articles: Il libro che non puoi non aver letto - Trentasette, Il mistero del genio adolescente – di Flavio Caroli
Il filo rosso della morte prematura lega artisti visionari e immortali
Roberto SaviRaffaello, Parmigianino, Valentin de Boulogne, Cantarini, Watteau, Van Gogh, Toulouse-Lautrec, Tancredi, Gnoli, Manai: le ultime ore di vita di dieci divini fanciulli fermatisi sulla soglia dei trentasette anni.
Artisti che furono dei visionari.
Per questo continuano a rimanere nostri contemporanei.
Sono immortali, grandi artisti di tutti i tempi.
Un filo rosso li lega, compagni di viaggio ed eredi d’elezione, da coloro che hanno imparato delle innovazioni e delle lotte – più o meno melodrammatiche – da chi li ha preceduti e gli ha passato idealmente il testimone.
È una vicenda più antica: la lotta tra la vita e la morte e l’esistenza di una vita eterna dopo la morte, gli dei ed il loro olimpo, e come se la giocano con noi umani, l’eterna giovinezza e la caduta dal cielo.
Ho 33 anni, sono ancora un po’ distante dalla soglia dei 37, forse ripercorrerò questa strada introspettiva quando sarò a quota 35, 36…
Per ora mi meraviglio di aver superato i 28 anni – altra età di passaggio – mi vengono in mente artisti morti a quell’età, come Egon Schiele (Tulln, 12 giugno 1890 – Vienna, 31 ottobre 1918) o Jean Michel Basquiat (New York, 22 dicembre 1960 – 12 ottobre 1988), ma anche musicisti come Jim Morrison (Melbourne, Florida, 8 dicembre 1943 – Parigi, 3 settembre 1971), o come per i 30 anni di Piero Manzoni (Soncino, 13 luglio 1933 – Milano, 6 febbraio 1963)…
Viviamo come allora, in tempi di schieramenti guerreschi.
Mai come ora, dopo la guerra fredda, si vivono delle contrapposizioni nette tra il bianco ed il nero, laddove il terzo incomodo non viene mai nominato.
Io credo che un tipo di approccio così libero, a volte talmente libero da sconfinare nel delirio, come quello di questi artisti, dovrebbe essere un grande esempio.
È chiaro che in periodi di cambiamento così importanti le contraddizioni sono tante, i rischi sono tanti.
C’è una realtà molto dinamica, sicuramente più veloce di quella che vivevano questi artisti.
I tempi di reazione si sono molto ristretti, per tutti in generale.
Il tempo di riflessione, e quindi di approfondimento, viene automaticamente penalizzato, almeno nell’immediato.
Bisogna avere i riflessi pronti per rispondere agli input che ti arrivano oggi.
La guerra non è una cosa semplice.
Contrapporsi semplicemente alla guerra può essere ingenuo.
Gli argomenti propagandistici risultano sempre allettanti rispetto a chi, con grande fatica, cerca di far capire cosa può essere questo grande buco nero della guerra, nero perché scatena la bestialità degli uomini, scatena il rapporto con la morte.
In questi momenti thanatos distrugge eros, l’aspetto più creativo della vita.
Il conflitto vive dentro di noi, non si è mai completamente positivi o completamente negativi.
Il gioco sta nel trovare l’equilibrio tra queste due forze contrapposte.
A volte si oscilla più da una parte, a volte dall’altra.
Tutti noi ci chiediamo che cosa sarebbero riusciti a fare questi artisti se avessero continuato a vivere.
Queste grandezze che si sono ad un certo punto fermate sono servite da monito per tanti.
Quando stai andando in territori inesplorati, arriva un momento nel quale è giusto avere paura, nel quale è più umano avere paura.
Quando ti trovi in una condizione di esaltazione che ti circonda, difficilmente riesci ad essere te stesso.
Finché resta un gioco fantastico, dopodiché scopri l’aspetto più oscuro delle tue paure, scopri la solitudine.
E quando ti trovi a fare i conti con la tua solitudine, ti rendi conto che stai reggendo delle cose molto più grandi di quelle che puoi davvero reggere ed inevitabilmente sei in un angolo, sei in un vicolo cieco, e devi tornare alla superficie, che è cosa molto faticosa, e decidere se lasciarti andare o reagire ancora, sempre che ti sia rimasta la forza per reagire.
Qui viene fuori la voglia o meno che ogni individuo ha di affrontare la vita, una volta superati…i 37 anni.
Che sono poi quella famosa soglia d’età (40 anni) oltre la quale nessuno di noi, quando aveva 16 o 20 anni, pensava che sarebbe mai arrivato.
Tanto schianto prima, pensavi.
Ed invece poi ci arrivi e continui a fare i conti con te stesso.
Riuscire a trovare quell’equilibrio tra eros e thanatos, trovare da soli delle motivazioni senza essere insoddisfatti, trovare delle motivazioni vere per stare al mondo, questo è – mai come in questo momento – la vera sfida.
A noi comuni mortali, cosa resta?
Il senso di sgomento che si prova quando si è giunti nel mezzo del cammin di nostra vita (anche per Dante era sui trentacinque anni) che infallibilmente si prova confrontandosi al “come eravamo” giovanile.
È il “brivido freddo” che si sente quando si è costretti al bilancio delle speranze tradite, delle illusioni frantumate, o semplicemente alla presa d’atto del proprio imborghesimento.
Divini fanciulli del nostro tempo, sono stati, e mi piace ricordarli, perché credo che abbiano regalato un’emozione a tutti noi:
Keith Haring – nato a Kutztown, Pennsylvania, il 4 maggio del 1958, ci lasciò all’età di 32 anni a New York il 16 febbraio 1990;
Yves Klein – nato a Nizza il 28 aprile del 1928, ci lasciò all’età di 34 anni a Parigi il 6 giugno del 1962;
Nicolas de Staël – nato a San Pietroburgo il 5 gennaio 1914, ci lasciò all’età di 41 anni ad Antibes il 16 marzo del 1955;
Juan Gris (pseudonimo di José Victoriano González Pérez) – nato a Madrid il 23 marzo del 1887, ci lasciò all’età di 40 anni a Boulogne sur Seine l’11 maggio 1927;
Amedeo Modigliani – nato a Livorno il 12 luglio del 1884, ci lasciò all’età di 36 anni a Parigi il 24 gennaio del 1920;
Umberto Boccioni – nato a Reggio Calabria il 19 ottobre 1882, ci lasciò, all’età di 34 anni a Sorte, Verona, il 17 agosto del 1916.
Editore: Mondadori
Autore: Flavio Caroli
Titolo: Trentasette – Il mistero del genio adolescente
Pagine: 174
Lingua: Italiano
Costo: €. 6,71
Isbn: 88-04-45656-6
Roberto Savi - May 23, 2009
comments
Roberto Savi June 12, 2009 02:47 AM
di niente. piacere mio.
alla fine lo scopo della rubrica è quello di condividere il piacere della lettura.
un saluto




bello bello, mi piace caroli e ringrazio "che tempo che fa" che l'ha fatto conoscere al pubblico. E ringrazio della segnalazione del libro