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Buona a Nulla

delle nostre donne, io sono l'errante

equilibriarte.org : Beatrice Niccolai : blog : 2008 : August

empreintes

Da lontano,
da oltre le fessure che fa il tempo, passando,
s'intravede ancora il passaggio.

Passi senza dove,
arrivano alla mia voce
e da lì migrano in altre dimore.

Gli uccelli disegnano traiettorie,
spezzano la monotonia delle attese
e fanno il nido
come fosse la loro casa

nella vita disfatta,
dietro al barcone abbandonato
laddove ancora arriva il mare

o solo
sulle nostre impronte di sabbia.



Beatrice Niccolai

E' tempo

La verità
è un coro di menzogne.

La verità
è un cane che sbrana un cuore
trovato ancora vivo
sotto alle foglie.

Certe rughe
sono quei solchi in me
in cui hai seminato il niente.

La mia è una gravidanza isterica
che partorisce tempo.

Quando le radici affondano
e crescono nell'assenza di perdono

è tempo di ricucire
agli alberi,

le foglie.




Beatrice Niccolai

Perseide nel deserto

Indugo i giorni
come corsi d'acqua
assetati di terra.

La verità
è riuscire a contenermi
e riconoscere il vento dalle foglie;
destreggiarmi
come un diluvio nel cuore del deserto.

Essere preghiera di un ateo
che riconosce Dio solo nella bestemmia.

Certe verità
rimangono interrotte dal silenzio
e rispedite al mittente.

Prova a farti albero come me,
quando mi cullo il cuore
sulle scie delle stelle cadenti.

Indugo,
- senza spingerla oltre -
la mano vuota
che cerca acqua nel deserto.



Beatrice Niccolai

gheriglio

Se anche il cuore ha i denti,
in quel morso il veleno per i miei giorni:
aggrapata alla vita,
celebro la sua dispersione.

Un oceano mare,
torna a riva, come consuetudine,
e coglie me conchiglia
come frutto d'estate.

Tu, la noce d'autunno
come fossi il mallo
per il mio sonno.

Celebra la vita
tutto quello che dimentica
la morte.

Una vestaglia di cotone consumato
scopre dal sogno,

le spalle.



Beatrice Niccolai




____


Prossime date:
13 settembre, Biella
14 settembre, Crema


l'ombra d'estate

Nelle sere senza sosta,
vesto d'azzurro
anche la noia.

Distillami il cuore:
d'assenzio sotto al salice
costruiremo l'ombra d'estate.

Sudano,
prima che il cielo cada su una stella,
anche le foglie.



Beatrice Niccolai





.come ombre rosse.

Poi tutto passa
e oltrepassa questo tempo
che non ci chiede più niente.

Senza tracce,
con un carezza,
cancelli le imperfezioni dell'Amore
a cui l'Amore
- attraverso i suoi stessi sentieri -
torna.

E' già tardi
per riavvolgere memorie
meglio lasciarle libere
come aria che circola nel solito dove;

fra il giorno e la sera,
come ombre rosse

di seta indiana.



Beatrice Niccolai

e sarà sera

E sarà sera,
come da secoli ancora,
qui nella valle,

Avrai sempre un ricciolo lungo
umido sul desiderio,
come secoli fa, ricordi?

Il tempo indebolisce la radice
ma non il senso delle cose.

In storie d'altri, siamo ancora una storia;
come nel silenzio scuro, la luna
sentirsi cosa viva.

Che non sia mai di noi,
verità o proiezione,
che sia mai che scopra il vuoto
di ore, giorni, settimane, anni.

In soccorso,
a lenire dolori e occultare preghiere
un silenzio ombreggiato
sale
-senza arrivare mai-

le scale.



Beatrice Niccolai

dentro il raggio di un ombrello

Non saprai mai se ieri ha piovuto nel deserto,
eri qui e altrove
a pregare un po' di pioggia
per laddove serve.

Eri altrove,
in un altro tempo, in un altro spazio
senza sapere se qui ha piovuto
anche se non ha dune,
il mio deserto.

C'è un silenzio contemplativo
che è così lontano dalla tua pioggia.

Tu vivi dentro il raggio di un ombrello
e non puoi vedere quanta bellezza c'è
anche in un cielo plumbeo.

Io dalla mia pioggia in fiamme,
vedo piovere nel deserto.

E' il delirio di chi crede possibile
che un corvo e una colomba
possano covare

gabbianelle.



Beatrice Niccolai

in cerca di storia


Tutto è in movimento
e tu che increspi i miei occhi
in qualcosa di già visto,
ti fai rondine d'autunno.

Il mio eqilibrio
è un silenzio costante
che evapora
come una stella bianca
nella notte.

Sbocciano ancora le albe,
fra detriti e giorni
raccolti e trasportati
in cerca di storia

dalla calma
- o forse solo dalla stanchezza -

della corrente.



Beatrice Niccolai




accendi una candela per il Tibet
www.candle4tibet.org/

il ticchettìo di un orologio fermo

Rimango in vita
solo per imparare
e ancora, come in eterna rinascita,
per sbagliare.

Rimango fra le curve
che fa la sera al giorno
in paziente attesa di un eterno
e scoprirmi più fragile
di un seme che non sai se germoglia.

Cammino ancora
con un'ombra accanto
fingendomi meno sola
di quando mi attribuivano
decine di amanti.

Nascono interminabili deliri
qui al buio, in una stanza al caldo.
Tu sei il ticchettìo
di un orologio fermo.

Dopo che sarò evaporata,
fosse solo come ombra
avrò anche io la mia forma.



Beatrice Niccolai

quando fuori si fa sera

Anche tua madre
ha imparato a cucinare le ortiche
e a spezzare la voce
come fosse pane.

Osservala deglutire un sospiro
quando fuori si fa sera;

osservala rammendare ogni stralcio d'oggi
per un possibile domani.

Di tutte le sere
è bello guardarla sotto le stelle,
il balcone si spinge oltre il porto
nella nenia che fanno le onde.

Avvicinati e non ricordarle mai,
che ha una catena di pensieri e montagne
tutte intorno.



Beatrice Niccolai

(evaporando) sul sale dell'acqua

Vengo a te,
col solito ridente pianto,
con la solita lista della spesa
di chi ha perso scaffali e fame.

Vengo a te,
con l'accesa sete di chi ha rotto il bicchiere
e raccoglie nel palmo delle mani,
conchiglie, sale e onde.

Vengo a te
di nascosto alla vita,
perché vita ci racconti;

gli antichi orli vestono con disinvoltura
tutto quello che ci spoglia.

Strappami uno sguardo
perché anche gli occhi smettano di sudare.
E'un'afa insopportabile
anche per i fenicotteri nelle saline.

Si allontanano le navi dal porto,
verso una remota e sconosciuta spiaggia
al di là della linea d'orizzonte.

Scrivono indicibili canzoni
anche loro, come me,
- evaporando -
sul sale dell'acqua.



Beatrice Niccolai






come una cerniera senza più denti

I tuoi silenzi,
le mie carte bianche
e quell'incapacità
di pensare la vita
come qualcosa che passa.

Ci hanno già traditi troppi giorni
- tutti quelli che non torneranno -

e una bellezza intrappolata
nelle strade dell'Amore
a cui l'amore va
e mai torna.

E' stato un incidente
il tamponamento in cui ho perso i miei oggi.
Tu eri fermo al tuo semaforo rosso,
io ero già oltre il verde.

Qualcosa lampeggia pericolo
ad ogni risveglio.

Schiudimi
-raccontandomi i vizi della vita -
come una cerniera senza più denti,

gli occhi.



Beatrice Niccolai

sui labiali del silenzio

Gli antichi discorsi
che tagliano i vetri
come fossero diamanti,

riflettono come in un mimo,
la loro ombra sui labiali del silenzio.

Io sono stata tutti i miei sogni
e sono ancora tutti i miei sogni,
giusto per ricordarmi
tutto quello che non ti ho mai detto.

Giusto per fermarti ancora
sulla porta degli incontri
e vedere che ci sei e che esisti.

Non chiedermi il nome delle cose,
non dare nome ai segreti.

Pioviggina sempre
quell'inconsapevole disgrazia
di amare forme e ombre

e scegliere di non coprirsi
neanche gli occhi
davanti ad uno specchio.



Beatrice Niccolai


(fotografia Helmut Newton)






a proposito di Malaspinarte'08...




a proposito di me...



qui il file leggibile:
img144.imageshack.us/img [...] 6/gallago08be1.jpg


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