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io lecco solo il gelato

equilibriarte.org : Momò Calascibetta : blog

VIA COL VENTO_una installazione di Momò con 20.000 Cannucce a Francavilla al mare

SPAZI EVASI 08
19 luglio - 2 agosto 2008 - Francavilla al mare


L' installazione che Momò Calascibetta creerà appositamente per l'evento di "Spazi Evasi 08"vuole evidenziare il mondo dell’aria, elemento invisibile la sua forza è utilizzabile per far muovere macchine che producono energia elettrica. A questo mondo appartengono gli uccelli e innumerevoli insetti, gli aerei, gli asciugacapelli, i deltaplani e i paracadute, le bolle di sapone, i profumi dei fiori e i deodoranti, i gas inquinanti e quelli che ci servono, il fumo degli incendi e delle sigarette, il vapore dei soffioni e quelli del caffè bollenti, i coriandoli e le cerbottane. L' aria è cio’ che tutto avvolge e permea, è lo spazio intangibile che tutto unisce, è l’energia vitale che i taoisti chiamano chi, gli induisti chiamano prana (dal sanscrito forza-luce) e noi chiamiamo etere. E’ la sostanza invisibile che pervade l’intero universo e che noi assorbiamo dall’ambiente circostante attraverso il respiro necessario alla vita degli Esseri.

Il progetto di Momò consiste in un grande volume piramidale, sospeso a 5 metri e mezzo da terra e realizzato con cannucce da bibita , versatile famiglia di materiali “plasticosi”. Trasparente e leggerissimo, un autentico miracolo visivo, per raccontare e mettere in luce il mondo dell’aria e la sua presenza che al minimo soffio, al primo alito di vento fa ruotare la struttura. L’aria è respiro, indispensabile alla vita. L’aria, nell’atto di inspirazione, partecipa all’energia vitale degli esseri e alla sua comunicazione perché il respiro è anche ritmo, veicolo di suoni e parole.


"VIA COL VENTO"
L'immagine è il prototipo della installazione che Momò realizzerà nello spazio antistante il Museo Michetti di Francavilla al mare
Le misure complessive della struttura saranno di m.6.60 di altezza,circa 20.000 cannucce e 3200 metri di filo.

Info: www.artmomo.com/blog/?p=877

Il mio nome è Nessuno

IL MiO NOME E' NESSUNO
incantamento,stupore e bellezza nell'arte dei semplici

Ingremiomatris -L'ecole des Italiens -Museo Immaginario
Regione Piemonte -Provincia del Verbano Cusio Ossola -Citta' di Domodossola

Domodossola - Palazzo Silva - via G.Paletta
6 Luglio- 21 settembre 2008

Inaugura a Domodossola nella superba sede di Palazzo Silva, il 5 luglio,una mostra scandalosa, destinata a scardinare la storia dell’arte contemporanea


Si chiama !l mio nome è Nessuno, e possiede un sottotesto disarmante, esplicativo: Incantamento, stupore e bellezza nell'arte dei semplici.
Fino al 21 settembre si potrà assistere a una rassegna di pittori così detti naive, ribattezzati "semplici". La mostra si presenta anche, e con notevole decisione, come gesto perentorio, estetico e politico. Contrastando un'idea performativa e banalmente provocatoria dell'arte italiana degli ultimi decenni. Riscoprendo i valori del sogno rispetto a quelli del mercato, il desiderio in favore del glamour. Così questi artisti, "simili a spettri o a eroi delle favole, ci mostrano la fiamma sempiterna e primitiva dell'arte: il suo potere suggestivo, conturbante, mitologico. Ci sono gesti nostalgici,intimi, preziosi, per nulla omologati, di gente ai bordi della storia, fuori dal mondo, che proprio per questo conquista il perno del mondo, il suo più remoto segreto". La mostra è curata da Marcovinicio, ed è mediata da un catalogo programmatico con testi di Davide Brullo e di Silvia Pacassoni edito da Umberto Allemandi


Dio è morto, e con lui l’arte. Pressappoco è così. Gli artisti si metrano in base a un criterio di vendita, sulla loro testa viene affibbiata una taglia che ne identifica il valore. Nulla di scandaloso, per chi fa denari: l’arte è un prodotto di mercato. L’artista, cioè, da talento individuale è diventato una griffe, lo si compra perché qualcuno ci dice che comprarlo è un buon affare, perché farà fruttare al compratore di lì a qualche anno un lauto gruzzolo. Bizzarrie dell’epoca: l’arte non procura più un nutrimento spirituale, non evoca bellezza, ordine e senso. Simile a un qualsiasi altro prodotto “di consumo” – come un paio di scarpe, una borsetta particolare, un’automobile fiammante – vaga sull’onda anomala delle “mode”, e si muta da popolare in gioiello d’èlite. Non provoca il mito, ma asseconda la storia. Cioè: non è inevitabile, urgente, provocante, bensì accessoria, aleatoria, vacua. L’estetica, come direbbe il poeta premio Nobel Josif Brodskij, non fonda più l’etica dell’uomo e della storia, ma è schiava di pulsioni superficiali, destinate a svanire al primo battito di ciglia, al precoce passaggio stagionale delle rondini.
Dacché fare i guastafeste è un esercizio per molti versi facile e inutile, costruiamo qualcosa. Questa è una mostra scandalosa. L’esatto opposto dell’alchimia che regge, ad esempio, la Biennale di Venezia. Il mio nome è Nessuno è una mostra di artisti ingenui, selvatici e nascosti, anonimi e misteriosi. Per far risorgere l’arte bisogna azzerarla, rivelandone il cuore, la polpa inalterabile e millenaria. Dopo tutto, è sempre stato così. Naïve vuol dire incantamento, stupore, bellezza pura, netta, semplice. Già, è attraverso un gesto semplice e perentorio che intendiamo scompaginare la storia dell’arte, far impazzire la Borsa dell’Arte. Oggi come ieri sono i segni problematici e primordiali a cambiare il tempo. Lo sapevano bene, per ripassare in memoria due nomi clamorosi, Paul Gauguin e Pablo Picasso, che studiarono alla corte dei naïve e dei reietti per ottenere il miracolo della semplicità, di una infantile, unica immediatezza. Così questi artisti occasionali, ispirati, per giunta illuminati, che vengono a noi nel mistero, simili a spettri o a eroi delle favole, ci mostrano la fiamma sempiterna e primitiva dell’arte: il suo potere suggestivo, conturbante, mitologico. Ci sono gesti nostalgici, intimi, preziosi, per nulla omologati, di gente ai bordi della storia, fuori dal mondo, che proprio per questo conquista il perno del mondo, il suo più remoto segreto.

Il viaggio tra questi “nessuno”, tra questi artisti perduti e ritrovati, sommersi e salvati, anticonformisti perché non condizionati da alcuna moda, antimoderni, è anche un periplo alle origini dell’arte. Nel nome, sempre, è il senso. Nessuno si nominò Odisseo scampando alla furia di Polifemo. Nessuno è una zattera, un’occasione per salvarsi dal mondo di chi vuole annullare l’arte, tacitarne il potenziale esplosivo, perennemente scandaloso. Con una truppa di “nessuno” si rifonda l’arte. Perché gli artisti, quando vigorosi, come Odisseo, sono curiosi e corsari, avventurieri e pirati. Comunque, estremi, fino ai margini inesplorati della terra.

Orari: Da martedì a venerdì dalle 15 alle 19,
sabato e domenica dalle 10 alle 12, dalle 15 alle 19
Ingresso € 5. Info e prenotazioni: Cell. +393357357840
info@ingremiomatris.com
www.ingremiomatris.com

Inaugurazione sabato 5 luglio ore 18,30 Teatro Galletti p.zza Mercato Domodossola

Catalogo: Umberto Allemandi & C Ita/Ingl. 168 pag.

Curatore: Marcovinicio

Testi di: Dott. Davide Brullo, Silvia Pacassoni

Fotografie di: Antonio Maniscalco, Marco Bianchetti

Coordinamento di: Massimo Fiumano’




L’opera di Momò Calascibetta presente alla mostra
"Minuetto di una domatrice di coccodrilli nel salone degli specchi di Villa Palagonia"
disegno a matita cm.160 x 180 - 2002

tutti i testi del catalogo sono disponibili sul Blog ufficiale di Momò
www.artmomo.com/blog/?p=867

www.ingremiomatris.com


Non è rimasto nessuno a protestare




"Prima di tutto vennero a prendere gli zingari e fui contento,
perché rubacchiavano.
Poi vennero a prendere gli ebrei e stetti zitto,
perché mi stavano antipatici.
Poi vennero a prendere gli omosessuali, e fui sollevato,
perché mi erano fastidiosi.
Poi vennero a prendere i comunisti, ed io non dissi niente
perché non ero comunista.

Un giorno vennero a prendere me, e non c’era rimasto nessuno a
protestare."

Bertold Brecht

Wim Wenders-Cannes 2008

Cannes 2008
dal 14 al 29 maggio


Wim Wenders
guida il contingente tedesco



Wim Wenders
esplora Palermo evitando i cliché mafiosi e mostrando una città complessa e appassionante.


A 62 anni, il regista tedesco Wim Wenders si appresta a concorrere per la nona volta al Festival di Cannes con The Palermo Shooting. Il regista è tra i preferiti della Croisette, dove ha già vinto la Palma d’oro nel 1984 con Paris, Texas (vincitore anche del Premio FIPRESCI e del Premio della giuria ecumenica), un altro FIPRESCI e la Palma del miglior regista nel 1987 con Il cielo sopra Berlino, e il Gran Premio della giuria nel 1993 con Faraway, So Close!. L’ultimo film che ha presentato sulla Croisette è stato Non bussare alla mia porta (2005).

LA STORIA

Tornano nella pellicola alcuni dei temi più cari a Wenders: il viaggio come ricerca, l’inquietudine, la scoperta del ‘diverso’. Il nuovo film ci racconterà delle inquietudini di Andreas Frege, un berlinese di mezza età, che ad un certo punto della sua vita si trova a fare i conti con una crisi esistenziale e con la necessità di dare un taglio netto al proprio passato. Da quì comincia a meditare un viaggio radicale, un cambiamento senza mezze misure che lo porterà a Palermo dove giocoforza consumerà le tappe di una vera e propria rigenerazione attraverso la conoscenza di una giovane donna, Maria, destinata a divenire la sua musa amorosa; inizierà allora uno stile di vita completamente diverso, una scala di valori rivoluzionata nei principi e nelle priorità che fino a quel momento lo avevano guidato nelle sue scelte.
Particolare risalto, come in tutti i film di Wenders, sarà dato alla musica. Elementi imprescindibili della sceneggiatura saranno infatti le presenze di musicisti come Lou Reed, Patti Smith, Giovanni Sollima e la struggente voce di Enza Lauricella ritenuta l’unica testimone della tradizione del canto arcaico dell’isola che con Rosa Balistreri e Ciccio Busacca fa parte del gruppo storico.
sottolineato
A traghettare il nostro autore alla ricerca dei suoi personaggi, sulla strada che da Düsseldorf lo (ri)condurrà in Sicilia, sarà come Caronte il suo eletto direttore della fotografia Franz Lustig (complice già sperimentato per i recenti “Non bussare alla mia porta” e “La terra dell’abbondanza”) e come Virgilio un non ancora indicato scrittore col compito di curare i dialoghi del film.
Forse Wenders pensa la nostra città come un crocevia di tensioni liberatorie, come lo scheletro di un animale mitologico che, una volta andato in pezzi, si possa poi ricostruire a nostro piacimento. Siamo sicuri che per la sua storia morale, egli userà tutta la grazia, maturata con graduata consapevolezza, dell’autore intenzionato a riscoprire luoghi e persone con lo sguardo incontaminato del bambino che si ostina ed essere tale. A dispetto della sua vocazione apocalittica, l’autore de “I fratelli Skladanowsky” (magnifico film sulle origini dei film), ci restituirà la vocazione cinematografica di Palermo, il suo consegnarsi docile persino all’implacabile divenire del degrado… Ma perché fare tante previsioni e congetture? La “Palermo Story” che vedremo e godremo sarà prima di tutto un film imprevedibilmente spiazzante. E, ci auguriamo, sarà l’occasione di sognare ad occhi aperti il cielo sopra di noi e la terra sotto i nostri piedi, la Palermo che vorrebbe essere e non è, romanticamente visitata dalla concretezza di un cinema purissimo in grado di tradurre in immagini il desiderio del giovane vecchio Wenders che avrebbe voglia di rifare il mondo.

The Palermo Shooting segna il ritorno di Wenders nel suo paese dopo 15 anni; è anche il primo film che gira nella sua città natale, Düsseldorf (le riprese sono cominciate lì lo scorso autunno, per poi trasferirsi in Sicilia). Questa coproduzione tra la società del regista, Neue Road Movies, e l’Italia, racconta la storia di un fotografo di successo (interpretato da Campino, cantante del gruppo punk di Düsseldorf Die Toten Hosen) che decide di lasciare tutto per una nuova vita a Palermo, dove s’innamora perdutamente di una restauratrice, impersonata da Giovanna Mezzogiorno.

THE PALERMO SHOOTING
titolo internazionale: The Palermo Shooting
titolo originale: The Palermo Shooting
paese: Germania, USA/IT
anno: 2008
genere: fiction
regia: Wim Wenders
durata: 124′
sceneggiatura: Wim Wenders, Norman Ohler
cast: Milla Jovovich,Campino, Dennis Hopper,
Giovanna Mezzogiorno, Patti Smith, Lou Reed, Jana Pallaske,
Sebastian Blomberg, Udo Samel , Enza Lauricella

fotografia: Franz Lustig
montaggio: Peter Przygodda
scenografia: Peter Przygodda
costumi: Sabina Maglia
musica: Irmin Schmidt
produttore: Wim Wenders, Gian-Piero Ringel
produzione: Neue Road Movies
distributori: Senator Filmverleih , Ocean Films (FR)

Informazioni su Cannes 2008
e immagini dal set THE PALERMO SHOOTING
sul blog ufficiale di Momò
www.artmomo.com/blog/?p=787



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