Wednesday July 23, 2008
"Virginia Postre del New York Times dice che il bisogno di bellezza è radicato nei nostri geni. E che dopo un secolo pratico come il Novecento, possiamo finalmente dare corso al sublime superfluo che è nella nostra natura. La metodica ricerca di bellezza delle persone che mi circondano ha autorizzato la mia. L'apparenza è solo un aspetto della faccenda, e che continua ad ingannare. Penso che ci sia sempre un punto di bruttezza. Prendete una persona bellissima, davvero perfetta, e datevi tempo di osservarla. Di lì a poco- una smorfia, un movimento sgraziato- si vedrà apparire il suo punto di bruttezza. Probabilmente perché ogni cosa umana ha la sua finitezza. Lo si percepirà come il più terribile dei tradimenti: per questo i belli e le belle più intelligenti vivono la loro grazia con apprensione, come un cadeau empoisonnè, un regalo avvelenato. Fate la controprova. Ma attenti a non semplificare. A non ridurla a una banale questione di look".
Testo: A.N. Di Franco
Dipinto: Laura Tedeschi "Studio arancione"
July 23, 2008 10:03 AM
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Friday July 18, 2008
Il pittore impressionista Gianni Tedeschi
www.giannitedeschi.com
sará ospite su Canale Italia nella fascia mattutina di Gianluca Versace
lunedí 21 Luglio 2008 dalle 6,00 alle 8,00
dove parlerá del suo lavoro di pittore e sulla sua autobiografia appena terminata.
Siete tutti invitati.
Dipinto: Gianni Tedeschi "Spiaggia"
July 18, 2008 12:06 PM [edited: July 21, 2008 09:36 AM]
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Thursday July 17, 2008
"Pur possedendo un cane nel dilemma che molti provano su chi preferire tra cani e gatti, scelgo i gatti. Adesso so perché. Me lo ha spiegato Stephan Budiansky nel suo -Carattere del gatto-. L'autore è un giornalista scientifico che unisce ottime conoscenze a grandi capacità divulgative, quanto di meglio.
L'attacco è fulminante: Non esistono gatti da soccorso, gatti da guardia, gatti per ciechi, gatti poliziotto o addestrati ad individuare esplosivi, gatti da pastoreeccetera. Insomma il gatto è il gatto, ogni tentativo di addestrarlo a fare o non fare certe cose è sempre fallito: Quella percentuale costante di esseri umani che apprezza e si gode la compagnia dei gatti ha capito da tempo che conviene prenderli per il loro verso e alle condizioni da essi stabilite, tanto, i gatti non concedono alternative.
L'opinione dell'autore, che condivido, è che le tante leggende e superstizioni sui gatti, la stessa diceria della loro misteriosità hanno un fondo di verità: i gatti sono davvero misteriosi. Il primo mistero é il loro curioso rapporto con gli uomini. I gatti si sono diffusi tra le comunità umane pur tenendo sempre una zampa nella giungla. Tra gli animali che hanno familiarità con gli uomini e ne condividono passatempi, lavoro, fatiche (cani in primo luogo, ma anche cavalli, muli, buoi, pecore e via dicendo) i gatti sono sempre rimasti se stessi. La conclusione che l'autore trae su questo punto è che i gatti sono dei compagni di viaggio più che degli animaletti da compagnia.
Qui veniamo a un altro punto fondamentale: Ogni altra specie addomesticata è sociale allo stato brado. Gli omologhi selvatici di cani, pecore, maiali, elefanti, cammelli vivono sempre in gruppo. Condizione da cui ricavano, per apprendimento, regole relazionali e di convivenza. Per contro, il progenitore del gatto domestico è allo stato di natura una creatura assolutamente solitaria. I gatti selvatici interagiscono affabilmente solo per il breve periodo dell'accoppiamento. Il che non esclude marcate caratteristiche individuali, addirittura più accentuate che in altre specie. Esistono gatti calmi e nervosi, intraprendenti e timidi, amichevoli e ostili. Poco o molto che sia, il gatto però sa anche dare. Quando sono a casa, chino sul computer, mi procurano conforto la colonia di gatti che ronfano nelle prossimità di casa mia. Il loro evidente benessere fa star bene anche me fino a quando si stufano, si tirano su, si stirano e con un balzo spariscono".
Testo: A. N. Di Franco
Dipinto: Laura Tedeschi "Il gioco"
July 17, 2008 01:50 PM [edited: July 17, 2008 02:01 PM]
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Tuesday July 15, 2008
Buon giorno cari amici,
tempo fa ho assistito alla presentazione di un documentario girato dalla regista austro-argentina Carla Degenhart.
Il documentario s'intitolava:
"Dov'é la tua patria".
Era una lunga intervista a persone anziane in alcune case di riposo viennesi.
Per la maggior parte queste persone erano originarie delle nazioni confinanti con l'Austria e durante la loro gioventú erano state prigioniere nei campi di concentramento nazisti.
Veniva chiesto loro dove fosse e cosa fosse la "patria".
Ricordo che fui colpita dalla risposta di un anziana signora originaria della repubblica ceca,
deportata qui,
lei disse:
"la mia patria é dove ho il letto".
Un espressione mista ad amarezza, riconoscenza, realismo, stanchezza.
Dov'é e cos'é la "patria"?
Vi ringrazio fin da ora del vostro intervento.
Dipinto:
Laura Tedeschi - Sentiero per Montalcino
July 15, 2008 01:30 PM [edited: July 15, 2008 01:36 PM]
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