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equilibriarte.org : Gabriele Pellegrini : blog : " Non sai cosa darei per averti" installazione nella mostra collettiva: Skull: return to sender. alla galleria Wannabee di Milano e alla Zaion gallery di Biella.

" Non sai cosa darei per averti" installazione nella mostra collettiva: Skull: return to sender. alla galleria Wannabee di Milano e alla Zaion gallery di Biella.

“NON SAI COSA DAREI PER AVERTI”

I miei lavori sono spesso giochi che cercano la complicità del fruitore...
L’installazione “non sai cosa darei per averti” è infatti smontabile "pezzo per pezzo" e ricostruibile cambiando l'ordine dei colori e la direzione delle teste..ops crani..
E’ evidente nel lavoro la precarietà dell’insieme e allo stesso tempo l’immaterialità del volume. Nonostante la sua architettura, l’installazione non potrà contenere altro che il vuoto. Però.. sappiamo bene che il vuoto invisibile alla percezione della nostra vista, in realtà può contenere “energie altre”... proiezioni nello spazio e nel tempo. L’effetto è ottenuto con semplici fonti luminose che puntate sul lavoro proiettano sulla parete, moltiplicando e fondendo, inaspettate composizioni visionarie.

Giocare con la morte è il luogo comune della nostra vita...
Il nostro continuo, e a volte inutile, tentativo di costruire qualcosa, ci fa dimenticare che la nostra esistenza è perennemente precaria... e senza alcun avviso essa può terminare.

Il segno del teschio doveva essere forte perché anche se la vita ci abbandona, la scatola cranica può restare per sempre, sopravvivere fisicamente e materialmente al tempo.

Mi sono procurato un teschio di una donna vissuta verso la fine dell’ottocento. L’ ho fotografato e poi ho inciso con una fresa le 48 lastre di plexiglas trasparente colorate di un rosso e un blu profondo.
Questo segno è indelebile non si potrà più cancellarlo fino a che non si distrugge il materiale.

"non sai cosa darei per averti" una frase d'amore verso l'unica certezza della nostra vita
e riflessiva è la domanda da parte sua...
spesso ci vorrebbe con sé prima del tempo.

Gabriele Pellegrini

comments

Salvatore Romano 07/04/2008 05:32 PM
Complimenti Gabriele, io ne ho avuto un anticipo la sera che mangiammo la pizza. Io ti parlavo dei miei teschi e tu tirasti fuori i tuoi. Ti auguro il successo che meriti.
Gabriele Pellegrini 07/04/2008 05:40 PM
Ciao Salvatore!!
complimenti a te! essendo il primo visitatore del mio blog...hai vinto una pizza e birra da consumarsi in una nota pizzeria fiorentina!!(l'osteria)
Fatti sentire per i dettagli..
a presto e grazie.
gabriele
Salvatore Romano 07/04/2008 05:43 PM
ahahah questa te la sei inventata ora ma mi va benissimo ahahah, quando vuoi tu.
Noemi Silvera 07/04/2008 08:01 PM
hahahhah ed io non posso andare...hehhehe
complimenti gabriele....fa tempo che mi piacciono tuoi teschi!
Rodolfo Cubeta 07/04/2008 08:50 PM
in bocca al lupo Gabriele! parlare di morte esorcizza la morte stessa e questo non è un male! ciao
Gabriele Pellegrini 07/04/2008 11:52 PM
CIAO NOEMI,
certo che puoi andare o meglio venire, basta mettersi d'accordo per un'unica soluzione..
Una belle pizzata a firenze..
grazie
Gabriele Pellegrini 07/04/2008 11:55 PM
mi costringi a dire "crepi il lupo" Rody, ma mi piacerebbe poter augurare qualcosa di buono anche a lui.
A presto!
Noemi Silvera 07/05/2008 12:02 AM
grazieee gabriele...ma sono troppo lontana, per questo dico che non posso!!
baciiiiii
Gabriele Pellegrini 07/05/2008 12:22 AM
immaginavo...ma tu non credi alle pizze volanti?
va beh, almeno le parole...volan via nell'etere e son veloci..
baci a te!!
Noemi Silvera 07/05/2008 12:40 AM
hahahah credevo nei piati volanti hahahha ora devo credere alle pizze volanti hahhah, creazione italiana e non ET!!
Luisa Baffa 07/05/2008 04:08 AM
OK
Claudia Vianello 07/05/2008 05:43 AM
Questa foto è particolarmente interessante, dai riflessi sui teschi, come se fossero delle memorie.
Gabriele Pellegrini 07/05/2008 12:11 PM
Hai perfettamente ragione Claudia.
La galleria Zaion è collocata proprio all'interno di un ex lanificio nel sito della ex zona industriale di Biella.
Tutti lanifici che una volta erano l'anima del luogo e deceduti per gli effetti della globalizzazione..
Alcuni edifici, come questo sono stati recuperati, restituendo spazi meravigliosi, altri come quello che si specchia sulle lastre dei crani, giacciono come scheletri abbandonati a se stessi, grandi scatole vuote...e la simbiosi è perfetta.
come cranii, svuotati della loro vita, della materia vitale...
Vivono solo della nostra memoria, della nostra immaginazione, di un altra materia grigia che emigra nei luoghi del passato, proiettando spirituamente e ancora una volta la vita che fu.
Claudia Vianello 07/05/2008 03:48 PM
fantastico...forse se può svolgere ancora un altro lavoro partendo di questa idea.
Complimenti, Gabriele.
Gabriele Pellegrini 07/05/2008 04:28 PM
La vita è fatta di combinazioni, di coincidenze ma anche di cose cercate..
quando sono arrivato sul luogo ne sono rimasto subito affascinato, e consiglio a chi sta vicino a Biella di farci una visita, ne vale la pena.
Lo spazio che mi era stato assegnato era proprio di fronte a delle enormi vetrate e dall'altra parte, separati da una gola simile a quelle dell'Alcàntara in Sicilia un torrente che con ruggente forza sfrondava le rocce con una serie impressionante di zig - zag.
oltre la sponda, segnata pure da antichi ponti romani, gli ex edifici industriali.
mentre ricostruivo l'installazione..pezzo dopo pezzo...notavo il continuo riflesso di tutto quanto stava intorno sulle lastre con i cranii e rabbrividivo.
Sicuramente proseguirò su questa strada...se la Signora me lo concede..

grazie Claudia.
Vania Elettra Tam 07/06/2008 01:16 PM
vabbè dai...
sdrammatizziamo un po'


48 teschi su lastra =
48 encefalogrammi piatti!

:)


Gabriele Pellegrini 07/06/2008 02:03 PM
ma certo Vania,
conosco bene il tuo modo di ironizzare con la tua arte e che, come sai, apprezzo molto. tuttavia,
la cosa più importante di questo lavoro è proprio l'aspetto ludico.
Chiunque ne abbia voglia può smontare e rimontare il lavoro...è un gioco da ragazzi..
e sappiamo che proprio in quell'età i giochi con la morte sono più frequenti..
da adulti siamo meno disponibili al gioco, semmai più concentrati all'autoconservazione..

poi sai, in una testa, come nel corpo, ci sono tante cose che possono risultare piatte anche se ancora in vita.
E che dire? Su con la vita!!!La vita è bella!!
finché c'è vita c'è speranza!!

un abbraccio e grazie per il tuo intervento!
Vania Elettra Tam 07/06/2008 07:10 PM
...mah!
Rosa Maria Indelicato 07/15/2008 12:58 AM
nei tuoi teschi c'è un riflesso di vita...si intravede un edificio, delle finestre, forse delle persone...tutto è relativo persino la morte. Hai mai fatto caso come ai funerali si parli sempre di bimbi appena nati o di donne che sono in dolce attesa?........
Gabriele Pellegrini 07/15/2008 01:39 AM
...certo scientificamente non si può spiegare niente...ma ci sono molte prove che fanno pensare a qualcosa di altro.
Se ricordi, oltre alla tua citazione, quando c'è un morto in casa..si coprono gli specchi...

"È probabile che questa credenza sia legata al forte valore simbolico dello specchio: oggetto "magico" capace di duplicare le cose, ma anche le persone. Questa caratteristica può aver spinto le generazioni passate a pensare che infrangere l'immagine riflessa equivalesse in qualche modo a uccidere la persona stessa o a farle del male, un po' come avviene nei riti Vudu, quando gli stregoni seviziano con spilloni una bambolina che rappresenta il malcapitato destinatario della sciagurata influenza.
Come tutte le superfici capaci di riflettere le immagini (vetro, acqua, metallo), fin dall'antichità lo specchio è stato considerato carico di poteri magici. I Romani pensavano che esso permettesse di osservare tutto ciò che avveniva nelle parti più lontane dell'Impero. Religioni come l'Islam o l'Ebraismo, invece, consigliano di capovolgere gli specchi durante la veglia funebre, per evitare che essi impediscano all'anima del defunto di lasciare il mondo terreno."

quindi il riflesso può,secondo le credenze, impedire all'anima di lasciare il mondo terreno..
ma in questo caso il corpo è riesumato e il teschio, uscito dal buio e riprodotto come un riflesso..quindi duplicato si ricarica di memorie...è questo il gioco o la magia?

Ok. è tutto relativo le anime vanno.. ma in qualche modo restano, sicuramente finché qualcuno le pensa..forse di questo si nutrono per restare in "vita"
grazie per la tua riflessione...hehehe!!

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