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Assoluto

Il nero è l’angolo ottuso di me stessa

equilibriarte.org : Elena Faralli : blog : category: MuSiCa

Badabum cha cha

it.youtube.com/watch?v=q9d3F3D8tM0

Living Darfur

it.youtube.com/watch?v=qQwCCm-H-sU

"Living Darfur"

See the nation through the people's eyes, See tears that flow like rivers from the skies. Where it seems there are only borderlines Where others turn and sigh, You shall rise (x2)

There's disaster in your past Boundaries in your path What do you desire when lift you higher? You don't have to be extraordinary, just forgiving Those who never heard your cries, You shall rise (x2) And look toward the skies. Where others fail, you prevail in time. You shall rise.

(You may never know, If you lay low, lay low) (x4) You shall rise (x3)

Sooner or later we must try... Living (You may never know, If you lay low, lay low) (x4)

See the nation through the people's eyes, See tears that flow like rivers from the skies. Where it seems there are only borderlines Where others turn and sigh, You shall rise (x4)

(You may never know, If you lay low, lay low) [4x]

Sooner or later we must try... Living

Traduzione "Vivere il Darfur":

Guarda la nazione attraverso gli occhi del popolo Guarda le lacrime che scorrono come fiumi dai cieli Dove sembra che ci siano solo confini Dove gli altri si girano e sospirano Tu devi sollevarti (x2)

C’è un disastro nel tuo passato Limiti nel tuo cammino Cosa desideri quando ti tiri più su? Non devi essere straordinario, solo perdonando Quelli che non hanno mai sentito i tuoi pianti, Tu ti solleverai (x2) E guarda verso i cieli Dove altri falliscono, tu prevali nel tempo Tu devi sollevarti

(Non lo puoi mai sapere Se ti abbatti, ti abbatti) (x4) Tu devi sollevarti (x3)

Prima o poi dobbiamo provare a vivere (Non lo puoi mai sapere Se ti abbatti, ti abbatti) (x4)

Guarda la nazione attraverso gli occhi del popolo Guarda le lacrime che scorrono come fiumi dai cieli Dove sembra che ci siano solo confini Dove gli altri si girano e sospirano Tu devi sollevarti (x2)

(Non lo puoi mai sapere Se ti abbatti, ti abbatti) (x4)

Prima o poi dobbiamo provare…a vivere

Aicha

Come se non esistessi
Ella mi è passata accanto
Senza uno sguardo, Regina del Sabbat
Ho detto, Aicha, prendi, tutto è per te

Ecco, le perle, i gioielli
Anche l’oro attorno al tuo collo
I frutti, ben maturi al gusto di miele
La mia vita, Aicha, se mi ami

Andrò al tuo soffio, ci conduce
Nei paesi d’avorio e d’ebano
Asciugherò le tue lacrime, le tue pene
Niente è troppo bello per una così bella

Oooh! Aicha, Aicha, ascoltami
Aicha, Aicha, non andartene
Aicha, aicha, guardami
Aicha, aicha, rispondimi

Dirò le parole dei poemi
Suonerò le musiche del cielo
Prenderò i raggi del sole
Per illuminare i tuoi occhi di regina

Oooh! Aicha, Aicha, ascoltami
Aicha, Aicha, non andartene

Ella ha detto, bada ai tuoi tesori
Io, io valgo più di tutto questo
Delle sbarre forti , delle sbarre anche se d’oro
Voglio gli stessi diritti che (hai) tu
E rispetto per ogni giorno
Io, io non voglio che amore

Aaaah!
Come se non esistessi
Ella mi è passata accanto
Senza uno sguardo, Regina del Sabbat
Ho detto, Aicha, prendi, tutto è per te

Ti voglio, Aicha, e muoio per te
Questa è la storia della mia vita e del mio amore
Tu sei il mio respiro e la mia vita
Ho voglia di vivere con te e null’altro che con te

Lalala…lalala…

uk.youtube.com/watch?v=D2DPa1eGMpo

Strade Parallele



Duminica jurnata di sciroccu
Fora nan si pò stari
Pi ffari un pocu ‘i friscu
Mettu ‘a finestra a vanedduzza
E mi vaju a ripusari
Ah! Ah! ‘A stissa aria ca so putenza strogghi ‘u mo pinzeri
Ah! Ah! ‘U cori vola s’all’umbra pigghi forma e ti prisenti
nan pozzu ripusari.
‘U suli ora trasi dintr’o mari
e fannu l’amuri
‘un c’è cosa cchiù granni
tu si la vera surgenti
chi sazia i sentimenti
Ah! Ah! ‘A stissa aria ca so calura crisci e mi turmenta
Ah! Ah! ‘U cori vola sintennu sbrizzi d’acqua di funtana
‘ndo mo’ jardineddu mi piaci stari sula.
Ah! Ah! ‘A stissa aria ca so calura crisci e mi tormenta
Ah! Ah! ‘U cori vola sintennu sbrizzi d’acqua di funtana
‘ndo mo jardineddu mi piaci stari sulu
mi piaci stari sula

(Giuni Russo - Franco Battiato)


www.youtube.com/watch?v= [...] h4&feature=related

Ma l'animale che mi porto dentro...

Ma l' animale che mi porto dentro
non mi fa vivere felice mai
si prende tutto anche il caffè
mi rende schiavo delle mie passioni
e non si arrende mai e non sa attendere
e l' animale che mi porto dentro vuole...


Da "L'animale" di Franco Battiato

Venduto

Walk On The Wild Side

Holly came from Miami F.L.A.
hitch-hiked her way across the U.S.A.

Plucked her eyebrows on the way
shaved her leg and then he was a she
She says, hey babe
take a walk on the wild side

said, hey honey
take a walk on the wild side



Candy came from out on the island
in the backroom she was everybody's darling

But she never lost her head
even when she was givin' head
She says, hey babe
take a walk on the wild side
said, hey babe
take a walk on the wild side
and the coloured girls go

Doo, doo-doo, doo-doo, doo-doo-doo
doo, doo-doo, doo-doo, doo-doo-doo



Little Joe never once gave it away
everybody had to pay and pay

A hustle here and a hustle there
New York City is the place where they said
Hey babe, take a walk on the wild side
I said, hey Joe
take a walk on the wild side



Sugar Plum Fairy came and hit the streets
lookin' for soul food
and a place to eat

Went to the Apollo
you should have seen him go-go-go
They said, hey Sugar
take a walk on the wild side
I said, hey babe
take a walk on the wild side
all right, huh



Jackie is just speeding away
thought she was James Dean for a day

Then I guess she had to crash
valium would have helped that bash
She said, hey babe
take a walk on the wild side
I said, hey honey
take a walk on the wild side
and the coloured girls say

Doo, doo-doo, doo-doo, doo-doo-doo

Cyrano

Venite pure avanti,
voi con il naso corto,
signori imbellettati,
io piu' non vi sopporto
infilero' la penna
fin dentro al vostro orgoglio
perche' con questa spada
vi uccido quando voglio.
venite pure avanti
poeti sgangherati,
inutili cantanti
di giorni sciagurati,
buffoni che campate
di versi senza forza
avrete soldi e gloria
ma non avete scorza;
godetevi il successo,
godete finche' dura
che' il pubblico e' ammaestrato
e non vi fa paura
e andate chissa' dove
per non pagar le tasse
col ghigno e l'ignoranza
dei primi della classe.
io sono solo un povero
cadetto di guascogna
pero' non la sopporto
la gente che non sogna.
gli orpelli? l'arrivismo?
all'amo non abbocco
e al fin della licenza
io non perdono e tocco.
io non perdono e tocco.
facciamola finita,
venite tutti avanti
nuovi protagonisti,
politici rampanti;
venite portaborse,
ruffiani e mezze calze,
feroci conduttori
di trasmissioni false
che avete spesso fatto
del qualunquismo un arte;
coraggio liberisti,
buttate giu' le carte
tanto ci sara' sempre
chi paghera' le spese
in questo benedetto
assurdo bel paese.
non me ne frega niente
se anch'io sono sbagliato,
spiacere e' il mio piacere,
io amo essere odiato;
coi furbi e i prepotenti
da sempre mi balocco
e al fin della licenza
io non perdono e tocco.
io non perdono e tocco.
ma quando sono solo
con questo naso al piede
che almeno di mezz'ora
da sempre mi precede
si spegne la mia rabbia
e ricordo con dolore
che a me e' quasi proibito
il sogno di un amore
non so quante ne ho amate,
non so quante ne ho avute,
per colpa o per destino
le donne le ho perdute
e quando sento il peso
d'essere sempre solo
mi chiudo in casa e scrivo
e scrivendo mi consolo,
ma dentro di me sento
che il grande amore esiste,
amo senza peccato,
amo ma sono triste
perche' rossana e' bella,
siamo cosi' diversi;
a parlarle non riesco,
le parlero' coi versi.
le parlero' coi versi
venite gente vuota,
facciamola finita:
voi preti che vendete
a tutti un'altra vita;
se c'e' come voi dite
un dio nell'infinito
guardatevi nel cuore,
l'avete gia'tradito
e voi materialisti,
col vostro chiodo fisso
che dio e' morto e l'uomo
e'solo in questo abisso,
le verita' cercate
per terra, da maiali
tenetevi le ghiande,
lasciatemi le ali;
tornate a casa nani,
levatevi davanti,
per la mia rabbia enorme
mi servono giganti.
ai dogmi e ai pregiudizi
da sempre non abbocco
e al fin della licenza
io non perdono e tocco.
io non perdono e tocco.
io tocco i miei nemici
col naso e con la spada
ma in questa vita oggi
non trovo piu' la strada,
non voglio rassegnarmi
ad essere cattivo
tu sola puoi salvarmi,
tu sola e te lo scrivo;
dev'esserci, lo sento,
in terra in cielo o un posto
dove non soffriremo
e tutto sara' giusto.
non ridere, ti prego,
di queste mie parole,
io sono solo un'ombra
e tu, rossana, il sole;
ma tu, lo so, non ridi,
dolcissima signora
ed io non mi nascondo
sotto la tua dimora
perche'oramai lo sento,
non ho sofferto invano,
se mi ami come sono,
per sempre tuo
per sempre tuo
per sempre tuo
cirano.

Addio

Nell'anno '99 di nostra vita
io, Francesco Guccini, eterno studente
perché la materia di studio sarebbe infinita
e soprattutto perché so di non sapere niente,
io, chierico vagante, bandito di strada,
io, non artista, solo piccolo baccelliere,
perché, per colpa d'altri, vada come vada,
a volte mi vergogno di fare il mio mestiere,

io dico addio a tutte le vostre cazzate infinite,
riflettori e paillettes delle televisioni,
alle urla scomposte di politicanti professionisti,
a quelle vostre glorie vuote da coglioni...

E dico addio al mondo inventato del villaggio globale,
alle diete per mantenersi in forma smagliante
a chi parla sempre di un futuro trionfale
e ad ogni impresa di questo secolo trionfante,
alle magie di moda delle religioni orientali
che da noi nascondono soltanto vuoti di pensiero,
ai personaggi cicaleggianti dei talk-show
che squittiscono ad ogni ora un nuovo "vero"
alle futilità pettegole sui calciatori miliardari,
alle loro modelle senza umanità
alle sempiterne belle in gara sui calendari,
a chi dimentica o ignora l'umiltà...

Io, figlio d'una casalinga e di un impiegato,
cresciuto fra i saggi ignoranti di montagna
che sapevano Dante a memoria e improvvisavano di poesia,
io, tirato su a castagne ed ad erba spagna,
io, sempre un momento fa campagnolo inurbato,
due soldi d'elementari ed uno d'università,
ma sempre il pensiero a quel paese mai scordato
dove ritrovo anche oggi quattro soldi di civiltà...

Io dico addio a chi si nasconde con protervia dietro a un dito,
a chi non sceglie, non prende parte, non si sbilancia
o sceglie a caso per i tiramenti del momento
curando però sempre di riempirsi la pancia
e dico addio alle commedie tragiche dei sepolcri imbiancati,
ai ceroni ed ai parrucchini per signore,
alle lampade e tinture degli eterni non invecchiati,
al mondo fatto di ruffiani e di puttane a ore,
a chi si dichiara di sinistra e democratico
però è amico di tutti perché non si sa mai,
e poi anche chi è di destra ha i suoi pregi e gli è simpatico
ed è anche fondamentalista per evitare guai
a questo orizzonte di affaristi e d'imbroglioni
fatto di nebbia, pieno di sembrare,
ricolmo di nani, ballerine e canzoni,
di lotterie, l'unica fede il cui sperare...

Nell'anno '99 di nostra vita
io, giullare da niente, ma indignato,
anch'io qui canto con parola sfinita,
con un ruggito che diventa belato,
ma a te dedico queste parole da poco
che sottendono solo un vizio antico
sperando però che tu non le prenda come un gioco,
tu, ipocrita uditore, mio simile...
mio amico...

Vorrei incontrarti

VORREI INCONTRARTI
Alan Sorrenti (Italy)


Vorrei incontrarti fuori i cancelli di una fabbrica,
vorrei incontrarti lungo le strade che portano in India,
vorrei incontrarti ma non so cosa farei:
forse di gioia io di colpo piangerei.
Vorrei trovarti mentre tu dormi in un mare d’erba
e poi portarti nella mia casa sulla scogliera,
mostrarti i ricordi di quello che io sono stato,
mostrarti la statua di quello che io sono adesso.

Vorrei conoscerti ma non so come chiamarti,
vorrei seguirti ma la gente ti sommerge:
io ti aspettavo quando di fuori pioveva,
e la mia stanza era piena di silenzio per te.

Vorrei incontrarti proprio sul punto di cadere,
tra mille volti il tuo riconoscerei,
canta la tua canzone, cantala per me:
forse un giorno io canterò per te.

Vorrei conoscerti ma non so come chiamarti,
vorrei seguirti ma la gente ti sommerge:
io ti aspettavo quando di fuori pioveva,
e la mia stanza era piena di silenzio per te.

Vorrei incontrarti fuori i cancelli di una fabbrica,
vorrei incontrarti lungo le strade che portano in India,
vorrei incontrarti ma non so cosa farei:
forse di gioia io di colpo piangerei.



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