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equilibriarte.org : Barbara Karwowska : blog : "La fonte del ritmo"di Enzo Battarra

"La fonte del ritmo"di Enzo Battarra



"La fonte del ritmo"


Il tempo lo dà Giuseppe Chiari,con il suo spartito.Il tempo è il ritmo,ma è anche il passaggio di lune intercorso
da quel lontano 1988,l'anno in cui il compianto artista fiorentino realizzava per lo Studio Oggetto di Massimo De
Simone la prima grafica contenuta in questa cartella.
Formidabili quelli anni Ottanta,aperti dalla Transavanguardia e chiusi dal Neoconcettuale.In un decennio la massima affermazione della pittura e la sua stessa negazione.Anni di contraddizioni e di massimi splendori,di grandi mostre e di crescente proselitismo.Proprio in quegli anni lo Studio Oggetto,transitato da Caserta a Milano,coglieva i massimi risultati possibili,affermandosi a livello internazionale.
Si "RipArte"ancora una volta da un artista di rilievo storico.La prima volta con Angeli,ora con Chiari,affinché sia una partenza lanciata.
Eccola la fonte del ritmo,quello spartito policromo dove il pentagramma e le note sono unità linguistiche,capaci di vivere e di far vivere emozioni a colori.Ma il ritmo viene anche dall'incontro di culture,di lingue diverse parlate all'unisono,con la grande coralità che è l'universalità del linguaggio artistico.
Fluxus era proprio un bel nome.
"La fuente del ritmo" non trova soste e ha sempre una scia di faville.Sono i lavori degli artisti di generazioni successive a quella di Chiari,realizzati appositamente per questa cartella nel corso dell'anno.
Non c'e la musica negli occhi della splendida bimba rom fotografata da Maurizio Cimino,ma c'e comunque il ritmo del suo cuore.Ti prende la mano con il sorriso e ti dice rassicurante"Sono un angelo".E una favola manga al contrario,un idillio sociale.
La superficie è tutta una scansione,un equilibrio tra geometria,colori e figure.La Napoli crocevia di culture di Barbara Karwowska sarà anche quella melodica,cara al Pulcinella danzante,ma è soprattutto quella multietnica,dalla parlata meticcia.E quella figura femminile che balla in primo piano è l'emblema di una musica della terra che avvolge i nostri corpi.
Alessandro Manna affida a uno strumento musicale,il contrabbasso,il compito di sintetizzare in un unico scatto il ritmo,la velocità e l'ironia.Sul piano armonico si aprono le due fessure dette "effe".E ricordano tanto quelle impresse sul corpo di Kiki in "Violon d'Ingres"da Man Ray.Rifare il verso maestro dadaista è un raffinato gioco di rimandi,citazioni e incursioni nella contemporaneità.Il contrabbasso suona per hobby,per destino,per naturale vocazione,socialmente utile.
E il Belvedere di San Leucio quel palazzo appena accennato da Battista Marello,è il monumento borbonico che ha visto proprio negli anni Ottanta i grandi eventi artistici proposti da Massimo De Simone.E il Belvedere non potrà più dimenticare la gioia e la musica degli accadimenti passati.Ecco perché,a imperitura memoria,compare sulla facciata la scritta "Studio Oggetto".E una luce subito s'accende.
E il graffito di un paesaggio urbano quello dipinto da Ali Nasserddine,ricordano il suo Libano.E terra lontana,travagliata,è terra che soffre.Le case hanno un loro ritmo,un loro reiterarsi modulare.E poi il cielo,tanto cielo,tutto il cielo che si può sognare.Liberi,liberi,verrebbe da dire.Ma questa è un'altra musica!

Enzo Battarra
(testo critico per la cartella di grafiche e fotografie"ripArte",
Edizioni Studio Oggetto Caserta/Milano 2008)

comments

Laura Negrini 05/07/2008 09:45 AM
Molto interessante Barbara il testo critico; e il tuo lavoro che ho ammirato dal vivo, è l'essenza di questo ritmo... mediterraneo. grazie! Laura
Barbara Karwowska 05/07/2008 11:32 AM
...adesso sto ricordando Laura che abbiammo partecipato insieme alla collettiva "Napoli Crocevia di Culture"al Lanificio25!
...e grazie di cuore per il tuo prezioso commento!
Laura Negrini 05/08/2008 01:49 AM
cara grazie perché mi fai sentire importante per te. La mia esperessione figurative deve ancora maturare.- Da poco ho ricominciatoe questo "mestiere" che è appassionante ma lungo e pieno di difficoltà. Trovare il proprio registro linguistico e stile personale... bè per me è ancora lontano! Comunque non demordo! Auguri a ... tutte e due! Non fa mai male!
Barbara Karwowska 05/09/2008 03:03 PM
E vero questo "mestiere" appassionante ma lungo e pieno di difficoltà,ma anche e il piu bello "mestiere"che esiste!E si AUGURI a tutte e due!
Un abbraccio carissima Laura

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