Matteo Galvano
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member since December 9, 2007
bio
Matteo Galvano nasce a Como il 03/01/1983. Compie gli studi presso la Scuola d'arte di Cantù dove si diploma.
Ha realizzato alcune mostre personali e collettive nel Comasco e Milanese tra le quali "COMOrfosi" con il fotografo Marco Besana.
"La penna biro"
La biro si trasforma in arte! Si definisce così la pittura a biro!
Con l'utilizzo di soli 2 colori, bianco e nero creo il buio e la luce.
Il buio lo paragono alla vita, qualcosa che non si vede e che voglio scoprire mentre la luce la paragono alla morte, qualcosa che si vede, come fosse un punto d'arrivo. CRITICA: Matteo Galvano è un artista che perte dal magico intreccio del nero e del bianco,della vita e della morte,dell esserci e del non essere;il tutto con una precisione che enfatizza la beltà degli elementi raffigurati.Nelle sue opere si apprezza il gusto per i paesaggi inondati,il chiaro scuro,i giochi di luce fedelmente riprodotti con sapiente e minuzioso tratteggio che destano nei passanti un chiaro interesse frutto non già del soggetto rappresentato,ma della tecnica,unica come l identità e come tale con caratteristiche proprie e originali.Il suo tratto è vivo,perché tutto richiama al movimento,una semplice curva riporta il moto ondoso che anima gli oggetti immobili;da qui la vita,presente e futura,raffigurata con un agile tocco quasi magico,nella forma.Galvano ha iniziato il suo iter artistico,ancora acerbo data la giovane età,per gioco e al gioco dei sogni alla fine ritorna,gli spazi interrotti che contornano le sue immagini,rientrano in un significato ben preciso.La sua realtà interiore vede la bellezza nello sguardo orgoglioso di una donna,nel bisogno gregàle degli uomini,nell arte dei suoni.La psiche degli uomini che Galvano rappresenta è combattuta,sembra doma,quasi rassegnata,è presente la sofferenza che emerge dagli occhi,che straripa dai volti contriti,testimoni dell atavico supplizio;in realtà si avverte un sintomo foriero di speranza che è la vita appunto.Un augurio sincero e penetrante al giovane "domatore di sentimenti" che ha abilmente intrappolato le sue emozioni nella carta. Luigi La Tella (critico d arte)
Ha realizzato alcune mostre personali e collettive nel Comasco e Milanese tra le quali "COMOrfosi" con il fotografo Marco Besana.
"La penna biro"
La biro si trasforma in arte! Si definisce così la pittura a biro!
Con l'utilizzo di soli 2 colori, bianco e nero creo il buio e la luce.
Il buio lo paragono alla vita, qualcosa che non si vede e che voglio scoprire mentre la luce la paragono alla morte, qualcosa che si vede, come fosse un punto d'arrivo. CRITICA: Matteo Galvano è un artista che perte dal magico intreccio del nero e del bianco,della vita e della morte,dell esserci e del non essere;il tutto con una precisione che enfatizza la beltà degli elementi raffigurati.Nelle sue opere si apprezza il gusto per i paesaggi inondati,il chiaro scuro,i giochi di luce fedelmente riprodotti con sapiente e minuzioso tratteggio che destano nei passanti un chiaro interesse frutto non già del soggetto rappresentato,ma della tecnica,unica come l identità e come tale con caratteristiche proprie e originali.Il suo tratto è vivo,perché tutto richiama al movimento,una semplice curva riporta il moto ondoso che anima gli oggetti immobili;da qui la vita,presente e futura,raffigurata con un agile tocco quasi magico,nella forma.Galvano ha iniziato il suo iter artistico,ancora acerbo data la giovane età,per gioco e al gioco dei sogni alla fine ritorna,gli spazi interrotti che contornano le sue immagini,rientrano in un significato ben preciso.La sua realtà interiore vede la bellezza nello sguardo orgoglioso di una donna,nel bisogno gregàle degli uomini,nell arte dei suoni.La psiche degli uomini che Galvano rappresenta è combattuta,sembra doma,quasi rassegnata,è presente la sofferenza che emerge dagli occhi,che straripa dai volti contriti,testimoni dell atavico supplizio;in realtà si avverte un sintomo foriero di speranza che è la vita appunto.Un augurio sincero e penetrante al giovane "domatore di sentimenti" che ha abilmente intrappolato le sue emozioni nella carta. Luigi La Tella (critico d arte)


