Cristiano Bomba!!!
www.equilibriarte.org/cristianobombaartist
member since December 11, 2006
bio
www.myspace.com/pifebo
BIOGRAFIA: Cristiano Bomba nasce a Marino (RM) il 12 febbraio 1983; pittore autodidatta, si diploma nel 2001 nel liceo scientifico sperimentale Vito Volterra di Ciampino; laureato in Psicologia dello sviluppo alla Sapienza di Roma, svolge il tirocinio presso il Consultorio familiare della A.U.S.L nel distretto RM/H.
Il mio lavoro nasce da una forte esigenza: comunicare con altre menti, cercando di suscitare nell’altro emozioni positive o negative che siano, ma con lo scopo però di non soddisfare mai solamente l’occhio. Tale concezione appartiene ad una visione dell’arte ormai superata, fondata sui principi d’ordine e razionalità, quando ancora la tecnica non aveva raggiunto i livelli a cui oggi noi siamo abituati. Dal momento che ora la tecnologia è arrivata ad un livello tale da permettere all’ uomo di riuscire a riprodurre in maniera più che soddisfacente la realtà così com’è, l’ARTE e in special modo la pittura, deve assolvere un altro compito: non più parlare agli occhi, bensì rivolgersi alla mente. Ciò implica un cambiamento radicale rispetto all’arte accademica; non più l’utilizzo di olii o altri materiali per belle arti, bensì materiali industriali come cemento,stucchi,plastiche,vernici per carrozzerie o per edilizia, che sono una chiara testimonianza del mondo odierno nel quale l’uomo vive ; i pennelli sono sostituiti dalle stesse dita che permettono un contatto più diretto e profondo con l’opera che si sta creando, cercando così di ritrovare quella spontaneità e quell’immediatezza tipica del disegno infantile.
Questi dipinti inoltre cercano di testimoniare l’ambivalenza della nostra civiltà, quella occidentale, che da una parte si spinge sempre più verso il futuro(rappresentata dai materiali innovativi usati) e dunque è una civiltà in divenire, e dall’ altra sta cercando di non dimenticare le proprie origini, le sue radici primitive( testimoniato dall’utilizzo delle dita invece che dei pennelli)
Il risultato, è una serie di dipinti che sia per tecnica, sia per colori, richiama molto il disegno dei bambini i quali sono gli unici esseri umani che riescono a contenere tale dualismo (tecnologia-origini). In essi infatti troviamo sia una purezza-non contaminazione (determinata dal fatto che non hanno ancora acquisito determinati schemi cognitivi che acquisiranno con il crescere, che li rende molto simili agli animali e agli esseri primitivi); sia una capacità di adattamento enorme a questo tipo di civiltà (computer,cartoni animati). Il risultato è un’arte "naturale", spontanea, tesa al rifiuto di ogni intellettualismo e dogmatismo teorico a favore della libera sperimentazione di modi espressivi diretti e intuitivi, rivendicando inoltre il diritto al piacere del gesto creativo , il quale spesso si esplicita in una libera interpretazione della realtà: immagini che alludono a figure umane, animali, esseri mostruosi, personaggi presi direttamente dall’iconografia religiosa e rielaborati non solo nell’espressione, ma soprattutto nei materiali, i quali rendono il dipinto, dinamico, materico, espressivo, vivo. I dipinti, anche se ad un primo sguardo possono apparire molto distanti tra loro sia nella tecnica, sia nella tematica, sono uniti da un comune denominatore, rappresentato sia dall’utilizzo di colori intensi e decisi,ma soprattutto dal carattere provocatorio e dissacrante.
IL BOMBAROLO
Chi va dicendo in giro
che odio il mio lavoro
non sa con quanto amore
mi dedico al tritolo,
è quasi indipendente
ancora poche ore
poi gli darò la voce
il detonatore.
Il mio Pinocchio fragile
parente artigianale
di ordigni costruiti
su scala industriale
di me non fara mai
un cavaliere del lavoro,
io son d'un'altra razza,
son bombarolo.
Nel scendere le scale
ci metto più attenzione,
sarebbe imperdonabile
giustiziarmi sul portone
proprio nel giorno in cui
la decisione è mia
sulla condanna a morte
o l'amnistia.
Per strada tante facce
non hanno un bel colore,
qui chi non terrorizza
si ammala di terrore,
c'è chi aspetta la pioggia
per non piangere da solo,
io son d'un altro avviso,
son bombarolo.
Intellettuali d'oggi
idioti di domani
ridatemi il cervello
che basta alle mie mani,
profeti molto acrobati
della rivoluzione
oggi farò da me
senza lezione.
Vi scoverò i nemici
per voi così distanti
e dopo averli uccisi
sarò fra i latitanti
ma finché li cerco io
i latitanti sono loro,
ho scelto un'altra scuola,
son bombarolo.
Potere troppe volte
delegato ad altre mani,
sganciato e restituitoci
dai tuoi aeroplani,
io vengo a restituirti
un po' del tuo terrore
del tuo disordine
del tuo rumore.
Così pensava forte
un trentenne disperato,
se non del tutto giusto
quasi niente sbagliato,
cercando il luogo idoneo
adatto al suo tritolo,
insomma il posto degno
d'un bombarolo.
C'è chi lo vide ridere
davanti al Parlamento
aspettando l'esplosione
che provasse il suo talento,
c'è chi lo vide piangere
un torrente di vocali
vedendo esplodere
un chiosco di giornali.
Ma ciò che lo ferì
profondamente nell'orgoglio
fu l'immagine di lei
che si sporgeva da ogni foglio
lontana dal ridicolo
in cui lo lasciò solo,
ma in prima pagina
col bombarolo.
(FABRIZIO DE ANDRE')
RM CONFIDENTIAL
RM confidential dove se becco quarche amico ar giro ormai è solamente coincidenza
Roma paranoica dove la gente vive e si trascina solo per sopravvivenza
RM confidential dove se becco quarche svorta ar giro ormai è solamente conincidenza. Roma paranoica dove conta solo la facciata conta solo l'esperienza.
Dissociato in ogni singola molecola
sto dall'altra parte di ogni posto al lato opposto di ogni regola
mando all'aria piani sblasto giuramenti e patti
perché troppi con le bende sugli occhi e nelle orecchie i tappi
è una città de preti e de coatti paralizzati che se move a scatti
controllata in cielo da elicotteri
e in terra giù da blocchi di carabinieri finanzieri e poliziotti
qui tutto l'anno famo i botti
uno sull'altro e me li sento tutti addosso e semo troppi
pe strada vedo i mostri ritorno con i bozzi
ammazzato fatto a pezzi dai prezzi dei negozi
brutti viaggi zi nei peggio posti
e non cambia un cazzo manco se te sposti
la vita va presa a mozzichi e buttata sulla via dei farabutti
da una città che è na mignotta e ce se fa a tutti.
Cinque metri sopra il pavimento col fomento a mano armata
Roma dentro ogni borgata devastata dal cemento
l'insegnamento della strada per la vita
senza soldi senza meta senza guida
qui il destino m'ha levato gente che tenevo stretta
l'amore resta dentro oppure scappa
mostra la parte più reale
ce sbatti la faccia e te ne accorgi quando è tardi per cambiare
si se mette male
Roma paranoica nun te guarda manco
ed ogni giorno so più stanco
ma continuare e per sentirmi unico in questo mare
cambiare per far si che tutto quanto il resto resti uguale
Roma canta urla e romanza
la vera verità si plasma
la storia cambia non vive più qui la calma
paura e paure sono il programma del dramma.
Ogni strada porta in grembo il suo segreto
c'è poco tempo pei sogni qua se bada al concreto
la Roma che vedo e vivo ogni giorno ogni mattina
poco s'avvicina a quella de na bella cartolina
la storia regala er Colosseo e San Pietro
la vita ogni baretto e ogni banchetto der mercato che c'hai sotto
er barbiere sa tutto der vicinato
eccola un'altra socera co la chiacchiera che bolle in pentola
la gente qua non mormora
strilla per fassee e fatte sentì
attenta e pronta alla replica se c'hai da ridì
zì ce trovi poco da imbastì
qui ogni cuore brucia e la fiducia nun se fa rapì e tradì
gli impicci fanno parte del made in italy
più che arte una risposta a poteri ridicoli e inutili
la vta cambia pe tutti è una questione de attimi
la mejo cosa che me dai ce lo sai so i battiti.
(COLLE DER FOMENTO)
BIOGRAFIA: Cristiano Bomba nasce a Marino (RM) il 12 febbraio 1983; pittore autodidatta, si diploma nel 2001 nel liceo scientifico sperimentale Vito Volterra di Ciampino; laureato in Psicologia dello sviluppo alla Sapienza di Roma, svolge il tirocinio presso il Consultorio familiare della A.U.S.L nel distretto RM/H.
Il mio lavoro nasce da una forte esigenza: comunicare con altre menti, cercando di suscitare nell’altro emozioni positive o negative che siano, ma con lo scopo però di non soddisfare mai solamente l’occhio. Tale concezione appartiene ad una visione dell’arte ormai superata, fondata sui principi d’ordine e razionalità, quando ancora la tecnica non aveva raggiunto i livelli a cui oggi noi siamo abituati. Dal momento che ora la tecnologia è arrivata ad un livello tale da permettere all’ uomo di riuscire a riprodurre in maniera più che soddisfacente la realtà così com’è, l’ARTE e in special modo la pittura, deve assolvere un altro compito: non più parlare agli occhi, bensì rivolgersi alla mente. Ciò implica un cambiamento radicale rispetto all’arte accademica; non più l’utilizzo di olii o altri materiali per belle arti, bensì materiali industriali come cemento,stucchi,plastiche,vernici per carrozzerie o per edilizia, che sono una chiara testimonianza del mondo odierno nel quale l’uomo vive ; i pennelli sono sostituiti dalle stesse dita che permettono un contatto più diretto e profondo con l’opera che si sta creando, cercando così di ritrovare quella spontaneità e quell’immediatezza tipica del disegno infantile.
Questi dipinti inoltre cercano di testimoniare l’ambivalenza della nostra civiltà, quella occidentale, che da una parte si spinge sempre più verso il futuro(rappresentata dai materiali innovativi usati) e dunque è una civiltà in divenire, e dall’ altra sta cercando di non dimenticare le proprie origini, le sue radici primitive( testimoniato dall’utilizzo delle dita invece che dei pennelli)
Il risultato, è una serie di dipinti che sia per tecnica, sia per colori, richiama molto il disegno dei bambini i quali sono gli unici esseri umani che riescono a contenere tale dualismo (tecnologia-origini). In essi infatti troviamo sia una purezza-non contaminazione (determinata dal fatto che non hanno ancora acquisito determinati schemi cognitivi che acquisiranno con il crescere, che li rende molto simili agli animali e agli esseri primitivi); sia una capacità di adattamento enorme a questo tipo di civiltà (computer,cartoni animati). Il risultato è un’arte "naturale", spontanea, tesa al rifiuto di ogni intellettualismo e dogmatismo teorico a favore della libera sperimentazione di modi espressivi diretti e intuitivi, rivendicando inoltre il diritto al piacere del gesto creativo , il quale spesso si esplicita in una libera interpretazione della realtà: immagini che alludono a figure umane, animali, esseri mostruosi, personaggi presi direttamente dall’iconografia religiosa e rielaborati non solo nell’espressione, ma soprattutto nei materiali, i quali rendono il dipinto, dinamico, materico, espressivo, vivo. I dipinti, anche se ad un primo sguardo possono apparire molto distanti tra loro sia nella tecnica, sia nella tematica, sono uniti da un comune denominatore, rappresentato sia dall’utilizzo di colori intensi e decisi,ma soprattutto dal carattere provocatorio e dissacrante.
IL BOMBAROLO
Chi va dicendo in giro
che odio il mio lavoro
non sa con quanto amore
mi dedico al tritolo,
è quasi indipendente
ancora poche ore
poi gli darò la voce
il detonatore.
Il mio Pinocchio fragile
parente artigianale
di ordigni costruiti
su scala industriale
di me non fara mai
un cavaliere del lavoro,
io son d'un'altra razza,
son bombarolo.
Nel scendere le scale
ci metto più attenzione,
sarebbe imperdonabile
giustiziarmi sul portone
proprio nel giorno in cui
la decisione è mia
sulla condanna a morte
o l'amnistia.
Per strada tante facce
non hanno un bel colore,
qui chi non terrorizza
si ammala di terrore,
c'è chi aspetta la pioggia
per non piangere da solo,
io son d'un altro avviso,
son bombarolo.
Intellettuali d'oggi
idioti di domani
ridatemi il cervello
che basta alle mie mani,
profeti molto acrobati
della rivoluzione
oggi farò da me
senza lezione.
Vi scoverò i nemici
per voi così distanti
e dopo averli uccisi
sarò fra i latitanti
ma finché li cerco io
i latitanti sono loro,
ho scelto un'altra scuola,
son bombarolo.
Potere troppe volte
delegato ad altre mani,
sganciato e restituitoci
dai tuoi aeroplani,
io vengo a restituirti
un po' del tuo terrore
del tuo disordine
del tuo rumore.
Così pensava forte
un trentenne disperato,
se non del tutto giusto
quasi niente sbagliato,
cercando il luogo idoneo
adatto al suo tritolo,
insomma il posto degno
d'un bombarolo.
C'è chi lo vide ridere
davanti al Parlamento
aspettando l'esplosione
che provasse il suo talento,
c'è chi lo vide piangere
un torrente di vocali
vedendo esplodere
un chiosco di giornali.
Ma ciò che lo ferì
profondamente nell'orgoglio
fu l'immagine di lei
che si sporgeva da ogni foglio
lontana dal ridicolo
in cui lo lasciò solo,
ma in prima pagina
col bombarolo.
(FABRIZIO DE ANDRE')
RM CONFIDENTIAL
RM confidential dove se becco quarche amico ar giro ormai è solamente coincidenza
Roma paranoica dove la gente vive e si trascina solo per sopravvivenza
RM confidential dove se becco quarche svorta ar giro ormai è solamente conincidenza. Roma paranoica dove conta solo la facciata conta solo l'esperienza.
Dissociato in ogni singola molecola
sto dall'altra parte di ogni posto al lato opposto di ogni regola
mando all'aria piani sblasto giuramenti e patti
perché troppi con le bende sugli occhi e nelle orecchie i tappi
è una città de preti e de coatti paralizzati che se move a scatti
controllata in cielo da elicotteri
e in terra giù da blocchi di carabinieri finanzieri e poliziotti
qui tutto l'anno famo i botti
uno sull'altro e me li sento tutti addosso e semo troppi
pe strada vedo i mostri ritorno con i bozzi
ammazzato fatto a pezzi dai prezzi dei negozi
brutti viaggi zi nei peggio posti
e non cambia un cazzo manco se te sposti
la vita va presa a mozzichi e buttata sulla via dei farabutti
da una città che è na mignotta e ce se fa a tutti.
Cinque metri sopra il pavimento col fomento a mano armata
Roma dentro ogni borgata devastata dal cemento
l'insegnamento della strada per la vita
senza soldi senza meta senza guida
qui il destino m'ha levato gente che tenevo stretta
l'amore resta dentro oppure scappa
mostra la parte più reale
ce sbatti la faccia e te ne accorgi quando è tardi per cambiare
si se mette male
Roma paranoica nun te guarda manco
ed ogni giorno so più stanco
ma continuare e per sentirmi unico in questo mare
cambiare per far si che tutto quanto il resto resti uguale
Roma canta urla e romanza
la vera verità si plasma
la storia cambia non vive più qui la calma
paura e paure sono il programma del dramma.
Ogni strada porta in grembo il suo segreto
c'è poco tempo pei sogni qua se bada al concreto
la Roma che vedo e vivo ogni giorno ogni mattina
poco s'avvicina a quella de na bella cartolina
la storia regala er Colosseo e San Pietro
la vita ogni baretto e ogni banchetto der mercato che c'hai sotto
er barbiere sa tutto der vicinato
eccola un'altra socera co la chiacchiera che bolle in pentola
la gente qua non mormora
strilla per fassee e fatte sentì
attenta e pronta alla replica se c'hai da ridì
zì ce trovi poco da imbastì
qui ogni cuore brucia e la fiducia nun se fa rapì e tradì
gli impicci fanno parte del made in italy
più che arte una risposta a poteri ridicoli e inutili
la vta cambia pe tutti è una questione de attimi
la mejo cosa che me dai ce lo sai so i battiti.
(COLLE DER FOMENTO)



