events calendar: Ladri d'aria
Per la prima volta alla Casa d'Arte il più irriverente, impertinente, ironico, trasgressivo, sfacciato e coinvolgente Artista del Web!
Vercelli:
Via dei Mercati via dei Mercati 15 → Google™ Maps
Saturday September 27, 2008 - Sunday October 12, 2008
gallery: Casa D'Arte Via Dei Mercati
Arthur Miller si chiedeva : cos'è il giornale? E' una Nazione che parla a se stessa.
Allora se io mi chiedessi cosa sia la satira potrei rispondere: è una Nazione che si guarda allo specchio ed è capace di vedere quei difetti che possiede e che solo lo specchio può rilevare. Spesso l'immagine viene guardata di sfuggita, si coglie il singolo episodio, ciò che si sottrae alla normalità, l'imperfezione e la risata, il sorriso è liberatorio, catartico, anche propedeutico alla speranza che l'eccezione sarà sostituita dalla regola.
Le rappresentazioni di Fulvio Martini non sono flash ironici e satirici sulla società, che sono sempre esistiti, fin dai tempi delle antiche civiltà Greca e Romana.
Rappresentano, invece, il racconto del divenire di una Società in cui l'eccezione è divenuta regola.
Come gli uomini e le donne di Botero sono ladri dello spazio che tendono ad occupare con i loro corpi, così i personaggi rappresentati da Fulvio sono ladri d'aria, dell'elemento che garantisce la loro sopravvivenza in una contesa per consumare sempre di più ciò che li circonda.
E questi uomini consumano anche secoli di civiltà e cultura.
L'uomo ha impiegato millenni per umanizzare istinti e comportamenti "naturali" ed animali ed ora assistiamo impotenti all'egoismo di una Società capace solo di chiedere.
Tre sono i principali bersagli di Fulvio: la politica, la religione, il comportamento umano.
Secondo Platone "la politica è il luogo della decisione". Oggi si assiste alla transizione al luogo della rappresentazione.
L'arte del governare è stata sostituita dall'arte della convinzione poiché il vero luogo della decisione è l'economia, a braccetto con la tecnologia.
La politica, orfana della sua funzione più nobile, diventa solo occasione di tornaconto personale o di gruppi più o meno organizzati e vuoto blaterare non di suoni ma di futili "bolle di sapone".
Anche la religione, nata come esigenza di vita in comune, di ecclesia, nel senso di assemblea di invitati e convitati, finisce per Fulvio, per divenire estranea all'uomo, incompresa, tiranna perché lontana dalle sue necessità, cessa di avere funzione educativa per rivelarsi repressiva.
La Società finisce per ridurre l"essere" ad una successione infinita del sembrare.
La vita viene vissuta come un Carnevale, con una serie infinita di maschere, una sul lavoro, una in famiglia, una nel tempo libero.
Le mode, le usanze, gli atteggiamenti fra coloro che di volta in volta si incontrano sono aspetti e "commedie" di gruppo in cui trasferire il proprio vuoto e le proprie paure.
E' la perdita dell'individualità, l'omologazione per non essere emarginati, la ricerca e la difesa di egoistici privilegi da parte di individui e gruppi di potere, il vero filo conduttore della pittura di Fulvio.
Le sue figurazioni sono immediate, più amare che ironiche, nel segno sempre deciso e forte, nel colore sempre marcato si legge la rabbia e l'impotenza, ma mai la rinuncia e la resa.
La pittura di Fulvio scopre il DNA della nostra società e ne indica quelle che saranno le sue "malattie" future.
Con Fulvio la satira diventa analisi e previsione sui mutamenti di una Società dove non è più l'uomo, con la sua creatività e fantasia, l'artefice del proprio futuro, ma il trionfo dei mostri che l'uomo stesso ha creato e che stanno diventando non più governabili.
Con la sua pittura si assiste alla sublimazione dei vizi, delle difficoltà e degli egoismi dell'individuo nei mali della Società.
Raffaele Bozzi
Event reported by Casa D'Arte Via Dei Mercati


