Salvatore De Angelis
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Pittore di eccellenti qualità, vincitore di premi prestigiosi in varie rassegne d’arte, raccoglitore di unanimi consensi di critica e di pubblico, Salvatore De Angelis da oltre cinquant’anni propone opere dalle quali traspaiono un'eccellente tecnica pittorica, frutto di anni di ricerca, e riverberi di un divenire, che in mezzo secolo ha subìto mutamenti naturali e rivoluzioni sociali.
Il pittore ferma sulla tela un attimo di vita, un frammento di natura e come un demiurgo dà vita alle proprie emozioni attraverso vividi colori e sapienti pennellate.
La sua pittura, realistica ed impressionistica al tempo stesso, spazia dai paesaggi urbani e naturali, fino a trasfondere, attraverso il surrealismo, il proprio pensiero su temi di coinvolgente attualità. L'artista, oltre ad ottenere continui e prestigiosi riconoscimenti, riscuote un consenso unanime di critica e di pubblico.
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Un abbraccio
A Napoli se sa che: “i fiji so piezze e core”
Noi, ce li crescemo, co’tutto il nostro amore.
Da piccoli so gioie, da grandi sò dolori,
Specie si ne combineno de tutti li colori.
La gioventù moderna sur sesso, è afforzennata,
un niente, e, te dà er via, a ‘na bell’accoppiata.
Nun je interessa niente, l’amore, si nun lavori,
basta che stanno insieme, come due bei tesori.
Si inizieno da subbito…, coi denti ancor da latte,
sta società malata, nun vede, se ne sbatte.
Pè sta cosa, se sa, tutto er monno è paese,
e, sì ce perdi la via, n’hai da pagà le spese.
Li genitori ar dunque, li prendeno a palate,
in tanti antri posti, je danno le frustate.
In qualche società, pè cose più salate,
a le femminucce ree, l’ammazzeno a sassate.
Lo so, stò costume, stà proprio messo male!
S’è sparso, pè tutto er monno: occidentale.
Quì ommini viziati, coreno, pori vecchietti,
addietro a le fringuelle, oppuro à li maschietti.
E’ tanta la lascivia, che nun li fanno indenni,
anzi, te li vanno a tròva, solo se minorenni.
Le madame, de stì vecchi, ne pizzicorno a frotte,
ne le case, pe li giardini o ne l’oscure grotte.
Iniziorno tanti processi, co' la magistratura,
e, pè stì sporcaccioni, fu veramente dura.
Ce l’ho proprio davanti, come si fosse ieri:
ingabbiorno tutti, drento a Reggina Coeli.
Er seme de Caino, abbioccato in Parlamento,
nascosto fra li seggi, così, in der momento,
Cambiò le carte in tavola, e mise na ragione;
Sapete, proprio bella, pe nun fenì in prigione:
-Li giovini so emancipati e ricchi d’intelletto.
Questo noi dichiaramo e lo mettemo scritto-.
Me disse poi a quer tempo, n’omo der servizio:
-fra quei legislatori, ne vidi che uno c’era,
che tutto gongolava. Così, appena sortì fora,
L’ho visto, lì furtivo, a entrà ner gabbinetto,
e un’ora dopo uscinne, accanto a ‘n giovinetto-.
Un collega je disse: - ma quello è appena nato-
-Embè? in Parlamento l’avemio emancipato!-.
E, un pensiero:
DORCEZZA E SORISO
Signore, t’aringrazio perché a ‘gnì viso
de botto je rigali un ber soriso.
Er soriso se po’ dì, è importante,
si entra drento ar core de la gente.
L'omo che cià ner core amore,
è felice sempre ar correre dell’ore.
E 'gni matina, la mente mia spera;
Spero de vedè un mondo senza guera.
Spero, andando pè le strade, in tondo,
de vedè 'gnuno vicino a me, giocondo.
E quanno a casa mia viè sera,
rivorgo lassù ‘na semplice preghiera:
-la vita mia, è ne’ la tua volontà,
e er monno m’hai da crede, è sempre là
lo so, perchéeee... è così che Tu hai vorzuto.
Ma all’addormimme, Te dico cò un saluto,
domani al risvejo ce vojo ariprovà,
anche se Tu dall’alto nun lo farai cambià.
Però Te prego, lasciame sur viso
Un poco de dolcezza e un ber soriso.





Ho avuto modo di reperire le tue stesse notizie, per cui ho incominciato a buttare giù un bozzetto, che è già a buon punto nell'impostazione. ora dovrò lavorare con attenzione nelle luci e nei particolari.
Una notizia fresca. Oggi mi hanno nominato autore del mese in poetilandia, ove mi sono iscritto da circa 15 giorni.
Ciao, a presto,
Giovanni