TommasoAniello
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#5632 03/17/2006 01:40 PM Koshka:
Il punto è che ci sono sempre più spazi espositivi disponibili, visto che ormai si espone anche nelle cantine e negli ascensori. Tuttavia questi sedicenti galleristi non sono altro che "affittacamere" che hanno intuito il business della corsa all'esposizione. Sanno che c'è tanta gente sedicente artista che pur di esporre è disposta a pagare. L'analogia con l'editoria è d'uopo, similmente infatti ci sono molte persone disposte a pagare per pubblicare cose anche insulse e quindi un sacco di piccoli editori che campano su questo mercato.
I veri galleristi in realtà sono pochissimi ed è quelli che è necessario convincere della validità del proprio lavoro.
Come distinguerli? E' presto detto: il gallerista vero non ti verrà mai a cercare, non risponderà alle tue mail e neanche alle telefonate. Il gallerista vero si fiderà solo di chi gli verrà presentato e/o proposto da un suo collaboratore/curatore/critico.
Il gallerista vero vive quasi sempre di altre attività (media industria, libera professione) e tutto quello che riesce a guadagnare dalla galleria è grasso che cola. I soldi li tira fuori dai collezionisti e non dagli artisti.
Se una persona poi vuole pagare per esporre lo faccia ma rendendosi conto che non è quello il canale giusto per entrare nel mondo dell'arte contemporanea ufficiale che è criticabile quanto volete ma è quello e basta. Non penserete che quegli squinternati dei Saccardi abbiano pagato per esporre? Oppure Abbbominevole e Ozmo...
I giri che contano sono altri ed è a quelli che bisogna puntare e basta.
Rispondi a questo messaggio KOSHKA, oggi 10.55
.....Re: Re: Re: Re: Re: Re: Re: Re: Re: Re: Re: Re: Mi converrebbe?
kosha se tutti diovessero ascoltare il tuo pessimismo dovrebbero lasciare e fare gli imbianchini
Io mi chiedo se sei riuscita a pubblicare un saggio te perche' gòli altri non dovrebbero riuscirci
in quanto a te che posti il messaggio vedendo i tuoi lavori mi sembra che tu copia quell'artista kipling o qualcosa del genere..ma daiiiiiiiiiiiiiiii
Rispondi a questo messaggio nzone, oggi 11.02
......Re: Re: Re: Re: Re: Re: Re: Re: Re: Re: Re: Re: Re: Mi converrebbe?
Beh,più che pessimismo lo chiamerei REALISMO!
Rispondi a questo messaggio GIONA, oggi 11.07
......Re: Re: Re: Re: Re: Re: Re: Re: Re: Re: Re: Re: Re: Mi converrebbe?
Io non copio proprio nessuno e sono riuscita a pubblicare perché ho scritto una cosa unica e piena di competenza, farina del mio sacco. Saresti riuscito tu a intervistare Marion Peck? Oppure Barbara Nitke che è il presidente della più importante fondazione di fotografia a New York fondata da Steiglitz?... No perché tu non sai nemmeno chi sia questa gente e come te tanti altri sedicenti artisti o critici. E' questo il guaio. L'ignoranza di molti che si occupano di arte in Italia.
Molti secondo me dovrebbero fare gli imbianchini perché è meglio e più dignitoso essere un bravo imbianchino che un pessimo pittore come te
Rispondi a questo messaggio KOSHKA, oggi 11.21
.......Re: Re: Re: Re: Re: Re: Re: Re: Re: Re: Re: Re: Re: Re: Mi converrebbe?
povera kosha che pena mi fai..lo cantava anche Cocciante..no !!
In effetti non conosco i tuoi nomi..e manco me po frega'..sei troppo convinta di te..scendi dal piedistallo cara
Inizia una dieta per renderti piu' dignitosa all'obbiettivo !! E senno' scegliti un'arte diversa dall'estetica
Ops il lavoro che criticavo come copiato non era il tuo ma quello del ragazzo che ha aperto il post
manco leggere sai
Con invariata stima
Rispondi a questo messaggio nzone, oggi 11.34
........Re: Re: Re: Re: Re: Re: Re: Re: Re: Re: Re: Re: Re: Re: Re: Mi converrebbe?
Sull'analisi dei galleristi Koska
ha sicuramente ragione.
Credo però che un certo scotto iniziale
si debba pagare, è ben difficile accedere
immediatamente ad una galleria seria
senza aver mai esposto.
Rispondi a questo messaggio mistyq, oggi 11.46
.........Re: Re: Re: Re: Re: Re: Re: Re: Re: Re: Re: Re: Re: Re: Re: Re: Mi converrebbe?
per nzone: se capissi qualcosa di arte capiresti anche che esiste l'ironia e che in fotografia davanti all'obiettivo non ci sta solo la modella da pubblicità. Non sono su nessun piedistallo ma a 35 anni credo di potermi permettere quantomeno di parlare senza peli sulla lingua, visto che non mangio a casa tua né a casa di altri
***** MODIFICATO DA KOSHKA il 17/03/2006 11.59.42 *****
Rispondi a questo messaggio KOSHKA, oggi 11.59
..........Re: Re: Re: Re: Re: Re: Re: Re: Re: Re: Re: Re: Re: Re: Re: Re: Re: Mi converrebbe?
be ti posso capire,a 35 anni ti vedi non arrivata e questo ti permette di sparare su tutto e su tutti
Ovviamente fai anche capire la tua ipocrisia,mai avresti parlato male se avessi mangiato a casa mia..
Ti ricordi quella canzone banale lolita cantata qualche tempo fa da una sciaquetta francese..chissa' perche' me la ricordi
Non vorrei che la tua ironia andasse a inficiare il buongusto altrui
Rispondi a questo messaggio nzone, oggi 12.08
................?
non mangiare a casa tua vuol dire che non ti devo niente e l'ipocrisia bisogna che la impari e anche presto se vuoi combinare qualcosa. In quanto a me il concetto di "arrivare" è molto lontano dal mio modo di vedere il mondo e chi mi conosce lo sa molto bene. mi fai proprio una gran tristezza
Rispondi a questo messaggio KOSHKA, oggi 12.11
............Re: .....?
Ti adoro koshiona (di pollo)
A modo mio ma t'adoro
Rispondi a questo messaggio nzone, oggi 12.14
.............Re: Re: ..Converrebbe ai galleristi...
Sono d'accordo con KOSKHA, il quadro che fa della situazione/rapporto artista/gallerista è reale e coinciso.
Le gallerie serie attualmente, con la crisi nell'ambito dell'arte prendono anche emeriti sconosciuti che abbiano perlomeno qualcosa da esporre, è sufficiente che paghino.
Rispondi a questo messaggio ELVIS-P, oggi 13.11
..............Re: Re: Re: ..Converrebbe ai galleristi...
i galleristi oggigiorno sono proprio dei rabbini... oltre a pretendere una percentuale alta sui quadri venduti vogliono pure una specie di tassa annuale per lo spazio dato alle tue opere...
è vero che i galleristi devono pur campare, ma, o si prendono solo la percentuale sulle opere vendute o ti chiedono lo spazio... chiedere entrambi le cose mi puzza un po'... fossi in te cercherei altrove!!!!!!
Rispondi a questo messaggio Toxicity, oggi 13.28
.....Re: Re: Re: Re: Re: Re: Re: Re: Re: Re: Re: Re: Mi converrebbe?
per quanto riguarda l'editoria occorre precisare che non solo i piccoli editori speculano sul desiderio di apparire di artisti o sedicenti tali
perché? le grosse testate non lo fanno?
senza far nomi, credo che ognuno di voi abbia ricevuto comunicati e offerte dalle più conosciute riviste d'arte |
TommasoAniello
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#5655 03/17/2006 06:32 PM Senza Titolo ma con qualche speranza
Una conversazione tra Scotto Scottex , iL VECChio precoce e Domingo Aniello
Invecchiato precoce: Love me tender è il titolo della mostra
Scotto Scottex: Vabbè! Allora questa è una conversazione tra sordomuti visto che non sei stato capace di procurare un registratore decente e adesso stiamo qui a scrivere su sto computer.
Domingo Aniello: Don Benito Ulivo direbbe che è una conversazione tra autistici, a ragione presumo, dato che ci sono un artista portaborse, un curatore pseudo no global che organizza eventi artistici patinati ed un artista ribelle e/o disobbediente che però cura una rubrica su Flash Art.
Gigione il vecchio precoce:
Lasciamo perdere la tecnologia, ti ho chiesto della mostra, dimmi del titolo, perché Love me tender.
Scotto Scottex: Vado a ruota libera?
Gigione : Assolutamente si.
Domingo Aniello: allora andrò a ruota libera anche io....
Scotto: Love me tender come anche I will survive, la canzone che canto nel video presente in mostra, sono due evergreen, due canzoni che compaiono in un mucchio di film. Ad esempio, Love me tender viene cantata da Nicolas Cage in Cuore selvaggio. Nel film di Linch, i due protagonisti cercano in tutti i modi di difendere il loro amore dagli ostacoli che gli arrivano da più parti:
..è un mondo terribile questo, che ha un cuore selvaggio dentro di se! (dice la ragazza piangendo). La frase è di una banalità sconcertante eppure è bella e finisce col convincerti, in fondo è esattamente così che la pensiamo tutti.
In questo senso il mio lavoro è un po così, mi piace usare moduli espressivi a prima vista banali, prendere da territori culturali un po' ovvi per dire le cose che mi interessano.
Domingo Aniello: curioso processo quello di un artista che per dire quello che gli interessa ha bisogno di pareri e citazioni di altri...
Gigione: Perché credi che ciò che per te è interessante lo potrebbe essere anche per qualcun altro?
Scotto Scottex: Non lo credo, e non penso sia questo il punto. Anche se il pericolo di parlare sempre e soltanto di sé e del proprio piccolo conflitto con il mondo cè. Penso che lironia con cui uno fa le cose possa fare la differenza, anche se non basta essere ironici, ci vuole anche altro
Con il lavoro tento di mettere a nudo le mie piccole e grandi ipocrisie, tutti i diti indice, medio, etc., dietro i quali uno cerca di nascondersi.
Domingo Aniello: un artista che si nasconde è una abiura storica, un aborto comunicativo, attraverso la comunicazione un artista dovrebbe denunciare l'ipocrisia che lo lega a tale sistema dell'arte che gli permette di speculare su tali nefandezze.
Gigione: Ti nascondi tanto?
Scotto Scottex:
Tutti ci nascondiamo un po', non lo si fa neanche apposta. Esprimersi a quanto pare sembra diventare ogni giorno che passa un fenomeno sempre più complesso, per dirla con Barthes prima di esprimersi bisognerebbe cercare di comprendere se quanto si ha da dire altro non è che un dizionario preconfezionato. Ecco, forse quello che cerco nel mio lavoro è di liberarmi anche delle mie stesse convinzioni, delle idee stucchevoli che ciascuno di noi finisce col farsi su di sé.
Domingo Aniello: sicuro che le tue idee non facciano parte di quel dizionario preconfezionato scritto da Hirst appositamente per te e le tue trovate furbe ma non troppo?
Gigione: E difficile capire quanto realmente si ha da dire, ogni artista crede di poter riferire cose interessanti. Quello che mi interessa capire è se alla fine tu ci riesci a spogliarti delle idee preconfezionate, cosi come le chiami tu.
Scotto: Se ci riesco non lo so, certo è una continua scommessa con se stessi, comunque se ti interessa potremmo provare a parlare dello spleen della mostra, delle motivazioni che la accompagnano
Gigione: Cambi tanto, ti esprimi utilizzando formule estetiche sempre diverse, ma alla base di tutto cè sempre lironia, spesso amara.
Di riferimenti me ne sono venuti in mente tanti su questa storia dellironia amara. Ad esempio prendi le Opinioni di un clown di H. Böll, la storia di un clown in conflitto con la società borghese della Germania del dopoguerra. Anche se un po' datata la situazione sembra oggi riproporsi tristemente.
Scotto: Io ci ritrovo più Fellini
Magari il Fellini de I vitelloni. Atmosfere da carnevale ormai finito, strade deserte allalba, coriandoli e palloncini sgonfi. Insomma cose di questo tipo
Domingo Aniello: io ci ritrovo il Karaoke di Fiorello....
Gigione: E tutto va in una direzione malinconica, mi sembra
Scotto Scottex: Per certi versi sì, anche se questa mostra la considero un po come gli ultimi colpi di coda di una mia maniera, non riesco ancora a prescindere dalla realtà che mi circonda, da una
chiamiamola pure condizione. La sensazione è di non sentirsi mai nel posto giusto.
Domingo Aniello: forse dovresti uscire da una galera-ria è cercare di comunicare seriamente....
Gigione: Perché?
Scotto Scottex: E come se ci ritrovassimo tutti in una specie di Repubblica di Weimar. Il fatto è che non sembra preludere lavvento di una dittatura, piuttosto qualcosa di non ancora ben identificato.
Domingo Aniello: Fascismo light, rincoglionimento unico e puro che porta verso l'appiattimento ed il pensiero artistico unico buono per tutti gli operatori culturali in tutte le stagioni, insomma proprio come il tuo lavoro...
Gigione: Ma no che non è così, lurgenza regime, almeno qui in Italia, sembra la si stia vivendo adesso!
Certo. Da un lato si ha la sensazione di perdere terreno su tutti i fronti, dallaltro è come se si stesse creando finalmente una grande opportunità. Penso che la tensione che accompagna un po tutta la mostra sia legata alla pretesa di rendere centrale il proprio inadeguato, inattuale senso del dolore o se vuoi della complessità.
Scotto Scottex: Il dolore, la complessità sono diventati luoghi equivoci.
Lesperienza dolorosa sembra essere confinata in un territorio ambiguo, costretto per un verso da un tentativo di totale rimozione, dallaltro sembra di ritrovarsi come in un lago dacqua stagnante pieno di becero pietismo tipico da soap.
Domingo Aniello: la produzione artistica sistemica non costituisce eccezione....
Gigione: Ma lelemento politico non sembra, almeno in maniera esplicita, fare parte del tuo lavoro!
Scotto: La politica si sa, sta anche dentro al lavapiatti!
Mi interessa salvaguardare una certa diffidenza verso la rappresentazione che ci viene data della realtà. Quando sono a casa con i miei genitori a guardare la televisione mi rendo conto di quanto questa rappresentazione possa essere pericolosa.
Domingo Aniello: proprio come la tua produzione artistica.
Gigione: Tu sei napoletano, quanto cè di Napoli nel tuo lavoro?
Scotto: Alle volte penso che preferirei essere di Belluno piuttosto che rispondere a domande di questo genere... e poi su Napoli è stato detto tanto sia nel bene che nel male, il resto lo lascerei alla demagogia dei politicanti. Spero che nel mio lavoro ci siano tante cose, se ci vedi anche Napoli mi può andar bene. Ma per favore cerchiamo di evitare la storia del rapporto viscerale tra chi fa arte e la propria città o di quanto sia difficile fare gli artisti a Napoli piuttosto che a Molfetta o a Caltanisetta
Domingo Aniello: certo che evitiamo, senza l'appiattimento globale ed il pensiero unico il tuo lavoro non avrebbe motivo di esistere.
Scotto Scottex: Non solo gli artisti hanno difficoltà a Napoli
Si, un po anche gli idraulici e i tabaccai
comunque per me Napoli rimane una bella città, meno provinciale di tante altre.
Domingo Aniello: ti riferisci a città dove il tuo lavoro potrebbe non esistere?
Gigione: Ho capito, meglio non insistere e tornare a parlare della mostra. Abbiamo iniziato la conversazione parlando del titolo, Love me tender, ti va di concluderla aggiungendo qualche cosa sul suo significato?
Scotto Scottex: Love me tender è un paradosso e su questo si può aprire un capitolo a parte. Nel mondo dellarte, come del resto in tutti gli ambienti, si possono intrecciare delle relazioni costruttive a condizione di non anteporre mai il proprio stato di necessità, il patto è sempre dare.
In questo senso Love me tender è un paradosso. Niente a che fare con la disponibilità verso il prossimo, niente a che vedere con la presentabilità o il rispetto verso di sé. Piuttosto il contrario: disperato, brutto e antipatico e in più con la richiesta-pretesa di essere amato.
Domingo Aniello: non capisco il tuo lavoro parla di me ma io e te non abbiamo niente in comune, dove guardi quando cerchi l'ipocrisia in te?
Gigione: Sei innamorato?
Scotto: Love me tender
Domingo Aniello: fermateli vi prego... |
TommasoAniello
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#6153 03/20/2006 07:39 PM domenica, 19 marzo 2006
mariopesceafore
Navigando, ho avvistato sulla mia rotta artistica mariopesceafore... che cos'è? mi sono chiesta, un tentativo di sfondare il muro di gomma mass-mediologico, un percorso innovativo provocatorio in un contesto (arte) nel quale la parola "provocazione" ha perso progressivamente forza e significato quanto ha acquistato in valore monetario, una desacralizzazione del tempio che sancisce tout court la Verità dell'Arte (la galleria), la morte dell'individualismo egoistico dell'artista e quindi un ritorno all'arte collettiva... o cos'altro? e cosa propone? e si può uscire dalle gallerie galere senza diventare anarco liberisti? dopo avere letto che una delle sue attività è quella di fare mostre gratuite a domicilio, non ho più avuto dubbi... ho telefonato al vulcanico Mimmo Di Caterino e abbiamo fissato un'intervista martedì 21 marzo, durante la doppia trasmissione Jazz Line*Fedeli alla Linea (17.15 - 19) sulle frequenze fiorentine di Novaradio 101.5 - per chi non abita a Firenze tutte le info sullo streaming www.novaradio.fol.it
Mimmo Di Caterino come San Gennaro.
2005
olio su tela
Autrice Chiara Demma
Non esiste artista che non abbia assegnato degli obiettivi al suo fare artistico, o meglio, non esisteva, dato che ultimamente la gran parte degli artisti cerca il proprio obiettivo delegando curatori, critici o galleristi nell'indicarglielo, questo è però un fenomeno di costume recente, legato alla scarsa autonomia dell'arte contemporanea sistemica.
L'arte e l'artista dovrebbero educare lo spettatore alla visione, l'arte dovrebbe guidare lo spettatore verso uno scopo.
L'arte muove al vero, al bello ed al bene, non importa se questo avviene in maniera idealista o relativista, importante è preservare l'intenzione dell'artista senza la quale l'arte scompare.
Deplorevole che un numero non trascurabile di artisti di superficie sistemica oggi faccia arte senza preoccuparsi minimamente dei fini perseguiti, che non siano quelli del mercato omologante e totalitario anarco liberista.
Il regime sistemico dell'arte imperiale privatizzata serve gli interessi esclusivi di una minoranza, minoranza sistemica condotta da funzionari specialisti incaricati unicamente di definire strategie transnazionali di marketing artistico, di imporle e di farle rispettare.
Bisogna riesaminare criticamente il rapporto tra arte e società e lavorare per fare riacquistare all'arte delle finalità chiare.
Quanti artisti oggi sono in grado di definire gli obiettivi della propria ricerca artistica?
Non è irragionevole pensare che un artista scartato di produzione, consapevole di cosa stia facendo con la propria arte, abbia maggiore probabilità di raggiungerei propri obiettivi artistici, piuttosto che un artista di superficie iper protetto inconsapevole di cosa faccia.
L'artista in autonomia deve costruire la propria attività secondo obiettivi definiti, poi deve anche portare a conoscenza della propria ricerca il proprio pubblico, senza ambiguità o mistero.
Esporre per esporre in un tour di gallerie galere private transnazionali potrebbe essere una attività senza scopo alcuno, che non sia quello di creare una bolla speculativa attorno ad un artista.
(Mimmo Di Caterino)
Mario Pesce a Fore è una posse d'artisti nata nel 1997 a Napoli tra l'Accademia di Belle Arti di Napoli, Officina 99 ed il Laboratorio Okkupato S.k.a. ora è un nodo di comunicazione transnazionale per gli artisti locali esclusi dal nuovo ordine globale dell'arte dell'Impero Transnazionale.
postato da: Pralina alle ore 23:31 | Permalink | commenti (9)
categoria:cronache sovversive, fedeli alla linea |
TommasoAniello
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#6355 03/22/2006 11:51 AM Gentile Domenico di Caterino,
> vorrei ringraziarla per il suo interessamento al progetto "--------------" e per le opere che ci ha gentilmente inviato.
>
> Condividiamo ed apprezziamo la sua iniziativa in linea col nostro progetto
> e
> se in futuro vorrà omaggiarci con altre opere avremmo intenzione di
> dedicarle un'esposizione strutturando un "museo diffuso" sul territorio
> che
> coinvolga sia gli spazi espositivi a nostra disposizione che le scuole, le
> attività commerciali e successivamente anche le case degli abitanti.
>
> Durante l'evento verrebbero raccolte inoltre le adesioni dei visitatori
> interessati a ricevere le opere esposte.
>
> Chi aderisce riceverà quindi al termine dell'evento un'opera a condizione
> di
> averne cura e di esporla nella propria casa, dando idealmente continuità
> alla trama del "museo diffuso" sul territorio.
>
> Riteniamo che sia un'interessante opportunità per portare l'arte
> direttamente nella quotidianità della popolazione, sia quella degli spazi
> pubblici che quella più intima degli spazi domestici, favorendo la
> convivialità, il confronto, e l'educazione all'arte che può essere
> approfondita soprattutto nelle scuole del nostro paese.
>
> --------------------,
> per il comitato "------------------------"
>
> --------------------------------->
>
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TommasoAniello
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#6720 03/26/2006 12:09 PM Gentilissima redazione di Ex Art, scrivo perché desideroso di comprendere l'astio nei miei confronti e nei confronti delle mie idee artistiche.
Sono stato censurato dalla vostra redazione con la discutibile giustificazione che la mia presenza su Ex Art fosse pubblicità trasversale per Flash Art, in quel momento sono stato censurato in quanto artista pensante con relativo diritto di critica.
Possibile che una testata come la vostra che si propone in teoria come critica, feroce e cattiva nei confronti di questo sistema dell'arte si perda e scandalizzi per così poco?
Cosa dovrei pensare del vostro modo di fare informazione artistica e cosa dovrebbe pensare chi vede e constata con quale facilità eliminate, nascondete e sommergete pensieri divergenti?
Vi rendete conto che questo vostro modo di gestire il vostro sito lo squalifica automaticamente?
Il risultato è che il vostro è un finto forum con finte discussioni non troppo scomode, la vostra rivista altro non è che un magazine del pensiero artistico unico.
Buon lavoro a tutti anche se per lavorare di meno non considerate pensieri diversi dal vostro. |
TommasoAniello
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#6910 03/28/2006 01:20 PM PROPOSITO DI SEAT PAGINE BIANCHE OVVERO
IL SOGNO AMERICANO INFRANTO
Caro Giancarlo,ho provato un certo stordimento euforico, lo ammetto, per essere stata scelta tra i primi cinquedella Regione Puglia nel concorso Paginebianche dAutore, con tutti gli annessi econnessi promessi nella lettera ufficiale del Responsabile.
Dunque il talento senza conoscenze non viene misconosciuto, allora è vero che esiste la
meritocrazia, allora è possibile il sogno americano?Poi, però, comincio a notare alcune cose. I vincitori delle copertine, chissà come mai, eranotutti artisti emergenti o emersi, ma tutti avevano già partecipato a progetti espositivi curati daLuca Beatrice, giudice unico e inappellabile di questo concorso.
Inoltre lunica cosa che SEAT Pagine Gialle ha realizzato per tutti gli artistivincitori e selezionati è stato un sito web (un grande sforzo, non cè che dire).
Di tutto quanto promesso, nessuno ha parlato più e tutto è scivolato nel silenzio.
Specchietto per le allodole?
Gli stessi elenchi telefonici sono risultati deludenti: oltre alla copertina, le opere dei quattroartisti selezionati sono pubblicate, piccole e striminzite, in ununica pagina a centro volume,accompagnate da uno stringato testo di Luca Beatrice.Allapertura della 2a edizione del concorso è stato dato, in compenso, grande risalto allostage a New York vinto da Valerio Berruti anche lui, guarda caso, sponsorizzato sempreda Luca Beatrice.Resta lamara impressione che il ruolo fatto giocare a tutti noi artisti partecipanti o selezionatisia stato semplicemente quello di copertura ai giochi veri, uno specchietto per leallodole in modo da alimentare la parvenza di meritocrazia di stampo americano e perpetuarelinfinito gioco delle illusioni e rafforzare la convinzione che chi ha talento ed èbravo, prima o poi riesce ad emergere, tanto cara anche a te, caro Giancarlo e che forse tusolo continui a credere vera.
Parlo con tanti artisti e vedo che tutti hanno avuto modo di conoscere una realtà del sistema dellarte bendiversa, fatta di connessioni poco trasparenti e di giochi speculativi fatti a tavolino, manessuno osa dirlo apertamente. Forse è ora di cominciare a farlo.
Con stima Cristiana Ricci crist.ricci@tiscali.itIl testo integrale di questa lettera è su www.cristianaricci.net
CREDERE IN SE STESSI
Cara Cristiana,non ho seguito molto il concorso di cui parli.La sola cosa che posso rilevare, e che ritengo sbagliata, è la presenza di Luca Beatrice comegiudice tecnico unico (gli altri membri erano irrilevanti dal punto di vista del giudizio, essendofunzionari della SEAT). Una commissione vera, per avere credibilità, deve prevedereesperti o critici professionisti veri e attendibili.Per il resto mi pare ovvio che Luca abbia premiato gli artisti che segue e che probabilmentestima o conosce meglio. Semmai è la SEAT, per incompetenza e approssimazione, ad averesbagliato approccio. Ma per questa azienda (come per quasi tutte le aziende italiane, banchecomprese), lartista migliore è sempre il figlio della portinaia che dipinge.
La BSI di Lugano: un esempio improponibile per le nostre banche e aziende?
Siamo ben lontani, cara Cristiana, dalla professionalità e dal livello qualitativo di acquisizionie di immagine offertoci dalla banca ticinese BSI (guarda su Internet: www.bsi.ch/bsimoments).Altra mentalità, altro livello. Tutte le banche italiane e le aziende, quando si occupanodi arte contemporanea si muovono ancora con la logica delle amicizie e delle improvvisazioni(affidando sempre ruoli molto delicati a totali incompetenti).
Purtroppo ai bassi livelli si tratta di una ragnatela perversa.
Per quanto riguarda invece il profilo alto dellarte, ti posso assicurare che i giochi sono molto piùsofisticati e puliti: in quel segmento prevale la qualità dellopera e la sua attualità, non labassa speculazione operata da una galleria: anche se è difficile farlo credere a chi, come te,vive decentrata, e ha un lavoro che soffre per la mancanza di confronti.
Perché, non cè dubbio, larte migliore si produce nei grandi centri di produzione
(Milano per lItalia, poi Torino, Roma, Bologna, ecc.) dove esistono comunitàdi artisti, di critici e di gallerie, e dove esiste una forte concorrenza e un confronto continuo.E quando parlo di New York come della grande capitale dellarte contemporanea, alludoproprio a questo: alla grande possibilità di visibilità, di confronto e di competitività.
E a te, che vivi a Bari, dico forza, non mollare, se ci credi, difendi il tuo lavoro.
Chissà che un giorno, a parte le Pagine Bianche, qualcosa non arrivi davvero.
Ma devi diventare brava, altrimenti non ci potrà essere posto per te. |
TommasoAniello
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#6932 03/28/2006 05:25 PM Nome: Paolo -
Ciao a tutti, ciao Cristina.
Ho appena letto la tua lettera al direttore pubblicata su questo sito.
Sono daccordo pienamente con te!
Luca Beatrice è un falso e un imbroglione! si crede di essere chi sa chì solo perché scrive qualche cazzata su Flash Art!
é una vergogna per tutto il mondo dell'arte italiana.
Domingo Aniello:
non so, avesse vinto Cristiana forse tutta questa questione non sarebbe stata neanche sollevata, sembra che per parlare del marcio gli artisti debbano necessariamente toccarlo con mano ed annusarlo.
Nome: mimmo - Data: 25.3.2006 - 19:05
Messaggio:
lassativo?
Scusa ma uno che organizza la Biennale di Berlino avrà delle qualità no?
o al mondo sono dientati tutti scemi?
Domingo Aniello:
Catinello Catenella ha avuto una carriera sfolgorante come quella del nostro premier, sappiamo che dietro i Berluscones c'è la lunga e tentacolare mano di............, chi c'è dietro Catinello?
Nome: lassativo - Data: 23.3.2006 - 3:21
Messaggio:
Ma tu sei invidioso di quelli che ti fanno cagare? Cioè, in pratica, mi senbra di capire che vorresti essere.... un lassativo!
Domingo Aniello:
andare di corpo è importante per tutti, non trovi?
Nome: mimmo - Data: 20.3.2006 - 13:40
Messaggio:
ciao a tutti
Ma non saremo troppo invidiosi di Maurizio?
Il fatto è che a tutti noi non piace, a tutti noi ci fanno cagare le sue opere, a tutti noi ha fatto ribrezzo l'opera con i bambini impiccati a Milano, a tutti noi piacerebbe essere Maurizio Cattelan.
Domingo Aniello:
a titolo esclusivamente personale, io non vorrei per nulla al mondo essere Catinello Catenella, meglio Mimmo Di Caterino.
P.A.AFF.
POSSEPRECARIA
ARTISTI
AFFAMATI
15-4-6 ORE 17 BINARIO 16 NAPOLI CENTRALE. |
Videl
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#6966 03/28/2006 10:46 PM Domingo Aniello:
non so, avesse vinto Cristiana forse tutta questa questione non sarebbe stata neanche sollevata, sembra che per parlare del marcio gli artisti debbano necessariamente toccarlo con mano ed annusarlo.
Per parlare del marcio certo, bisogna conoscerlo da vicino. Non perché senza avvicinarcisi troppo non si senta già la puzza, ma perché per raccogliere qualcosa di più consistente che la formulazione di ipotesi e illazioni, facilmente ridotte al silenzio col pretesto che chi è fuori è chiaramente invidioso e sfigato (leggiti la risposta a Sabrina di Torino), bisogna conoscere le cose da vicino, possibilmente dall'interno. Certo, se penetri troppo all'interno e ti ci accasi bene, difficilmente avrai ancora voglia di parlare del marcio, perché con quel marcio ti sazi. Quindi la condizione ideale resta quella di chi sta né troppo dentro né troppo fuori. Ovvio, no?
Piuttosto analizziamo la risposta di Politi. Prima di tutto, si conferma un liberale DOC, anche se la lettera gliel'ho dovuta inviare tre volte e, sinceramente cominciavo a pensare a male. Ma mi devo ricredere e chi mi conosce sa che sono sempre pronta a ricredermi sulle persone. Meglio così.
Ora non ho molto tempo, ma cominciamo con l'esordio. Giancarlo afferma di non aver sdeguito molto questo concorso, però la prima edizione la sua testata l'ha pubblicizzata moltissimo, anche tramite la newsletter. Forse qualcuno ricorderà che ci fu perfino un guasto nel programma per cui arrivò una vera e propria raffica di newsletter di Giancarlo Politi che invitavano a partecipare a questo concorso e a tentare questa "straordinaria opportunità".
Politi ora giustamente prende le distanze sulle modalità scelte da Seat Pagine Gialle e sulla anomalia di una giuria composta, in pratica, dal solo Luca Beatrice, contornato da rispettabili ma inadeguati e incompetenti funzionari Seat che presumibilmente, gli hanno lasciato carta bianca. Per cui che Luca abbia premiato i suoi
appare ovvio. Ma questo era solo uno dei problemi sollevati, e francamente non il più importante. Più importante era come sono stati gestiti gli investimenti previsti per premiare e dare visibilità agli artisti premiati e selezionati, tutte cose messe nero su bianco ufficialmente e mai attuate.
Certo Politi non può risponderne, ma certamente Luca Beatrice sì, qualcosina credo che sappia. La lettera era rivolta anche a lui.
(continua)
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TommasoAniello
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#7045 03/29/2006 11:50 AM Sei stata caparbia e Politi ti ha risposto, io cercherei la risposta di Luca Beatrice e non solo, anche quella delle Pagine Gialle targate Seat, insomma la faccenda se non ho capito male è in certe promesse non mantenute, non mantenute da chi?
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Videl
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#7065 03/29/2006 03:23 PM Ovviamente, la soddisfazione gli impegni presi ufficialmente e messi per iscritto nella lettera ufficiale di "conferimento" , firmata dal responsabile di Seat Pagine Gialle, Roberto Veronesi, spettano in prima persona alla Seat., e non è detto che non pensino a rispondere in qualche modo, visto che il problema è stato sollevato in una sede "autorevole". Anche Politi ha preso posizione in senso decisamente critico. Tanto più che è ancora in corso la campagna per la seconda edizione e a fine maggio dovrebbe già partire il bando per la terza. Tuttavia, è legittimo pensare che Luca Beatrice, per il ruolo di primo piano che ha rivestito e riveste nel concorso non sia del tutto estraneo, almeno in linea di massima, al dirottamento dell'investimento previsto. E' lui che dovrebbe sentire il bisogno di dire la sua, prendere eventualmente le distanze da questa gestione di Seat (ammesso che non ne sia stato, in qualche maniera l'ispiratore), tanto più che egli continua a rivestire il suo ruolo di presidente (e, in pratica, unico componente di peso specifico) nella giuria esaminatrice. Il suo silenzio, in ogni caso, non gioca a suo favore, date le circostanze.
Per le promesse messe per iscritto da Roberto Veronesi rimando a questo link del mio sito dove la mia lettera aperta a Giancarlo Politi e Luca Beatrice è pubblicata per esteso (Politi ha dovuto sintetizzarla per ragioni di spazio e cmq. ha inserito il link della versione integrale)
[url]http://www.cristianaricci.net/Papino/HP/caro_giancarlo.htmurl]
P.S. Sono stata caparbia e alla fine Politi ha risposto? A dir la verità la mia mente malvagia mi fa sospettare che il fatto che la lettera fosse già stata resa pubblica sul web, ha giocato un ruolo "convincente" sull'opportunità di una risposta. Ma è solo una cattiveria, che osservo con la coda dell'occhio, en passant, può darsi che invece sia diversamente. Lascio l'onere del giudizio ai lettori.
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Videl
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#7066 03/29/2006 03:39 PM Procediamo con l'analisi della risposta di Giancarlo Politi:
La BSI di Lugano: un esempio improponibile per le nostre banche e aziende?
Siamo ben lontani, cara Cristiana, dalla professionalità e dal livello qualitativo di acquisizionie di immagine offertoci dalla banca ticinese BSI (guarda su Internet: www.bsi.ch/bsimoments).Altra mentalità, altro livello. Tutte le banche italiane e le aziende, quando si occupanodi arte contemporanea si muovono ancora con la logica delle amicizie e delle improvvisazioni(affidando sempre ruoli molto delicati a totali incompetenti).
Com'è prevedibile, il nostro glissa elegantemente e si appella a qualche encomiabile esempio estero (perbacco, non made in USA stavolta, siamo quasi a casa, a Lugano!) per sottolineare ancora una volta l'inadeguatezza della misera realtà nostrana. Giusto, ma glissando glissando, il pulpito da cui si predica non è propriamente il sottobosco del sistema dell'arte italiana, qui non siamo a livello del premio Vico del Gargano. Non sarebbe legittimo aspettarsi qualche lezione di stile "estero" e di alta professionalità da un Luca Beatrice, che non è proprio un nessuno nel sistema dell'arte italiano? Quanto meno un consiglio, una dritta su come muoversi a queste aziende, sì volenterose, ma così ruzzulane e incompetenti, ma che pure hanno avuto il guizzo di genio di rivolgersi a cotanto modello (simil) made in USA.
Quando Giancarlo Politi afferma che Tutte le banche italiane e le aziende, quando si occupanodi arte contemporanea si muovono ancora con la logica delle amicizie e delle improvvisazioni(affidando sempre ruoli molto delicati a totali incompetenti). vuol forse insinuare che Seat ha sbagliato ad affidare un ruolo così delicato ad un totale incompetente?
Ancora una volta, affido il delicato giudizio al lettore
(continua) |
TommasoAniello
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#7079 03/29/2006 06:05 PM Secondo me il nocciolo della questione è in quel conflitto d'interessi di cui ogni addetto ai lavori sistemico dell'arte a certi livelli "specialistici" è portatore insano.
Sulla questione da te sollevata, Luca Beatrice dovrebbe delle risposte (ed in genere non risponde mai a domande "scomode") ma ti dovrebbero delle risposte anche dalla Seat, in fondo sono loro che ti hanno promesso mari e monti ( conflitto d'interessi di Beatrice da parte).
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zago
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#7081 03/29/2006 06:27 PM scusatemi , io fossi in te videl,toglierei dal tuo sito la recensione .di coso li come si chiama beato berenice o beatrice?. |
Videl
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#7094 03/29/2006 08:20 PM Sì certo, anche la Seat dovrebbe delle risposte, non è escluso che le diano, visto che anche Politi gli ha dato degli incompetenti.
L'importante è che si cominci a parlare delle cose, finché tanti personaggi possono contare sull'omertà assoluta da parte degli artisti credono di poter fare quello che gli pare senza dover dare di conto a nessuno. Anche sul sito di Flash art alcuni allocchetti gongolano perché Politi ha detto che devo diventare brava (Povera Cristiana, Politi l'ha stroncata) e non sanno che non me ne può fregar de meno, primo perché non credo di essere già BRAVA, secondo perché non hanno capito nulla, i tanti che scrivono speranzosi in un esimio parere sul loro lavoro, che dire "bravo" secondo il politi-pensiero equivale ad avere successo. Francament, e con tutto il rispetto per Politi, mi preme molto di più il parere dei miei pochi ma affezionati collezionisti. Secondo la logica di Politi è bravo chi ha successo. Cosa vuol dire bravo, Cattelan mica realizza lui le sue sculture, chissà se sa fare un pupazzetto naif o una casa con due alberelli. Che importanza può avere?
Ma ci torneremo, proseguendo nell'analisi della lettera, appena ho un po' di tempo.
Per Zago: e perché dovrei levare dal mio sito la recensione (sic!) di Luca Beatrice? Me l'ha fatta gratis, é quella pubblicata sullo scorso volume pagine Bianche della Puglia, fino a qualche giorno fa era in tutte le case dei pugliesi (che magari non se ne sono neanche accorti!)
Ah, tu dici che dopo che Politi l'ha definito velatamente un incompetente (vedi sopra), una sua recensione vale meno della carta igienica? Beh, consentimi per una volta di essere generosa con un povero curatore che cerca di darsi da fare come un dannato, un po' come tutti noi!
Del resto, in calce alle recensioni, sul mio sito ho scritto io due parole sulle recensioni riportate .....mi basta. Il miglior critico per me resta l'artista stesso.
(continua) |
TommasoAniello
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#7235 03/30/2006 03:16 PM Cristiana dovresti schierarti in maniera più decisa, Beatrice è un critico che in conflitto d'interessi ha premiato un suo artista e quindi lui di riflesso o è un povero disgraziato?
Hai sollevato un caso devi trovare anche la forza per gestirlo, dici che alla Seat adesso sono tenuti a rispondere, ma perché dovrebbero? Devi scrivere agli organizzatori e porre a loro delle precise domande, altrimenti tutta la polvere che hai sollevato tornerà esattamente dove era.
Scusa se mi permetto ma non vorrei che tu ti sentissi trionfante semplicemente perché Politi ti ha risposto, la sua risposta è un atto dovuto da parte di una testata editoriale che nel bene e nel male ha fatto la storia dell'arte contemporanea, tu sei una lettrice attenta e critica e lui ti ha risposto niente di più normale.
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