Leopoldo Civolani
www.equilibriarte.org/cileartartist
member since May 1, 2006
bio
Nacqui una sera di settembre di 40 anni fa... Non ho frequentato nessuna accademia. Amo l'Arte in quanto espressione dei sentimenti umani... LArte come consolazione necessaria per la vita.
Ho scoperto la fotografia molto tardi, quasi per caso grazie ad uno straordinario oggetto ricevuto in regalo: una reflex. A dire il vero, sono sempre stato attratto dalle immagini: limmagine in movimento, limmagine raccontata, limmagine fotografata.
Penso alla fotografia come ad un inevitabile percorso terapeutico, qualcosa che ho bisogno di fare. Per dirla alla Gruyaert, è una relazione con il mondo di cui sento la necessità. Quello che mi affascina della fotografia sono le sue infinite possibilità: cosa includere e cosa escludere in una inquadratura, il cercare di cogliere il momento giusto per scattare, lo straordinario caleidoscopio di emozioni da cui poter scegliere.
www.photographers.it/ute [...] Pag.cfm?Cod=5854
www.fotocommunity.it/pc/ [...] cs/922446
C’era una volta il cinema…
Questa è una storia di muri e di fantasmi: i muri non esistono più, dei fantasmi ne rimane la memoria.
E’ la storia di vecchi edifici le cui pareti hanno sentito il fragore delle risate e il battere dei piedi irrequieti. E’ una piccola storia “a colori” di alcune sale cinematografiche.
L’idea è nata nel corso del workshop su “la memoria in fotografia” e dall’osservazione su come l’omologazione culturale, che caratterizza il nostro periodo, ha intaccato anche il modo di fruire il cinema e di viverne gli spazi ad esso deputati. Ormai i nuovi “multiplex” si assomigliano in tutto e per tutto: iper-mercati-cinematografici finalizzati al consumo. Sopravvivono ancora le piccole sale, nei dopolavoro ferroviari o nelle pertinenze parrocchiali, dove i bar sono ancora dei distributori di bibite e snack, e dove il tempo scorre lentamente.
E’ questa atmosfera di un tempo andato che cerco di testimoniare con questi tredici scatti realizzati in giro per la provincia campana. Molte sale sono già scomparse lasciando il posto a qualche supermercato portando con sé il patrimonio e un modo diverso di fruire il cinema, altre sono ancora lì, uguali da sempre ma con un fascino particolare che solo ora riusciamo a percepire, perché sono ognuna diversa dall’altra.
Ho scoperto la fotografia molto tardi, quasi per caso grazie ad uno straordinario oggetto ricevuto in regalo: una reflex. A dire il vero, sono sempre stato attratto dalle immagini: limmagine in movimento, limmagine raccontata, limmagine fotografata.
Penso alla fotografia come ad un inevitabile percorso terapeutico, qualcosa che ho bisogno di fare. Per dirla alla Gruyaert, è una relazione con il mondo di cui sento la necessità. Quello che mi affascina della fotografia sono le sue infinite possibilità: cosa includere e cosa escludere in una inquadratura, il cercare di cogliere il momento giusto per scattare, lo straordinario caleidoscopio di emozioni da cui poter scegliere.
www.photographers.it/ute [...] Pag.cfm?Cod=5854
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C’era una volta il cinema…
Questa è una storia di muri e di fantasmi: i muri non esistono più, dei fantasmi ne rimane la memoria.
E’ la storia di vecchi edifici le cui pareti hanno sentito il fragore delle risate e il battere dei piedi irrequieti. E’ una piccola storia “a colori” di alcune sale cinematografiche.
L’idea è nata nel corso del workshop su “la memoria in fotografia” e dall’osservazione su come l’omologazione culturale, che caratterizza il nostro periodo, ha intaccato anche il modo di fruire il cinema e di viverne gli spazi ad esso deputati. Ormai i nuovi “multiplex” si assomigliano in tutto e per tutto: iper-mercati-cinematografici finalizzati al consumo. Sopravvivono ancora le piccole sale, nei dopolavoro ferroviari o nelle pertinenze parrocchiali, dove i bar sono ancora dei distributori di bibite e snack, e dove il tempo scorre lentamente.
E’ questa atmosfera di un tempo andato che cerco di testimoniare con questi tredici scatti realizzati in giro per la provincia campana. Molte sale sono già scomparse lasciando il posto a qualche supermercato portando con sé il patrimonio e un modo diverso di fruire il cinema, altre sono ancora lì, uguali da sempre ma con un fascino particolare che solo ora riusciamo a percepire, perché sono ognuna diversa dall’altra.


