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groups: NeoliticArtNewLascaux

www.equilibriarte.org/group/Lascaux

Principio primogenito del figurativo.Partire per determinare un percorso,senza l'influenza del già stato,ma solo l'energia del colore e del segno(Lascaux).Un progetto poetico che faccia sperimentazione non artefatta dai condizionamenti.

ANTONIO D'ANTONIO

I "cul de sac" di antonio d’antonio.

poesia visiva, lì dove per poesia si intende il libero pensiero, sciolto e articolato sopra gli orizzonti del segno. Non appunti, discorsi portati a termine, compiuti nella precisione degli archetipi immobili e inamovibili dove l’ancestro non ha origine che nel silenzio iniziale assoluto della storia e dove parte il racconto verso un comunicare la storia agli occhi.
Solo agli occhi giunge qui l’ancestrale memoria ricucita. Nessun ancoraggio pone lo sguardo che sopra le icone si posa e riposa per ripartire carico di slancio significante.
Non è possibile fare a meno di raccogliere l’archetipo e portarlo a spasso tra i significanti del segno narrato. Un viaggio a ritroso ci viene offerto, portati per mano da "qui dove siamo", fino al silenzio dell'origine sui supporti improbabili e imprevedibili del riciclo non più dell’io ma del "tu" e del "loro" che eravamo.
Situazioni inestricabili narra l’Antonio e situazioni ineguagliabili ne risultano, nei viaggi tra i profumi, i rumori attivati dallo sfiorarsi dei sogni, come nuvole che non esita mai a dare forma in un attimo

Giovanni Ricciardi 2005 (Artista/Critico)

OPERE MONOCROMATICHE

D'Antonio porta avanti un discorso molto personale e riconoscibile nonostante la capacità di affrontare più tipi di discorsi estetici. La narrazione di fondo è ben chiara ed il suo tratto evita condotte "affermative" o "riempitive" a favore di un togliere e di un negare che permettono la scoperta della sottostante tramatura di senso. Perciò i gialli e i bianchi, per esempio, non sono linee precorritrici ma sentieri al contrario, ritirate cromatiche, i bianchi sono solchi di ascolto attento, se è vero che la musica è un riascolto, è una puntina o un laser ad attraversare e consumare i significati impoltriti.
Operare nell'arte vuol dire anche scegliere e la scala cromatica è come la dispensa delle spezie: cucinare un buon piatto non vuol dire utilizzare quanti più sapori è possibile. Vuol dire anche saper togliere, saper trattenersi. Negare quella parte di che interferisce in maniera prepotente nell'opera fino a farne una questione personale. Nell'arte di D'Antonio è presente l'indole spersonalizzata dell'autore poiché il suo alfabeto sia utilizzabile e non fossilizzato in una stele.

Critico : Ivan Favale (ParolePoltrone, oggi 10-17/9/2007)(Artista/Critico)





Scultore LEOPOLDO PEZZELLA

Lo scultore Leopoldo Pezzella ,realizza frammenti di memoria ancestrale,dove la natura diventa presenza e realtà dell'oggi.Uno scagliare dei darti,dove il materiale è principe e divinazione di una comunicazione che attraversa il tempo,raccontandoci il rapporto con la madre terra,dove il mare regale all'artista Pezzella frammenti d'arte assemblati in una dinamica gioiosa e proiettate verso il tempo futuro.

Critica - Antonio D'Antonio

L’Arte di Leopoldo Pezzella ,affonda le sue radici nelle capacità progettuali dei Maestri D’Ascia.
Tradizione familiari ,a cui il Pezzella a potuto attingere, oggi è uno degli aspetti fondanti del suo lavoro come scultore.

A questa conoscenza bisogna aggiungere un curriculum di tutto rispetto,il Liceo Artistico prima e l’Accademia di Belle Arti di Napoli successivamente, hanno permesso a l’artista di approfondire la sua naturale inclinazione al progetto in tre dimensioni,dove gli elementi compositivi ,emergono nella loro pienezza,cordame,legno e bullonature di ferro.

Lo scultore Leopoldo Pezzella , realizza frammenti di memoria ancestrale,dove la natura diventa presenza e realtà dell'oggi.

Uno scagliare darti,dove il materiale è principe e divinazione di una comunicazione che attraversa il tempo,raccontandoci il rapporto con la madre terra,dove il mare regale all'artista Pezzella frammenti d'arte , assemblati in una dinamica gioiosa e proiettate verso il tempo futuro.

Linee curve,tese ,fino al inverosimile ,pronte per le onde,assi di legno che ci portano verso dimensioni e spazi lontani.

Quali artisti, hanno preceduto, ispirato,sono stati i maestri di Leopoldoo Pezzella?

Quegli Artisti che sono starti capaci di raccontarci la vita,regalarci emozioni,farci pensare che esiste un’oltre, che la scultura è allo stesso tempo,presenza e macchina del tempo.

L’Artista crea le sue opere ,raccogliendo i doni del mare, legni e altri materiali, spiaggiatesi,come balene alla deriva,carichi di storia e pronti per raccontarne altre.

Le opere dell’artista Leopoldo Pezzella ,sono la testimonianza ,che il rapporto fra il mare e l’arte passa attraverso una poetica di racconto,come un novello- Caronte ,un moderno Prometeo,Leopoldo ci regale sculture che tendono verso il cielo,solcando i possibili confini del racconto,solcano i mari,sono testimonianza della sua mediterraneità , che affonda le radice nelle colonie greche ,nel viaggio di Odisseo.

Scultore e narratore.

Critica - (Artista)Antonio D'Antonio

Gennaio 2008

GIANPAOLO CASTIGLIONE (Scitto dall'artista)

La mia ricerca del primitivo,iniziata dal periodo
post accademia , anche se già da anni mi occupavo di archeologia e cercavo di fondere la stessa con le mie esigenze grafico pittoriche,ho cercato di annullare le distanze temporali e di disintossicarmi dal pesante bagaglio culturale che l'occidente ci impone, rifugiandomi tra la semplicità rituale e naturalistica dei graffiti preistorici,linguisticamente affascinato dal graffitismo metropolitano degli anni 80,ho sentito l'esigenza di prenderne le distanze riconducendo la mia ricerca verso una dimensione meno metropolitana e più mediterranea, per ritrovarne radici e identità più certe nella mia esperienza di uomo....

Gianpaolo Castiglione


ANTONELLA IURILLI DUHAMEL

..."E significativo come sia sempre e solo il ‘corpo’ della donna a rappresentare e rappresentarsi... è la tribù totemica delle strutture matrilineari : originarie progenitrici della specie ; e qui raffigurate appaiono possenti amazzoni, sentinelle a custodia del colore che è soffio, parola : ora aurora, ora tramonto. Corpi caldi, sinuosi, voluttuosi ; porti sicuri nei quali il naufrago uomo tende con sollievo ad ancorarsi.

Critica di ,Francesco Ruchin

PASSOS RICARDO



PASSOS RICARDO

Critica

CON IL RE NEL VENTRE

La pittura, come qualsiasi forma d’espressione, é molto al di là di ciò che si vede in tela.
In questa série di lavori intitolata «CON IL RE NEL VENTRE» R. P. ci fa pensare ad un significato più profondo dell’abituale «fare l’importante».
Guardando queste tele non si può evitare quello che l’autore ha voluto ritrattare, in séguito ai lavori anteriori che fanno l’abbordaggio ad un universo strettamente femminile: la procreazione, la gravidanza, la maternità, la responsabilità di allevare ed educare e, soprattutto, la responsabilità di educare chi avrà un giorno grande responsabilità.
Saranno le regine soltanto madre, oppure saranno dei personaggi il cui compito è più grande del semplice gradire del rapporto maternale?
Dove finisce l’appello della maternità ed incomincia il dovere di procreare? Che ruolo aspettava le regine ed i principi eredi, la cui nascita era spesso desiderata come un trattato di pace?
CON IL RE NEL VENTRE è un diletto da guardare, ma anche da pensare sui doveri regale addizionali.

Artista/Célia Alves --

Carlos Godinho

Arianna Tramontano

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