Antonella Iurilli Duhamel
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member since November 5, 2006
bio
Non ho filosofie: ho sensi...
Se parlo della Natura non è perché sappia cosa essa è,
ma perché la amo, e la amo per questo,
perché chi ama non sa mai quello che ama
né sa perché ama, né cosa sia amare...
Amare è l'eterna innocenza,
e l'unica innocenza, è non pensare...
Fernando Pessoa
antonellaiurilliduhamel. [...] com/
La mia passione per la vita oltre che la mia formazione accademica in semiologia e linguistica mi hanno condotta ad una ulteriore formazione nel campo della psicoanalisi.
Sono psicologa e psicoterapeuta specializzata in Analisi Bioenergetica e Psicologia Transpersonale. Membro dell'Ordine Psicologi e Psicoterapeuti della Lombardia e dell'International Institute for Bioenergetic Analysis di New York.
Ho sempre coltivato la passione per l'arte ed essenziamente mi esprimo attraverso la pittura, la scultura e la fotografia.
Sono membro della società di Belle Arti di Verona e della Societè Québecoise des Beaux Art.
Da molti anni la mia ricerca personale, a livello clinico e artistico, è prevalentemente focalizzata sull'identificazione del ruolo sessuale maschile e femminile e sul rapporto dell'uomo moderno con i sentimenti, il corpo e la natura.
NOTE CRITICHE
Antonella Iurilli Duhamel, poliedrica personalità di artista e intellettuale. In questa occasione viene documentata la sua produzione scultorea bronzi e terrecotte, talvolta accompagnate da dipinti preparatori su carta. Incontriamo un piccolo universo che appare avulso e lontano dalle mode della contemporaneità e che si collega, da un lato alla lezione di Rodin, Medardo Rosso e Arturo Martini, dall’altro al prezioso retaggio greco-romano.
Ma l’attualità di questa ricerca si rivela nella costante venatura di panica sensualità che pervade l’intero percorso attraverso le immagini e che coinvolge il riguardante in un sottile gioco di allusioni e rimandi, dove la simbiosi tra riproduzione della realtà naturale e natura reinventata perviene a nuove, suadenti e <
Nel lavoro di Antonella Iurilli Duhamel il tema protagonista (la Donna),si erge a epifania e collega il mito alla quotidianità dei sentimenti e delle pulsioni, creando piccoli capolavori ricchi di energia, ma liberati da tensioni emotive e simboliche ambiguità.
L’artista coniuga mistero e affabulazione anche in pittura e letteratura.
FRANCO BATACCHI
critico d'arte
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Apparentemente come le bottiglie di Morandi, i manichini di De Chirico, le icone di Andy Warhol, i “Randoms” di Iurili Duhamel sviluppano una serie straordinaria, senza più serializzazione. Da ciascuna immagine il caso dell’unico risalta. L’arte della combinazione non rilascia mai lo stesso tipo, né lo stesso caso. In tal senso non c’è più streotipo, e nessun dossier potrà chiudere il caso.
I “Randoms”sono casi di vita. Donne di qualità. La Qualità donna.Difficile da trovare anche nei consigli di amministrazione delle imprese più innovative dell’occidente e dell’oriente. Un’occasione per annotare che le opere di di Antonella Iurilli Duhamel irrompono sulla scena planetaria come icone dell’assoluto moderno, quello auspicato da Arthur Rimbaud, e le oligarchie monosessuali che presumono di aver in mano il pianeta annaspano. I “Randoms” sono le icone attuali della questione donna come in aggirabile.
GIANCARLO CALCIOLARI
direttore della rivista Transfinito
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La lunga dimestichezza con la pratica del vissuto, dell’emozione, delle impressioni, dei diversi stati d’animo, porta la Iurilli Duhamel alla ricerca delle origini del libero fluire della vita che vede nella ricerca del corpo un punto di partenza inaggirabile.
Nella sua pittura e nella sua scultura ha il grande pregio di saper dare al corpo la sua legittima sacralità.
VITO CRACAS,
storico e critico d’arte
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Ho un debito nei confronti di Antonella Iurilli Duhamel, un debito di gratitudine che voglio conservare. E’ lo stesso legame che mi unisce a tutti coloro che svolgono la loro ricerca in modo generoso donandosi senza riserve e secondi fini.
Da questo nasce la sua specialissima arte, da un’arte di vivere e di sentre la vita in sé stessi e nell’altro e di coglierla senza mediazioni, senza filtri senza griglie concettuali, come una risonanza vegetativa profonda che non trovando le parole adatte si esprime con i tratti delicati, forti e precisi.
Antonella ha ai miei occhi la rarissima qualità di di saper rappresentare il corpo umano non tanto e solo nella sua oggettualità, nel suo essere cosa, ma soprattutto nella sua vitalità, nel suo essere vissuto. E’ come se, per una per una sottile alchimia un po’ di senso si trasferisse attraverso le sue mani dal soggetto originale al soggetto arte-fatto. E’ come se le cellule della carne e le molecole della creta fossero chiamate a condividere qualcosa di essenziale, di profondo, di nucleare.
Tutti coloro che svolgono la professione di analisti artisti bioenergetici si trovano ad un certo punto del loro sviluppo, a confrontarsi con la dimensione alchemica e spirituale della vita . Pochi riescono ad integrarla e ad esprimerla senza perdersi in astrazioni suggestive ma ireali e senza combattere per sopprimerla nel nome di una pretesa razionalità. Reich e Lowen ci hanno insegnato che la gente, che noi stessi, diventiamo facilmente irrazionali quando il grande rimosso l’esperienza del corpo vissuto, torna ad emergere,
E’ a questo punto che per alcuni, forse i più fortunati, si pone un dilemma e ciò che non è più contenibile nella plarità somatica deve trovare il suo veicolo espressivo: la sua arte.
E’ un movimento oltre, che trascende i termini dell’estetica e del suo pensiero spesso confuso tra la “conoscenza sensibile” e la conoscenza dei telericettori e della neocorteccia.
E’ un ritorno dall’estetica all’etica, sua origine profonda che è esplorazione e conoscenza dell’esperienza umana dalla superficie al nucleo più profondo, dal comportamento apparente alle sue radici più segrete, dal corpo dal corpo al suo principio animico.
LUCIANO MARCHINO
direttore IPSO, Istituto di Psicologia Somatico-relazionale di Milano.
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Osservando le opere dell’autrice pare sfogliare l’album genealogico delle nostre personali e segrete presenze femminili ; ognuno di noi troverà la madre, la sorella, l’amante, la figlia ; è l’immagine che si moltiplica in volti a noi cari : è, in sostanza, l’immagine particolare che Roland Barthes sintetizzò nel termine punctum : ciò che ti violenta con passione, che ti fa riflettere o impazzire. Questo perché il linguaggio dell’arte è la nostra lingua madre, una lingua arcaica che ci segue dall’epoca dei graffiti, dei primi ruvidi segni della storia dell’uomo, della nostra storia.....
Le opere di Antonella Iurilli Duhamel rappresentano infine anche la via crucis del desiderio orgiastico, nel quale il corpo della donna è ideale afrodisiaco per l’uomo che in questo corpo da sempre unisce carne a carne, respiro a respiro, speranza a speranza.
FRANCESCO RUCHIN
scrittore
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La personalità artistica di Antonella Iurilli Duhamel si è sviluppata in modo autonomo,non condizionata da correnti contemporanee o da certe facili forme di avanguardia e si è tenuta salda nell’ambito di una realtà viva, razionalmente e soggettivamente espressa.Perciò realizza in libertà figure pittoriche e forme bronzee, che spesso sono ritratti e autoritratti di introspezione, in raporto alle varie emozioni della vita, che sempre ci comunicano la trepida sensibilità poetica, quasi da fanciullo.
Le sue figure femminili, spesso assorte nei loro pensieri ed in quella “ melanconia” tipica degli anni giovanili, sono le sue cose più sentite, perché la felicissima visione è traslata sulla tela con una freschezza immediata per fermare un ricordo, uno stato d’animo o un sogno fuggente….il suo linguaggio pittorico e plastico vuole essere un anello di congiunzione tra vita reale e quella interiore: dei sentimenti, dei pensieri e delle varie situazioni vissute e non vissute.
Sensibile e tenace nel suo lavoro, riesce a donare ad ogni composizione una morbidezza dai riflessi vellutati.
FABIO TEDESCHI
direttore della rivista Forum Artis



