I belong to the stone
Saturday December 20, 2008
Apprendo con quasi due mesi di ritardo del sequestro della casa-museo del pittore Vincent Brunetti, a Guagnano (LE), dove ho realizzato oltre 250 mq di mosaici unici al mondo. Ovviamente alla cultura salentina dei miei coglioni importa altro.
Ai militanti salentini importa solo di salvarsi il culo e d'altronde non esiste alcuna cultura salentina ufficiale, lo si è potuto osservare in un milione di casi, in un milione di nomi e cognomi di artista denigrati, lungo l'elenco ma io ricordo bene...
Per quanto riguarda il modo in cui sono coinvolto in questa vicenda ho talmente tanto da dire che non basta un libro di duemila pagine- a cui sto lavorando- che parli della storia dell'arte, della nostra terra, dei miei miti, dell'inesistente politica, della mentalità dei nostri contadini al potere, dell'ideale politico di continuare a rubare, della resistenza di alcuni individui isolati che nel bene e nel male fanno la storia non solo dell'arte...
Un libro di almeno duemila pagine che possa raccontare in che modo il sottoscritto, dopo aver decorato a gratis tutta la casa-museo tra il 2000 e il 2005,
per andare oltre il nulla delle accademie e del tempo, regge la notizia di sequestro e di eventuale abbattimento di Vincent City...
per ora riporto integralmente da "Guagnano Informa", l'unica fonte informativa presente su internet:
"Nuovi problemi giudiziari per Vincent, il pittore che vola. Con una operazione che ha impegnato per diverse ore i militari del Nucleo Operativo Ecologico ed i colleghi della Stazione di Guagnano, comandati dal Maresciallo Matteo De Luca, alle dirette dipendenze del Comandante della Compagnia di Campi Salentina, Capitano Puglisi, coadiuvati dalla Polizia Municipale e da personale dell’Ufficio Tecnico Comunale, è stato posto sotto sequestro un sito di circa un ettaro di estensione in contrada “Pigno” alle porte del paese
I reati contestati sono abusivismo edilizio e attività di gestione non autorizzata per rifiuti pericolosi poiché sono state rinvenute oltre 1000 traversine di legno di cui molte ancore accatastate, mentre altre già riutilizzate per creare delle palizzate o dei camminamenti. Sequestrati beni per diverse centinaia di migliaia di euro. Si estende così anche al Nord Salento l’inchiesta della magistratura sulla presenza di traversine in legno impregnate di creosoto, la sostanza cancerogena derivante dal carbon fossile.
Nel corso degli anni il materiale che veniva sostituito lungo le tratte ferroviarie, non sempre veniva destinato allo smaltimento o ad un idoneo trattamento per rendere l’olio di catrame di carbon fossile inoffensivo ed innocuo per la salute umana. Molto spesso le traversine prendevano un’altra via: riutilizzate, proprio come si è verificato in questo caso, dai privati il più delle volte completamente ignari delle possibili conseguenze, di tipo cancerogeno, derivanti dal contatto della pelle o dalla inalazione di questa sostanza.
Il binomio creosoto-abusivismo suscita maggiormente clamore se si considera il luogo che, per la sua unicità, è diventato meta di curiosi da ogni parte d’Italia e che ora, forse, si vedranno limitare l’accesso.
Circondato da vigneti ed uliveti e conosciuto dai salentini come l’Eremo di Vincent Brunetti, è diventato ancor più popolare con il film “Italian Sud-Est” uscito in occasione del Festival del Cinema di Venezia del 2003, con all’interno del cast lo stesso Vincent, il pittore che “pitta, zompa e balla”, per molti conosciuto anche come “fratello Enzo”.
Ancora una volta qualcosa che ha a che fare con il mondo ferroviario accende i riflettori sull’ “eterno bambino”. Se con il film, la strada ferrata gli aveva mostrato il suo lato positivo, con questa nuova vicenda Vincent sta assaporando la parte negativa, oscura, nera proprio come lo è il catrame in questione.
La “libellula del Sud”, così come era conosciuto in passato l’artista, ha costruito il suo castello con i materiali di risulta che nel corso di tantissimi anni è riuscito a recuperare creando, all’interno della campagna salentina, un mondo estroso, pittoresco e eterogeneo con l’abbinamento continuo e senza una apparente logica dei materiali più diversi, tanto da diventare una forte attrazione turistica inserita all’interno di un percorso cicloturistico appositamente studiato.
L’artista ha acquistato le traversine nel corso degli anni passati e il suo scopo era quello di continuare nell’opera di ampliamento del suo eremo con i materiali di scarto.
L’apertura di una nuova inchiesta è un’altra tegola che, dopo la drammatica rapina con sequestro di persona che ha dovuto subire nel recente passato, si abbatte e scuote violentemente la voglia di pace e di tranquillità di un personaggio che si è meritato negli anni tanti apprezzamenti ma anche innumerevoli critiche.
Le traversine, comunque, non sono l’unico problema indigesto che dovrà affrontare il pittore. L’inchiesta aperta dai militari riguarda anche e soprattutto l’abusivismo edilizio dell’intera struttura. Una vicenda che ha origini lontane. Risale a più di vent’anni fa la prima contestazione di abuso edilizio di una costruzione che negli anni si è ampliata fino a ricomprendere oggi diversi edifici. Nonostante le diverse ingiunzioni per la demolizione e il ripristino dei luoghi e un’ordinanza di carcerazione che, nel 2003, portò il pittore a varcare le porte del carcere, la sua costanza ed il suo impegno per creare un’opera d’arte accessibile a tutti non si sono arrestate.
Tutto ciò fino a quest’ultimo intervento dei militari che, per ovvie ragioni di rispetto della legalità e della tutela della salute, non hanno potuto esimersi da apporre i sigilli di sequestro ed inviare le carte alla magistratura.
Questa nuova bega giudiziaria probabilmente creerà notevoli difficoltà non solo allo “stravagante” e creativo artista ma, anche, alle centinaia di turisti e semplici curiosi che quotidianamente visitano il luogo e rimangono con gli sguardi immersi nella fantasia mentre si lasciano conquistare dalle pennellate e dalle performances artistiche.
L’operazione, fanno sapere i Carabinieri, rientra in un progetto più ampio sulla tutela dell’ambiente e non è un’azione mirata nei confronti dell’artista. Anzi, visto l’indotto di turisti e di notorietà che il luogo ed il suo pittoresco abitante attrae, non si esclude l’intervento dell’Amministrazione Comunale che, dopo una accurata bonifica del materiale non consentito, potrebbe acquistare, per il valore artistico-culturale del sito, l’intera struttura scongiurando in questo modo il suo abbattimento.
In attesa che la magistratura si pronunci in merito e si abbiano i primi risultati dai laboratori scientifici per verificare la tossicità delle traversine, l’attività di prevenzione dei militari continuerà anche con iniziative di sensibilizzazione rivolte alla cittadinanza affinché chiunque avesse la reale disponibilità di questo pericoloso materiale eviti di disfarsene in modo avventato e precipitoso ma si rivolga a personale specializzato."
Orodè
December 20, 2008 06:46 PM
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Thursday October 2, 2008
Se l'arte è sacralità!? Certo! E siccome è sacra bisogna farla ad ogni costo: eliminando i problemi alla base. Problema economico in primis: scegliere il posto in cui si vuole agire e agire, a gratis, a poco ma "agire"... pur di realizzare qualcosa. Quindi, oggi più che mai, il Sacro è gratis: chi realizza la vera Arte- oggi- lo fa a gratis o quasi: il resto è mercato!!!
L'ingorgo dell'arte che non vuol farsi capire: le sue libertà non servono a nulla! Neanche ha capito, l'artista. E' un petare continuo dal surrealismo in poi: un petare! Bisogna capire! L'artista più degli altri: se l'è scelta lui... la missione...
Pensando al Sistema dell'arte di oggi, come a ciò che vedremo e ripenseremo domani... se ci sarà un domani. Ci sono due modi per percorrerlo: allineandosi o combattendolo. Combattendolo si sceglie una via dura ma di semina, di apertura ad un eventuale futuro. In realtà, il mio è un invito a fare ciò per cui si è nati: è semplice in fondo! Il problema è dato dalla maggioranza che non lo fa e la mancanza di verità è la sola fine del mondo. Non è facile, lo so ma quando non potevo e non volevo l'accademia, cercai con tutte le mie forze una "bottega rinascimentale" e la trovai. La cercai in lungo e in largo in Italia fino a materializzarla a 35 km da casa mia, nel mio Salento: la casa-museo di Vincent Brunetti. Lì mi sono trasferito e lì ho "operato", decorandola con oltre 250 mq di opere. Il problema era di fare qualcosa: è stato fatto... e si va avanti. Checché il mercato ne dica o voglia imporre, come dittatura di pochi esseri disumani sugli altri.
Ma... un cruccio che ho: a che serve abbandonare un rapporto con la Bellezza definito mimetico per approdare al nulla, per fare opere di chiasso, inutili d'orinatoio, di merda e di chiacchiere? Non serve a niente! Il mio consiglio: datevi da fare cari artisti che il tempo passa e la vostra arte vale meno della merda inscatolata di Manzoni. Il problema principale dell'umanità è legato al suo rapporto con la verità. La maggior parte degli artisti non risolve questo problema e non può fare arte: in intimità lo sa ma va avanti come il resto del gregge: i più coraggiosi si suicidano e il resto specula.
Assorbito tutto il Caos degli ultimi tempi in cui non si viene a capo di niente, in cui non si vede progresso e non sono indicate direzioni è comunque semplice operare: è sufficiente essere sé stessi.
Non è servito a niente buttare il Bello dalla rupe. Il problema era e rimane di affrontare il Bonum e il Verum, cioè ciò che è giusto e ciò ch'è vero. Tanto, l'ho sempre scritto, chi merda è merda rimane!
Orodè
October 2, 2008 11:30 AM
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Monday July 7, 2008
Ma per anime dannate che cercano di migliorare. Anni ed anni nel corpo-museo prefabbricato in stato di abbandono, deturpato paesaggio dai maldestri orizzonti, dalle affollate e incarognite cantine. Dalle colonne di ogni stile segnate dai giovani idioti di tutti i tempi che si credono immortali e dai vecchi idioti di tutti i tempi che davvero poco di buono hanno fatto. A questo corpo pieno di nei che Keybee prova ad unire con una penna- Keybee - per tracciare delle mappe casuali che siano rivelatorie e magiche almeno per noi e per chi gioca. Come scrissi: Nel mio nulla mi sento in colpa per tutto! Così era e così rimane ma devo ammettere che la mia pena è diminuita. La mia pena ora deve filtrare una corazza di pietra e se passa o meno dipende da quanto ho cura di questa corazza. A volte la perfezione è tanta che sono un animale simile al gatto... o acqua. Tutto passa ed io me ne fotto!
Intanto questo corpo-museo di me lo curo, lo abbellisco, affinché regga nel migliore dei modi alle burrasche, al sole cocente e all'idiozia di tutti i tempi, ai finti presunti poteri- affinché osservi il candore raro di alcuni istanti e stia nel consumare più violento senza farsi intaccare da stupide congetture. Vivo o morto per esempio!
E faccio flessioni trentaquattrenni per bilanciare notti d'umidità e pensieri. Vado nel mare col passo che ricordo perfetto e potrei tornare a correre sugli scogli taglienti a piedi nudi da un momento all'altro.
Non mi avete confuso più di tanto! SOLO 34 ANNI DI CONFUSIONE, di interessi privati occultati. Solo 34 anni per ficcarvelo nel culo!
Ed ora faccio flessioni per liberare il mio corpo da secoli d'imbecillità. Per raddrizzare la schiena al mulo. E faccio danze misteriose davanti lo specchio dove soltanto mi riconosco, ricordo e so- e posso dialogare.
Così come raramente avviene in amore!
Devo andare avanti, dissolvermi se necessario
July 7, 2008 09:14 AM
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Wednesday April 9, 2008
Avrei voluto parlarvi dei miei successi e delle mie sconfitte. Ma quali sono le sconfitte di un baro?
E che differenza c’è tra un baro che sa disegnare ed uno che non sa disegnare? Non passa alcuna differenza secondo me. L’uno e l’altro vogliono salvarsi la pelle. Poi pensano a salvarsi i vestiti e ad altro e altro ancora, poi si accorgono di non sapere se pensano ancora, se ne sono ancora capaci. E per quanto riguarda i miei successi non so più quasi che significhino. Dove siano. Dove siamo. Cosa siano. Cosa siamo. Cosa possono essere. Cosa possiamo essere. Come si manifestano? Come ci manifestiamo? Eh!
Gliel’ha detto mio fratello al signore: saremmo dovuti nascere glabri! A che serve avere i capelli caduchi?! Potremmo farne un haiku. A che serve avere i capelli caduchi meglio glabri… e stavo per scrivere glauchi che non so nemmeno che significa/hi. Hi.
Quando m’imposi di andare contro le mode inutili non misi in conto un po’ di cose. Pur sapendo dov’erano morti quasi tutti i miei miti. All’età di quasi 34 anni che compirò nel bellissimo mese di Giugno sono chino sul tavolo di vetro di questa doppia di poeta e musa romani. O Romano-Tarantini dovrei dire. O Romano-Tarantino-Savesi per meglio dire, con virgole di Spagna, punti e virgola inglesi e fettine di Lecce ed altri ed altri paesi ancora non insieme condivisi.
Per fare un libro il poeta ci deve soffiare su, ci deve mettere la sua impronta di fiato. Se non ci soffia su la fiamma si spegne e il libro diviene opera del diavolo, ossia della parte ignorante di sé. Il soffio è utilizzato sia per spegnere il fuoco che per attizzarlo. Chi pensa che sia più semplice attizzare un fuoco col soffio che spegnerlo non sa cosa dice perché alimentare un fuoco vero è opera di gente dabbene, figlia delle stelle, che ha poco di umano pur possedendolo tutto. E per spegnerlo invece ci vuole un soffio pari al fuoco, che lo investa con la morte, che lo calpesti, sprofondandolo nel nulla, squarciandolo in coriandoli di nulla.
Tra le eventuali sconfitte la morte? E che differenza c’è tra un baro che sa disegnare ed uno che non sa disegnare?
Mentre mi accingo a raccontare di questo… il pc s’impalla, non riesco nemmeno a spegnerlo né a riavviarlo. Gli chiedo tremando dalla rabbia se devo romperlo. Glielo chiedo perché non mi permette di scrivere. Così come quando avevo i genitori di Keybee in casa il pc non ha salvato una trentina di contatti per il mio myspace. Ora che sono solo vorrei colpirlo, mentre è intasato. Gli faccio odorare il pugno, glielo strofino sul grugno. Poi so che non mi conviene e mi fermo.
April 9, 2008 12:18 AM
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