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"Ferrario 1919"

Tecniche per l'arte - Aperto da: - 27.07.2016 18:55
post visto 33168 volte
#265123 28.02.2017 18:10

quella giusta ag

#265124 28.02.2017 19:36

Grazie Fabercolor per la precisazione. Ne approfitto per confermare la mia soddisfazione a un mese dal primo utilizzo dei Ferrario 1919. Dipingo solo i fine settimana perciò posso esprimere un parere limitatamente al tipo di tecnica con cui gli ho utilizzati finora. Ovvero a strati sottili. La resa è veramente bella. Il colore, quando ormai asciutto, conserva il suo tono come fosse appena dato. I colori freschi che si toccano tra loro nei rispettivi confini di contatto non si mischiano per osmosi inaspettata oltre il modo che il pittore vuole conferire. Quest'ultima credo sia un gran cosa. Quando riponi la tela alla fine di una fase non puoi non essere sicuro che quello che hai lasciato sarà quello che ritroverai. Caso contrario si griderebbe al tradimento.ay

 

#265126 28.02.2017 21:23

Provo a dire qualcosa sugli aspetti pittorici legati all'uso di questa tavolozza a 12 colori di Ferrario 1919. La premessa che devo dare per scontata e' la conoscenza dei concetti di chroma, valore chiaroscurale e tinta e la relativa rappresentazione grafica in una figura solida. Se qualcuno non ha chiaro questi concetti dovrebbe, a mio avviso, chiedere lumi, cerchero di fare una sintesi.

 

LO SPAZIO DEI COLORI MISCELABILI

Quando si mescolano due o piu' colori (intendo qui di seguito per colori, cio' che esce dal tubetto di alluminio) si crea un secondo colore che , analogamente agli addendi della miscelazione avra' un suo chroma,valore e tinta.

Questo nuovo colore si puo' rappresentare nel diagramma dei colori scelto (ad es quello di Munsell o qualsiasi altro) come se appartenesse alla retta che congiunge le posizioni dei due addendi della miscelazione, almeno nel caso piu' semplice.

Questo e' vero se la posizione dei due colori di partenza e' abbastanza vicina - ad esempio un blu ed un verde - nello schema. Quando la posizione e' lontana - ad esempio un giallo ed un blu - i nuovi colori creati non stanno su una retta ma hanno una traiettoria curvilinea.

Per una banale estensione di geometria analitica l'insieme di tutti i possibili colori creati da un certo numero di colori di partenza (i nostri tubi che acquistiamo) si troveranno all'interno dello spazio delimitato dalle congiungenti rettilinee delle diverse posizioni di detti colori.

Maggiore e' lo spazio racchiuso e maggiore sara' la varieta' dei colori che e' possibile creare.

Dunque una prima considerazione riguarda valutare quanto grande e' lo spazio stesso nel nostro caso dei 12 colori di Ferrario 1919. Qui sotto vedete tracciato questo diagramma nella dimensione a due variabili (chroma e tinta), aggiungendo l'asse dei valori chiaroscurali si otterrebbe una figura tridimensionale e non piu' solamente un cerchio ma una sorta di figura tondeggiante simile ad una sfera irregolare.

 

Per valutare quanti colori si possono creare con questa tavolozza ho preparato un confronto con lo stesso diagramma calcolato su una tavolozza simile ma basata su colori di una linea per studenti (Maimeri classico). Come si vede lo spazio dei colori miscelabili e' molto piu' ampio nel caso dei Ferrario 1919 (retino grigio azzurro) rispetto ai Maimeri Classico (retino rosa).

#265127 28.02.2017 21:38

Cominciamo quindi a sfatare uno dei miti o tormentoni che spesso rieccheggiano nelle pagine in rete; "non contano i colori che state usando...conosco pittori abili che fanno tutti i colori dell'arcobaleno usando anche solamente i fondi del caffe" ed altre amenita' del genere.

Ovviamente l'abilita' nel mescolare i pigmenti sulla tavolozza si acquisisce in anni di esercizio e non si acquista insieme ai tubetti aime'; tuttavia non c'e' abilita' che tenga se il colore che si vuole/deve miscelare sta al di fuori dell'insieme dei colori miscelabili del materiale di cui sidispone.

Per contro lavorare con colori estremamente alti di chroma non e' detto che sia facile ed anzi si potrebbe dire proprio il contrario. E' del tutto ragionevole usare colori di fascia studenti per esercitarsi e poi, in funzione di cosa effettivamente si vuole realizzare scegliere colori di fascia superiore; questo e' pero' conseguenza di valutazione complesse che non fanno riferimento solamente alla brillantezza dei colori.

Per dipingere opere durevoli poi non conta affatto la prestazione coloristica del materiale pittorico, quanto semmai la sua qualita' intrinseca a dare film pittorici stabili etc. etc. discorso che qui diamo per scontato ed esula dai temi trattati.

Sia come sia, resta dimostrata, sotto il profilo delle caratteristiche coloristiche un grande spazio di colori miscelabili potenziali usando la tavolozza a 12 colori di Ferrario 1919.

Utente disattivato
#265128 28.02.2017 21:54
Molto interessante Alessandro , grazie! Potresti eventualmente consigliare anche una sottotavolozza piu' ridotta , non che 12 non vadano bene , anzi ... ma giusto per chi ama servirsi di pochi tubetti , a coloro che molti verdi( seppur inferiori) se li ottengono per miscelazione .
Utente disattivato
#265129 28.02.2017 22:34

uhm...

è da un po che ci penso. verosimilmente sarà un mio limite eh, ma tutti questi test ultratecnici (spettrometrie, macro, diagrammi, interpolazioni), fiumi di parole, geometrie, ecc, per l'utilizzatore finale a cosa servono?
Per Mario saranno utilissimi suppongo ma per il pittore francamente mi sfugge la fruibilità

(a meno che non si vogliano usare come prova provata che i 1919 siano migliori di altri colori "lo dice la scienza" agag)

#265133 01.03.2017 00:32

@Luca: certamente esistono tavolozze piu' ridotte che funzionano benissimo, tuttavia lo schema di lavoro e' completamente diverso da una a 12 di massimo chroma come questa che stiamo esaminando.

Dunque rimanendo nella logica di funzionamento di questa tavolozza si possono sostituire ad alcuni pigmenti altri che modificano le prestazioni andando a costituire una sorta di variante; ad esempio si puo' usare l'oltremare PB29 al posto della ftalo blu-rosso PB15. Oppure sostituire tutti i gialli-arancio e rosso con i cadmi.

Se invece non si usano i verdi piu' che una variante a questa tavolozza si cambia completamente il tipo di strumento e le regole di miscelazione cambiano radicalmente.

Il concetto piu' importante sul quale insisto sempre molto e' che per miscelare correttamente NON bisogna pensare a concetti astratti di colore come i "colori primari", ma piuttosto si deve sostituire al termine astratto "colore" un determinato pigmento. Il pigmento e' reale, e' l'unica realta perche' e' materia e la materia sottosta' ad alcune regole individuabili, frutto di esperienza. Il colore invece no.

PRIMO PRINCIPIO DI FUNZIONAMENTO

La base per il funzionamento di questa tavolozza e' data dal fatto che i due rossi e i due verdi presenti sono COMPLEMENTARI CHIMICI. Questo significa che le due coppie di pigmenti PG7/PR146 e PG7/PR170 danno luogo a miscele che ad un certo punto producono tonalita' a bassissimo chroma ovvero grigi molto scuri, quasi neri.

Questo nel nostro diagramma piano significa che le traiettorie di miscelazione di queste due coppie passano per il centro o nelle immediate vicinanze. Ricordiamo che il centro e' l'asse dei colori acromatici ovvero e' l'asse verticale dove stanno il bianco (sopra) il nero (sotto) e tutte le tinte intermedie grige.

Qui sotto vedete le fotografie dei provini della miscelazione che chiamo in questo caso desaturazione.

Fra le coppie possibili in questa tavolozza a 12, solamente queste due hanno questa caratteristica, le altre producono invece colori che non appartengono ai grigi e dunque le loro traiettorie passano ad una certa distanza dal centro del diagramma.

#265134 01.03.2017 02:22

@Alfio: Per Mario saranno utilissimi suppongo ma per il pittore francamente mi sfugge la fruibilità

 

No no Alfio hai frainteso! Io non sono altro che un appassionato hobbista, quello che espongo e' ben lontano da poter essere considerato all'altezza di un contributo tecnico professionale. Quindi certamente al pittore professionista tutto cio' non puo' interessare se non forse  minimamente.

Queste sono solamente riflessioni personali sul modo (raffazzonato) di cercare di cavarsela ad imparare a mescolare i colori senza avere nessuno che abbia potuto insegnarmelo. In qualche caso ho verificato che alcune persone ne hanno tratto un qualcosa di utile, ma non erano certo pittori, semmai hobbisti...proprio come me.ag

Utente disattivato
#265135 01.03.2017 10:28

ma mi riferivo a tutti gli studi che stan facendo sopra, non al tuo ultimo intervento

#265136 01.03.2017 10:53

@Alfio AHH capisco, mi spieghi cosa intendi per "macro e interpolazioni"?

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