si va per tornare.
Tuesday July 29, 2008
Son tempi d'estate e le feste di paese richiamano con i loro nomi a partecipare alla mensa, al ballo con l'orchestra del poco, alla pesca di beneficenza dove vince il rosso, anche se ti dà poco, una molletta, una matita, tanto di nulla e baraccone. Son sere d'estate. Se ti va bene mangi buono e non spendi troppo.
Così ho trovato la Sagra del Leone... Festa figlia del tempo dell'integrazione, dei nuovi usi, di altri costumi e usanze. Una sagra realizzata dall'unione e visione della ProLoco del "paese che ci sarà" con la Casa dell'emigrato del Centro Africa. Bella storia, mi son detto, e visto il titolo, certamente serviranno degustazione di carne di leone... Finalmente niente costa di maiale, di vitello, salsiccia e pollo con una fetta di polenta tra le patatine. Griglia di leone e altre bestie dell' Africa del cinema, dei safari, dell'avorio, del fantastico e dell'impossibile.
Giunto presto e in tempo alla festa nel "paese che non c'è", non mi trovai certo solo. I curiosi, tanti, si confondevano tra i fini buongustai che già sapevano di quei sapori e sentivo loro parlare sul modo e sul come di cucina bene la carne di leone, di tigre e via via di altre gustosità assaporate quando, da friulani, erano emigranti in Africa.
E tu - dicevano - mangia la mucca. Scemo. Noi mangiamo il leone.
I tamburi tenuti tra le cosce vibravano sommi al ritmo preciso e incalzante dato dalle mani di abili musici. La cucina da campo sbuffava vapore al modo di una locomotiva, l'odore di buono si sprigionava su tutto che pareva vederlo mentre passava accanto alle file delle lampadine che segnavano e illuminavano l'area evocando un ambiente sospeso ta un circo, un luna park e, appunto, la sagra di paese.
Da un altoparlante la voce distorta , dall'apparecchio e dall'accento straniero, spiegava che tutto era regolare, uno scambio culturale e il leone era di allevamento non abusivo e neppure strappato dalla sua savana. Teneva pure il certificato con il timbro del console, della "lega degli amici del leone" con pure il beneplacito del missionario nativo proprio del paese che non c'è.
Tutto a posto, tutto per bene. Sopra le righe di tante luci ci stanno le stelle. Ci guardano come noi vediamo loro ricordandoci antichi saggi e genti attente a scrutare le forme dello spazio della notte per trovare disegni, figure, zodiaco in questo firmamento. Così, tra le stelle come nella nostra carne, il leone.
July 29, 2008 12:58 AM [edited: July 29, 2008 01:01 AM]
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