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il segno e l'immagine

ovvero "IL PRIVILEGIO DEL TRATTO"

equilibriarte.org : Daniela Tollis : blog : category: grafica

manifesto

PINOCCHIO di Paolo Tesi:
inchiostro ecoline su carta da manifesti staccata dal muro (cm. 60 x 50)



"Il pensiero immaginativo è quello che garantisce la libertà"
(Giulio Carlo Argan)

bel salto

da PINOCCHIO. di Paolo Tesi:
inchiostro ecoline su carta da manifesti staccata dal muro (cm. 55 x 130)


"L'arte è la contemplazione del mondo in stato di grazia"
(Hermann Hesse)

murales


inchiostro ecoline su carta da manifesti staccata dal muro
(PINOCCHIO di Paolo Tesi)


paolo tesi

PAOLO TESI (Pistoia 1945) - pittore, incisore, grafico, illustratore -
"Pittore con la tentazione di scrivere", tra le altre cose ha fondato nel 1990 la rivista d'arte e letteratura Ombrone (la cui intera collezione fu esposta nel 2006 alla GAM di Palazzo Pitti, Firenze).

PAOLO TESI, PINOCCHIO, BANDECCHI E VIVALDI ED.
"E' questo il primo richiamo all'arte in moto perpetuo di Paolo Tesi. Come dal legno sprizza una vita mirabolante, così dagli strati di manifesti su cui l'artista dipinge, dagli inchiostri ed ecoline, dalle matite grasse, dall'acquaragia, dalla bottega artificiale schizza la personalità di un'opera parlante e vitale che rompe lo schema del quadro.
L'assillo psicologico del nostro artista è proprio questo: far guizzare l'anima dalla materia" (Enrico Capodaglio da: Il mondo sempre aperto. L'avventura artistica di Paolo Tesi)

william xerra

da Rivista d'artista n. 4, , novembre 2002

vettor pisani

"FIUME FINEMENTE MEMORIA

DI PASSATO ED ASTRI

DI TURBAMENTI E NOTTI.

POSSO ARRESTARTI

E

ARROVELLARMI

NEL TUO PERCORSO INFINITO

O CON TRISTEZZA LEGGERA

LASCIARTI SVANIRE

A POCO A POCO NELL'OBLIO"

Mimma e Vettor Pisani

(da Rivista d'artista n. 4, novembre 2002)


giosetta fioroni

Lettera a Luigi Ontani

CARO LUIGI,

IERI A FAENZA PARLANDO COL "NOSTRO" DAVIDE SERVADEI, HO

RICORDATO CHE TANTI ANNI FA (TU ERI GIOVANISSIMO) TI HO TAGLIATO I

CAPELLI PERCHE' RITENEVO CHE LA TUA TESTA, IL TUO SUPERIORE

ENIGMATICO VOLTO RICHIEDESSE UN TAGLIO DA PAGGIO.

E CHE MIRABILE, UNICO E STRAORDINARIO PAGGIO SEI SEMPRE STATO ...

IERI E OGGI ANCORA.

UN PAGGIO DALLE IDEE IN ASSOLUTO PIU' ORIGINALI DELL'ARTE ITALIANA.

PORTATORE DI SEGNI IRONICI, ERUDITI, NONCURANTI ... E FELICEMENTE

SCANDALOSI ... IN UN MILIEU SEMPRE TROPPO CORRETTO!

UN GRANDE DANZATORE SILENTE E ISOLATO.

UN "NARRATORE" DIVERTITO E DIVERTENTE DI PERSONAGGI, EVENTI E

FIGURE, UN COSTANTE INVENTORE DI NUOVE FORMULE SUCCULENTE ...

UN BACIO DA GIOSETTA F.

da Rivista d'artista, n.3, gennaio 2001

maria lai

Maria Lai è un'artista sarda.
E' nata a Ulassai (Nuoro) nel 1919.
E' l' esempio vivente di una vita dedicata all'arte senza per questo patire di divismo, di retorica, di mode e modaioli, di inutile mondanità.
Allieva di Arturo Martini all'Accademia di Belle Arti di Venezia, ha fatto confluire le molteplici tecniche artistiche in un unico linguaggio espressivo che ha mirato, e mira tutt'oggi, a fondere il passato con il futuro.
Mirabili le sue installazioni sul territorio sardo, testimonianza di un rapporto costante con la natura e con l'ambiente.
Riferimento imprescindibile sono i suoi libri d'artista, sulle cui pagine tesse e cuce gli infiniti fili della memoria del domani.

("Fiaba" da Rivista d'artista n. 3, gennaio 2001)

luciano caruso

"JNFIZ-ZA

LO VERSO

JNT'A LE RUGHE

DE LO MUN-NO CHE

FA LINVERSO. LEC-CES-SO

CHE FA LOP-POSTO. LA V-ERSO,

LANOMALA ESTENSIONE CE'MBALA.

JL SENSO TOPOLOGICO PRESUP-POSTO DELLA

DIVERSIONE JNFIZ-ZA LO VERSO JNT'A LO PERTUSO

DELLAC-CUA CHE SJ FA ACUA. AUGA AUGATA CHE AUGAN

DO SCROSCIA. SCROSCIAMENTJ DJ COLONIA. LOGOGRJFI DJ BA

BILONIA CO'TANTO JNTRICA NEL-LA CAVITA' DUNA GOLA JNT'A LO MU

N-NO."

(Giorgio Moio)

da "Rivista d'artista" n. 2, gennaio 2002

piero varroni

"NON SO SE E' PER LA NOTTE O IL TEMPORALE

MA L'ABBRACCIO DEL SONNO

E' UNA MASCHERA DEL GHIACCIO PIU' DURO

A MEZZO INVERNO. GOCCIA DI BALCONI

TICCHETTA L'ALLUMINIO DELLA VERANDA

FINCHE' L'OSCURITA' TROVA IL SUO RITMO

E BATTE UN SUONO FREDDO AGLI OCCHI APERTI

SENZA ATTESA DI TUONO E' GIA' ALTA LA BURIANA

E TRA LE COPERTE LA MORSA DELL'ARIA

STRINGE A VORTICE - AL PALATO DISFATTO

DICE UN SAPORE D'ASFALTO BAGNATO."

(Roberto Deidier)

da "Rivista d'artista", n. 1, aprile 1999

rivista d'artista

A seguire, nei prossimi giorni, come se fossero delle pilloline, vi presenterò alcuni stralci di una magnifica rivista, la "Rivista d'Artista", edita da Piero Varroni, con limitate copie per ogni numero edito.

Quando l'ho presa in mano sono rimasta affascinata soprattutto dalla qualità della carta: morbida, sofficemente impalpabile. Un sogno.
All'nterno, ho scoperto un vero a proprio viaggio nella grafica d'autore: da Giosetta Fioroni a Nanni Balestrini, da Maria Lai allo stesso Varroni. Con scritti di uguale altezza emotiva.



RIVISTA D'ARTISTA
Linguaggio visivo, scrittura e unità delle arti

a cura di Piero Varroni

stampa tipografica su carta Hahnemulhe

ed. Eos Magazine

al rovescio

Forse ... se ci mettessimo sottosopra avremmo una visione più giusta delle cose.

E' un po' come mettersi dalla parte di qualcun altro. Un diverso punto di vista.

Come quando, ai tempi della Scuola Libera del Nudo, si faceva esercizio anche focalizzando l'attenzione sui "vuoti" lasciati tra un volume e l'altro.

Mi piace il rovescio. Così come mi piace l'asimmetria e i numeri dispari.

In questa foto ci sono molti segni che comandano: le scritte a stampa, quelle a penna, la leggera ondulazione della carta incollata. E tutti parlano, offrono qualcosa all'immaginazione di chi guarda.

Magari non dicono proprio nulla. E chi l'ha detto che il nulla è assenza di qualcosa. Il nulla non lo vediamo. Ma c'è!

Un abbraccio a tutti voi.

l'attesa

Mi piace schizzare sul blocco con una semplice penna a biro.

Anche se dovesse esserci qualche ripensamento.

E' come fermarsi e scrivere una frase, un pensiero che ci è venuto in mente in quell'istante.

Siamo sempre in attesa. E non è detto che qualcosa arrivi. O qualcuno.
Ma noi si aspetta. Sempre.
Dà un'idea di speranza, di non finito.

Attendiamo l'autobus.

O che un dente ci faccia male.

O che arrivi l'ora della merenda.

O che finalmente sia lunedì così tutto si rimette in moto.

O che qualcuno ti commissioni un lavoro.

O che tutto quadri. Anche se si è in un cerchio.









coraggio!

La solitudine può essere espressa in vari modi.

La disperazione.

L'ansia.

La paura.

Chi annega le proprie amarezze nell'alcool, chi nelle pastiglie, chi nel vuoto di una finestra.

Chi nell'arte.

Aggrappatevi sempre a qualcosa, c'è sempre una scaletta da qualche parte.
Magari traballante.
Ma c'è!

Però .. se qualcuno non ce l'ha fatta, lui fa parte del mosaico dei nostri cuori e ci aiuta a trovare quel piolo lontano a cui sembra che il nostro piede non arrivi.

scusate le spalle ...

Riposiamoci un po' e parliamo di ... terga. Oggi definito lato B.

Tutte le visioni posteriori sono un'altra pagina da scrivere, o da leggere. Praticamente risulta un'altra persona.

Il bello della scultura è che ci puoi girare torno torno. E scegliere l'inquadratura migliore sulla quale soffermarti.

I quadri non si girano. Però sarebbe bello. Anche un'intelaiatura parla.

E allora rigiriamo il soggetto da ritrarre.

"Studio di modella a tratteggio"

indovina l'autore!!!!

Ma chi poteva andarselo ad immaginare!

Sarei quasi tentata di non dirvi chi è, dando il via a un giochino di indovinelli che potrebbe andare avanti fino a Ferragosto.

E però non mi piace di imbrigliarmi in questo genere di giochetti stupidi e dunque:

"Capitano della guardia", disegno conservato a Roma nel Gabinetto Nazionale delle Stampe. Come da didascalia autografa leggiamo: "Capitano della Compagnia de Romaneschi (...) nella guardia di Urbano VIII".
Autore: Gian Lorenzo Bernini.

Grande disegnatore (penna e carboncino) di progetti, studi e schizzi per le sue opere architettoniche e scultoree, ha creato il prototipo della caricatura
La sintesi di quest'immagine è di una modernità sconvolgente!

(Il disegno nella storia dell'arte italiana, op. cit., p. 142 e ss.)

disegno da manuale!

Inauguriamo il mese maggiolino con la lettura di un libretto che ho scovato in uno scaffale nella mia Feltrinelli.
Si tratta, come vedete, di un compendio più che esauriente sulla grande tradizione del disegno nella nostra storia dell'arte:

"Il disegno nella storia dell'arte italiana" a cura di Francesco Negri Arnoldi e Simonetta Prosperi Valenti, ed. Carocci, 2003, euro18,30 (prima edizione 1986).

Scorrendo l'indice, mi immergo in tutto quello che c'è da sapere su questa meravigliosa pratica: tecniche ed evoluzione, applicazioni nelle varie epoche, centri e scuole. sviluppi fino ai primi del Novecento, solo per citare alcuni passi.
Il tutto corredato da tavole in b/n e una bibliografia molto completa.
Segue anche un piccolo glossario su alcuni termini per "addetti ai lavori".


Il concetto di disegno nel Cinquecento:
" (...) La superiorità dell'idea rispetto alla realtà, in esse affermata - (si riferisce alle teorie neoplatoniche della metà del Quattrocento diffuse da Marsilio Ficino) -
ben si collegava al concetto di disegno inteso come proiezione immediata dell'idea stessa, come la forma più vicina al pensiero, perché più astratta, dell'opera realizzata e finita. (...) "


Buon primo maggio!!!

modelle vere

Masse e volumi di una modella non proprio taglia 42. Alla faccia delle antipatiche e inutili soggette delle passerelle modaiole.
Per me le modelle sono loro, quelle in forza nelle Accademie e nelle scuole d'arte, il cui lavoro non è riconosciuto legalmente (veramente manco il mio!).
Spesso ex bidelle, si prestano con professionalità a che noi (ex)studenti si faccia esercizio di disegno dal vero, di studio delle forme, della linea e del chiaroscuro.
Impareggiabili momenti di ore e ore trascorse in estenuanti esercizi di stile.
Scuola Libera del Nudo con i professori Avanessian e Balestrelli, docenti agli antipodi e pronti a contendersi ognuno la titolarità di cattedra a colpi di titoli accademici e riconoscimenti professionali.
Che spasso! Ma dopo dieci anni sto ancora qui a ricordarli. Insieme con le loro modelle.

" ... natura, madre del genere umano ..."

Mi collego alla pagina blog di Andrea Latina che ha presentato uno scritto di G. L. Ferretti. Ho avuto modo di apprezzare la scrittura teatrale di Ferretti assistendo agli spettacoli di Giorgio Barberio Corsetti.
Voglio qui riportare una breve composizione che, al primo ascolto, mi ha colpito per aver esattamente espresso la mia filosofia di vita.
Credo, ma può darsi che sbagli, che l'autore sia proprio Ferretti:

OSSERVATE CON QUANTA PREVIDENZA
LA NATURA,
MADRE DEL GENERE UMANO,
EBBE CURA DI SPARGERE OVUNQUE
UN PIZZICO DI FOLLIA.
SE I MORTALI SI GUARDASSERO DA QUALSIASI RAPPORTO CON LA SAGGEZZA
LA VECCHIAIA NEANCHE CI SAREBBE.
LA VITA UMANA NON E' ALTRO
CHE UN GIOCO DELLA FOLLIA.
IL CUORE HA SEMPRE RAGIONE.

Probabile che sia il frammento di qualcosa di più ampio ma ... quanto è vero!!!!
Buona vita a tutti voi!

parentesi a olio

Ecco qui, come promesso ieri, un mio piccolo divagare nel campo della pittura soffermandomi un momento, ma proprio in punta di piedi, su un quadro che amo moltissimo: "Solitudine", di Mario Sironi. Anno 1926. L'originale. Anno 2000 la copia che vedete, preparata per l'esame di Tecniche Pittoriche. Prima e ultima volta del mio cimento con i pennelli (eccetto un'altra imitazione de La Famiglia, sempre di Sironi).
Che dire? Nulla, proprio nulla. La dedico, questa immagine, ad una grande poetessa mia amica, un'artista di Equilibri della quale, se ancora non vi è capitato, vi invito ad esaminare il blog, arricchito quotidianamente di appigli a cui aggrapparsi per soffermarsi a riposare, a pensare: "Delle nostre donne io sono l'errante", di Beatrice Niccolai.

passeggiate romane un altro giorno

Eccomi con la testa persa in altri anfratti a me consoni.
La mia preferita è la Galleria Nazionale di Arte Moderna, affettuosamente chiamata, da noi che la bazzichiamo spesso, Gnam.
gnam gnam
Si divorano opere che testimoniano la fecondità produttiva e il fervore inventivo e culturale dei nostri ultimi due secoli.
Ripercorro infinite volte le sale dedicate al Novecento e mi fermo estasiata di fronte al "mio" capolavoro: Solitudine, di Mario Sironi. Come se lo vedessi per la prima volta, ogni volta.
Domani ve lo presenterò. Deciso.

passeggiate romane

Ritorniamo a ciò che più ci piace (o mi piace).
Ultima pagina di "io ... c(arte)": tra segni e collage sbucano alcune delle gallerie e dei musei che fanno parte delle mie passeggiate romane.
Una sorta di mappa topografica/agenda personale che delinea uno dei miei tanti momenti.
Strane ... le gallerie. A volte vengo attirata più dall'interior design (una mia vecchia passione, avrei voluto farlo di mestiere) delle stesse che dalle opere esposte.
Con i musei è diverso; mi racchiudo in un bozzolo fatto di calma, concentrazione, serenità e assoluto benessere e ... parto per un viaggio senza dimensione temporale (turisti e masnade varie permettendo!!!!). Interno, esterno, capolavori permanenti o temporanei (a volte in un insieme davvero indovinato) mi danno la sensazione di essere nel giusto.
La passeggiata continua ...




segni ... post elettorali?

L'unica immagine che mi viene in mente per dare una figurazione alla situazione attuale.
L'Italia complice del trash elettorale ha rinchiuso la minoranza nel cesso. E lì ci tocca rimanere ... a meditare.

appaio o scompaio?

Dalla grana della polpa di cotone affiora l'immagine della mia coscienza, del mio sé!
A volte mi affaccio, poi mi ritraggo ma elaboro ciò che ho visto.
Mi piace il carboncino sulla polpa di cotone. Segno e grana si alleano a creare sfumature in cui l'uno enfatizza l'altra.
Questa è la copertina di "io ... c(arte)". Vi aspetto alla prossima Rassegna Internazionale del Libro d'Artista, alla Biblioteca Casanatense di Roma (via di S. Ignazio) dal 5 giugno 2008.

poemi orfici - terza ed ultima parte

Ancora materiali differenti a dare corpo ad un momento della storia immaginaria.
In realtà, i miei studi di scenografia non mi hanno portato a concepire quinte armate, tese a rappresentare città fantasma, bensì mi hanno insegnato la bellezza del teatro immaginario e del disegno non fine a se stesso ma al servizio della fantasia del pensiero.

poemi orfici - secondo atto

Evocazione di tempi antichi, di battaglie per la conquista di una supremazia militare, politica. Lotte di guerrieri come ci tramandano terracotte dipinte e pietre scolpite.
Strati di pastello a cera graffiati dalla punta di un compasso per il secondo bozzetto della serie.

poemi orfici

Questo è un bozzetto per una scenografia immaginaria, realizzato con varie tecniche (acrilico, matita, collage). I segni "violenti" della matita sul lavoro finito hanno impresso una forza in più, un vigore non solo stilistico ma anche psicologico, tratteggiando maggiormente i labirinti della mente intrecciati con quelli della storia.

a prova di ... mestolo!

Eccolo qui, il mestolo da cucina o coppino (come diceva mia nonna).
Ottimo soggetto per esercitarsi in una miriade di segni, dopo aver posizionato il "modello" un po' di sguincio.
Sapete che di mestoli ne sono stati trovati parecchi tra i corredi funerari delle tombe etrusche? Quando si dice il passato ...

segnato a vita

eccoli qui, i segni della mano dell'uomo su un tipico banco scolastico.
La documentazione si riferisce sempre alle sale vuote dell'Accademia di Belle Arti, in un pomeriggio assolato di maggio.
Mi sono divertita a fermare i SEGNI della presenza degli studenti, passati da quelle parti per chissà quanti anni.
Forse quel banco era già lì quando nacque l'Arte Povera, o quando Toti Scialoja insegnava scenografia in un aula adiacente.

autoritratto di una mano

Sfiziose le pieghe sul palmo di una mano, tra il pollice e l'indice.
Minuzie che raccontano di maniglie afferrate,
di lembi di stoffa trattenuti e poi lasciati,
di carte strappate - immerse - bollite - tinte - mischiate,
di veli sovrapposti,
di patate pelate,
di gole strette e grida soffocate,
di sudore deterso.

Piccole autostrade del derma nobilitate dalla grafite.

controluce ... di fusaggine

Esperimento. la morbida fusaggine ha tentato di riprendere le ombre del vaso di cui ieri.
Mi piacciono i bastoncini di fusaggine. Li uso quasi impastando la materia, come se stessi dipingendo, nonostante, alla fine, la fuliggine si sparga un po' ovunque su di me!!!
Sporcarsi è terapeutico, la tattilità è importante. Niente di più meraviglioso che toccare il corpo dell'amato come se non avessimo occhi per vedere o bocca per assaporare, ma solo le mani per infondere amore e calore.

controluce

Quanti segni offre un vaso in controluce!
Meraviglioso b/n di un pomeriggio assolato nelle aule di pittura dell'Accademia di Belle Arti, nel lontano 2001.
Il riflesso rosso è dato da .... va bene, perché dirlo? Nulla di che, consideriamola un'entità di passaggio che ha voluto "sporcare" la superficie. In pratica, un altro segno!
(i bravi fotografi non me ne vogliano!)

io ... c(arte)

In anteprima, una delle pagine che compongono la mia ultima creatura: il libro d'artista che parteciperà alla prossima Rassegna Internazionale. L'ho intitolato "Io ... c(arte)", riferendomi ad un "libro di me" che raccolga un po' dei miei pezzi e li ricomponga in una sorta di apparente unità visiva.
Ecco dunque il SEGNO: la biro rossa che dà corpo alla mia immagine, come una coscienza in sordina che ogni tanto si affaccia alla finestra e grida: "e adesso che c'è? ...". L'immagine vive in mezzo a carte di ogni tipo: ricreate, riciclate, ritagliate. Frasi, appunti, pensieri che evocano con testardaggine.

stefano ricci

"La gamba è intelligente. Ogni cosa lo è. Ma essa non ragiona come un uomo; ragiona come una gamba.

La gamba non è stupida, non camminerà sull'olio o su bolle di sapone, non si cimenterà nell'arte del ricamo.

Logica della gamba.

Ma la gamba apparirà nuda in mezzo ai senatori, o ad una conferenza di suffragette o in privato. Il pubblico e il paesaggio non interessano la gamba; tutto ciò non è affar suo.

La logica di una parte di uomo è assurdità per l'uomo intero."



da "I sogni e la gamba" di Henri Michaux, 1923. Disegni di Stefano Ricci

carta ruvida o carta liscia?

"IL GIGANTE DALLE ORECCHIE DI SUGHERO TENTO' DI FERMARE LA DANZA CON OGNI MEZZO MA ESSA FU PIU' FORTE DI LUI;
LO PRESE PER MANO E INIZIO' A FARLO GIRARE, MA GIRARE TANTO VORTICOSAMENTE (PROPRIO LUI, COSì FIERO DELLA PROPRIA FISSITA') CHE VENNE SCAGLIATO FUORI DELL'ORBITA TERRESTRE
SINO A DISPERDERSI NELLO SPAZIO INFINITO."

Piccolo stralcio di una favoletta che mi sono inventata anni orsono e che ho corredato di alcuni disegni fatti a matita su carta Fabriano ruvida. Mi intriga moltissimo un segno "sporco", forse grossolano ma che evidenzi le tramature del foglio. Ovviamente diverso è lo stile di un tratto sottile, perfetto, minuzioso, adatto a un soggetto scientifico e realizzato in tutti i suoi particolari. Lì si privilegia il foglio liscio.
Per il prossimo post, sempre in materia di tratto espressionista, voglio presentarvi una piccolissima cosa di Stefano Ricci, la cui biografia e il cui lavoro potete ammirare cliccando sul link a fianco d406 - galleria d'arte contemporanea.

benvenuti amici !!!!!

Anche io non ho resistito al fascino e alla contemporaneità del blog.
Quale migliore maniera per occuparci del DISEGNO a qualunque livello e sotto ogni sfaccettatura? Questa pratica antichissima, genuina, vera e specchio dell'anima di qualunque artista, cuore pulsante della materia pittorica o scultorea, si afferma senza presunzione in molte esposizioni e fiere mercato dell'arte.
Campo aperto alle segnalazioni, alle nostre passioni, alla nostra mano, attingendo alla vita di chi, nel passato/presente/futuro, si è cimentato con grafite, carboncino, sanguigna, tecniche incisorie e quant'altro (penne, pennini, pennarelli e biro) esalti quel magnifico supporto che è la carta.
Il logo da me scelto, e che replico su questa pagina beneaugurale, è il caro Federico di Montefeltro di Piero della Francesca, rielaborato dalla sottoscritta (o soprascritta?) a penna biro su carta Canson 125g/m2.
un grande abbraccio


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