events calendar: Tracce di Memorie
Personale Mauro Corvaglia
Roma:
Galleria il Collezionista via Rasella,132 → Google™ Maps
Thursday May 15, 2008 - Friday May 23, 2008
“Olduvai Gorge”, una gola profonda lungo la strada che porta dal Cratere di Ngorongoro alla pianura senza fine del Serengeti in Tanzania. Qui e più a sud, a Laetoli, l’erosione ha portato alla luce resti e impronte di ominidi risalenti a circa tre milioni e mezzo di anni fa.
Fuori dal piccolo museo, nella vallata a strapiombo sottostante, alcune possenti rocce rosse, le forti membra aggrappate al suolo, si stagliano imperiose su di un cielo così azzurro come forse solo i bimbi sanno dipingere. Sono dei superstiti, i fianchi incisi da rughe profonde, la memoria di un colosso che nei millenni il vento e l’acqua hanno divorato lentamente giorno dopo giorno.
Tutto attorno un deserto pietroso solo a tratti interrotto da scuri cespugli e tracce di sentieri senza alcuna direzione… nel nulla e nell’acceso calore del primo pomeriggio, un masai cammina lentamente verso il fondo della gola. Il colore rosso della stoffa che lo avvolge fa risaltare ancora di più la sua figura alta e magra, che si allontana tra il grigio dei sassi e della polvere.
Sembra un miraggio, a poco a poco svanisce nell’aria che profuma di sole e vento, nell’indefinito tremolio dell’orizzonte dove il cielo accarezza il suolo.
Il pensiero continua a seguire quei passi che gli occhi non riescono più a vedere, ed è un volo nei secoli, nei millenni di storia dell’umanità; tracce di un vissuto troppo lontano per potersi trasformare in ricordo, piccole porte sul muro del tempo che si affacciano su realtà e mondi sconosciuti.
Se dalla terra, dal mare, da vecchie e impolverate soffitte, frammenti del passato tornano alla luce, è perché in loro c’è ancora una voce, un flebile afflato, la magia dell’eterno divenire racchiusa in un segno sbiadito e lacero.
Da qui nasce il desiderio di accompagnare lo spettatore in una virtuale passeggiata lungo una spiaggia, apparentemente abbandonata, sulla cui fragile e mutevole pelle di minuscoli iridescenti granelli di sabbia, si confondano e affiorino vecchie foto, strappate stoffe, graffiate cortecce……… ricreare nella materia il segno della memoria, che possa nella sabbia e nel colore oltrepassare gli anni e fondersi con la luce di oggi, dei nostri sogni e delle nostre attuali aspirazioni, ma anche delle nostre paure e angosce.
Irrompono allora sulle tele le tinte accese, brillanti, metallizzate: gocce di colore precipitate nell’acqua, che si rifrangono in mille sfumature, improvvise esplosioni di luce, desideri espressi e mai detti nel guardare una stella cadente… perché non poter credere che quella luce apparentemente persa si sia solo nascosta tra le carnose membra di una stella marina?
Event reported by Mauro Corvaglia
