Friday June 8, 2007
Ho avuto la fortuna di conoscere Cesare solo tramite un suo carissimo amico,non ché mio professore di letteratura ai tempi dell'Istituto d'arte.La sua anima era già volata via qualche anno prima, nel 93, il cancro se l'è portato via. Aveva solo 28 anni.
Cesare era un poeta che non smise mai di soffrire ora per la sua malattia, ora per la malattia del mondo:la guerra le distruzioni,gli stermini degli innocenti...
Ma cesare era anche un lottatore...ha lottato fino alla fine:
-"Domani finalmente,ad alba inoltrata,col sole già alto nel cielo,mi addormenterò sereno, e allora...ancora stelle"
C'è una pagina del suo diario in cui parla della malattia che lo affligge,che ho letto e riletto quasi ad imparare ogni verso a memoria,e basta leggerla per capire il perché:
"Da quando ho saputo che mi restano pochi mesi da vivere,nonostante la mia lotta quotidiana, aiutato da medici e medicine,ho scoperto che del tanto tempo destinato agli esseri viventi,a me ne è stata accordata una congrua parte.
Appena appresa la notizia, l'angoscia e la disperazione mi hanno sopraffatto e i minuti e le ore mi sono scivolati via dalle mani senza neppure rendermene conto:velocemente. Poi, ho riflettuto.
A diferrenza di altri, compreso me stesso prima di sapere, io ora conoscevo pressapoco la data della mia morte. Ed è stato, ed è, un privilegio; em ne rendo conto: una grazia.
Conoscere il "quando" della mia morte, mi ha liberato dalla paura che potesse giungermi nel momento meno propizio, quando ancora mi restavano molte cose da fare, o nel momento della rabbia e del disonore.
Adesso ho tutto il tempo per prepararmi all'incontro. Vivo , infatti, l'attesa della morte come riconciliazione.
Mi sono sempre lamentato di avere poco tempo; ora, invece, che ne ho davvero poco, mi accorgo di averne molto e che un minuto non è composto solo di sessanta secondi, ma di molte più cose: sessanta pensieri, sessanta desideri, sessanta possibilità di essere ed amare.
Ora, ho il tempo per fare ogni cosa; ma ogni cosa pensata e scelta fra mille; ogni cosa per la quale vale la pena spendere il propio tempo, la propria vita.
Custode, allora, di questa congrua parte di tempo accordatami, una buona porzione la dedico al canto.
Che meraviglia il canto, quando si muta in parola.
Ha il potere di mutare a sua volta il tempo in eternità; il dolore in gioia interiore; la bruttezza e l'empità, in bellezza e gioia per i sensi e l'anima.
E' l'arte, che all'essenza di Dio, preferisce sapere che fra noi e Lui esiste, invece, una grande intesa; una complicità, che ci accomuna nell'atto di creare, che fa amare fino a consumarsi e rende sacra la vita.
Sempre più mi rendo conto, in quest'ultima parte di tempo accordatami, che l'unica sfida alle intelligenze di tutti i tempi, passati e futuri, è, e sarà sempre Dio.
Anche se non esistesse in sé, Dio, sarebbe sempre quell'Oltre ogni possibile oltre: il luogo immaginario dove finiscono tutte le favole puntualmente sognate, compreso il canto e la parola.
E intanto senza di Lui non solo morirebbe in noi il sogno della immortalità, ma, soprattutto, la capacità di creare realtà(che è più di un sogno)che superino il limite del tempo:fossero anche delle semplici dichiarazioni di amore.
Privarci di Dio, è privarci del piacere delle favole, nelle quali i desideri si mutano in sogno( e questo è il nostro miracolo) e i sogni in realtà( e questo è il suo miracolo).
Che questa realtà,poi, non trovino un luogo dove concretamente esistere, non ha importanza:è secondario. Un luogo, qualunque fosse la sua ampiezza, è sempre limitazione del pensiero.
Ora che la parte di tempo accordatami, la congrua parte, si assottiglia, si frantuma in piccole schegge, si muta in attesa, e la mia vita si prepara nel silenzio a divenire parola, io volgo un pensiero, che è quasi un canto, a quel piccolo spazio che ospiterà il mio corpo, e che sarà unico testimone del mio disfacimento; unico custode, unico arrendevole amore, paziente di attendere il grande ritorno.
Mi conforta pensare che quando la parte di tempo, oltre quella accordatami, finirà, questo piccolo spazio saprà restituirmi intero alla vita; e gioirà con me, dimenticando di avermi atteso a lungo"
Natale 1992
Cesare Cellini( 3-5-65 - 9-5-93)
Grazie Cesare
June 8, 2007 08:28 AM
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grazie per aver postato questo scritto.