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events calendar: Orazio D'Emanuele

"La Materia del Caos oltre il paesaggio" a cura di Nicolò D'Alessandro

it Monreale (PA): Complesso Monumentale Guglielmo II Piazza Guglielmo II → Google™ Maps
Saturday November 17, 2007 - Saturday December 15, 2007


curated by: Nicolò D'Alessandro

Orazio D'EmanueleLa materia del Caos oltre il paesaggio
Orazio D’Emanuele
a cura di Nicolò D'Alessandro

Testimonianze di
Piero Carbone
Giovanni Compagnino
Giuseppina Radice
Antonio Vitale

Comunicazione pubbliche relazioni: Giuseppe Vitale

QUESTA MOSTRA ANTOLOGICA
Accade che mi trovo nel suo studio non come amico ma come un esploratore senza mappa; come spesso mi succede quando sono chiamato a rispondere ai quesiti di un testo analitico come convenzionale critico d'arte (quale ruolo ambiguo questo!) piuttosto che come un rilassato lettore d'opere d'arte, poiché mi ritrovo di fronte ad alcune centinaia di lavori, in apparenza ripetitivi o leggibili come varianti potrei correre il rischio di leggerli solo e soltanto nel loro aspetto formale, piuttosto che analizzarli nel loro procedere e nel loro farsi. Che è tutt'altra cosa. Questa mostra monrealese che raccoglie l'intero arco della pittura dell'artista dal 1969, con la sua prima collettiva “La Luna e l'Arte”, al Club della Stampa, a Catania, sino alle opere realizzate nel 2007, costituisce la prima occasione critica utile per rivederne l'intero processo evolutivo e analizzarne i risultati nel suo complesso. Una prova impegnativa per il pittore, ma anche per la lettura critica dell'intero percorso. Siamo in presenza di un autentico pittore che sin dalle prime prove coloristiche, non rinuncia a ricercare, attraverso il colore, gli aspetti più profondi ed insondati della propria capacità espressiva ed evocativa. Tiene presente che l'arte è chiamata non a riprodurre emozioni, ma a diventare verosimilmente simbolo di esse, referente dialettico dell'”emozione” provocata dalla finzione coloristica. Si ha la sensazione che non ci si ritrovi davanti alla solita pittura che deve urlarsi addosso qualche cosa. Qui siamo oltre l'arte raccontata, l'arte dialetticamente conclamata. Siamo di fronte alla pittura che racconta se stessa.
(...) Che D’Emanuele evolva il suo discorso narrativo lungo direzioni lontane da un modulo tradizionale, ancorato a suggestioni di impianto naturalistico, è definitivamente chiarito sin da certe opere del 2000 nelle quali già è possibile verificare l’abbandono di un certo modo di concepire la pittura, con un controllo grammaticale ed espressivo più intenso e sicuro. Affidandosi definitivamente ad una pittura del fare che ascolta le seduzioni della materia, ma senza abbandonarvisi del tutto.
Nulla è statico nell’opera di Orazio D’Emanuele. Non è estranea la materia del caos, la materia dell’anarchia, la materia dell’aria, la materia della leggerezza. Luminosità improvvise, rarefazioni portano, insite sulla ruvidezza dei fogli di cellulosa, le tracce rappresentate della natura stravolta e dei suoi frammenti: ne avverti il nitore dell’aria, la luce rappresa nell’opacità della carta, ne avverti, soprattutto, il fortissimo rapporto quasi viscerale con la terra, con la fiorente vegetazione. Tutto ciò avviene attraverso una pittura “intimista” connotata da un senso compositivo equilibrato che a tratti si innamora del vuoto del bianco e del vigore del nero, a volte da campiture attraversate da zone quasi monocrome. É il colore che agisce, depauperato, ridotto quasi a monocromo: ieri nei bianchi luminosi, oggi nei neri sottrattivi della luce. Questi lucori, ottenuti da D’Emanuele, stupefatti d’aria e di acque, le acquoree distese del mare etneo dominate dalle variazioni di blu, dal cobalto all’azzurro, dal ciano al violetto, passando per tutte le docili e leggere variegature del celeste, sembrano riandare, nella maturità, a certa pittura analitica degli anni Settanta in Italia. Ed il tempo raccontato, descritto, è impresso definitivamente nelle stratificazioni delle carte a mano, umide di colore, ordinatamente distese una sull’altra, per raccontare. Ed è così che nelle sue grandi costruzioni coloristiche, la pittura diviene più essenziale; afferma un’idea di spazialità veloce, di accelerazione.

Event reported by Nicolò D'Alessandro