l'immagine e l'anima
Saturday May 31, 2008
Questa figura rapita nella sua trascendenza sembra una Madonna medioevale fulgente di luce, che irradia la propria beltà dalla vetrata di una cattedrale francese.
L´abate Suger della cattedrale di Saint Denis, culla del Gotico nascente all´inizio del XIII secolo, affermava che Dio è luce e bellezza e sulla terra è possibile rendergli grazie solo nella loro celebrazione attraverso l´arte.
Il viso della donna qui rappresentata risplende di pura luce, rapendoci nel suo candore totale e avvolgente.
La sua estasi luminosa scende dall´alto del capo per divenire colore puro, che riverbera poi nello spazio come il suono delle parole recitate nell´intimità della preghiera.
Presentazione dell'Artista a cura di Tiziana Presi- Ferie Medievali
May 31, 2008 09:39 AM
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Saturday May 10, 2008
Bacio, matita su cartoncino
L’immagine fotografa e celebra l’istante magico dell’incontro delle anime, la sensualità e la scintilla dell’attrazione, l’alchimia della seduzione. All’occhio di chi guarda si spalancano confini inattesi di profonda liricità, che sigilla passione ed emozione, come dimensione sentimentale e spirituale della vita interiore.
Il quadro denota grande capacità evocativa, infatti il bacio qui non è effettivamente rappresentato, l’osservatore però non ha dubbi nell’immaginarlo e lo sente lieve come un sospiro, languido come un desiderio di momenti trascorsi, accarezzati col pensiero e subito allontanatisi. L’artista sembra aver avvertito il bisogno di lasciare il bacio inconfessato nell’anima, sospeso e vibrante, quasi che salendo sulle labbra rischiasse di raffreddarsi e intorpidirsi.
Il gioco chiaroscurale avvolge nel fascino e nel mistero questo momento raro e insieme fugace e destinato presto a trascolorare in un ricordo.
BUZZI SERENA
Le donne,
l’amore, il cuore stretto fra le mani
La mano sul cuore, messo a nudo davanti all’occhio dell’osservatore, custodisce, come in una teca, ogni frammento di felicità, ogni sogno d’amore, vibrando di ineffabile commozione. Si esprime cos,ì attraverso l’immagine, il desiderio intenso e la ricerca fiduciosa di luce, di appagamento, di vitalità autentica e di amore sincero.
Il quadro dunque potenzia l’immagine di sovrasensi, divenendo prefigurazione inconscia della meta ultima di felicità e amore a cui l’ animo tende. Il gesto di stringere il cuore fra le mani denuncia un bisogno di protezione, un senso di inquietudine davanti allo scorrere inesorabile ed opacizzante del tempo edace, ma anche di dolcezza catartica, serena, sospirosa accettazione del destino, rinnovata e consapevole forza interiore per tenere saldo dentro di sé ciò che permane, che neanche gli anni possono dissolvere ed è eternamente umano: l’amore.
BUZZI SERENA
La Maschera
Il dolore dentro di noi
Il volto rappresentato racchiude e delinea i paesaggi mentali attraversati nella vita, in cui ogni esperienza si presenta intagliata nelle fuga di altre esperienze, ondeggianti nello stato fluido della corrente del tempo. Sgretolando le resistenti concrezioni dell’apparenza si possono far riaffiorare tutte le tracce mestiche, che giacciono in profondità schiacciate dal peso dell’oggi.
Dietro la maschera statica e neutra c’è in realtà un’ evoluzione continua, permeata, da arresti, deviazioni, regressi, cicatrici di delusioni, di sofferenze…
L’immagine bussa con forza all’alterità racchiusa in noi, per far riflettere sull’esistenza talora troppo teatrale, fittizia e stagnante nella sua teatralità. Il disincanto costituisce il necessario passaggio destrutturante per aprire nuovi cantieri concettuali, per riappropriarci di noi stessi, del senso del nostro essere, della progettualità della nostra vita, del nostro Dasein. Le irruzioni magmatiche del dubbio, della lacerazione di senso, dell’incomprensibilità, dell’opacità …, così ben espresse in quest’opera, sono intimamente costitutive e immanenti a una vita non larvale, che rifiuta il conformismo ottundente. Il quadro ha dunque la forza di uno sguardo penetrante che condanna il grigiore della normalità, squarcia le cortine dell’apparenza, incrina le false certezze.
BUZZI SERENA
May 10, 2008 08:25 AM
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Thursday April 24, 2008
La preghiera
Preghiera, desiderio di spiritualità
La donna rappresentata in questo quadro si volge verso l’alto, con un’evidente tensione verso l’eterno e la trascendenza. Sembra aver toccato il culmine della vita, consapevole del bagliore di vento, di polvere, di vanità che attiene allo stato degli uomini, andando ora alla ricerca di un nuovo baricentro dell’esistenza umana. Ha come travalicato l’inesausta frattura dicotomica fra ragione e vita, cerebralità pura e sentimento, per lasciarsi totalmente coinvolgere e rapire da una passione, per volgersi verso l’assoluto, cercando, di raggiungere, allocentrandosi, un’altra dimensione, alla ricerca di nuove prospettive per capire e vedere meglio la realtà.
L’immagine diventa ieratica e si illumina allora per inebriante immersione, per il desiderio di annullarsi in una panica ebbrezza verso un rifugio sicuro e coglie un momento di rapimento estatico di fronte a ciò che ci trascende: l’arcano mistero della vita, che è metabletica, è passaggio, è morte e respiro d’immortalità.
La policromia ci parla dell’anima della persona, che, per vivere simili esperienze spirituali, deve essere capace di accendersi e provare illuminazioni improvvise e intermittenti, senza lasciarsi costringere nelle grigie pastoie della monotonia.
April 24, 2008 09:53 PM
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