Cancogni Valente Luigi Giorgio
www.equilibriarte.org/valentecancogniartist
member since November 15, 2006
bio
Mi piace guardare
per essere continuamente sorpreso da qualcosa.
Soffermarmi attonito, sempre e comunque attratto, incuriosito.
Fare e ancora fare ma poi tornare all’origine della materia per rifare altra forma è sempre l’ignota strada verso un risultato che solo nella mente è presente e pienamente compiuto.
Subisco il fascino della contraddizione e nella ricerca dell’opposto, mi ripresento curioso ed assetato al nuovo esame sempre affascinato dalla verità del silenzio, unico aiuto prima di ogni prova, , per traduce in pensiero tutto quello che le parole non arriverebbero mai a dire, captandone piuttosto quelle urla silenziose che amo si ascoltare.
Ecco che le mie sculture sono staticamente in movimento per immortalare un attimo, come in fotografia, che colga e palesi il linguaggio interiore per poi condurre oltre, sempre comunque parte di un percorso appena iniziato e subito interrotto per essere immediatamente ripreso.
Penso ad una scultura non come ad un oggetto, un soprammobile: essa è un nuovo messaggio, dove domande cercano una qualche risposta, di cui forse, i mie lavori sono il tramite del mio percorso interiore.
Non cerco una forma rappresentativa di qualcosa, o con la pretesa di essere somigliante a qualcosa che gia esiste in natura, ma solo specchio di ciò che vedo e dove gli altri possano guardare .
Non sò se questa è una qualche arte e non lo saprò mai, forse.
"I like watching around to be always caught by something.
Pausing amazed, astonished doing and doing, going at last, to the raw material to create something else, towerds something that is finished and completed only in my mind.
I’m fashinated by the contradiction, by the opposite, as well as by the silence that helps me before working. Silence helps me to express things that words would never say.
My sculptures are statically lively, they catch the single moment revealing an interior emotion,
a feeling.
Sculptures are not objects to me, try are a sort of message, are my answers to my questions:
my artworks are my interior journey.
L’m not looking for something that emulates reality, but for something that mirrors what I see and feel.
I don’t know if this is art, perhaps I’ll never know. "
per essere continuamente sorpreso da qualcosa.
Soffermarmi attonito, sempre e comunque attratto, incuriosito.
Fare e ancora fare ma poi tornare all’origine della materia per rifare altra forma è sempre l’ignota strada verso un risultato che solo nella mente è presente e pienamente compiuto.
Subisco il fascino della contraddizione e nella ricerca dell’opposto, mi ripresento curioso ed assetato al nuovo esame sempre affascinato dalla verità del silenzio, unico aiuto prima di ogni prova, , per traduce in pensiero tutto quello che le parole non arriverebbero mai a dire, captandone piuttosto quelle urla silenziose che amo si ascoltare.
Ecco che le mie sculture sono staticamente in movimento per immortalare un attimo, come in fotografia, che colga e palesi il linguaggio interiore per poi condurre oltre, sempre comunque parte di un percorso appena iniziato e subito interrotto per essere immediatamente ripreso.
Penso ad una scultura non come ad un oggetto, un soprammobile: essa è un nuovo messaggio, dove domande cercano una qualche risposta, di cui forse, i mie lavori sono il tramite del mio percorso interiore.
Non cerco una forma rappresentativa di qualcosa, o con la pretesa di essere somigliante a qualcosa che gia esiste in natura, ma solo specchio di ciò che vedo e dove gli altri possano guardare .
Non sò se questa è una qualche arte e non lo saprò mai, forse.
"I like watching around to be always caught by something.
Pausing amazed, astonished doing and doing, going at last, to the raw material to create something else, towerds something that is finished and completed only in my mind.
I’m fashinated by the contradiction, by the opposite, as well as by the silence that helps me before working. Silence helps me to express things that words would never say.
My sculptures are statically lively, they catch the single moment revealing an interior emotion,
a feeling.
Sculptures are not objects to me, try are a sort of message, are my answers to my questions:
my artworks are my interior journey.
L’m not looking for something that emulates reality, but for something that mirrors what I see and feel.
I don’t know if this is art, perhaps I’ll never know. "



