Pietro D'Angelo
www.equilibriarte.org/pietrodangeloartist
member since August 4, 2007
bio
Sono nato a Palermo il 19 dicembre 1974.
Ho frequentato il II Liceo Artistico di Palermo.
Nel 1999 mi sono iscritto all'accademia di belle arti di Bologna (sezione scultura) dove mi sono diplomato nel 2004 con il massimo dei voti.
Attualmente vivo e lavoro a Palermo.
Presentazione
La costruzione a piccoli moduli permette una rappresentazione che gioca contemporaneamente sulla descrizione e la precarietà della visione, capace di rappresentare la frantumazione di ogni senso unitario delle cose.
L’oggetto non è un puro volume messo in evidenza, ma elemento di una composizione che ne sfida l’opaca corposità a favore di un risultato dove tutto viene piegato a un nuovo ordine formale.
Quest’ordine naturalmente non produce una sublimazione dello splendore specifico dei singoli elementi, ma gioca a tramutare i singoli significati in un unico e trasfigurato significante.
In questa ricerca gli oggetti sono visti come metafore di un’impronta digitale sull’argilla analoga ad un pixel (elemento d’immagine), elementi che nella loro moltiplicazione formano l’immagine nella sua totalità.
L’accumulo che si nota a prima vista è contraddetto da un corposo ordine che lo sostiene, e da un’ordinata compenetrazione elaborata in maniera da spingersi all’incastro di ogni singolo elemento.
L’oggetto quindi viene moltiplicato, accumulato, in un’ossessiva ripetizione, il soggetto che viene rappresentato vive una vita replicata, che si espande per lo spazio e per il tempo infinito e assoluto.
Pietro D’Angelo
Ho frequentato il II Liceo Artistico di Palermo.
Nel 1999 mi sono iscritto all'accademia di belle arti di Bologna (sezione scultura) dove mi sono diplomato nel 2004 con il massimo dei voti.
Attualmente vivo e lavoro a Palermo.
Presentazione
La costruzione a piccoli moduli permette una rappresentazione che gioca contemporaneamente sulla descrizione e la precarietà della visione, capace di rappresentare la frantumazione di ogni senso unitario delle cose.
L’oggetto non è un puro volume messo in evidenza, ma elemento di una composizione che ne sfida l’opaca corposità a favore di un risultato dove tutto viene piegato a un nuovo ordine formale.
Quest’ordine naturalmente non produce una sublimazione dello splendore specifico dei singoli elementi, ma gioca a tramutare i singoli significati in un unico e trasfigurato significante.
In questa ricerca gli oggetti sono visti come metafore di un’impronta digitale sull’argilla analoga ad un pixel (elemento d’immagine), elementi che nella loro moltiplicazione formano l’immagine nella sua totalità.
L’accumulo che si nota a prima vista è contraddetto da un corposo ordine che lo sostiene, e da un’ordinata compenetrazione elaborata in maniera da spingersi all’incastro di ogni singolo elemento.
L’oggetto quindi viene moltiplicato, accumulato, in un’ossessiva ripetizione, il soggetto che viene rappresentato vive una vita replicata, che si espande per lo spazio e per il tempo infinito e assoluto.
Pietro D’Angelo



