del Primo Padre, il Dio inconoscibile.

L'angoscia e la paura di Sophia di perdere la vita (proprio come perse la luce dell'Uno), le provocarono confusione e brama di tornare a lui. A causa di questa brama, la materia (greco: hyle) e l'anima (greco: psyke) accidentalmente ebbero esistenza attraverso i quattro elementi: fuoco, acqua, terra, ed aria. Anche la creazione del Demiurgo dalla testa leonina fu un errore perpetrato durante questo esilio. Secondo alcune fonti gnostiche, esso fu il prodotto di Sophia che tentò di emanare da sola, senza la sua controparte maschile. Il Demiurgo procedette, poi, nella creazione del mondo fisico nel quale viviamo, ignorante di Sophia, che, comunque, riuscì ad infondere alcune scintille spirituali o pneuma nella creazione del Demiurgo.

Dopo questi avvenimenti, il Redentore (Cristo) ritornò e le permise di vedere nuovamente la luce, portandola a conoscenza dello spirito. Cristo fu poi inviato sulla terra in forma di uomo, Gesù, per dare agli uomini la gnosis di cui avevano bisogno per liberarsi dal mondo materiale e ritornare al mondo spirituale. Si noti che, nello gnosticismo, la storia Evangelica di Gesù è essa stessa allegorica: egli non è un essere vivente in un contesto storico, ma il Mistero Esterno usato come introduzione alla gnosis. (tratto da Wikipedia)

L'interpretazione di Leonardo

Anche Leonardo insieme a Botticelli, partecipa attivamente alla riflessione inaugurata dal filosofo Marsilio Ficino sull' origine della Sophìa, termine con cui si intendeva descrivere la conoscenza completa dei processi di caduta dell'anima nel mondo della materia e della sua successiva brama di risalire verso la luce di Dio. La conoscenza dell'anima dischiude infatti le porte della Filosofia e permette all'artista di comprendere i vizi e le virtù della natura umana e le sue potenzialità trascendenti.

Leonardo sintetizza gli studi dell'anima a partire dall'osservazione. La caratteristica saliente dell'anima umana è di essere attiva, con qualità e modalità diverse, nei Tre Mondi: il mondo della materia, il mondo dei sentimenti e il mondo delle idee. In ognuno di questi universi, considerati separati dall'intelletto razionalizzatore (il Demiurgo), ma di fatto contigui nell'esperienza interiore, l'anima evolve attraverso tre gradi di "Fuoco": consapevolezza della realtà, coscienza dei sentimenti dell'amore e del conflitto e conoscenza delle molteplici verità che fanno da corollario all'unica Realtà spirituale: Sophìa.

La riflessione di Leonardo prende spunto dalle opere di Aristotele che ribadisce il concetto di anima come sorgente, fonte e radice dei tre mondi dell'Essere.

"Ora per Aristotele l'anima si rivela tripartita. Essa è innanzitutto sorgente della vita che si manifesta a livello vegetativo (a. nascita, crescita, dinamismi biologici), è anche fonte della vita che si esplica a livello sensitivo (b. movimento, percezioni, sensazioni); e, infine, è la radice dell'attività intellettiva e razionale (c. conoscenza, volontà, decisione). Si deve, allora, parlare di un'anima vegetativa, sensitiva , intellettiva".

a) L'anima vegetativa (aquae vitae) rappresenta la sorgente subconscia su cui si innesca la dimensione psichica delle esperienze modellate dal pleroma degli istinti (sopravvivenza, conservazione, adattamento e realizzazione delle condizioni di equilibrio). Nel codice artistico quattrocentesco è rappresentata dalla figura di Eva, emblema della consapevolezza della dimensione materiale dell'esistenza.

b) L'anima sensitiva (acetum fortis) individua la fonte creativa che alimenta l'azione dell'anima che evolve nella conoscenza delle sensazioni (la ninfa Clori), delle emozioni (Flora) e dei sentimenti cognitivi (Venere Humanitas). Nell'Allegoria della Primavera Botticelli descrive le tre fasi di evoluzione dell'anima sensitiva in Venere, emblema della coscienza (consapevolezza , comprensione, conoscenza) dei sentimenti dell'amore e del conflitto.



c) l'anima intellettiva (lac virginis) alimenta la radice spirituale da cui può crescere la conoscenza dei molteplici piani di coscienza generati dalla fonte. L'anima intellettiva è la parte di anima in grado di conoscere l'unitarietà della realtà e di produrre le opere della coscienza umana (Gesù) e spirituale (Cristo). Nella sua fase più elevata, la stessa raggiunta da Beatrice nel tredicesimo cielo, l'anima intellettiva racchiude dentro di Sè la luce di Sophìa, ovvero la scintilla divina capace di risvegliare l'anima vegetativa dal fondo buio e irrazionale in cui incessantemente precipita. Non esisteva fino a Leonardo una immagine artistica di Sophìa che fosse sintesi delle tre fonti dell'esperienza (Sat/ariete) , della coscienza (Chit/leone) e della beatitudine della conoscenza (ananda/sagittario).


L'immagine in alto la colloca all'interno della chioma dell'albero dei filosofi a significare l'estensione dei collegamenti neurobiologici che l'anima illuminata dal "Redentore" realizza all'interno del cervello. Esistono quindi tre gradi di trasformazione dell'anima che si concretizzano nell'abilità in azione dell'Ariete (il Sè istintuale), nella creatività in azione del Leone (il Sè creativo) e nella conoscenza in azione del Sagittario (il Sè cognitivo). Ciò significa che tutte e tre le anime partecipano all'interno del corpo alla realizzazione della conoscenza filosofica dell'Unica Realtà e delle molteplici Verità.

Probabilmente suggestionato dai trattati alchemici che circolano sempre più numerosi verso la fine del Quattriocento, Leonardo realizza l'immagine vivente di Sophìa: Monna Lisa.


Monna Lisa sintetizza nel suo corpo i processi di trasformazione dell'anima vegetativa, nell'anima sensitiva e infine nell'anima intellettiva, mentre il suo volto esprime la parte passiva dell'intelletto dell'anima (il Nous), chiamata in greco "Patetica". Coltivando il silenzio interiore (Monna Lisa è sordomuta, mentre nello stesso anno Raffaello dipinge la Muta), l'anima intellettiva percepisce il mondo esterno come un riflesso di quello interiore.

Aristotele afferma che la parte passiva del Nous è come una tavoletta di cera sulla quale si incidono i segni della stilo, ed è il cuore (il principiale ) a trasmettere dati, sensazioni, ricordi, emozioni, sentimenti ed esperienze.
Il collegamento tra il "cervello e il cuore" avviene nell'attività passiva di introspezione, proiezione, visualizzazione e meditazione delle immagini, per cui in avviene un fenomeno di "retroazione" di tutto ciò che si è studiato, visto e sperimentato nell'esistenza.

L'artista, immergendosi profondamente nell'opera (la vasca tombale), realizza una sintesi unitaria della realtà "soggettiva e oggettiva" che è già di per sé atto di conoscenza. Questo atto è unico, inconfutabile e non può che descrivere una tappa del percorso di rivelazione della verità di cui è portatrice l'anima alchemica.

per vedere tutte le immagini martabreuning.menstyle.i [...] php?eid=44




Introduzione alla filosofia della percezione

Percezione ingenua (Eva) e percezione categoriale (Adamo)

La percezione in quanto funzione sostitutiva dell'azione svolge un ruolo fondamentale nella nostra vita, nello sviluppo della coscienza individuale e collettiva e nel millenario processo di adattamento (arte) e di sopravvivenza e dominio dell'uomo (scienza) sulla Natura, intesa dall'Alchimia come Caos, Caso, Necessità e Karma.

Nella psicologia sperimentale contemporanea la percezione è definita quale "discriminazione differenziale", per cui l'atto di collegare i cinque sensi con il sistema sensoriale corporeo (pelle, organi, ghiandole e corpo sottile) non è mai ricezione neutra di stimoli, ma diventa una effettiva scelta che si traduce in decisione e quindi azione. Spesso non ne siamo consapevoli, ma attraverso la percezione selezioniamo tra una vasta gamma di fenomeni visivi e di stimoli sensoriali le informazioni che ci occorrono per evolvere, crescere, espanderci e godere delle situazioni che più ci interessano, come l'amore, il lavoro, il denaro, la salute.

Dalla percezione dipendono le nostre scelte e decisioni e quindi la felicità, il benessere e il godimento di tutte le circostanze della vita, anche le più banali.Purtroppo non siamo educati alla percezione della realtà e corriamo il rischio di non comprendere i segnali che ci avvertono della presenza dell'ostilità, dell'arroganza, dell'attaccamento, della gelosia e dell'infatuazione, emozioni primarie che regolano in forma subconscia i rapporti tra gli individui (percezione ingenua).

Inoltre abbiamo l'abitudine di selezionare le informazioni, di schedarle e di riporle nella memoria di lavoro secondo un ordine funzionale ai nostri programmi e obiettivi, riducendo di fatto la ricchezza della realtà in pezzi scomposti, come in un puzzle che non si ricomporrà mai più. (percezione categoriale).

La percezione ingenua e quella categoriale sono le due facce di una stessa medaglia, che potremmo definire come livello di coscienza "grossolano". In questa dimensione di coscienza, peculiare della massa silenziosa che si fa manipolare, suggestionare e persuadere dai mezzi di comunicazione delle immagini, germinano i semi dell'illusione e dell'ignoranza. Da questi due semi si sviluppano gli alberi della mistificazione della realtà e gli aspetti deteriori dell'egoismo, del dubbio e dell'assenza di rimorso e vergogna per il male commesso. E' ormai noto che lo stupro e la violenza di gruppo fine a se stessa, non solo sono sostenuti dalla percezione di rimanere impuniti, ma soprattutto dal fatto che non si registrano più i rimorsi e il senso di vergogna, disinnescati dalla percezione di gruppo, forma perversa di "percezione categoriale" collettiva.

La favola di Cappuccetto rosso è un esempio di educazione alla percezione consapevole. La realtà non è fatta di bontà e non è vero che siamo tutti fratelli, amorevoli e compassionevoli verso il prossimo. La realtà è fatta di lupi e di agnelli, di anime ingenue e di anime manipolatrici, di individui scaltri ed esperti e di persone ignoranti e illuse; ma tutti siamo vittime inconsapevoli della percezione "satellitare", dello sguardo invisibile che ci scruta e analizza attraverso i sondaggi e le statistiche.



La favola di una possibile trasformazione

La madre, simbolo della saggezza trasmessa dalle donne esperte della vita e dalla tradizione dei saggi e dei filosofi alchimisti, "invita" la figlia (l'anima psichica ancora ingenua e sprovveduta) ad affrontare le esperienze dei sentimenti e degli affetti (chiamata dagli alchimisti Rubedo, "arrossamento", da cui il significato simbolico del cappuccio rosso). La bambina dimentica presto le raccomandazioni della madre di non perdere tempo lungo il tragitto; è attratta dalle esperienze sensoriali e si sofferma a raccogliere fiori, fragole e frutti di bosco, metafora della ricerca di emozioni che contraddistingue la dimensione psichica ed emotiva dell'esperienza.

La filosofia alchemica afferma infatti che la fase di esperienza dei sentimenti deve essere il più breve possibile, poiché l'anima psichica, se rimane tale e non evolve in anima razionale (la nonna), corre il rischio di diventare vittima della "libido" altrui (il lupo). Il lupo è sempre in agguato, pronto a "cibarsi" dell'anima ingenua che non si accorge di essere osservata, studiata, analizzata in tutti gli aspetti, anche quelli a sfondo commerciale, politico e demoscopico.

La seconda parte della favola descrive il processo con cui l'anima psichica viene "inglobata" dal sistema delle abitudini sociali attraverso sistemi occulti di manipolazione della psiche individuale e collettiva. Noi non ce ne accorgiamo, ma il lupo veste i panni della nonna (la razionalità ritenuta buona e saggia) molto più spesso di quanto crediamo. Dietro l'apparente aspetto di "grandezza" esteriore (che occhi grandi che hai...), e morale (che orecchie grandi che hai), si nascondono le fauci fameliche di coloro che conoscono i "trucchi" per ammaliare, suggestionare, convincere e inglobare l'anima psichica all'interno del sistema.

Che il sistema si chiami società consumistica, conformismo morale, passività intellettuale, ecc.. non ha importanza. L'individuo può salvarsi solo se affina la percezione sensoriale e intuitiva (il fiuto del cacciatore) e colpisce "al cuore" il sistema fondato sulla manipolazione delle informazioni e delle immagini. Solo in questo modo l'anima psichica può riemergere ancora viva dalle abitudini conformi agli scopi della sopravvivenza e della conservazione della specie e raggiungere un grado di coscienza razionale sufficiente per salvarla da ulteriori agguati.

Bosch, Adamo e Eva nel Paradiso Terrestre , particolare del "Trittico del Carro di fieno", 1516

I Quattro livelli di coscienza

I Quattro livelli di coscienza

La filosofia rinascimentale segue un percorso che è antagonista al pensiero positivo ispirato dalla religione cattolica e dalla filosofia morale che intravede nell'uomo un "cumulo" di istinti, pulsioni e passioni da redimere e liberare dal peccato originale (la disobbedienza a Dio).

Per il pensiero occidentale fondato sulla certezza rassicurante dei dogmi religiosi, scientifici e filosofici, l'Io 'progenitore' (Adamo) prima nasce puro, poi viene corrotto dal serpente attraverso le funzioni istigatrici dell'anima psichica (Eva) e infine viene salvato dalla dannazione mediante la confessione, la penitenza e l'espiazione della colpa di essere diventato uomo, genitore di se stesso (superuomo) e infine simile a Dio per intenzione, volontà e creatività.

Questo modello di "castrazione" delle potenzialità autotrascendenti dell'individuo, da cui ha origine il principio che legittima il dominio dell'uomo religioso sul selvaggio, dell'uomo etico sul barbaro, dell'erudito sull'ignorante, del credente sul miscredente, ecc, si perpetua da cinque secoli per cui ancora ci vergognamo (e abbiamo paura) di esplorare la sessualità (la foglia di fico), di manifestare il desiderio di conoscenza (la mela) e di esprimere liberamente le potenzialità evolutive della libido (il serpente).

Per la filosofia rinascimentale l'uomo è già, alla nascita, il riflesso di un ordine cosmico, per cui ogni sua parte, anche la più grossolana e istintiva "collabora" con l'insieme dei livelli di manifestazione. L'uomo è un essere totale (l'Homo Totus), capace di evolvere su piani sempre più elevati di coscienza e di aderire all'ordine del macrocosmo fino al punto di diventare una cosa sola con esso. Esistono quattro livelli di compenetrazione tra il microcosmo e il macrocosmo: Il livello grossolano riguarda il corpo fisico con i suoi organi di cognizione sensoriale e di azione; il livello sottile rappresenta la mente e i suoi aspetti subconsci, inconsci e iperconsci; il livello causale comprende tutte le manifestazioni dell'anima che vive nel mondo del relativo, sperimenta i sentimenti del conflitto ed elabora i concetti di Bello, Vero, Utile e Buono (il Bene) e i suoi opposti (il Male). E' su questo terzo piano di coscienza che inizia l'Ottuplice sentiero di metamorfosi dell'anima vivente in consapevolezza di (La Vergine con il Bambino), in coscienza di (la Madonna con il Bambino) e intelletto intuitivo (La Madonna con il Bambino, gli angeli e i santi). Il sentiero della metamorfosi conduce a illuminare il "Mercurio interiore" e cioè quei fili di energia chimico/psichica, elettrica/creativa, magnetica/cognitiva che gradualmente dischiudono tutte le potenzialità cognitive, creative e intuitive del cervello.

L'obiettivo dell'Alchimia è illuminare la Mente (il corpo sottile), poiché è all'interno della mente che è possibile esplorare e comprendere i modelli archetipici, i simboli della trasformazione, il linguaggio del subconscio, la dimensione onirica dell'inconscio e l'influsso (spesso devastante per la crescita spirituale) dell'iperconscio (morale, religione e cultura di riferimento). Attraverso l'esperienza dell'Arte alchemica è così possibile entrare nel Quarto livello, quello sovracausale, dove si sperimenta il tempo presente, la sincronicità degli eventi, l'annullamento della volontà personale e la dimensione spirituale dell'esistenza.

Per andare oltre la dimensione del microcosmo e assorbire dentro di le qualità del macrocosmo è indispensabile evolvere nelle facoltà femminili dell'anima (Eva, alchimia dei sentimenti) , per cui bisogna uscire dal Paradiso Terrestre e imparare il significato della vergogna e della lussuria, ma poi, in un secondo momento, si deve avere il coraggio di ritornare nei territori sconosciuti della mente, per scoprire la gioia, la felicità e la beatitudine del "Paradiso terrestre".

L'alchimia chiede all'individuo di integrare dentro di le facoltà intuitive e trascendenti della mente femminile che evolve all'interno dei sentimenti corporei.
La cacciata dal Paradiso è quindi un atto di disobbedienza alle regole necessario per espandersi in tutti i quattro i livelli di coscienza; ma poi si deve invertire la marcia, tornare indietro, destrutturare l'ego materiale, sociale e spirituale, "denudarsi" e decidere di entrare nel mondo dell'Arte.

E' solo all'interno di un preciso codice di elaborazione dei simboli e degli archetipi che è possibile comprendere l'illusione di voler essere felici senza aver fatto i "conti" con la mente. Occorre quindi ritornare all'interno di quello spazio virtuale (laboratorio chemico, officina metallica e bottega artistica) in cui è possibile accendere nel cuore il "fuoco della trasformazione creativa del corpo grossolano, sottile, causale nel corpo sovracausale dell'Atman, la Grande Anima.


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