Nicolò D'Alessandro
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Nicolò D’Alessandro nasce a Tripoli (Libia) da genitori siciliani nel 1944. Vive a Palermo. Partecipa alla vita artistica italiana dal 1961 esponendo per invito a numerose collettive nazionali ed internazionali in Italia e all’estero. Ha firmato scene e costumi di spettacoli teatrali. Collabora come direttore artistico per alcune case editrici. Svolge un’intensa attività grafica curando oltre cento libri con copertine e disegni, più di ottanta impaginazioni e numerosi manifesti.
Si é sempre interessato parallelamente di ricerca estetica, contribuendo con scritti critici. Numerosi disegni sono stati pubblicati in riviste, giornali e libri in Italia e in molti altri paesi. Dal 1963 ha tenuto ottantacinque mostre personali e oltre centosettanta collettive su inviti di gallerie, enti ed istituzioni culturali, in Italia e all'estero, Si citano le più significative. Nel 1980, a Palermo, l’Opera Universitaria ospita “La Nave dei Folli” e nel 1981 l’Accademia BB. AA. della stessa città propone numerosi disegni ed acqueforti dal 1973 al 1980.
Ampio consenso critico ed artistico suscitano le mostre personali di Bucarest (1981) e Budapest, Amsterdam (1982) ed ancora quelle di Belgrado, Zagabria (1983); New York (1985); Mosca (1988); Praga (1989); Presov, Novj Jicin, Radhostém, Plzen, Pisek, Humenné (1990); Brno, Kosice, Benejov u Pray, Bratislava (1991); New York (1992); Palermo (1996); Tichy, Olkutz, Madrid, Cracovia (1997), Rimini (1999), Palermo (2001). Pi ... bio
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November 18, 2007 - December 15, 2007 Orazio D'Emanuele
November 17, 2007 - December 15, 2007 Orazio D'Emanuele
June 9, 2007 - June 27, 2007 Caro Pan, settimo ed ultimo appuntamento
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DEDICATO AGLI
ARTISTI SPIRITOSI
Amavo Sua Nobile Altezza imperiale, Principe Conte Paiatino, Angelo Ducas Comineno De Curtis Gagliardi Antonio Giuseppe di Luigi Napoli, in arte Totò. Amo Totò. Perbacco, non insista! Lei non sa chi sono io! Ed era pinocchio, marionetta, tamburo, bombetta, pulcinella, batteria e passerella, castagnola e granata, frottola, riso, farsa e tragedia, maschera, guappo, buffone e saltimbanco, attore e poeta. Era il riferimento della mia infanzia di provincia,l’amico di famiglia che regalava momenti di allegria genuina fatta di battute improvvise e fulminanti. La base del vero umorismo. Maestro del bonario "doppio senso", mai volgare: Storpiava le parole e noi lo imitavamo. Cercavamo di riprodurre quella sua aerodinamica mascella metafisica. Quisquilie, pinzillacchere diventavano la strafottente punteggiatura del nostro ciarlare. La ormai storica frase Siamo uomini o caporali ha contribuito non poco a scegliere, me giovane, da che parte stare. Ma quel mondo di speranza, di ironia e leggerezza, fatto di piccole cose, oggi, non esiste più. Ora si fanno solo grandi cose, grandi progressi, si accumulano grandi ricchezze. Siamo schiacciati da grandi poteri. Davvero grandi sono l'imbecillità e la volgarità contrabbandate come spettacolo o intrattenimento. Gli umoristi di oggi? Per imitarlo, di nascosto, guardano i suoi films, ma non lo capiscono. Ma mi facciano il piacere, ma non mi facciano ridere.
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Rossella Buscemi 11/29/2008 04:51 PM



