Andrea Bovo
www.equilibriarte.org/lespleenartist
member since December 17, 2006
bio
Non ho ha corpo, è un corpo. Non suona che vento dov'è nato, 30 anni fa. Nudo a 6 minuti oltre l'angolo cieco delle cose, ammicca solo qualche combinazione da sciogliere le ossa. Bivacca dal 10 Marzo 1976, si laurea in ing.informatica nel 1999 e discrive altre strade, contaminandosi. Scrittore e programmatore, evacua un suo lui in bytes e pixels in che futuro spaura.
Da nuovo addetto all'artificio, è tuttora impegnato a farsi fuori, vivendo a Milano d'alchimie sottili per finirci rivoltato cavo d'intenti. Ibrido il suo pasto, tra l'assidua frequentazione tecnologica, e la pittografia di/scritta in boudoir digitali; sinistrato dalla convergenza tra testo e grafia a foto, vivacchia da circa un anno nell'indisciplina rigorosa d'una stregoneria naturale.
Come non esistono scuole, se non l'abbandonare i banchi per impararsi.
Eccedendo le forme.
Alcune tracce:
- ha segnalazione Niederngasse n.18 n.18 Luglio/Settembre 2006
- cover Niederngasse n.19 Ottobre/Dicembre 2006
- "Les Amants " no.3, 03/Dicembre 2006, nel collettivo ALBAFAIDA/Lobodilattice con il percorso d'immagine "MALACARNE, (S)CONCERTO
DEL CORPO", Goganga, Milano
- "CASODARK: the fear is dark", 22 Dicembre 2006, Padova
- Kult Avanguardie n12, Dicembre/Gennaio 2007, ha talent-racconto con "BORDERLIVE"
- Lobodilattice + NEUROTV + PuzzleForPeace, 02 Aprile 2007, Teatro delle Erbe Milano
- "BODY - Il corpo umano nell'epoca contemporanea.", 21 Aprile 2007, Firenze
(...)"Un approccio articolato e complesso quello di Andrea Bovo alla fotografia.
Ad un'analisi più approfondita del suo lavoro, la sua opera appare in realtà ricca di sfumature. Esprime la rabbia nella dicotomia dell'immagine, perfetta nella sua costruzione e provocatoria nei suoi soggetti, rifiutando le finzioni dell’estetica contemporanea e illustrando, attraverso l’utilizzo della carne, del volto e del corpo, i turbamenti interiori e le manie. Nichilista artaudiano, conduce una ricerca estetico-filosofica sul corpo proprio. Lo studio della luce e della composizione geometrica dell’immagine hanno primaria importanza. Propone autoritratti in cui indaga il tema dell’identità e dell’esistenza, seguendo una cifra stilistica decadente e intimista. Scenografico, teatrale, soggetto e oggetto delle proprie autocreazioni, interpreta e produce messe in scena dalla caravaggesca illuminazione e dal sapore serraniano. Minimale ed essenziale, lavora sulla texture della carne, sul suo corpo mutilato dall’obiettivo, ripreso in primissimi piani da cui sembra voler evacuare per raggiungere lo spettatore, per creare un contatto. La sua figura mima, rimanda ed evoca. Parzialità di forma che acquista esistenza propria e autonomia, posa statica vivificata da una elegante e lineare tensione drammatica, da un dinamico equilibrio fra gli spazi e le ombre.
Correndo sulla sottile linea dei contrasti, tra sacro e profano, morale e immorale, il suo linguaggio è proteso verso una tragica concezione della bellezza.
In questo lavoro ritornano le mani ad essere centrali, e l’opera, il suo corpo, è ancora una volta un palcoscenico da cui inscenare un mondo: è guerriero medievale-esistenziale, pronto a scendere in battaglia, munito di elmo.
Suggestionante e onirico, violento e meraviglioso insieme."(...)
(recensione a cura della Dott.ssa Ilaria Ruggiero)
Da nuovo addetto all'artificio, è tuttora impegnato a farsi fuori, vivendo a Milano d'alchimie sottili per finirci rivoltato cavo d'intenti. Ibrido il suo pasto, tra l'assidua frequentazione tecnologica, e la pittografia di/scritta in boudoir digitali; sinistrato dalla convergenza tra testo e grafia a foto, vivacchia da circa un anno nell'indisciplina rigorosa d'una stregoneria naturale.
Come non esistono scuole, se non l'abbandonare i banchi per impararsi.
Eccedendo le forme.
Alcune tracce:
- ha segnalazione Niederngasse n.18 n.18 Luglio/Settembre 2006
- cover Niederngasse n.19 Ottobre/Dicembre 2006
- "Les Amants " no.3, 03/Dicembre 2006, nel collettivo ALBAFAIDA/Lobodilattice con il percorso d'immagine "MALACARNE, (S)CONCERTO
DEL CORPO", Goganga, Milano
- "CASODARK: the fear is dark", 22 Dicembre 2006, Padova
- Kult Avanguardie n12, Dicembre/Gennaio 2007, ha talent-racconto con "BORDERLIVE"
- Lobodilattice + NEUROTV + PuzzleForPeace, 02 Aprile 2007, Teatro delle Erbe Milano
- "BODY - Il corpo umano nell'epoca contemporanea.", 21 Aprile 2007, Firenze
(...)"Un approccio articolato e complesso quello di Andrea Bovo alla fotografia.
Ad un'analisi più approfondita del suo lavoro, la sua opera appare in realtà ricca di sfumature. Esprime la rabbia nella dicotomia dell'immagine, perfetta nella sua costruzione e provocatoria nei suoi soggetti, rifiutando le finzioni dell’estetica contemporanea e illustrando, attraverso l’utilizzo della carne, del volto e del corpo, i turbamenti interiori e le manie. Nichilista artaudiano, conduce una ricerca estetico-filosofica sul corpo proprio. Lo studio della luce e della composizione geometrica dell’immagine hanno primaria importanza. Propone autoritratti in cui indaga il tema dell’identità e dell’esistenza, seguendo una cifra stilistica decadente e intimista. Scenografico, teatrale, soggetto e oggetto delle proprie autocreazioni, interpreta e produce messe in scena dalla caravaggesca illuminazione e dal sapore serraniano. Minimale ed essenziale, lavora sulla texture della carne, sul suo corpo mutilato dall’obiettivo, ripreso in primissimi piani da cui sembra voler evacuare per raggiungere lo spettatore, per creare un contatto. La sua figura mima, rimanda ed evoca. Parzialità di forma che acquista esistenza propria e autonomia, posa statica vivificata da una elegante e lineare tensione drammatica, da un dinamico equilibrio fra gli spazi e le ombre.
Correndo sulla sottile linea dei contrasti, tra sacro e profano, morale e immorale, il suo linguaggio è proteso verso una tragica concezione della bellezza.
In questo lavoro ritornano le mani ad essere centrali, e l’opera, il suo corpo, è ancora una volta un palcoscenico da cui inscenare un mondo: è guerriero medievale-esistenziale, pronto a scendere in battaglia, munito di elmo.
Suggestionante e onirico, violento e meraviglioso insieme."(...)
(recensione a cura della Dott.ssa Ilaria Ruggiero)



