Stefano ''Teti'' Orzes
www.equilibriarte.org/tetiorzesartist
member since April 9, 2007
bio
"Il tempo è un bambino che gioca a dama; un bambino esercita il potere reale.".."Tutto questo è un gioco con cui la divinità si diverte."
Nasce a cencenighe agordino compie l'istituto d'arte a cortina d ampezzo si diploma nel 1998 nello stesso anno si iscrive al dams di bologna, si laurea nel marzo del 2005.
ora svolge attività musicale e pittorica.
Da anni studia gli antichi insegnamenti esoterici ed essoterici e da questi attinge nuove idee per le sue composizioni.
www.myspace.com/myeveline
www.myspace.com/startuonare
SIMBOLI E MITI
La parola simbolo deriva dal greco sun-ballein che significa mettere insieme, unire.
Il linguaggio simbolico è il linguaggio universale che permette di unire la conoscenza interiore a quella esteriore. Vi sono simboli creati dalla natura e simboli creati dall'uomo.
"Le figure geometriche rappresentano la struttura, l’ossatura della realtà. Il linguaggio dei simboli rende visibili i legami e le corrispondenze tra ogni cosa e le creature dell’Universo, e rivela la profonda unità della vita dove tutto è unito e funziona in perfetta armonia" (O.M.Aivanhov in Il linguaggio delle figure geometriche)".
"L'inconscio collettivo è una parte della psiche che si può distinguere dall'inconscio personale per il fatto che non deve, come questo, la sua esistenza all'esperienza personale e non è perciò un'acquisizione personale... il contenuto dell'inconscio collettivo è formato essenzialmente da "archetipi". Il concetto di archetipo, che è un indispensabile correlato dell'idea di inconscio collettivo, indica l'esistenza nella psiche di forme determinate che sembrano essere presenti sempre e dovunque"(C.G.Jung).
"L'archetipo permeava gli eventi raggruppati sotto di esso e il potere numinoso delle figure divine conferiva a qualsiasi fatto venisse accolto nelle stanze della mente una carica di valore emotivo. Le cose si tenevano insieme, non semplicemente per le leggi dell'associazione, che sono essenzialmente esterne e persino meccaniche, ma in ragione della loro intrinseca appartenenza a un significato mitico(...) E' attraverso la memoria, che gli Dei entrano nella nostra vita...La psiche è costretta da essi a sviluppare una psicologia che sia basata non sull'umano ma entro il divino". (Hillman)
"Al di là delle lingue, delle etnie, delle culture, esiste un linguaggio trasversale le cui tracce si ritrovano da un luogo all’altro, da un periodo storico all’altro: il linguaggio dei simboli. Il simbolo per definizione è ciò che unisce...sicché quello dello studio dei simboli è un viaggio attraverso i secoli e i continenti ma, soprattutto, per chi ne ha il coraggio rappresenta il viaggio supremo: quello dentro di sé. Non è difficile trovare nello studio dei simboli di ogni tempo, in una cattedrale o in un tempio...in una piramide o in un testo di astrologia" (Guenon da prana2001/simboli).
"I miti accompagnano sempre l'uomo...la storia degli dei ci insegna molto su noi stessi"(G. Durand)
"il simbolo è anche una categoria dell'invisibile. La decifrazione dei simboli ci conduce verso le insondabili profondità del respiro primordiale, il simbolo collega all'iimmagine visibile la parte dell'invisibile intuita occultamente (Paul Klee in Teoria della forma e della figurazione, Milano 1952, vol. I.).
"I simboli sacri costituiscono il nucleo originale del processo culturale stesso, perché il mito diventa indifferentemente scienza, religione o politica. Su questo punto le analisi di M.Eliade, di C.G Jung, di Dumezil, di G.Durand, convergono."(Mirabail)
Nel Fedro di Platone (par. 229-230), Socrate critica le interpretazioni puramente razionalistiche dei miti, come se fossero semplici favole "Lo sforzo che esse interpretazioni presuppongono svia, egli dice, dal vero oggetto del pensiero vale a dire la riflessione su se stesso e la conoscenza di sé; così ci si lancia in una ricerca senza fine e senza fondamento, credendosi molto sapienti e non essendo invece altro che rozzi" (Robin in Platone il Fedro - Oscar Mondadori). Il mito per Platone non è quindi una semplice favola, è il rivestimento di verità. Infatti egli se ne avvale ampiamente nelle sue opere per esprimere grandi verità (il mito delle cicale,della caverna, di Er...).
"Esiste un vero e proprio "mondo delle idee", un regno dell'intelligibilità pura che si contrappone alla molteplicità dei fenomeni visibili...Le idee sono i modelli delle creature e delle cose fisicamente esistenti, che di esse sono invece copie imperfette e corruttibili; la realtà metafisica degli archetipi, pur invisibile all'uomo comune, è dunque il fondamento dell'esistenza delle "copie" che popolano il mondo visibile. (educational.rai/platone/dottrina).
L'universo intero è popolato dai pensieri del Signore; le creature visibili ed invisibili sono i suoi pensieri.(cfr. il libro "Potenze del pensiero" di O.M.Aivanhov)
"Certi racconti, che in genere si crede siano riservati ai bambini, sono in realtà dei racconti iniziatici, ma per poterli interpretare bisogna conoscere la scienza dei simboli. Il drago non è altro che la forza sessuale. Il castello è il corpo dell'uomo. In tale castello sospira la principessa, cioè l'anima che la forza sessuale mal dominata tiene prigioniera. Il cavaliere è l'ego, lo spirito dell'uomo e le armi di cui si serve per vincere il drago rappresentano i mezzi di cui lo spirito dispone: la volontà, la scienza per dominare la forza sessuale ed utilizzarla. Perciò, una volta dominato, il drago diventa il servitore dell’uomo, gli serve come mezzo per viaggiare nello spazio, perché il drago ha delle ali. Sebbene sia rappresentato con una coda di serpente - simbolo delle forze sotterranee - possiede anche delle ali. È chiaro, semplice: è l'eterno linguaggio dei simboli".(O.M.Aivanhov in "La Forza sessuale o il Drago Alato")
Nasce a cencenighe agordino compie l'istituto d'arte a cortina d ampezzo si diploma nel 1998 nello stesso anno si iscrive al dams di bologna, si laurea nel marzo del 2005.
ora svolge attività musicale e pittorica.
Da anni studia gli antichi insegnamenti esoterici ed essoterici e da questi attinge nuove idee per le sue composizioni.
www.myspace.com/myeveline
www.myspace.com/startuonare
SIMBOLI E MITI
La parola simbolo deriva dal greco sun-ballein che significa mettere insieme, unire.
Il linguaggio simbolico è il linguaggio universale che permette di unire la conoscenza interiore a quella esteriore. Vi sono simboli creati dalla natura e simboli creati dall'uomo.
"Le figure geometriche rappresentano la struttura, l’ossatura della realtà. Il linguaggio dei simboli rende visibili i legami e le corrispondenze tra ogni cosa e le creature dell’Universo, e rivela la profonda unità della vita dove tutto è unito e funziona in perfetta armonia" (O.M.Aivanhov in Il linguaggio delle figure geometriche)".
"L'inconscio collettivo è una parte della psiche che si può distinguere dall'inconscio personale per il fatto che non deve, come questo, la sua esistenza all'esperienza personale e non è perciò un'acquisizione personale... il contenuto dell'inconscio collettivo è formato essenzialmente da "archetipi". Il concetto di archetipo, che è un indispensabile correlato dell'idea di inconscio collettivo, indica l'esistenza nella psiche di forme determinate che sembrano essere presenti sempre e dovunque"(C.G.Jung).
"L'archetipo permeava gli eventi raggruppati sotto di esso e il potere numinoso delle figure divine conferiva a qualsiasi fatto venisse accolto nelle stanze della mente una carica di valore emotivo. Le cose si tenevano insieme, non semplicemente per le leggi dell'associazione, che sono essenzialmente esterne e persino meccaniche, ma in ragione della loro intrinseca appartenenza a un significato mitico(...) E' attraverso la memoria, che gli Dei entrano nella nostra vita...La psiche è costretta da essi a sviluppare una psicologia che sia basata non sull'umano ma entro il divino". (Hillman)
"Al di là delle lingue, delle etnie, delle culture, esiste un linguaggio trasversale le cui tracce si ritrovano da un luogo all’altro, da un periodo storico all’altro: il linguaggio dei simboli. Il simbolo per definizione è ciò che unisce...sicché quello dello studio dei simboli è un viaggio attraverso i secoli e i continenti ma, soprattutto, per chi ne ha il coraggio rappresenta il viaggio supremo: quello dentro di sé. Non è difficile trovare nello studio dei simboli di ogni tempo, in una cattedrale o in un tempio...in una piramide o in un testo di astrologia" (Guenon da prana2001/simboli).
"I miti accompagnano sempre l'uomo...la storia degli dei ci insegna molto su noi stessi"(G. Durand)
"il simbolo è anche una categoria dell'invisibile. La decifrazione dei simboli ci conduce verso le insondabili profondità del respiro primordiale, il simbolo collega all'iimmagine visibile la parte dell'invisibile intuita occultamente (Paul Klee in Teoria della forma e della figurazione, Milano 1952, vol. I.).
"I simboli sacri costituiscono il nucleo originale del processo culturale stesso, perché il mito diventa indifferentemente scienza, religione o politica. Su questo punto le analisi di M.Eliade, di C.G Jung, di Dumezil, di G.Durand, convergono."(Mirabail)
Nel Fedro di Platone (par. 229-230), Socrate critica le interpretazioni puramente razionalistiche dei miti, come se fossero semplici favole "Lo sforzo che esse interpretazioni presuppongono svia, egli dice, dal vero oggetto del pensiero vale a dire la riflessione su se stesso e la conoscenza di sé; così ci si lancia in una ricerca senza fine e senza fondamento, credendosi molto sapienti e non essendo invece altro che rozzi" (Robin in Platone il Fedro - Oscar Mondadori). Il mito per Platone non è quindi una semplice favola, è il rivestimento di verità. Infatti egli se ne avvale ampiamente nelle sue opere per esprimere grandi verità (il mito delle cicale,della caverna, di Er...).
"Esiste un vero e proprio "mondo delle idee", un regno dell'intelligibilità pura che si contrappone alla molteplicità dei fenomeni visibili...Le idee sono i modelli delle creature e delle cose fisicamente esistenti, che di esse sono invece copie imperfette e corruttibili; la realtà metafisica degli archetipi, pur invisibile all'uomo comune, è dunque il fondamento dell'esistenza delle "copie" che popolano il mondo visibile. (educational.rai/platone/dottrina).
L'universo intero è popolato dai pensieri del Signore; le creature visibili ed invisibili sono i suoi pensieri.(cfr. il libro "Potenze del pensiero" di O.M.Aivanhov)
"Certi racconti, che in genere si crede siano riservati ai bambini, sono in realtà dei racconti iniziatici, ma per poterli interpretare bisogna conoscere la scienza dei simboli. Il drago non è altro che la forza sessuale. Il castello è il corpo dell'uomo. In tale castello sospira la principessa, cioè l'anima che la forza sessuale mal dominata tiene prigioniera. Il cavaliere è l'ego, lo spirito dell'uomo e le armi di cui si serve per vincere il drago rappresentano i mezzi di cui lo spirito dispone: la volontà, la scienza per dominare la forza sessuale ed utilizzarla. Perciò, una volta dominato, il drago diventa il servitore dell’uomo, gli serve come mezzo per viaggiare nello spazio, perché il drago ha delle ali. Sebbene sia rappresentato con una coda di serpente - simbolo delle forze sotterranee - possiede anche delle ali. È chiaro, semplice: è l'eterno linguaggio dei simboli".(O.M.Aivanhov in "La Forza sessuale o il Drago Alato")


