Dino Durigatto
www.equilibriarte.org/durigattoartist
member since May 14, 2007
bio
Dal 1989 attivo con opere e partecipazioni ad eventi. Ho davvero poco tempo per dedicarmi a questo piacere, ma ogni giorno, da più di vent'anni, mi occupo di colori, immagini, storie buone e meno edificanti in ambito pubblicitario.
Il Dio per me sarà il Dio della liberazione di tutti, e lo ritroverò, prima della realtà liberata, in seno all'Uno-Tutti, compresenza di tutti gli esseri vivi e spezzati o scacciati come gatti sporchi ai valori, ai valori piú puri, come questa alta musica che sto ora ascoltando, lo troverò lì, nell'intimo, sofferente alla realtà-società-umanità cosí come sono, e liberante con mitezza intrepidissima.
Aldo Capitini
Non vive in una grande città Dino Durigatto. Eppure anche lui si è ritrovato a vedere sempre più spesso uomini e donne suonare uno strumento, chiedere un “denaro” sotto un portico, vicino ad un’entrata di richiamo, sul selciato d’una chiesa.
Non gira la testa, però, con sussiego, pietà o rabbia; osserva, con attenzione, con stupore, con curiosità, mai con pietismo o buonismo perché sa riconoscere la dignità dell’uomo, sa donare il rispetto. Con parole vivide e pregnanti traccia ritratti che aprono la mente: “riconosco il pensiero ossesso dell’essere indicato”, “lo stomaco che si chiude giunge fino agli occhi”…
Invita a seguirlo. Ma avverte di andarci piano per riconoscere le ombre immerse in questi “tempi strani”, animati da fedi diverse: in Dio, nell’acquisto, nella patria. R.O.
Il Dio per me sarà il Dio della liberazione di tutti, e lo ritroverò, prima della realtà liberata, in seno all'Uno-Tutti, compresenza di tutti gli esseri vivi e spezzati o scacciati come gatti sporchi ai valori, ai valori piú puri, come questa alta musica che sto ora ascoltando, lo troverò lì, nell'intimo, sofferente alla realtà-società-umanità cosí come sono, e liberante con mitezza intrepidissima.
Aldo Capitini
Non vive in una grande città Dino Durigatto. Eppure anche lui si è ritrovato a vedere sempre più spesso uomini e donne suonare uno strumento, chiedere un “denaro” sotto un portico, vicino ad un’entrata di richiamo, sul selciato d’una chiesa.
Non gira la testa, però, con sussiego, pietà o rabbia; osserva, con attenzione, con stupore, con curiosità, mai con pietismo o buonismo perché sa riconoscere la dignità dell’uomo, sa donare il rispetto. Con parole vivide e pregnanti traccia ritratti che aprono la mente: “riconosco il pensiero ossesso dell’essere indicato”, “lo stomaco che si chiude giunge fino agli occhi”…
Invita a seguirlo. Ma avverte di andarci piano per riconoscere le ombre immerse in questi “tempi strani”, animati da fedi diverse: in Dio, nell’acquisto, nella patria. R.O.



