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events calendar: 10 Artisti per Frida Kahlo

Concorso nazionale

it Lodi: Galleria Oldrado da Ponte via Oldrado da Ponte,9 → Google™ Maps
Saturday February 16, 2008 - Wednesday March 5, 2008

artists: Fabiola Barna, Beatrice Buonaiuto, Maria Rosaria D'Alessandro, Roberta Di Iasio, Rosalba Frega, Antonella Iurilli Duhamel, Teresa Susy Manzo, Virginia Milici, Alessia Piemonte
gallery: Galleria Oldrado Da Ponte

10 Artisti per Frida Kahlo1907-2007, sono trascorsi cento anni dalla nascita di Frida Kahlo, e l’anno appena trascorso ha visto dedicarle mostre e convegni, per rendere omaggio a un'artista tra le più vere e appassionate. La galleria di Via Oldrado da Ponte ha voluto ricordare quest’anniversario organizzando un concorso nazionale dal titolo, “10 artisti per Frida Kahlo”. Una libera interpretazione intorno all’opera dell’artista messicana. Le adesioni provengono da tutta Italia, alcune opere colpiscono per il loro riferimento, a parte il benvenuto fedele di Gianfranco Bombelli, che riprende un ritratto famoso e molto amato da Frida, una tra tutte quella di Paola De Luigi. Il suo tributo a Frida è una delicata dedica al mondo simbolico che la Kahlo ha abitato. Conosciamo Paola per la preparazione tecnica, e la capacità di giocare con la luce, che fa di lei una piccola Vermeer lodigiana. La scelta del soggetto è perfetta, un manichino, aggrappato a una gonna, che ricorda quelle indossate dalle donne tehuana, e su quel bianco, appese, macchie di sangue carminio che diventano rose nel loro inesorabile gocciolio. C’è Frida inequivocabilmente. I quadri della Kahlo sono ancora oggi testimoni vivi, documenti pittorici, cronaca fedele di un corpo frantumato. Frida ha sempre dipinto se stessa e la sua malattia, poiché come lei stessa afferma, è ciò che conosce meglio. E’ questo dolore che agita e aggroviglia la schiena nuda e materica di Roberta di Iasio di Milano. Astratta, invece, è la raffigurazione di Fabiola Barna, dal titolo “Libera-mente” dove linee attorcigliate di colore urlano il sangue versato. La forza dei quadri di Frida sta proprio in questo, la pittura come strumento autobiografico, nella tormentata ricerca della cura di sé, che caratterizzerà la sua breve e tormentata esistenza e che l’ha trasformeranno in una madonna laica sanguinante. La llorona, la piangente, mito che incarna colei che uccise i propri figli, ma nello stesso tempo dea protettrice di una maternità perduta. E’ in tale perdita che Beatrice Buonaiuto di Viterbo riprende Frida, ritratta di schiena con bambini aggrappati al suo corpo offeso, e per questo impossibilitata ad offrire il volto. Riferimento valido anche per Teresa Susy Manzo che riprende l’iconografia della “Mater-Papessa” forte nella sua potenziale fertilità. Frida cominciò a dipingere nei lunghi mesi trascorsi a letto. Dipinse la sua sofferenze, ma senza divergere mai dai fatti concreti, rimanendo realista e profondamente legata all’arte del suo paese, il Messico, a tale studio si aggiunge un potere di osservazione e una sensibilità dal temperamento energico. Gli occhi di Frida guardano se stessa e il mondo, alla disperata ricerca di sezioni del proprio corpo per tentarne un’interpretazione. Un corpo e un cuore spezzato, è questo che viene proposto nell’opera di Silvia Abbiezzi, dal titolo “Suture”. È un ritaglio di materie assemblate in un corpo scomposto. Il materiale usato, stoffa, carta, lastre radiografiche, ci offre un cuore sanguinante che pulsa sotto le cuciture di una tentata guarigione. L’arte per Frida fu essenzialmente uno strumento di sopravvivenza, ma anche di conoscenza, non solo del suo corpo ma anche del proprio paese. Il Messico è sempre presente, attraverso l’arte popolare, l’uso di immagini votive, di santi cristiani, il simbolo della croce, le permettevano una comunicazione fruibile e facilmente assimilabile da tutti. Su tale aspetto si soffermano le opere di Rosalba Frega di Bergamo Daniela Garosi di Pisa, Virginia Milici di Viterbo e Antonella Iurilli Duhamel, presente con l’unico Retablo, opera commemorativa largamente usata nell’arte popolare messicana. L’uso di tale materiale potrebbe far pensare a una Frida surrealista, ma la sua pittura non può definirsi tale, poiché Frida in nessun quadro si stacca dalla realtà, anche quando avrebbe potuto o voluto farlo, vinta dal dolore. La sua opera va interpretata come un sunto metaforico di esperienze vissute concretamente. Ma è anche uno specchio di tradizione e fantasia cui s’ispira Alessia Piemonte di Milano con il suo “lapidare il cuore”. Frida Kahlo è la più grande fra i pittori messicani, e sembra che bene hanno colto questi artisti tale messaggio, ma è stata anche un essere umano tra i più intensi e veri dei nostri tempi. “La sua opera aspra e tenera, è dura come l’acciaio e delicata e sottile come l’ala di una farfalla, adorabile come un bel sorriso e profonda e crudele come l’amarezza della vita”. E’ questo lo spirito con cui i 13 artisti presenti al concorso hanno espresso la loro adesione a Frida. L’unica ceramista presente è Maria Rosaria d’Alessandro che partecipa con un bassorilievo di suadente femminilità.

Flora Tumminello

Inaugurazione 16 febbraio ore 18.00 Galleria Oldrado da Ponte, 9

Event reported by Dambros