events calendar: Radiografia di un analphabeta
I nuovi 20x20 e 10x10 su tela a brandelli inaugurano il nuovo spazio espositivo di Imperia della Casa d'Arte
Vercelli:
Via dei Mercati via dei Mercati 15 → Google™ Maps
Saturday November 29, 2008 - Saturday December 13, 2008
gallery: Casa D'Arte Via Dei Mercati
Biagioli è Biagioli: sempre divertente, svagato, visionario, in odore di neoespressionismo da Factory newyorkese germogliata in quel di Pistoia. All’imprinting di ieri oggi va riconosciuta però un’evoluzione e una consapevolezza in più, anche se le cifre stilistiche dal segno facilmente decifrabile e il cromatismo vivace sono gli stessi. Deliziose opere di piccolo formato 20X20, o giù di lì, di un artista in cui vita/temperamento/arte coincidono senza sforzo e se conoscono l’onda d’urto del successo la cavalcano allo scopo di crescita. Basta conoscerlo per sapere quanto il suo linguaggio pittorico gli appartenga in toto, anche oltre il perimetro della tela. La sua città è catramosa e cola smog, La città si scioglie, o “carbografica”, Carbografia La notte di Babilonia, la sua Colazione sull’erba esibisce uovo fritto, la sua umanità, un po’ robotizzata, un po’ fumettistica potrà essere denuncia o nostalgia estrosa, senz’enfasi. Questo di lui convince: la sintassi formale senza intellettualismi, con un progetto limpido. Non privo di sostanza e di luminosità innamorata: La notte delle stelle nere, Opera d’amore, Fiori di pietra. Perché Filippo Biagioli è prima di tutto un affabulatore, il giullare di se stesso con le sue brave poetiche malinconie, che sono poi anche le nostre (come ogni vero giullare ci ricorda, regalandocele). Dunque cosa ci racconta in questa serie di lavori a tecnica mista? Di tutto: frammenti di quotidianità, sofferenze mai nascoste, pur nell’entusiasmo coloristico, piccole fobiche manie. Gli oggetti che le incarnano sempre più invadenti, mai autoreferenziali. L’artista li vive con pigro distacco. Come se fossero illusioni fantasiose e reliquie di sogni: esse irrorano le sue vene adulte uscendo a fiotti sulla tela dove schizza potente un’urgenza da disegno infantile. Oggi le paure angosciose si metamorfizzano un po’ meno in allarmanti animali totemici (compare un riccio, sì, ma ironico è lì che trinca e sfumazza; altrove api ronzano danzando come sopra la culla di un lattante). Raffinate colature illuminano infine i fondali di alcune tele su cui ancora si agitano stralunati personaggi da cartoons oppure sagome irruenti uscite dai graffiti. Ma è una poetica ormai matura, lontana dagli spray. Mano, tecnica, gusto a tratti vagamente surrealisti. Su tutto, grafema costante, la parola. In forma di scrittura reale, diaristica. Appunto, senza pedanteria. Decoro sapientemente sgangherato, anticalligrafico. Filippo è Filippo: insomma, bisognerà tenerlo d’occhio.
Luisa Facelli
Event reported by Casa D'Arte Via Dei Mercati


