Gabriele Pellegrini
www.equilibriarte.org/gabrigaartist
member since February 10, 2007
bio
Artdesigner: artista visivo, scenografo per il teatro di ricerca, fotografo di scena.
Dal 1991, 25 produzioni: teatro, danza, lirica.
due installazioni visive sonore: Epilogo fotofonie e Aritmie.
Una installazione fotografica dedicata alla socìetas raffaello sanzio i lavori degli anni 90 / 2000.
lavori in corso: Corpi. Sembianze del tempo. (installazione interattiva)
Di me morie.
tel. 055.575425 Via G. La Farina 49 50132 Firenze
VIDEO DELLE INSTALLAZIONI
myspacetv.com/index.cfm? [...] ual&videoid=26748175
it.youtube.com/watch?v=PKL09xijR1A
CURRICULUM
Gabriele Pellegrini, nato nel 59 a Ruvo in provincia di Bari, vive e lavora a Firenze dal 79 dove ha frequentato l’ISIA l'Istituto, Superiore per l'industrial design.
Alla immobilità "logica" della progettazione industriale ha preferito il rischio e la libertà della progettazione per la scenografia teatrale. Dal 91 al 2001 lavora con l'architetto e scenografa Stefania Battaglia. Insieme, hanno progettato scenografie e costumi per il teatro e la danza, multivisioni, installazioni, videoinstallazioni, collaborando con Compagnie ed Enti di rilievo nazionale ed internazionale.
Contemporaneamente continua la sua personale ricerca sulle fenomenologie della percezione, utilizza il linguaggio fotografico ma non solo: la sua prima mostra è già una installazione. Crea integrazioni particolarmente congeniali alla sua "espressività multimediale", realizzando con i suoi lavori fotografici installazioni in luoghi naturali o costruiti.
Da quindici anni si occupa anche di fotografia di scena. Particolarmente attivo e apprezzato nel teatro di ricerca, ha fotografato per: Socìetas Raffaello Sanzio (Cesena) E’ di recente pubblicazione il libro fotografico “EPITAPH” dove sono raccolte le immagini dei venti anni di produzioni della stessa Compagnia, Fabbrica Europa (Firenze), Fondazione Sipario Toscana (Cascina), Teatro delle Donne (Firenze), Kripton (Scandicci), Opera Giovani in Europa di Aldo Tarabella, La fabbrica dell'Attore (Roma), La Zattera di Babele (Roma), Simone Carella (Roma), Sylvano Bussotti (Firenze), Luigi Cinque (Roma), Compagnia Virgilio Sieni (Firenze), Compagnia Marinella Salerno (Firenze), Associazione Culturale Danza Arbus (Firenze), Balletto di Toscana (Firenze), Pino Minafra (Ruvo), Alcatel (Milano), Teatro della (Limonaia Sesto Fiorentino), Tempo Reale '(Firenze), ecc.
Sue fotografie dei lavori e delle installazioni, sono state pubblicate su libri di arte visiva, danza e teatro, nonché su settimanali e quotidiani italiani ed esteri.
ARTE VISIVA
La prima installazione, EPILOGo - Fotofonie, (Ogni immagine era dotata di un proprio suono), è stata presentata a Firenze alla Galleria Container nel 93, nel 94 a Prato alla Galleria Dry Photo ed ancora a Firenze, per Ecosfera, alla Fortezza da Basso.
L' installazione, sul tema dell’inquinamento ambientale, proponeva le immagini e i suoni dei detriti del nostro consumo quotidiano: "sopravvivenze di oggetti dispersi sui bordi della terraferma, quasi escrescenze biologiche, prossimi all’armonia nell’angusto ritaglio dello spazio".
La seconda installazione ARITMIE - Fotofonie, è stata presentata a Ruvo di Puglia nell’ambito del Talos Festival 95: “La melodia – la ricerca - la follia“. A Firenze negli spazi della Stazione Leopolda per Fabbrica Europa 95: “Il disordine delle arti”.
I lavori della serie Aritmie sono stati esposti anche alla Galleria “La mente e l’Immagine “di Roma, e allo spazio "Cardillac" di Firenze.
Video della Installazione:
myspacetv.com/index.cfm? [...] 6748175
"ARITMIE" prende le mosse dall'idea dell’inquinamento visivo contemporaneo. Dal sistema propagandistico rivolto alle "masse", ai linguaggi universali delle comunicazioni pubblicitarie veicolanti il prodotto. Il risultato ottenuto nel corso di cinquant’anni di "eccessi" e "martellamenti" per il raggiungimento e la travalicazione delle diverse realtà sociologiche, etniche e religiose, ha portato alla caduta verticale della qualità del segno e il degrado delle identità delle culture.
Le opere, nascono da studi su comuni involucri per confezioni (packaging). Nella ricerca, il segno sulla materia artificiale si contrappone a segni su elementi naturali diventati, oggi a loro volta, "prodotti di largo consumo".
Attraverso la manipolazione "mentale" e la ripetizione speculare dell'immagine "l'insignificante codificato" diventa "significante non codificato", stimolando quei processi percettivi tendenzialmente favorevoli al recupero del proprio immaginario.
“Corpi. Sembianze del Tempo”.
I lavori della serie "Corpi. Sembianze del Tempo" estremizzano l'ormai comune certezza dell'invasione dell'artificiale nel profondo del corpo. Invasione, da una parte subita con violenza, dall’altra scelta come regola di appartenenza al sistema attraverso la manipolazione delle carni e delle menti.
Corpi. Alla fine, sempre identità in sospensione. Indagati dallo sguardo, registrati, nel tentativo di trovare un varco e andare oltre il luogo comune della rappresentazione.
I lavori aprono, quindi, ad incroci visionari che ne fanno campo di iscrizioni di memorie e di prefigurazioni.
Nel febbraio 2001 a Bari, negli spazi del Teatro Kismet OperA presenta una retrospettiva fotografica dedicata alla Socìetas Raffaello Sanzio dal titolo "Corpi". Le immagini proposte sono elaborate digitalmente partendo dalle foto di scena realizzate durante le rappresentazioni di : “Amleto, Orestea, Giulio Cesare, Voyage au bout de la nuit, Genesi, Il Combattimento .
A Prato, la mostra, diventa un'installazione che fa interagire le opere dedicate ai “Corpi” della Raffaello Sanzio con i ‘Corpi contraffatti ‘ di alcune recenti opere digitali dell’artista e sfrutta le atmosfere e i ganci scorrevoli sui binari a serpentina delle sale carni degli ex-macelli, oggi Cantieri Culturali dell’ Officina Giovani.
Il progetto è stato realizzato in collaborazione con l'Assessorato alla Cultura ed il Teatro Metastasio. (Dal 14 marzo al 8 aprile 2001).
A Firenze per Fabbrica Europa 2002 mito d’Europa e identità contemporanea, inaugura nella navata principale della Ex Stazione Leopolda il nuovo allestimento dell’installazione dal titolo “La voix du corps” viaggio nel mondo della Socìetas Raffaello Sanzio. Presentando su un anomalo palcoscenico un ulteriore serie di lavori inediti.
Installazione: " di me morie "
Di Gabriele Pellegrini
“ di me morie “ è il titolo della nuova installazione presentata da Gabriele Pellegrini.
Si tratta di un ambiente costruito all’interno di una sala, che può ospitare due persone alla volta e contiene una dozzina di lavori (light box) e un grande puff per i visitatori.
. L’installazione può essere guardata anche dall’esterno visto che le pareti sono rivestite di materiale plastico trasparente.
Ogni light -box contiene due stampe lambda che scorrono lentamente e orizzontalmente sovrapponendosi in maniera sempre diversa.
I light -box (formato immagine 20x33cm) saranno supportati da una fonte sonora, creata in collaborazione con Massimo Liverani (informatico – sonorizzatore)
Il tema “ di me morie “ sfrutta materiale video hard.
L’artista estrapola immagini dai video attraverso la tecnica "frame".
Il lavoro si concentra sull'espressività del volto in momenti di "picco" e indaga sulla dinamica della stessa.
Sulla pellicola più esterna che si sovrappone a quella dei volti ancora una riflessione: tracce, premonizioni, proiezioni di immagini visionarie.
Il supporto sonoro proporrà un elaborazione delle tracce originali degli stessi video.
Dell’autore: Appunti di viaggio
Il mio fare, è cercare tra i rifiuti, tra i rifiuti contemporanei. con ciò intendendo tutto quello che è fatto dall'uomo e diventa irrimediabilmente "oggetto di consumo" e rapidamente spazzatura.
Da che ho iniziato il mio lavoro ho sempre cercato tra i rifiuti quanto ancora di buono ma bruciato dall'evento, consumato nell'attimo ma non vissuto.
Ho cercato di rimettere in gioco quanto passato inosservato attraverso la merce degradata, riesumando apparati visivi scivolati nel nulla, proponendo ancora una volta uno sguardo indietro e porre la riflessione nel momento della nuova percezione trasformata in esperienza.
Dalla merce al corpo il passo è breve.
Corpo come soggetto invaso dalla merce. Corpo e mercificazione del corpo.
Vendiamo la merce usando l'eros, lavorando sull'estetica femminile, l'unica che ancora lascia aprire gli occhi agli schermi appannati dal lercio spettacolo del consumo.
Ancora una volta guardiamo e non viviamo, drogati dallo scorrere senza sosta delle tele - visioni, dell’ ulteriore momento di desiderio mai appagato.
ora sfoglio l'album all'incontrario, cerco, vado a recuperare quegli attimi di vita bruciati, voglio fermarli e farli miei per poi lasciarli scorrere lentamente sulla mia piccola giostrina, prima che arrivi "la sera"
Gabriele Pellegrini
"Inadeguato"
Partendo dal tema “Rivivere il Chiostro”, mostra collettiva all’interno del complesso delle Oblate dove tutti i lavori sono inscritti in un cerchio - Firenze giugno / luglio 2007 - gli artisti Claudia Vianello e Gabriele Pellegrini, sviluppano il loro progetto partendo dalle origini del luogo.
Il chiostro: luogo chiuso, come un cerchio recintato.
Nella vita monastica, uomini e donne cercano la pace e la solitudine; un luogo che riflette la loro stessa scelta e condizione di vita.
Probabile che il pensiero più frequente nella mente di monaci e monache sia stato il volto del Cristo, o meglio, degli innumerevoli volti di Cristo che mentalmente sono stati proiettati nel luogo fino a diventare “presenze – assenze”.
Può essere un fatto personale se al primo pensiero il volto del Cristo ci appare compiacente o commiserevole, ma è un dato di fatto che l’immagine corrente sia un volto con caratteristiche somatiche appartenenti alla nostra etnia occidentale.
Questa è già un’alterazione di una possibile realtà.
Nel nostro “cerchio” pensiamo di rappresentare il volto che risponde il più possibile alle origini etniche dell’uomo in questione.
Nell’espressione, più che un Cristo sofferente e deluso dalla umanità, pensiamo ad un uomo cosciente del suo fallimento; nell’arco della sua vita terrena non potrà salvare questo mondo: un Cristo inadeguato.
Il nostro “cerchio” non è chiuso.
L’idea di un cerchio che ruota e libera energia è quella di annullare l’immagine statica e spingere verso l’essenza, l’assoluto, l’inumano, il non visibile.
I volti sulle due tele circolari dipinti da Claudia, sono tirate da dodici molle su due cerchi di alluminio, a loro volta retti da un asse e resi ruotanti in maniera indipendente.
La rotazione dei cerchi accelera la percezione fisica del reale, cancella la visione e nega un punto fermo.
L’immagine scompare ed un etèreo piano bianco, sospeso nel vuoto, pare suggerire l’ostia che altro non è se non l’immaginario corpo di Cristo che entra in comunione con il nostro “essere”.
Attraverso la rotazione, l’aria incanalata nei cerchi tubolari genera un suono. Un tentativo di ascoltare l’origine.
Come citato dalla Bibbia:
“Tutto ebbe inizio dal Verbo”.
Video su youtube gabriele pellegrini "inadeguato"
RIEPILOGO MOSTRE ED INSTALLAZIONI PERSONALI
EPILOGO-FOTOFONIE,
- Galleria Container - Firenze 1993 - Galleria Dry Photo - Prato 1994 - Ecosfera, il Giardino di Gaia - Fortezza da Basso - Firenze 1994
ARITMIE
- Spazio Cardillac - Firenze 1994;
- ARITMIE- FOTOFONIE (Installazione)
Underground via Gobetti , in collaborazione con Galleria Omphalos Terlizzi, Talos Festival , Assessorato Cultura Comune di Ruvo di Puglia e Tecnotermica Guastamacchia, Engineering & Contractors - Ruvo di Puglia 1995
- ARITMIE - FOTOFONIE (Installazione)
- Spazi d'arte Fabbrica Europa, Ex Stazione Leopolda - Firenze 1995
- CORPI. SEMBIANZE DEL TEMPO (anteprima)
- Auditorium Rodari in collaborazione festival jazz - Campi Bisenzio 1997
- Apre 2000 - Ex Stazione Leopolda - Firenze 2000
- Officina Giovani Cantieri Culturali Ex Macelli - Prato 2001”
- “CORPI” Dalle foto di scena per la Socìetas Raffaello Sanzio
- Teatro Kismet OperA - Bari 2001
- Officina Giovani Cantieri Culturali Ex Macelli - Prato 2001”
“LA VOIX DU CORPS” viaggio nel mondo della Socìetas Raffaello
Sanzio.
Fabbrica Europa 2002 Ex Stazione Leopolda Firenze 2002
- Studi Aperti: installazione dei Light-box serie “colonne” negli studi di via degli Artisti Firenze 2003
Corpo, segno, superficie (ospite) Castello Estense
Ferrara aprile 2007
- "di me morie" installazione. Riarteco Apre2007- Firenze, Piazza
Santa Croce
COLLETTIVE
- RIFLESSI O TRASPARENZE - Galleria La Mente e L' Immagine - Roma 1994
- PERMANENZE E METAMORFOSI - Forte Belvedere - Firenze 1996
- 2° Premio Trevi Flash Art Museum - Trevi 1997
- BENI DUREVOLI - FYR Arte Contemporanea Firenze
1- 31 gennaio 2005
VIDEOGRAFIE
- EPILOGO-FOTOFONIE - girato in super vhf alla Galleria Container 1995
- ARITMIE- FOTOFONIE - girato in betacam nello spazio Underground via Gobetti di Ruvo di Puglia 1995
- La voix du corps - girato in digitale alla Ex stazione Leopolda di Firenze 2002
SCENOGRAFIE
LA MER, coreografie C. Vodoz-Festival de la Cité - Losanna 1991
PITAGORA, regia G. Cauteruccio - Produzione Kripton –Scandicci 1991
NOTTE FATALE, coreogafie di R. Fabbri - Teatro Comunale - Firenze 1992
LA MER, coreografie C. Vodoz Teatro Comunale - Firenze 1992
CHIOMA DI DRAGO, coreografie M. Salerno - Teatro Studio - Scandicci 1993
MINOTAURO - regia F. Gigliotti - Macchine di Bosco - Teatro Studio Scandicci 1993
PARABOLE, coreografie C. Vodoz - Teatro Comunale -Firenze 1993
UNE MAISON DANS MA VOIX, coreogr. C. Vodoz - Chateau de la Tour de Peilz 1993
IL CRISTO PROIBITO, regia M. Luconi - prod. Ist. del Dramma Popolare S.Miniato 1993
OTELLO, coreogr. F. Monteverde - Centro Regionale per la Danza Pistoia -1994
Balletto di Toscana ( Premio Danza e Danza 1995 )
TRANCE - FERIMENTI, coreogr. R. Fabbri, M. Salerno, A. Vidac -. Fabbrica. Europa -1994
Le notti della Moda. Capri 22 giugno 1994 committente R.A.I. 1
FABBRICA EUROPA- AGORA' - installazione. all' ex Stazione Leopolda, - Firenze - 1994
BIENNALE DELLA MODA -Direzione allestimenti spazi esterni Forte Belvedere Firenze. 1995
MADAME BUTTERFLY- di G. Puccini - regia F. Ripa di Meana - Teatro Regio Torino 1996
LA BOHEME di G. Puccini regia A. Tarabella consul. e direzione allestimento Arezzo 1999
MADAME BUTTERFLY di Puccini - regia F. Ripa di Meana Teatro d'Opera di Bilbao 2001
VIDEO INSTALLAZIONI
CORSIA, install. con G. Cattani. Ideazione e ingegnerizzazione sculture meccaniche, direzione tecnica. fotografia - Biennale Venezia arti visive. sez. Aperto 1993
GRUPPO CARMA , progettazione, ambientazione, sculture in ferro, fotografia multivisione e video. Milano, Magna Pars 1996
Gabriele Pellegrini
CURRICULUM
Gabriele Pellegrini, born 1959 in Ruvo, Bari, has lived and worked in Florence since 1979 where he attended l’ISIA, l’istituto Superiore per l’Industrial Design. He graduated with a thesis entitled, “The World of Packaging: Predesign for a Project on Business Communication within the System of Mass Communication”
Rather than the “logical” immobility of industrial design, he prefers the risk and freedom of the design of theatrical scenography. From 1991 to 2001 he worked with architect and set designer Stefani Battaglia. Together, they designed scenography and costumes for theater and dance, multivision works, installations, and video installations, collaborating with companies and organizations of national and international importance.
At the same time, he has continued his personal research on the phenomenology of perception using the photographic language, but not exclusively; his first exhibition is already an installation. He creates combinations particularly agreeable with his “multimedia expressiveness,” achieved with his work in photographic installations in both natural and developed locations.
For ten years he has also worked with photography of scenography. Especially active and appreciated his theatric experimentations, he has photographed for Socíetas Faffaello Sanzio (Cesena) which has recently published a photographic book Epitaph that contains images of the company’s productions for the last twenty years, Fabbrica Europa (Firenze), Fondazinoe Sipario Toscana (Cascina), Teatro delle Donne (Firenze), Kripton (Scandicci), Opera Giovani in Europa di Aldo Tarabella, La fabbrica dell’Attore (Roma), La Zattera di Babele (Roma), Simone Carella (Roma), Sylvano Bussotti (Firenze), Luigi Cinque (Roma), Compagnia Virgilio Sieni (Firenze), Compagnia Marinella Salerno (Firenze), Associazione Culturale Danza Arbus (Firenze), Balleto di Toscana (Firenze), Pino Minafra (Ruvo), Alcatel (Milano), Teatro della (Limonaia Sesto Fiorentino), Tempo Reale (Firenze), etc.
Both his photographs for these companies and those of his installations have been published in visual art, dance and theater books as well as in Italian and foreign newspapers.
Visual Arts
The first installation, EPILOGO-Fotofonie, (each image was given its own sound), was presented in 1993 in Florence at the Galleria Container and in 1994 in Prato at the Galleria Dry Photo in and again in Florence for Ecosfera at the Fortezza da Basso.
The installation, on the subject of environmental pollution, presented the images and sounds of the debris of our daily consumption: “sopravvivenze di oggetti disperse sui bordi della terraferma, quasi escrescenze biologiche, prossimi all’armonia nell’angusto ritaglio dello spazio”
The second installation, ARITIMIE-Fotofonie, was presented in Ruvo, Puglia in the field of Talos Festival ’95: “La melodia-la ricerca-la follia.” It was also presented in Florence at Stazione Leopolda for Fabbrica Europa ’95: “Il disordine delle arti.”
The works in the Aritimie series were also displayed in the gallery “La mente e l’immagine di Roma,” and at “Cardillac” in Florence.
“ARTIMIE” involves itself in the idea of visual, contemporary pollution from a propagandist system geared toward “the masses” to the universal languages of advertisement communication written and transferred via products. The result achieved over the course of fifty years of “excess” and “hammering” for the erasure of different sociological, ethnic and religious realities has brought about a vertical drop in the quality of the sign and the degradation of cultural identity.
The works are born of the study of common packaging. In the research, the sign of artificial materials is set against the signs of natural elements that become, today each in turn, “products of mass consumption.”
Through “mental” manipulation and the repetitive speculation of images, the “insignificant coded” becomes the “significant uncoded,” stimulating those processes tendentiously favorable for the recovery of the truly imaginary.
For ‘Apre’ in February 2000 (the first Florentine exhibition dedicated to ecological and biotechnological problems) at Stazione Leopolda in Florence, he installed on a steel wall six meters high and twelve meters long a series of recent, large-scale works, resulting from research on photography and digital pictures, a preview of the interactive installation project “Corpi. Sembianze del Tempo.”
The works of the series “Corpi. Sembianze del Tempo” intensify the already commonly-held certitude of the invasion of the artificial into the depths of the body. This invasion is, in one sense, having to put up with violence, and in another sense like a gift of membership to the system through the manipulation of the flesh and mind.
Bodies. At the end, identity is always in suspension. Under the investigation of the stare, recorded, in the attempt to find the threshold and go beyond the common place of representation.
The works open, therefore, at the visionary crossroads that occupy the space of memory and divination.
In February 2001 in Bari, at Teatro Kismet OperA he presents a photographic retrospective dedicated to Societas Raffaello Sanzio entitled “Corpi.” The suggested images are digitally enhanced photographs that come from the photographs taken during the representations of “Amleto, Orestea, Giulio Cesare, Voyage au bout de la nuit, Genesi, Il Combattimento.”
In Prato, the exhibit becomes an installation that creates an interaction between the works dedicated to “Corpi” for Raffaello Sanzio with “Corpi contrafatti” of some of his recent digital work and takes advantage of the atmosphere and the sliding hooks on the snaking platforms of the butcher’s workrooms in the ex-butchery, now Cantieri Culturali dell’Officina Giovani.
The project was created in collaboration with l’Assessorato alla Cultura and Teatro Metastasio (from March 14 through April 8, 2001).
In Florence, for Fabbrica Europa 2002 mito d’Europa e identitá contemporanea, his installation exhibition entitled “La voix du corps” viaggio nel mondo della Socíetas Raffaello Sanzio was unveiled in the main aisle of Stazione Leopolda. It presents on an inclined stage a series of other new works.
Dal 1991, 25 produzioni: teatro, danza, lirica.
due installazioni visive sonore: Epilogo fotofonie e Aritmie.
Una installazione fotografica dedicata alla socìetas raffaello sanzio i lavori degli anni 90 / 2000.
lavori in corso: Corpi. Sembianze del tempo. (installazione interattiva)
Di me morie.
tel. 055.575425 Via G. La Farina 49 50132 Firenze
VIDEO DELLE INSTALLAZIONI
myspacetv.com/index.cfm? [...] ual&videoid=26748175
it.youtube.com/watch?v=PKL09xijR1A
CURRICULUM
Gabriele Pellegrini, nato nel 59 a Ruvo in provincia di Bari, vive e lavora a Firenze dal 79 dove ha frequentato l’ISIA l'Istituto, Superiore per l'industrial design.
Alla immobilità "logica" della progettazione industriale ha preferito il rischio e la libertà della progettazione per la scenografia teatrale. Dal 91 al 2001 lavora con l'architetto e scenografa Stefania Battaglia. Insieme, hanno progettato scenografie e costumi per il teatro e la danza, multivisioni, installazioni, videoinstallazioni, collaborando con Compagnie ed Enti di rilievo nazionale ed internazionale.
Contemporaneamente continua la sua personale ricerca sulle fenomenologie della percezione, utilizza il linguaggio fotografico ma non solo: la sua prima mostra è già una installazione. Crea integrazioni particolarmente congeniali alla sua "espressività multimediale", realizzando con i suoi lavori fotografici installazioni in luoghi naturali o costruiti.
Da quindici anni si occupa anche di fotografia di scena. Particolarmente attivo e apprezzato nel teatro di ricerca, ha fotografato per: Socìetas Raffaello Sanzio (Cesena) E’ di recente pubblicazione il libro fotografico “EPITAPH” dove sono raccolte le immagini dei venti anni di produzioni della stessa Compagnia, Fabbrica Europa (Firenze), Fondazione Sipario Toscana (Cascina), Teatro delle Donne (Firenze), Kripton (Scandicci), Opera Giovani in Europa di Aldo Tarabella, La fabbrica dell'Attore (Roma), La Zattera di Babele (Roma), Simone Carella (Roma), Sylvano Bussotti (Firenze), Luigi Cinque (Roma), Compagnia Virgilio Sieni (Firenze), Compagnia Marinella Salerno (Firenze), Associazione Culturale Danza Arbus (Firenze), Balletto di Toscana (Firenze), Pino Minafra (Ruvo), Alcatel (Milano), Teatro della (Limonaia Sesto Fiorentino), Tempo Reale '(Firenze), ecc.
Sue fotografie dei lavori e delle installazioni, sono state pubblicate su libri di arte visiva, danza e teatro, nonché su settimanali e quotidiani italiani ed esteri.
ARTE VISIVA
La prima installazione, EPILOGo - Fotofonie, (Ogni immagine era dotata di un proprio suono), è stata presentata a Firenze alla Galleria Container nel 93, nel 94 a Prato alla Galleria Dry Photo ed ancora a Firenze, per Ecosfera, alla Fortezza da Basso.
L' installazione, sul tema dell’inquinamento ambientale, proponeva le immagini e i suoni dei detriti del nostro consumo quotidiano: "sopravvivenze di oggetti dispersi sui bordi della terraferma, quasi escrescenze biologiche, prossimi all’armonia nell’angusto ritaglio dello spazio".
La seconda installazione ARITMIE - Fotofonie, è stata presentata a Ruvo di Puglia nell’ambito del Talos Festival 95: “La melodia – la ricerca - la follia“. A Firenze negli spazi della Stazione Leopolda per Fabbrica Europa 95: “Il disordine delle arti”.
I lavori della serie Aritmie sono stati esposti anche alla Galleria “La mente e l’Immagine “di Roma, e allo spazio "Cardillac" di Firenze.
Video della Installazione:
myspacetv.com/index.cfm? [...] 6748175
"ARITMIE" prende le mosse dall'idea dell’inquinamento visivo contemporaneo. Dal sistema propagandistico rivolto alle "masse", ai linguaggi universali delle comunicazioni pubblicitarie veicolanti il prodotto. Il risultato ottenuto nel corso di cinquant’anni di "eccessi" e "martellamenti" per il raggiungimento e la travalicazione delle diverse realtà sociologiche, etniche e religiose, ha portato alla caduta verticale della qualità del segno e il degrado delle identità delle culture.
Le opere, nascono da studi su comuni involucri per confezioni (packaging). Nella ricerca, il segno sulla materia artificiale si contrappone a segni su elementi naturali diventati, oggi a loro volta, "prodotti di largo consumo".
Attraverso la manipolazione "mentale" e la ripetizione speculare dell'immagine "l'insignificante codificato" diventa "significante non codificato", stimolando quei processi percettivi tendenzialmente favorevoli al recupero del proprio immaginario.
“Corpi. Sembianze del Tempo”.
I lavori della serie "Corpi. Sembianze del Tempo" estremizzano l'ormai comune certezza dell'invasione dell'artificiale nel profondo del corpo. Invasione, da una parte subita con violenza, dall’altra scelta come regola di appartenenza al sistema attraverso la manipolazione delle carni e delle menti.
Corpi. Alla fine, sempre identità in sospensione. Indagati dallo sguardo, registrati, nel tentativo di trovare un varco e andare oltre il luogo comune della rappresentazione.
I lavori aprono, quindi, ad incroci visionari che ne fanno campo di iscrizioni di memorie e di prefigurazioni.
Nel febbraio 2001 a Bari, negli spazi del Teatro Kismet OperA presenta una retrospettiva fotografica dedicata alla Socìetas Raffaello Sanzio dal titolo "Corpi". Le immagini proposte sono elaborate digitalmente partendo dalle foto di scena realizzate durante le rappresentazioni di : “Amleto, Orestea, Giulio Cesare, Voyage au bout de la nuit, Genesi, Il Combattimento .
A Prato, la mostra, diventa un'installazione che fa interagire le opere dedicate ai “Corpi” della Raffaello Sanzio con i ‘Corpi contraffatti ‘ di alcune recenti opere digitali dell’artista e sfrutta le atmosfere e i ganci scorrevoli sui binari a serpentina delle sale carni degli ex-macelli, oggi Cantieri Culturali dell’ Officina Giovani.
Il progetto è stato realizzato in collaborazione con l'Assessorato alla Cultura ed il Teatro Metastasio. (Dal 14 marzo al 8 aprile 2001).
A Firenze per Fabbrica Europa 2002 mito d’Europa e identità contemporanea, inaugura nella navata principale della Ex Stazione Leopolda il nuovo allestimento dell’installazione dal titolo “La voix du corps” viaggio nel mondo della Socìetas Raffaello Sanzio. Presentando su un anomalo palcoscenico un ulteriore serie di lavori inediti.
Installazione: " di me morie "
Di Gabriele Pellegrini
“ di me morie “ è il titolo della nuova installazione presentata da Gabriele Pellegrini.
Si tratta di un ambiente costruito all’interno di una sala, che può ospitare due persone alla volta e contiene una dozzina di lavori (light box) e un grande puff per i visitatori.
. L’installazione può essere guardata anche dall’esterno visto che le pareti sono rivestite di materiale plastico trasparente.
Ogni light -box contiene due stampe lambda che scorrono lentamente e orizzontalmente sovrapponendosi in maniera sempre diversa.
I light -box (formato immagine 20x33cm) saranno supportati da una fonte sonora, creata in collaborazione con Massimo Liverani (informatico – sonorizzatore)
Il tema “ di me morie “ sfrutta materiale video hard.
L’artista estrapola immagini dai video attraverso la tecnica "frame".
Il lavoro si concentra sull'espressività del volto in momenti di "picco" e indaga sulla dinamica della stessa.
Sulla pellicola più esterna che si sovrappone a quella dei volti ancora una riflessione: tracce, premonizioni, proiezioni di immagini visionarie.
Il supporto sonoro proporrà un elaborazione delle tracce originali degli stessi video.
Dell’autore: Appunti di viaggio
Il mio fare, è cercare tra i rifiuti, tra i rifiuti contemporanei. con ciò intendendo tutto quello che è fatto dall'uomo e diventa irrimediabilmente "oggetto di consumo" e rapidamente spazzatura.
Da che ho iniziato il mio lavoro ho sempre cercato tra i rifiuti quanto ancora di buono ma bruciato dall'evento, consumato nell'attimo ma non vissuto.
Ho cercato di rimettere in gioco quanto passato inosservato attraverso la merce degradata, riesumando apparati visivi scivolati nel nulla, proponendo ancora una volta uno sguardo indietro e porre la riflessione nel momento della nuova percezione trasformata in esperienza.
Dalla merce al corpo il passo è breve.
Corpo come soggetto invaso dalla merce. Corpo e mercificazione del corpo.
Vendiamo la merce usando l'eros, lavorando sull'estetica femminile, l'unica che ancora lascia aprire gli occhi agli schermi appannati dal lercio spettacolo del consumo.
Ancora una volta guardiamo e non viviamo, drogati dallo scorrere senza sosta delle tele - visioni, dell’ ulteriore momento di desiderio mai appagato.
ora sfoglio l'album all'incontrario, cerco, vado a recuperare quegli attimi di vita bruciati, voglio fermarli e farli miei per poi lasciarli scorrere lentamente sulla mia piccola giostrina, prima che arrivi "la sera"
Gabriele Pellegrini
"Inadeguato"
Partendo dal tema “Rivivere il Chiostro”, mostra collettiva all’interno del complesso delle Oblate dove tutti i lavori sono inscritti in un cerchio - Firenze giugno / luglio 2007 - gli artisti Claudia Vianello e Gabriele Pellegrini, sviluppano il loro progetto partendo dalle origini del luogo.
Il chiostro: luogo chiuso, come un cerchio recintato.
Nella vita monastica, uomini e donne cercano la pace e la solitudine; un luogo che riflette la loro stessa scelta e condizione di vita.
Probabile che il pensiero più frequente nella mente di monaci e monache sia stato il volto del Cristo, o meglio, degli innumerevoli volti di Cristo che mentalmente sono stati proiettati nel luogo fino a diventare “presenze – assenze”.
Può essere un fatto personale se al primo pensiero il volto del Cristo ci appare compiacente o commiserevole, ma è un dato di fatto che l’immagine corrente sia un volto con caratteristiche somatiche appartenenti alla nostra etnia occidentale.
Questa è già un’alterazione di una possibile realtà.
Nel nostro “cerchio” pensiamo di rappresentare il volto che risponde il più possibile alle origini etniche dell’uomo in questione.
Nell’espressione, più che un Cristo sofferente e deluso dalla umanità, pensiamo ad un uomo cosciente del suo fallimento; nell’arco della sua vita terrena non potrà salvare questo mondo: un Cristo inadeguato.
Il nostro “cerchio” non è chiuso.
L’idea di un cerchio che ruota e libera energia è quella di annullare l’immagine statica e spingere verso l’essenza, l’assoluto, l’inumano, il non visibile.
I volti sulle due tele circolari dipinti da Claudia, sono tirate da dodici molle su due cerchi di alluminio, a loro volta retti da un asse e resi ruotanti in maniera indipendente.
La rotazione dei cerchi accelera la percezione fisica del reale, cancella la visione e nega un punto fermo.
L’immagine scompare ed un etèreo piano bianco, sospeso nel vuoto, pare suggerire l’ostia che altro non è se non l’immaginario corpo di Cristo che entra in comunione con il nostro “essere”.
Attraverso la rotazione, l’aria incanalata nei cerchi tubolari genera un suono. Un tentativo di ascoltare l’origine.
Come citato dalla Bibbia:
“Tutto ebbe inizio dal Verbo”.
Video su youtube gabriele pellegrini "inadeguato"
RIEPILOGO MOSTRE ED INSTALLAZIONI PERSONALI
EPILOGO-FOTOFONIE,
- Galleria Container - Firenze 1993 - Galleria Dry Photo - Prato 1994 - Ecosfera, il Giardino di Gaia - Fortezza da Basso - Firenze 1994
ARITMIE
- Spazio Cardillac - Firenze 1994;
- ARITMIE- FOTOFONIE (Installazione)
Underground via Gobetti , in collaborazione con Galleria Omphalos Terlizzi, Talos Festival , Assessorato Cultura Comune di Ruvo di Puglia e Tecnotermica Guastamacchia, Engineering & Contractors - Ruvo di Puglia 1995
- ARITMIE - FOTOFONIE (Installazione)
- Spazi d'arte Fabbrica Europa, Ex Stazione Leopolda - Firenze 1995
- CORPI. SEMBIANZE DEL TEMPO (anteprima)
- Auditorium Rodari in collaborazione festival jazz - Campi Bisenzio 1997
- Apre 2000 - Ex Stazione Leopolda - Firenze 2000
- Officina Giovani Cantieri Culturali Ex Macelli - Prato 2001”
- “CORPI” Dalle foto di scena per la Socìetas Raffaello Sanzio
- Teatro Kismet OperA - Bari 2001
- Officina Giovani Cantieri Culturali Ex Macelli - Prato 2001”
“LA VOIX DU CORPS” viaggio nel mondo della Socìetas Raffaello
Sanzio.
Fabbrica Europa 2002 Ex Stazione Leopolda Firenze 2002
- Studi Aperti: installazione dei Light-box serie “colonne” negli studi di via degli Artisti Firenze 2003
Corpo, segno, superficie (ospite) Castello Estense
Ferrara aprile 2007
- "di me morie" installazione. Riarteco Apre2007- Firenze, Piazza
Santa Croce
COLLETTIVE
- RIFLESSI O TRASPARENZE - Galleria La Mente e L' Immagine - Roma 1994
- PERMANENZE E METAMORFOSI - Forte Belvedere - Firenze 1996
- 2° Premio Trevi Flash Art Museum - Trevi 1997
- BENI DUREVOLI - FYR Arte Contemporanea Firenze
1- 31 gennaio 2005
VIDEOGRAFIE
- EPILOGO-FOTOFONIE - girato in super vhf alla Galleria Container 1995
- ARITMIE- FOTOFONIE - girato in betacam nello spazio Underground via Gobetti di Ruvo di Puglia 1995
- La voix du corps - girato in digitale alla Ex stazione Leopolda di Firenze 2002
SCENOGRAFIE
LA MER, coreografie C. Vodoz-Festival de la Cité - Losanna 1991
PITAGORA, regia G. Cauteruccio - Produzione Kripton –Scandicci 1991
NOTTE FATALE, coreogafie di R. Fabbri - Teatro Comunale - Firenze 1992
LA MER, coreografie C. Vodoz Teatro Comunale - Firenze 1992
CHIOMA DI DRAGO, coreografie M. Salerno - Teatro Studio - Scandicci 1993
MINOTAURO - regia F. Gigliotti - Macchine di Bosco - Teatro Studio Scandicci 1993
PARABOLE, coreografie C. Vodoz - Teatro Comunale -Firenze 1993
UNE MAISON DANS MA VOIX, coreogr. C. Vodoz - Chateau de la Tour de Peilz 1993
IL CRISTO PROIBITO, regia M. Luconi - prod. Ist. del Dramma Popolare S.Miniato 1993
OTELLO, coreogr. F. Monteverde - Centro Regionale per la Danza Pistoia -1994
Balletto di Toscana ( Premio Danza e Danza 1995 )
TRANCE - FERIMENTI, coreogr. R. Fabbri, M. Salerno, A. Vidac -. Fabbrica. Europa -1994
Le notti della Moda. Capri 22 giugno 1994 committente R.A.I. 1
FABBRICA EUROPA- AGORA' - installazione. all' ex Stazione Leopolda, - Firenze - 1994
BIENNALE DELLA MODA -Direzione allestimenti spazi esterni Forte Belvedere Firenze. 1995
MADAME BUTTERFLY- di G. Puccini - regia F. Ripa di Meana - Teatro Regio Torino 1996
LA BOHEME di G. Puccini regia A. Tarabella consul. e direzione allestimento Arezzo 1999
MADAME BUTTERFLY di Puccini - regia F. Ripa di Meana Teatro d'Opera di Bilbao 2001
VIDEO INSTALLAZIONI
CORSIA, install. con G. Cattani. Ideazione e ingegnerizzazione sculture meccaniche, direzione tecnica. fotografia - Biennale Venezia arti visive. sez. Aperto 1993
GRUPPO CARMA , progettazione, ambientazione, sculture in ferro, fotografia multivisione e video. Milano, Magna Pars 1996
Gabriele Pellegrini
CURRICULUM
Gabriele Pellegrini, born 1959 in Ruvo, Bari, has lived and worked in Florence since 1979 where he attended l’ISIA, l’istituto Superiore per l’Industrial Design. He graduated with a thesis entitled, “The World of Packaging: Predesign for a Project on Business Communication within the System of Mass Communication”
Rather than the “logical” immobility of industrial design, he prefers the risk and freedom of the design of theatrical scenography. From 1991 to 2001 he worked with architect and set designer Stefani Battaglia. Together, they designed scenography and costumes for theater and dance, multivision works, installations, and video installations, collaborating with companies and organizations of national and international importance.
At the same time, he has continued his personal research on the phenomenology of perception using the photographic language, but not exclusively; his first exhibition is already an installation. He creates combinations particularly agreeable with his “multimedia expressiveness,” achieved with his work in photographic installations in both natural and developed locations.
For ten years he has also worked with photography of scenography. Especially active and appreciated his theatric experimentations, he has photographed for Socíetas Faffaello Sanzio (Cesena) which has recently published a photographic book Epitaph that contains images of the company’s productions for the last twenty years, Fabbrica Europa (Firenze), Fondazinoe Sipario Toscana (Cascina), Teatro delle Donne (Firenze), Kripton (Scandicci), Opera Giovani in Europa di Aldo Tarabella, La fabbrica dell’Attore (Roma), La Zattera di Babele (Roma), Simone Carella (Roma), Sylvano Bussotti (Firenze), Luigi Cinque (Roma), Compagnia Virgilio Sieni (Firenze), Compagnia Marinella Salerno (Firenze), Associazione Culturale Danza Arbus (Firenze), Balleto di Toscana (Firenze), Pino Minafra (Ruvo), Alcatel (Milano), Teatro della (Limonaia Sesto Fiorentino), Tempo Reale (Firenze), etc.
Both his photographs for these companies and those of his installations have been published in visual art, dance and theater books as well as in Italian and foreign newspapers.
Visual Arts
The first installation, EPILOGO-Fotofonie, (each image was given its own sound), was presented in 1993 in Florence at the Galleria Container and in 1994 in Prato at the Galleria Dry Photo in and again in Florence for Ecosfera at the Fortezza da Basso.
The installation, on the subject of environmental pollution, presented the images and sounds of the debris of our daily consumption: “sopravvivenze di oggetti disperse sui bordi della terraferma, quasi escrescenze biologiche, prossimi all’armonia nell’angusto ritaglio dello spazio”
The second installation, ARITIMIE-Fotofonie, was presented in Ruvo, Puglia in the field of Talos Festival ’95: “La melodia-la ricerca-la follia.” It was also presented in Florence at Stazione Leopolda for Fabbrica Europa ’95: “Il disordine delle arti.”
The works in the Aritimie series were also displayed in the gallery “La mente e l’immagine di Roma,” and at “Cardillac” in Florence.
“ARTIMIE” involves itself in the idea of visual, contemporary pollution from a propagandist system geared toward “the masses” to the universal languages of advertisement communication written and transferred via products. The result achieved over the course of fifty years of “excess” and “hammering” for the erasure of different sociological, ethnic and religious realities has brought about a vertical drop in the quality of the sign and the degradation of cultural identity.
The works are born of the study of common packaging. In the research, the sign of artificial materials is set against the signs of natural elements that become, today each in turn, “products of mass consumption.”
Through “mental” manipulation and the repetitive speculation of images, the “insignificant coded” becomes the “significant uncoded,” stimulating those processes tendentiously favorable for the recovery of the truly imaginary.
For ‘Apre’ in February 2000 (the first Florentine exhibition dedicated to ecological and biotechnological problems) at Stazione Leopolda in Florence, he installed on a steel wall six meters high and twelve meters long a series of recent, large-scale works, resulting from research on photography and digital pictures, a preview of the interactive installation project “Corpi. Sembianze del Tempo.”
The works of the series “Corpi. Sembianze del Tempo” intensify the already commonly-held certitude of the invasion of the artificial into the depths of the body. This invasion is, in one sense, having to put up with violence, and in another sense like a gift of membership to the system through the manipulation of the flesh and mind.
Bodies. At the end, identity is always in suspension. Under the investigation of the stare, recorded, in the attempt to find the threshold and go beyond the common place of representation.
The works open, therefore, at the visionary crossroads that occupy the space of memory and divination.
In February 2001 in Bari, at Teatro Kismet OperA he presents a photographic retrospective dedicated to Societas Raffaello Sanzio entitled “Corpi.” The suggested images are digitally enhanced photographs that come from the photographs taken during the representations of “Amleto, Orestea, Giulio Cesare, Voyage au bout de la nuit, Genesi, Il Combattimento.”
In Prato, the exhibit becomes an installation that creates an interaction between the works dedicated to “Corpi” for Raffaello Sanzio with “Corpi contrafatti” of some of his recent digital work and takes advantage of the atmosphere and the sliding hooks on the snaking platforms of the butcher’s workrooms in the ex-butchery, now Cantieri Culturali dell’Officina Giovani.
The project was created in collaboration with l’Assessorato alla Cultura and Teatro Metastasio (from March 14 through April 8, 2001).
In Florence, for Fabbrica Europa 2002 mito d’Europa e identitá contemporanea, his installation exhibition entitled “La voix du corps” viaggio nel mondo della Socíetas Raffaello Sanzio was unveiled in the main aisle of Stazione Leopolda. It presents on an inclined stage a series of other new works.



