Francesco Silvestri
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member since May 30, 2007
bio
Francesco Silvestri
Cortale (Calabria), 1962
Francesco Silvestri pittore di origini calabresi, nasce a Cortale in provincia di Catanzaro, il 4 dicembre 1962. La sua predisposizione artistica si sviluppa molto presto, quando lo zio Andrea Cefaly junior nel suo grande studio a Cortale gli permette di dipingere per la prima volta alla tenera età di quattro anni.
Frequenterà al paese natio soltanto la prima elementare per poi trasferirsi con tutta la famiglia al paese paterno ossia a Modugno provincia di Bari. Il papà di Francesco Silvestri sposò Adriana Cefaly facente parte di una famiglia nobile e importante per il panorama artistico culturale italiano.
Andrea Cefaly senjor uomo facoltoso dell' ottocento borbonico, fu un grande esempio per il nostro meridione.
Pittore di alto livello, dopo aver frequentato la scuola napoletana, fondò una scuola Cortalese di pittura.
Si ricorda la sua amicizia con i fratelli Palizzi.
I suoi quadri ebbero una importanza fondamentale per la tematica delle vicende di famiglia rappresentate in maniera sublime con una attenta analisi tra verismo e regionalismo, oppure si ricordano opere di profonda impostazione religiosa, imprese belliche gàribaldine. È importante ricordare la vita politica di deputato nelle prime due legislature italiane, dove fu promotore dell'abolizione della pena di morte, le sue opere che sono custodite nei principali musei italiani ed esteri: il Louvre, il museo di Palermo, di Capodimonte Reggio Calabria ecc. ..
Andrea Cefaly junior continuerà con la pittura, fu una persona molto semplice e riservata dotata di un altruismo estremo, non ha mai voluto imporsi nel mercato dell'arte, fu allievo preferito di Felice Casorati inventò uno stile nuovo e personale di espressionismo.
Ricordiamo la partecipazione alla biennale di Venezia nel cinquanta vinta da Matisse, la quadriennale d'arte di Roma, il maggio barese. Dei suoi avi Francesco ha ereditato l' altruismo, ma più di tutto l'amore per l'arte.
Francesco ama vivere tra la gente, a stretto contatto, osservando e vivendo emozioni forti e trasgressive, per la voglia di misurarsi; o di capire e di capirsi .per poi esprimere di getto in maniera esemplare con rapida violenta e dolce pennellata il suo stato d'animo, vissuto e fotografato nella sua mente per poi essere dipinto cogliendo tutti gli aspetti possibili per lietarci o per rapirci in maniera drastica, senza delle volte seguire dei canoni o prospettive o realtà, ma solamente visioni o flash, momenti colti dal più vivo profondo assoluto che solo pochi pittori contemporanei sanno rappresentare. Nella carriera artistica, o meglio nelle sue opere possiamo leggere un percorso interessante legato alla sua vita privata trascorsa a scrutare qua e là situazioni poco lucide, delle scene di interni al più delle volte figure femminili o maschili dalle mille espressioni anche sataniche, che stanno li a significare momenti di riflessione, comunicazione, divertimento, amore, libertà, ironia, gelosia, ipocrisia, irrazionalità, di tradimento, una visione con più visioni una sorta di sequenze straordinarie, che colpiscono in maniera diretta l'interlocutore con una precisa allegoria, carica di vive emozioni e colori da attenti volumi e particolari oggetti decorativi che diventano interpreti primari della scena.
La sua pittura è dotata di una musicalità improvvisa, si respira un'aria torbida, cruente e triste nei suoi pagliacci, buffi personaggi assurdi e innoqui, oppure nei suoi cavalli forti, radiosi rampanti, dotati di enormi corpi, di lunghe criniere, interpretati per primeggiare una storia con una sicurezza espressiva che non ha eguali dove ognuno di noi vorrebbe specchiarsi. In ognuna di queste opere non si contano le diverse tonalità cromatiche o le pennellate ripetute sui contorni, forse ciò che più fa distinguere la diversità del suo stile al cospetto di altri stili e quella di immortalare con estrema libertà una realtà di azione o di movimento ai quadri. Altra situazione pura è quella di trovarsi di fronte ad un mondo quasi virtuale, testimone di uno stato d'animo invadente, che colpisce direttamente all'obiettivo storico, metodico filosofico o mitologico storie riportate come sequenze di un film.
Oggi Francesco è continuatore e promotore di uno stile proprio maturato negli anni con attento studio e dedizione.
Ossessionato dall'amore per la pittura, il suo credo primordiale, dipinge e lascia un grande patrimonio, senza mai stancarsi.
La sua mano è sempre in movimento più veloce della sua mente, produce e crea quadri dalle variate misure dipingendo anche bottiglie, vasi, tessuti, muri, masonite, legno, carta, strumenti musicali, W.C., antiche porte, macchine, motori. .. sempre alla ricerca, rovistando nella sua memoria si ricordano viaggi, concerti, ballerine, pagliacci, cavalli, venezie, sesso, sensualità, jazz, eroi delusi, vecchie tradizioni, nuove situazioni, pericolose emozioni, vita da barboni, padroni di sti cogl. .. nuove situazioni astratte concettuali o semplici figure poetiche di un artista sensibile, dal linguaggio universale che deve necessariamente imporsi nel panorama dell'arte con la A maiuscola.
testo di Massimo Nardi
Cortale (Calabria), 1962
Francesco Silvestri pittore di origini calabresi, nasce a Cortale in provincia di Catanzaro, il 4 dicembre 1962. La sua predisposizione artistica si sviluppa molto presto, quando lo zio Andrea Cefaly junior nel suo grande studio a Cortale gli permette di dipingere per la prima volta alla tenera età di quattro anni.
Frequenterà al paese natio soltanto la prima elementare per poi trasferirsi con tutta la famiglia al paese paterno ossia a Modugno provincia di Bari. Il papà di Francesco Silvestri sposò Adriana Cefaly facente parte di una famiglia nobile e importante per il panorama artistico culturale italiano.
Andrea Cefaly senjor uomo facoltoso dell' ottocento borbonico, fu un grande esempio per il nostro meridione.
Pittore di alto livello, dopo aver frequentato la scuola napoletana, fondò una scuola Cortalese di pittura.
Si ricorda la sua amicizia con i fratelli Palizzi.
I suoi quadri ebbero una importanza fondamentale per la tematica delle vicende di famiglia rappresentate in maniera sublime con una attenta analisi tra verismo e regionalismo, oppure si ricordano opere di profonda impostazione religiosa, imprese belliche gàribaldine. È importante ricordare la vita politica di deputato nelle prime due legislature italiane, dove fu promotore dell'abolizione della pena di morte, le sue opere che sono custodite nei principali musei italiani ed esteri: il Louvre, il museo di Palermo, di Capodimonte Reggio Calabria ecc. ..
Andrea Cefaly junior continuerà con la pittura, fu una persona molto semplice e riservata dotata di un altruismo estremo, non ha mai voluto imporsi nel mercato dell'arte, fu allievo preferito di Felice Casorati inventò uno stile nuovo e personale di espressionismo.
Ricordiamo la partecipazione alla biennale di Venezia nel cinquanta vinta da Matisse, la quadriennale d'arte di Roma, il maggio barese. Dei suoi avi Francesco ha ereditato l' altruismo, ma più di tutto l'amore per l'arte.
Francesco ama vivere tra la gente, a stretto contatto, osservando e vivendo emozioni forti e trasgressive, per la voglia di misurarsi; o di capire e di capirsi .per poi esprimere di getto in maniera esemplare con rapida violenta e dolce pennellata il suo stato d'animo, vissuto e fotografato nella sua mente per poi essere dipinto cogliendo tutti gli aspetti possibili per lietarci o per rapirci in maniera drastica, senza delle volte seguire dei canoni o prospettive o realtà, ma solamente visioni o flash, momenti colti dal più vivo profondo assoluto che solo pochi pittori contemporanei sanno rappresentare. Nella carriera artistica, o meglio nelle sue opere possiamo leggere un percorso interessante legato alla sua vita privata trascorsa a scrutare qua e là situazioni poco lucide, delle scene di interni al più delle volte figure femminili o maschili dalle mille espressioni anche sataniche, che stanno li a significare momenti di riflessione, comunicazione, divertimento, amore, libertà, ironia, gelosia, ipocrisia, irrazionalità, di tradimento, una visione con più visioni una sorta di sequenze straordinarie, che colpiscono in maniera diretta l'interlocutore con una precisa allegoria, carica di vive emozioni e colori da attenti volumi e particolari oggetti decorativi che diventano interpreti primari della scena.
La sua pittura è dotata di una musicalità improvvisa, si respira un'aria torbida, cruente e triste nei suoi pagliacci, buffi personaggi assurdi e innoqui, oppure nei suoi cavalli forti, radiosi rampanti, dotati di enormi corpi, di lunghe criniere, interpretati per primeggiare una storia con una sicurezza espressiva che non ha eguali dove ognuno di noi vorrebbe specchiarsi. In ognuna di queste opere non si contano le diverse tonalità cromatiche o le pennellate ripetute sui contorni, forse ciò che più fa distinguere la diversità del suo stile al cospetto di altri stili e quella di immortalare con estrema libertà una realtà di azione o di movimento ai quadri. Altra situazione pura è quella di trovarsi di fronte ad un mondo quasi virtuale, testimone di uno stato d'animo invadente, che colpisce direttamente all'obiettivo storico, metodico filosofico o mitologico storie riportate come sequenze di un film.
Oggi Francesco è continuatore e promotore di uno stile proprio maturato negli anni con attento studio e dedizione.
Ossessionato dall'amore per la pittura, il suo credo primordiale, dipinge e lascia un grande patrimonio, senza mai stancarsi.
La sua mano è sempre in movimento più veloce della sua mente, produce e crea quadri dalle variate misure dipingendo anche bottiglie, vasi, tessuti, muri, masonite, legno, carta, strumenti musicali, W.C., antiche porte, macchine, motori. .. sempre alla ricerca, rovistando nella sua memoria si ricordano viaggi, concerti, ballerine, pagliacci, cavalli, venezie, sesso, sensualità, jazz, eroi delusi, vecchie tradizioni, nuove situazioni, pericolose emozioni, vita da barboni, padroni di sti cogl. .. nuove situazioni astratte concettuali o semplici figure poetiche di un artista sensibile, dal linguaggio universale che deve necessariamente imporsi nel panorama dell'arte con la A maiuscola.
testo di Massimo Nardi



