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arte e filosofia

qualche riflessione filosofica sul fare arte oggi e sull' arte in generale.

equilibriarte.org : Ciro D' Alessio : blog : Antonio Mancini

Antonio Mancini

Rompendo un po' con la linea del mio blog, sfrutto questo post per omaggiare il grande Antonio Mancini, pittore napoletano fine ottocento-inizio novecento; trovo che la sua pittura sia eccezionalemnte moderna. Mi chiedo cosa abbia prodotto la pittura successiva che non sia già quì, a parte l' operazione, metapittorica, di astrarre e separare i vari elementi che in opere come questa giungono a mirabile ed irripetibile sintesi.
Che ne pensate di questo lavoro?

comments

Stefano Venturini 05/01/2008 07:01 PM
mancini è un pittose straordinario, come tutti i napoletani del periodo. Soprattutto Domenico Morelli.
Io sono convinto che la pittura italiana della seconda metà dell'ottocento sono agli anni 20 sia di una qualità altissima
Giovanni Manzo 05/01/2008 07:02 PM
Un grande , ma mi piacciono pure Vincenzo Irolli e Giovanni Boldini . La pittura successiva ha prodotto Picasso ... per dirne uno :-)))
Stefano Venturini 05/01/2008 07:04 PM
e de nittis?
Ciro D' Alessio 05/01/2008 07:05 PM
Sono perfettamente d' accordo, Stefano.
Io trovo che sia non solo straordinariamente bella, ma anche straordinariamente "contemporanea".
Si presti attenzione ad esempio alla straordinaria energia del suo gesto pittorico, che a mio avviso fa impallidire ogni espressionista astratto o action-painter
Stefano Venturini 05/01/2008 07:06 PM
verissimo. Conosci Gli Ossessi di Morelli...?
Ciro D' Alessio 05/01/2008 07:07 PM
Ad Irolli dedicherò un post ad hoc.
Boldini, Morelli, e De Nittis, per quanto magnifici, mi paiono però meno "moderni" di Mancini ed Irolli.
Ciro D' Alessio 05/01/2008 07:09 PM
Si, un paio di anni fa ho visto una grande retrospettiva con le principali opere di Morelli. Tutte fantastiche! Ma in Mancini ed Irolli c' è una gestualità ed un istintività che in Morelli mi pare più controllata.
Stefano Venturini 05/01/2008 07:10 PM
Mi piacerebbe trovare qualche monografia ma non si trova nulla..io ho La pittura dell'ottocento della De agostini, in 6 volumi e ci sono molti dati e dipinti ma nonografie zero
Vittorio Losito 05/01/2008 07:35 PM
Date un'occhiata a questo splendido ritratto, opera di A.Mancini:
jssgallery.org/Paintings/Antonio_Mancini.html
Ciro D' Alessio 05/01/2008 07:41 PM
Bellissimo, Vittorio!
Dunque il nosto Mancini stava in rapposrto con Sargent's?
Quì urge una monografia, ha ragione Stefano!
Vittorio Losito 05/01/2008 09:39 PM
la svalutazione dell'Ottocento italiano

mercoledì 24 ottobre 2007

-In effetti il '68 ha rappresentato l'ultima ed estrema fiammata dei miti che avevano predominato in Europa dai primi del nostro secolo , il mito dell'intellettuale guida , il mito della rivoluzione a tutti i costi, il mito dell'avanguardia, con il conseguente distacco tra opera d'arte e fruizione delle masse popolari , insomma quell'intreccio di miti che, spacciandosi per progressisti , rappresentavano una delle forme più subdole e surrettizie non della restaurazione ma della reazione più feroce e più convulsa come è quella che, emarginando le classi subalterne e limitandone l'ascesa, vorrebbero tornare ai chierici di medievale memoria (gli intellettuali) e le masse emarginate, da tener buone con i fumi incomprensibili del linguaggio figurativo e verbale, e, se riottose, da spedire alla morte negli assalti e nelle trincee.Non è a caso se la svalutazione dell'Ottocento italiano prende avvio con i Futuristi e i loro affini, con quella fascia di sedicenti rivoluzionari che, dopo aver entusiasticamente abbracciato l'intervento nel 1915 , passarono in blocco al Fascismo e alle sue avventure. L'Ottocento, con il suo accento autenticamente popolare, il suo laicismo, la sua scoperta di un'Italia sin allora ignorata dall'arte mitologico-religiosa , costituiva il portato figurativo di una lenta ma certa ascesa delle masse italiane, dopo una bimillenaria miseria, verso l'autocoscienza e verso non il benessere (era ancora troppo presto) ma almeno verso forme di vita al di qua della semplice sussistenza. E' di questo che avevano paura le antiche elites; di questo timore si fecero portaparola i gruppi raccogliticci di spostati, di geni e genietti incompresi, quel ceto cioè provinciale e piccolo borghese annidato nelle redazioni dei giornali, nelle università, e che si è sfogato negli innumerevoli movimenti letterari e figurativi, tutti accomunati da un solo programma, quello di distaccarsi dalle reali esigenze popolari. Lo svilimento e la depressione dell'Arte Ottocentesca coincide esattamente col potere di questi gruppi e gruppuscoli, che sono entrati in agonia nel 1968. Crollati i veli e le fumate che per lunghi decenni hanno asfissiato la cultura italiana (terrorizzandola spesso a fianco di un potere spietato ma senza rinunciare alla facile etichetta di avanguardia) oggi possiamo rivolgerci a quel grande Secolo con occhi limpidi , e i risultati sono davvero stupefacenti.-
Federico Zeri [dalla prefazione a "Le incisioni di Giovanni Fattori"]
Vittorio Losito 05/01/2008 09:40 PM
il post precedente è tratto dal mio blog
Vittorio Losito 05/01/2008 09:59 PM
qui si trovano 30 opere di A.Mancini:
commons.wikimedia.org/w/ [...] rch=Antonio+Mancini+
Luca Mesini 05/02/2008 04:12 AM
Ho apprezzato moltissimo e guardando le trenta opere su wikipedia mi ha affascinato nondimento quell'acquerello all'inizio - favoloso.
Guardate qua, non sono tante ma sono contento che compaia in quello che considero il più prestigioso portale d'arte figurtiva del mondo
www.artrenewal.org/asp/d [...] sp?aid=433
Sostando sulle opere di Mancini, rispetto ad altri menzionati - forse soprattutto Boldini - trovo che le ragioni della contemporaneità siano differentemente espressesi sul filo, come non potrebbe non essere, del contenitore culturale, affettivo e geografico che ha tessuto le matrici generatrici della capacità di esprimer - par sentimento - gli affetti e la bellezza, come la malinconia, di questi artisti - gesti comuni ai più noti pittori di tutti i tempi, nondimeno quelli dell'epoca - penso sempre con struggente malinconia a La solitudine di Fontanesi, forse per mio personale coinvolgimento emotivo soggettivo.
Vieppiù concordo soprattutto su la modernità di Mancini - precursore e attuale contemporaneo, anche se non finanche intessuto di una modernità che comunque non avrebbe proprio potuto - dove per l'attualità della contemporaneità, a esempio io ho ancora un tessuto di riferimento a cogliere più vicine al senso che presto alla parola, il Modigliani et altre generazioni successive - ma per ragioni insite nel naturale corso dei tempi e di quella mutazione genetica dei sentimenti pittorici che comunque riflette sempre l'ordine del cambiamento della società.
Alba La Mantia 05/02/2008 07:42 AM
Davvero un grande! Il ritratto del povero scolaro n.2 lo trovo commovente.Atmosfera intima, avvolgente, rende lo stato d'animo del modello. Sapresti dirmi chi era il suo modello? mi piacerebbe saperlo.
Ciro D' Alessio 05/02/2008 08:26 AM
Grazie Vittorio per averci segnalato questo nuovo gruppo di opere, davvero magnifiche!
E grazuie ancora di più per averci offerto questo interessantissimo spunto di riflessione sull' ottocento!
E' significativo, sulla scia delle riflessioni che riporti, notare che nei vari musei Napoletani si possono ammirare opere d' arte che vanno dai sarcofaghi egizi alle istallazioni di Pistoletto e Kounellis, ma se poi vuoi vedere qualcosa dell' ottocento devi andare nelle gallerie private, o nei posti più nascosti ed irrangiungibili, quasi depositi, dei musei.
Cmq mi fa piacere che Mancini vi piccia; temovo una "futuristica" reazione di ripulsa!
Ciro D' Alessio 05/02/2008 08:33 AM
Grazie anche per la tua segnalazione ed il tuo intervento, Luca. Certo la pittura si evolve dopo Mancini, ma secondo un concetto di evoluzione non hegeliano; si evolve ma senza pretendere di negare o superare il passato ( come invece si pretende secondo il concetto, tutto hegeliano, cattivo-hegeliano, di evoluzione che hanno avuto le avanguardie)
Ciro D' Alessio 05/02/2008 08:39 AM
So che era un ragazzino napoletano, probabilmente uno scugnizzo.
Cmq deve essere molto interessante anche la biografia di Mancini; pare che ad un certo punto della sua vita fosse impazzito o fosse considerato tale.
Vittorio Losito 05/02/2008 08:40 AM
CORREZIONE :
jssgallery.org/Paintings/Antonio_Mancini.html
questa non è opera di Mancini ma di Sargent che ritrae Mancini
chiedo venia...
Elisabetta Trevisan 05/02/2008 10:45 AM
che bello vedere che, se si vuole, si può parlare veramente di pittura...grazie a tutti
Alba La Mantia 05/02/2008 12:46 PM
Dovremmo parlare più spesso di pittura, e meno di commercio della pittura, scoprire l'anima di chi ci ha preceduto serve a capire anche il nostro presente. Abbiamo èperso il rigore e la tecnica, abbiamo perso l'umiltà, abbiamo perso la meraviglia, abbiamo perso l'anima....

Vittorio Losito 05/02/2008 08:53 PM
Sono del tuo stesso parere Alba:abbiamo perso il rigore e la tecnica, abbiamo perso l'umiltà, la meraviglia e l'anima. Vuoi un esempio?
Sul forum mi hanno risposto che per sapere se un'opera è arte o no sarebbe "giusto" decidere
"a maggioranza".....
Alba La Mantia 05/02/2008 11:54 PM
ha ha ha ha ma dai, non può essere!
Però, considera che se esistesse davvero la democrazia, sarebbe la più bella opera d'arte!
E' anche vero che l'artista per antonomasia è egocentrico e mai sopporterebbe il giudizio di una maggioranza. Come conciliare le due cose?
Emanuela Terragnoli 05/07/2008 10:26 AM
Buongiorno Ciro, buongiorno a tutti, arrivo un po' tardi ma sono d'accordo con Elisabetta Trevisan, bellissima ed istruttiva questa discussione. Grazie di cuore

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